Il “nonno” si è “disunito”

Si potrebbe dire a Mario Draghi “non ti disunire” – la battuta dell’ultimo film di Paolo Sorrentino che domina la conversazione pubblica – se Mario Draghi non avesse già cominciato a disunirsi, a partire dalla conferenza stampa del “nonno” […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Si potrebbe dire a Mario Draghi “non ti disunire” – la battuta dell’ultimo film di Paolo Sorrentino che domina la conversazione pubblica – se Mario Draghi non avesse già cominciato a disunirsi, a partire dalla conferenza stampa del “nonno”. Espressione che ha focalizzato l’attenzione mediatica per le implicazioni sul Quirinale (il nonno disposto a servire la più alta istituzione della Repubblica ma pronto a tornare a fare solamente il nonno, eccetera) distogliendoci da quel certo distacco, quasi esistenziale, che promanava dalle risposte del premier. Da quel suo insistere sull’azione di governo, a suo avviso felicemente avviata e che dunque d’ora in avanti potrebbe serenamente fare a meno di lui, si coglievano le comprensibili ambizioni per il raggiungimento della vetta. Ma forse pure tedio e logorio per l’esercizio di una funzione divenuta ripetitiva, o vissuta come tale. Mettetevi nei panni di un signore che da presidente della Bce, entità quasi fisicamente irraggiungibile, muoveva le leve dell’economia europea, e anche globale, da un anno costretto a sorbirsi le molestie di un Salvini o i piagnistei di un Bonomi. Detto che non glielo ha ordinato il medico di fare il presidente del Consiglio un certo disunirsi progressivo, e preoccupante, del governo lo si nota nella comunicazione vieppiù confusa e contraddittoria su quarantene, green pass e tamponi che imperversa in questa fine del 2021 nel segno di Omicron. Senza contare la legge di bilancio, entrata festosamente in Parlamento come la prima dell’era Pnrr e uscita raffazzonata come sempre. Perché se gli italiani eternamente in fila avrebbero tutto il diritto di cominciare a stufarsi, chi si è assunto la responsabilità di guidare il paese tra i marosi ha il dovere di tenere ben saldo il timone. Ragion per cui il nome di chi ci governerà in futuro da palazzo Chigi, e con quale energia politica e personale lo farà, è molto più determinante del nome che salirà al Colle. Non ti disunire, ovvero non dimenticare il tuo ruolo, il tuo compito, dice il regista Capuano a Fabietto che non sa bene cosa fare del suo futuro. È stata la mano di Dio, il film. È stata la mano di Draghi, la politica (che in fondo, per alcuni, sono la stessa cosa).

6 replies

  1. Incredibile la tempestività con cui Draghi il 23 dicembre comunicò che l”emergenza pandemia era risolta e l’obiettivo raggiunto. Ad una settimana di distanza chissà se.avrebbe il coraggio di ripetere ancora quella frase. Ma non era l’uomo che tutto vede e tutto prevede?

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  2. “Ma forse il tedio e il logorio…”

    Ormai tutti la ripetono sta roba.
    Ecco allora stai a casa tua col cane e con la nonna. Che poi non è il “nonno ” che l’ha disunito, ma gli obiettivi centrati, tutti e 51 poi!
    Fai 49 su 51, almeno.

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  3. Aridaje col nonno! Che noia. Desidero con tutta l’anima che si arrivi presto a nuove elezioni solo per poter tornare a leggere il FQ con la certezza assoluta del “non partito preso”. Anche questa storia di Draghi che avrebbe dato un chiaro segnale di voler “ascendere” al Colle… Ma dai! Fa ridere i polli. Chi mai può credere che Draghi, o chiunque altro dotato di un minimo di cervello, usi la conferenza stampa di fine anno per “far intendere” quelle che Padellaro definisce “le comprensibili ambizioni per il raggiungimento della vetta”? Comprensibili ambizioni? Sembra un articolo di Minzolini, o dell’ultimo dei retroscenisti del Corriere.

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  4. Altro che nonno ha alte mire …non certo di fare il nonno …e comunque meglio che si fermi ha solo aiutato i benestanti …gli altri non li vede propio!!

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