La premier Meloni ieri ha annunciato la stretta sulla punibilità dei minori al grido di “chi sbaglia paga”. Politici esclusi, s’intende

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Le destre promettevano quello che oggi promette, rinfacciando loro di non aver mantenuto, il generale Vannacci. Una minestra riscaldata a base di rimpatri e sicurezza, riproposta nel menù sovranista ogni volta che c’è da inseguire il caso di cronaca del giorno. Roggero ha fatto da apripista all’elenco delle baggianate, con la Lega di Salvini in grande spolvero.
Prima con l’idea di candidare il gioielliere pistolero – condannato per il duplice omicidio di due rapinatori in fuga e il ferimento di un terzo – sapendo benissimo, almeno si spera, che non può essere candidato. Neppure se, malauguratamente, il presidente della Repubblica dovesse concedergli la grazia. Che estingue (in tutto o in parte) la pena ma non il reato né le pene accessorie. Come l’interdizione dai pubblici uffici che rende il graziato comunque incandidabile. Ma mentre Salvini diceva di “valutare” l’evidente insussistenza dei presupposti per mettere in lista Roggero, i suoi si scatenavano in Parlamento annunciando fantomatiche proposte di legge per riscrivere la disciplina della legittima difesa – quella vigente costata al gioielliere piemontese un condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere – porta la firma proprio della Lega, ma fa niente.
L’ideona prevede che “qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”. In pratica il ritorno al Far West. Paradossalmente non sarebbe punibile neppure il Roggero di turno che raggiunto il ladro in fuga, nel frattempo fermato dai carabinieri, aprisse comunque il fuoco giustificando la sua reazione come conseguenza della rapina subita.
Una mossa per arginare il dilagare di Vannacci nei sondaggi, a scapito della Lega ma pure di Fratelli d’Italia, che per non essere da meno, si sono lanciati all’inseguimento con l’ennesima norma spot varata ieri dal governo ed esibita con gaudium magnum dalla premier Meloni che ieri ha annunciato la stretta sulla punibilità dei minori al grido di “chi sbaglia paga”. Parlamentari e politici esclusi, s’intende.
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