Italia Viva, tra Romania e Formula 1

Italia Viva c’è, con una duplice e meritoria prova d’impegno nei teatri di guerra del mondo. Una delegazione ha raggiunto il confine tra Romania e Ucraina per testimoniare l’esodo drammatico delle famiglie in fuga […]

(di To. Ro. – Il Fatto Quotidiano) – Italia Viva c’è, con una duplice e meritoria prova d’impegno nei teatri di guerra del mondo. Una delegazione ha raggiunto il confine tra Romania e Ucraina per testimoniare l’esodo drammatico delle famiglie in fuga dalla guerra e dalle bombe. Chi si rimbocca le maniche merita sempre un applauso (meglio ancora se tiene sotto il livello di decenza la propaganda politica), ma a voler essere maliziosi si potrebbe contestare la cifra stilistica della comunicazione di Iv, diffusa sui social e sulla mitica Radio Leopolda: abbondanti primi piani strappalacrime di bimbi e minori che si consolano con giocattoli e peluche, e soprattutto i video suggestivi di Rosato e Bellanova, che raccontano la loro esperienza con tono grave e struggente, accompagnati da un pianoforte malinconico in sottofondo. Forse si poteva fare in modo un filo più sobrio, ma va bene lo stesso.

L’altro ambasciatore di Italia Viva nel mondo è ovviamente Matteo Renzi. Anche lui ha dato un contributo, portando la sua testimonianza dolente in un’altra zona calda del globo: il gran premio di Formula 1 di Jedda, in Arabia Saudita. Un grande spettacolo rovinato solo in parte, venerdì, dall’attacco missilistico degli Houthi contro i depositi petroliferi sauditi, a una manciata di chilometri dal circuito. Renzi non si è messo paura (a differenza di molti piloti) e ha assistito dal paddock alla spettacolare gara di domenica, come ha scritto il Corriere della Sera. Il Golfo Persico ormai è casa sua, non si può abbandonare alle prime difficoltà.

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