
Matteo Salvini è giustamente sulla graticola per gli errori commessi durante le fasi per eleggere il presidente della Repubblica (“mai più un presidente con la tessera del Pd”).
E in effetti, l’ha fatta grossa. Ma l’uomo, oltreché il politico, proprio non ce la fa ad essere un fine statista.
Ma vorrei ricordare un signore che immancabilmente viene presentato in tv come il grande saggio che si siede e ci spiega cosa succede in politica e cosa bisogna fare per migliorare la situazione: Pierluigi Bersani.
Ricordate quando non ne volle sapere di governare con il Movimento 5 Stelle?
Rimaneva il PdL di Berlusconi. Ma non gli venne in mente che la politica è l’arte del compromesso. E non mosse un dito per sondare questa eventualità.
Con la complicità di Napolitano cercava in ogni modo di farsi incaricare per formare un governicchio che non sarebbe durato una settimana. Inchiodò il Paese in un estenuante e ridicolo tira e molla per formare una maggioranza che non si sarebbe formata nemmeno con i carri armati.
Quando bisognava eleggere il presidente della Repubblica buttò nella mischia il nome di Franco Marini senza minimamente trovare un accordo con i Grillini che, anzi, votarono Rodotà.
Bruciato quel nome pensò bene, anzi, malissimo, di bruciarne un altro: Romano Prodi senza sondare il PdL, l’unico partito che, insieme al suo, poteva farlo eleggere. Ricordo ancora alcuni dirigenti come D’Alema imbufaliti per aver trattato in quel modo Prodi, senza un accordo, una discussione interna, sicuro che tanto lo avrebbero votato.
Bersani si chiuse a riccio, esautorò tutti i suoi più fidati consiglieri, rimase solo con Errani.
Anche allora, come oggi, non vi fu una strategia politica. Non vi fu un serio e onesto confronto.
Solo uomini che hanno scambiato la politica per un affare privato.
Senza idee, senza coraggio, senza futuro.
Ed oggi, Bersani, si ritrova con il M5S, Berlusconi e con Salvini. Manca la Meloni ma non avrebbe avuto problemi pur di rimanere a galla.
Questa considerazione non vuole mitigare gli errori grossolani di Salvini ma ribadire che la politica dovrebbe essere altra cosa.
E purtroppo, devo constatare, che anche quelli del M5S, se lo stanno dimenticando altrimenti avemmo avuto la Belloni al Quirinale.
Era giusto votarla.
Perché donna, perché brava, perché diversa.
E il fatto che uno come Renzi abbia detto di no alla sua candidatura conferma che era giusta.
Rimane da capire come un Paese possa precipitare nel terrore ogni volta che si debba cambiare presidente della Repubblica. Ed infatti viene riconfermato quello precedente.
Una politica che non ha coraggio e non esprime persone autorevoli fa emergere tutto il suo cascame di miseria e niente più.
Baldo degli Ubaldi.
“Perché donna, perché brava, perché diversa.”
In questi giorni si leggono commenti come questo a profusione. A parte il primo punto, qualcuno ha davvero elementi per provare gli altri due punti? Brava? Diversa? Siamo sicuri? O si tratta forse di un grigio funzionario vissuto all’ombra di potenti politici per tanti anni? Qualcuno sarà mai in grado di scrivere n profilo completo anziché questi commenti mordi e fuggi che non dicono niente?
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ma quale Giusta, la belloni si è bruciata proprio ieri pranzando con giggetto.
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” la canapa è morte” l ultima perla ( e grande pirlata) di Salvini!!
Ah statista…gran regista di quell’ orrore chiamato Mattarella bis
l unico slogan che devi tatuarti sulla fronte è che voi politicanti ( e giornalai) siete ladri e mafiosi!!
Direi addirittura che chi guadagna cifre slegate dalla realtà dei normali cittadini sia incapace di intendere e volere…un abominio!! Chi fa le leggi vive in una sorta di paradiso artificiale che lo fa sembrare un tossico fatto di non so cosa( non di canapa..sicuro)
È ora che qualche scienziato onesto gli dia la patente di incapace di intendere e volere
Se qualcuno avesse dei dubbi si rilegga i giornaloni dei giorni scorsi… è decisamente evidente
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Ha detto “la droga emorte” il bastardo, un bluff degno della merda d’uomo che è.
È tipico delle merde come lui mettere sullo stesso piano eroina, cocaina e marijuana.
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Anche a me la Belloni piaceva, però non dimentichiamoci che quando era a capo della Farnesina distribuiva faraonici stipendi di 40 50.000 € al mese a galantuomini e signore con la puzza sotto il naso nelle varie ambasciate e consolati di tutto il mondo. Di Maio poi non mi risulta si sia sognato di correggere almeno in parte queste storture, infatti pare che sia amatissimo nell’entourage del ministero.
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Il problema del pubblico è che ci “decide” gli stipendi e gli aumenti non è legato a filo doppio con chi tira fuori quei soldi.
Non mi scandalizzo se uno guadagna 50000 euro al mese se chi li tira fuori ricava un beneficio che li giustifichi.
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OPS… non avevo finito.
Invece nella politica NOI cittadini tiriamo fuori i soldi e LORO se li spartiscono, fanno regalie sapendo che non soltanto non ti privi di quel che doni, ma che riceverai doni a tuo volta.
Quando non eravamo ancora “politically correct” avremmo detto “è facile fare il frocio con il culo degli altri”. Adesso possiamo solo dire “è facile comprare regali coi soldi che escono dal portafoglio di altri”.
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Tu abbandoni il mio narcisismo alle ortiche… e te ne vai.
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scusami… non so come sia successo. 🙂
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Non nasconderti!
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Ti avevo dato una battuta per statistici, roba che se la dici al bar ti offrono anche il cappuccino, altro che caffe’. Ti ho dato una “r”, potevi usarla maiuscola o minuscola, ed invece?
Invece posti…
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