Aridatece er caimano! Ecco perché eleggere Berlusconi al Quirinale

L’arci-italiano riesce ad assomigliare a ciascuno di noi, anche se tutti insieme proviamo un senso di incredulità per questo ultimo atto del berlusconismo

(Maurizio De Caro – affaritaliani.it) – Ha ottantacinque anni, portati male, e con troppi acciacchi assomiglia in peggio all’imitazione che ne fa Crozza, ma è sempre ricchissimo e ha sempre una sbarbata improbabile al fianco, si è schiantato contro il Covid e ne è uscito malconcio, come tanti, ma insomma perché continuare a parlarne? Perchè Silvio si merita di andare al Quirinale, perché rappresenterebbe il trionfo del Surrealismo Italico, un salvacondotto per la vecchia canaglia che stanco e affievolito, abbandona il malaffare (come dicono i giudici) per diventare, giustamente il Capo di quello Stato che lui ha rappresentato in maniera perfetta.

Molti non saranno d’accordo perché non riescono a sopportare che nessuno sia in grado di rappresentare tutti i peggiori difetti italici, l’ambiguità, l’ipocrisia, la furbizia e tutto il resto come Lui, solo Mussolini è stato leggermente superiore. L’arci-italiano politicamente immortale, ma storicamente impresentabile, comincia a crederci, ha vinto tutto, ovunque si sia cimentato, ma non ha capito quasi nulla della politica (ma a che serve?) che tanto ha amato nell’ultimo quarto di secolo.  Per questo bisogna eleggerlo, anche se gli costerà gran parte della sua quadreria, qualche posto nei suoi telegiornali e talk, e diverse direzioni generali nella galassia del suo impero imprenditoriale.

Berlusconi Presidente del Paese dove tutto è possibile

Silvio è perfetto per quel ruolo perché non ha nulla a che vedere con la grandezza ieratica del suo predecessore, con la sua moralità, col suo impegno civile, perché Lui è altro da tutto il resto del Paese, perchè riesce ad assomigliare a ciascuno di noi, anche se tutti insieme proviamo un senso di incredulità per questo ultimo atto del berlusconismo. I suoi sodali a libro paga hanno arroventato le linee telefoniche di tutti i disperati che rappresentano quasi la metà sconosciuta di un Parlamento, che alla fine, lo sceglierà, perché nessuno è in grado di rappresentare l’implosione di questo paese: etico ed estetico meglio di lui. 

Per altro non assomiglia neppure più al Caimano che avevamo tanto combattuto, sembra un Califano bollito alla fine delle sue scorribande, altro che cene eleganti, ormai a parte il catetere rimane poco da raccontare, neppure una storiella sporca anche perché la memoria comincia, per fortuna, a vacillare. Ma quest’uomo – croce e delizia di partiti, movimenti, interisti, intellettuali e Santoro – alla fine risulta una scelta meno provocatoria di tante altre, forse perché non ha mai dato tanto peso alla credibilità, che rappresenta quello che uno vuole vedere e non quello che potrebbe essere vero. Avete presente la nipote di Mubarak?

Diamo dunque allo stanchissimo condottiero l’alloro più alto, facciamone l’emblema della più alta istituzione, cercando di limitare i pochi danni che ancora può compiere, magari scherzando con i corazzieri , o ghignando verso qualche suo pari “Capo di Stato”. Il conto e la conta alla rovescia è cominciato, lo spettacolo sta per cominciare e nel giro di qualche giorno verrà rappresentata la più geniale delle “commedie all’Italiana”, che neppure Pietro Germi avrebbe mai potuto raccontare.

Con questa spericolata elezione, si chiuderà il cerchio con quel Paese dove tutto sembra possibile e dove niente può più stupirci, perchè in fondo anche il Presidente della Repubblica deve essere la sintesi di tutte le nostre ataviche inadeguatezze: un pezzo del nostro passato, troppo lontano dal poter rappresentare qualsiasi forma di futuro.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

6 replies

  1. Bravo Maurizio , un bel pezzo.

    Le responsabilità vanno ricercate a tutti coloro i quali con il loro voto hanno dato credito ai partiti che presentano Berlusconi al Quirinale.
    Sono sicuro che molti loro elettori faranno delle riflessioni adeguate

    Piace a 1 persona

  2. la ‘grandezza ieratica’ del predecessore è stata sintetizzata a suo tempo (dell’elezione) da M.Travaglio che usò un termine coniato da M.Fini: coniglio bianco su sfondo bianco.

    Ed essendo un democristiano, un coniglio mannaro all’occorrenza.

    "Mi piace"

  3. Con questo articolo si va poco lontano. Basta rappresentare gli italiani come una massa di furbetti irresponsabili e menefreghisti. Siamo molto di più. O perlomeno, smettiamo di usarla come scusa per disinteressarci del nostro destino sociale.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...