Senza il vaccino non si lavora più

Nonostante l’opposizione della Lega e del M5S, il governo domani potrebbe approvare l’estensione del Super green pass che richiede vaccino o guarigione per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro. Potrebbe essere inserito per gradi, a cominciare dalla Pubblica amministrazione, dando tempo fino al 1° o al 15 febbraio a chi deciderà di vaccinarsi […]

(DI ALESSANDRO MANTOVANI E GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Nonostante l’opposizione della Lega e del M5S, il governo domani potrebbe approvare l’estensione del Super green pass che richiede vaccino o guarigione per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro. Potrebbe essere inserito per gradi, a cominciare dalla Pubblica amministrazione, dando tempo fino al 1° o al 15 febbraio a chi deciderà di vaccinarsi. Nelle intenzioni del presidente del Consiglio, condivise dal ministro della Salute Roberto Speranza, come anche dal Pd, da Italia Viva e da Forza Italia, subito o in prospettiva toccherebbe a tutti, anche nel settore privato.

C’è l’ipotesi di differire la misura, senza precedenti, per l’edilizia e l’agricoltura, dove tra positivi e quarantenati mancano lavoratori. La strada però sembra segnata. Il governo, pur evitando l’obbligo che farebbe ricadere i vaccini anti-Covid in un quadro normativo rigido, intende rendere la vita impossibile a chi rifiuta l’immunizzazione. Draghi però dovrà superare le resistenze politiche: Salvini – pressato da Massimiliano Fedriga – ha fatto sapere a Palazzo Chigi che è contrario, il M5S è scettico e deciderà la propria posizione in una assemblea dei parlamentari. Nei corridoi di Palazzo Chigi preoccupa il Carroccio, più che i grillini. Ma Draghi non molla: lo considera l’ultimo lascito prima di puntare al Quirinale.

Fonti di governo sottolineano che le somministrazioni sono aumentate tra Natale e Capodanno, si rivedono le code, siamo arrivati a una media oltre le 40 mila prime dosi e a quasi 60 mila il 29 dicembre: “È l’effetto degli annunci e degli ultimi provvedimenti”. Possibile. Il decreto del 30 dicembre non è poca cosa: dal 10 gennaio senza vaccino o guarigione recente si può solo lavorare, andare a scuola o all’università e fare acquisti nei negozi, purché a piedi o su mezzi propri.

La Federazione delle aziende ospedaliere (Fiaso) ha reso noto che la legge di Bilancio consentirà la stabilizzazione di 48 mila operatori sanitari assunti a termine con l’emergenza Covid. Era un obiettivo di Speranza. Ma sono già al lavoro, le carenze strutturali restano e in questo momento si aggiungono circa 40 mila operatori sanitari fuori servizio perché positivi o sospesi per mancata vaccinazione. Tutto questo mentre negli ospedali si attende un ulteriore aumento dei ricoveri e degli accessi al pronto soccorso per Covid. La variante Omicron che prima o poi dovrebbe superare la Delta in termini di prevalenza, secondo le stime, determina “fra un terzo e metà di ricoveri in meno rispetto alla Delta – ragionano al ministero della Salute – però una crescita così rapida dei contagi non lascia tranquilli”. E la Delta non è ancora scomparsa.

Anche sulla scuola il governo fa sapere di non voler cedere: finite le vacanze tutti in classe, tra il 7 e il 10 gennaio, secondo calendari variabili su scala locale. Draghi sarà l’ultimo a mollare. Le Regioni studiano una nuova proposta, un’ipotesi è quella di tre o quattro positivi in una classe prima di mandare tutti a casa con la Didattica a distanza (Dad). Sembra invece terminato il dibattito sulla Dad per i soli bambini e ragazzi non vaccinati, impossibile in assenza di obbligo vaccinale come ricordato nei giorni scorsi dai dirigenti scolastici e ieri anche dall’ex ministra M5S dell’Istruzione, Lucia Azzolina. C’è una battaglia sulle mascherine Ffp2 nelle scuole, ora previste solo in alcuni casi.

Gli uffici del generale Francesco Paolo Figliuolo hanno annunciato ieri l’accordo con le farmacie per la vendita delle Ffp2 al prezzo calmierato di 75 centesimi di euro. Sono infatti obbligatorie per i mezzi pubblici, i cinema, i teatri e altri locali, nonché (per dieci giorni) per i contatti stretti di positivi ritenuti meno a rischio perché vaccinati con il booster o anche con due sole dosi o guariti da meno da 120 giorni, che non fanno più la quarantena ma l’autosorveglianza (per 5 giorni). Il prezzo è troppo alto secondo Stefano Fassina, deputato eletto con LeU. Del resto, i supermercati Coop le vendono da tre giorni a 0,50 euro e in diverse farmacie romane basta comprarne qualche decina per scendere a 40 centesimi e perfino a 30 o 20 l’una.

6 replies

    • Si è fatto fare un'”esenzione”…
      Immaginiamo le “fragilità” di quest’atleta 🙄
      D’altro canto, pare che abbia avuto 2 volte il Covid, quindi non si capisce: non dovrebbe bastare per un GP, se così fosse? 🤔

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  1. Cosa ne sappiamo del suo stato di salute? Pensate che non sia ampiamente tamponato come si deve?
    Tutta propaganda, in un senso ed in un altro. Evidentemente agli organizzatori “conviene” o semplicemente, guardando i “numeri” degli Stati supervaccinati, hanno pensato che non sia proprio così dirimente. L’ Australia è reduce da lunghe chiusure: non sarà il supercontrollato DjoKovic, che tra l’ altro e’ già stato positivo, a fare la differenza.
    Per gli organizzatori (leggi soldi) evidentemente sì: inutile prendersela con lui ( ovviamente la propaganda ci marcia: brutto, sporco, novax e… ricco) il vaccino non è obbligatorio in alcuna parte del mondo Occidentale. E neppure in Cina. I più “restrittivi” siamo noi, fino ad ora. E non mi pare che siamo messi molto meglio di chi ha chiuso.

    Non gettiamoci su ogni osso che ci buttano: e chi se ne frega di Djokovic, pensiamo a noi e ai nostri numeri (dei morti) che è meglio…

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    • Forse poteva fare comodo a più di un “collega” ed ai loro entourage che Djokovic non partecipasse. E tutta queste polemiche certamente non gli porteranno bene. Nello sport a quei livelli, dove girano tanti soldi, questo e altro. E essere serbo non aiuta.

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      • Sappiamo benissimo quanto sono rigidi gli australiani con le regole : ora, se l’esenzione è vera è in regola, se è falsa ringrazierà la sua nota boria no vax e l’esebizione su instagram della notizia (da quando in qua a quei livelli la nazionalità ha un’importanza?

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