Chi non muore si ravvede

(Chi non muore si ravvede – (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da qualche anno è invalsa la curiosa abitudine di arguire dalla morte dei condannati o degli indagati la certezza che fossero degli innocenti perseguitati. Non tutti, sennò saremmo ancora qui a piangere il martirio di Riina e Provenzano: solo i politici. A Natale si è tolto la vita Angelo Burzi, ex consigliere piemontese di FI […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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42 replies

  1. Chi non muore si ravvede
    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da qualche anno è invalsa la curiosa abitudine di arguire dalla morte dei condannati o degli indagati la certezza che fossero degli innocenti perseguitati. Non tutti, sennò saremmo ancora qui a piangere il martirio di Riina e Provenzano: solo i politici. A Natale si è tolto la vita Angelo Burzi, ex consigliere piemontese di FI che aveva contribuito a fondare nel ’93. Era stato appena condannato a 3 anni nel secondo appello (ma solo per ricalcolare la pena dopo il verdetto della Cassazione) per peculato su una serie di spese private accollate illegalmente alla Regione. Il lutto esigerebbe sobrietà. Invece un branco di iene della politica e del giornalismo si è subito avventato sulla tragedia per trasformare il suicidio in omicidio e i magistrati in assassini. “Rimborsopoli tragica: suicida dopo la condanna” (Giornale). “Il suicidio di un uomo perbene” (Libero). “La giustizia ‘politica’ fa un’altra vittima” (Dagospia). “Il suicidio di Burzi e il paradosso del sistema giudiziario italiano. Il peso della gogna alimentata dal vento rabbioso della protesta, stile Mani pulite” (Foglio). “Le lettere dell’ex consigliere suicida dopo la condanna. La moglie: ‘Era innocente’” (Rep). “Suicida ex consigliere regionale. ‘Sono vittima di un’ingiustizia’” (Corriere). “Burzi e il suicidio dopo Rimborsopoli: ‘Soffriva per il processo ingiusto’” (Stampa).
    L’ex presidente leghista della Regione Roberto Cota, condannato pure lui per varie ruberie fra cui le mutande verdi made in Usa a spese nostre, dunque passato a FI, ritiene “che sia anche colpa del delirio dei 5Stelle”. Cioè: se i politici che rubano vengono condannati è colpa dei politici che non rubano. Poi vaneggia di “pagina nera” (più che altro verde) e invoca “una commissione d’inchiesta” sull’inchiesta. Il suo predecessore berlusconiano Enzo Ghigo aggiunge che “molti politici onesti sono stati travolti, convinti in buona fede, secondo le regole allora vigenti, di non aver mai commesso illeciti”. Ma non spiega quando mai le “regole” consentissero di pagarsi spese private con fondi pubblici. Quell’altro genio di Guido Crosetto (ex FI, ora FdI) accusa i magistrati (di Procura, Tribunale, due Corti d’appello e Cassazione: tutti) di “amministrare la giustizia solo per combattere nemici” (di chi?) e di aver “piegato” Burzi con “assurde ingiustizie e violenze giudiziarie”. Ieri il Pg di Torino Francesco Saluzzo ha ricordato un piccolo dettaglio ai politici e all’unica categoria peggiore di loro, i giornalisti: “Burzi aveva patteggiato oltre un anno di reclusione, definitiva dal 2020, per una serie di ipotesi che evidentemente non riteneva di poter contestare”, poi la Cassazione gli ha aggiunto altri quattro episodi e gli anni sono saliti a 3. Era innocente, ma non lo sapeva.

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    • Si sono mai,questi animi sensibili,quanti suicidi avvengono in carcere nel nostro paese in un anno ? Sono una cinquantina. Evidentemente,stare in carcere non è tra le migliori cose da fare nella vita. Vogliamo per questo liberare tutti ? Anche Gardini si tolse la vita ma non professò nessuna innocenza,decise,semplicemente di evitare lo sconforto di stare dietro le sbarre. Ma ciò che più indigna è la falsa umanità ostentata per difendere la casta mariuola mentre per tutte le altre tragedie non vi è posto nel loro cuore.

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  2. Un ladraccio di meno, un lieto evento che capita raramente perche’ questi non schiattano mai, si veda la mummia di Arcore che pur putrefatta ancora non si decide a farsi depositare definitivamente nel mausoleo..

    Magari si suicidassero tutti quando li condannano, ‘sti porci mafiosi, ma questi invece di suicidarsi si fanno vanto dei furti e delle condanne, con i pennivendoli lustrascarpe e scendiletto a libro paga che gli reggono bordone.

    E la plebaglia elettrice che li vota, proprio perche’ sono porci e ladri come loro.

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      • A Adriana : non sono offese grossolane. Sono verità. Chi, tra le persone per bene, non stapperebbe champagne se figuri come Renzi, Napolitano, Fontana, Verdini, Berlusconi, Amato, Bossi, Micciche, Casellati , Scaiola ….per fare qualche esempio, andasse all’inferno (a miglior vita no, troppo comodo)? Via, siamo franchi, in questo mondo dove i ladri comandano e si arricchiscono e le persone per bene penano per sbarcare il lunario non è più tempo per il fioretto lezioso, ci vuole il randello, per i vivi ed anche per i morti

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    • Silvio, parole dure ma mai abbastanza per equilibrare le sconcertanti difese di un politico ladro comprovato dai colleghi ladri non solo ma anche dai pennivendoli che non battono ciglio sulla quotidiana strage di operai sul posto di lavoro. Complimenti

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  3. Anche qui è sempre una questione di etichetta. Se si toglie la vita un politico – di una etichetta diversa – è un ladraccio in meno, anche se ha ladrato solo un paio di mutande. Se si toglie la vita un immigrato, ad esempio in carcere, non importa quanto abbia delitto e cosa abbia fatto – non ce lo dicono neppure – è un “poveraccio” vittima del sistema.
    E viceversa, ovviamente.
    Come al solito pietà l”è morta. O meglio, è viva solo per i “nostri”, chiunque siano e qualsivoglia cosa abbiano fatto.
    Questo è estremamente preoccupante, ma così funziona, ormai.

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    • Carolina, quello che ha scritto Silvio B. e’ inaccettabile perché di fronte ad una bara è bene astenersi o essere.moderato nei giudizi, ma e’ bene sottolineare quanto dici , aggiungendo inoltre che e’ un pregiudizio quello che ci vuole tutti uguali di fronte alla legge e che il furto di 100 euro di un poveraccio, senza istruzione e senza possibilità, sia uguale al furto di 1000000 euro di un benestante, figlio magari di buona famiglia, ottimi studi, con l’aggravante di essere magari un politico e quindi avere come missione il bene pubblico.

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  4. Se ruba la serva, è una ladra. Se ruba la padrona, è una cleptonane. Se ruba un politico, è un martire della politica giustizialista. Secondo l’etica attuale, non doveva suicidarsi ma mettere la cosa nel curriculum. Magari così avevamo il nuovo PdR al Quirinale.

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    • Mi pare che le cose non stiano affatto così, da un po’ di tempo in qua. Lo storytelling rimane , ma l’ etica “attuale” è diversa da qualche tempo. Ci sono persone che qualsivoglia facciano sono dei “balordi”; mentre politici che fanno disguidi riguardo al bollo di una Panda sono ladri e devono andarsene dalla poltrona di sindaco di Roma.

      Non esiste più la gravità del reato, esiste solo la convenienza politica che assolve qualcuno e crocifigge qualcun altro. E che varia a seconda dell’ etichetta di chi parla o scrive. In omaggio alla vera tragedia di questi tempi: la scomparsa della realtà.

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      • “Non esiste più la gravità del reato, esiste solo la convenienza politica che assolve qualcuno e crocifigge qualcun altro. E che varia a seconda dell’ etichetta di chi parla o scrive. In omaggio alla vera tragedia di questi tempi: la scomparsa della realtà”
        Che bel commento Carolina!

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      • Gentile Carolina, rispetto il suo pensiero, ma a mio parere lei non considera due fatti. Il primo, che esiste una sentenza di condanna emessa da un Tribunale della Repubblica Italiana che accertava l’esistenza di reati. Il secondo, che la sentenza di condanna non era il suicidio. Secondo il suo ragionamento ed estremizzando il tutto, aboliamo i tribunali e non facciamo più processi per non urtare la sensibilità dei condannati perchè minacciano il suicidio? E alle vittime dei delinquenti che reclamano giustizia, che diciamo? Il problema è che anche se sono da sempre esistiti delinquenti di serie A e di serie B, sempre delinquenti rimangono.

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      • Condivido. Marino non mi stava simpatico ma i motivi per cui fu costretto a dimettersi sono specchio di una società, la nostra italiana, che ormai ha perso di vista obiettività e serenità di discussione e di giudizi. Chi urla più forte, metaforicamente, ha ragione. Ma gli errori sono stati fatti da tutti. Per quanto io sia politicamente ed eticamente un antiberlusconiano, ricordo ancora con disgusto le settimane e le centinaia di pagine di “Repubblica” sulle domande e le inchieste sulle olgettine. Forse fu proprio da quel periodo che abbandonai definitivamente Repubblica come mio giornale preferito.

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  5. Già, i politici in questo Paese sono ladri ed incapaci (o meglio capaci solo a rubare).
    Il problema è la partitocrazia, fino a quando i partiti avranno questa forma non cambierà nulla, la selezione della classe dirigente avverrà sulla base del clientelismo. E siccome sono tutti maneggioni, gli amici candidati sono naneggioni anche loro.

    PARTITOCRAZIA=CLIENTELISMO
    È un binomio inscindibile.

    Votare per il meno peggio può avere senso se “il meno peggio” non fa proprio schifo.

    Voi vedete qualche forza politica che meriti il voto, ovvero una conferma?

    Il fatto che la loro prima battaglia sia contro la Giustizia, e del tutto evidente.
    Rubare senza andare in galera è fico.
    La galera è brutta.

    La Cartabia l’anno votata tutti, incluso i 5S e l’estrema sinistra.

    Chiunque continui a votare questi partiti non fa che perpetuare il problema.

    Il problema siete proprio voi militanti di partito.
    Il cittadino a cui “non interessa la politica” col suo NON VOTO fa meno danni di voi che il sistema lo sorreggete.

    Il vostro impegno politico si riduce inevitabilmente ad un tifo partitocratico, che voi lo vogliate o meno.

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    • “col suo NON VOTO fa meno danni di voi”

      veramente è proprio il contrario

      in non voto riduce di fatto la base dei votanti aumentando in questo modo
      il ‘peso’ di chi vota dandogli maggior forza in quanto il ‘peso’ è visibilità e giustificazione

      pensa forse che i partiti siano preoccupati dall’astensionismo?

      a mio parere lo fomentano con il disgusto generato dalle loro inutili risse in tv
      e dato che sono tutto meno che sprovveduti, altrimenti non sarebbero li da decenni,
      lo sanno e ne approfittano, e lei, in fondo, gli da una mano

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      • @Marco_Bo.

        No, a dargli una mano sei tu.
        L’astensione crea il presupposto affinché nuove forze politiche possano intercettare quell’enorme bacino di voti.

        Continuare a votare questi partiti non fa che perpetuare questo sistema.

        Se poi in 60 milioni di abitanti non se ne trova qualche decina desiderosa di mettersi in gioco, vuol dire che B. al Colle c’è lo meritiamo.

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      • Nonvoto è la.scelta peggiore in assoluto che si possa fare. È molto.sjmile.alla.scelta del.marito.che si.taglia gli attributi per fare.un torto alla moglie. Cj sono molte,molte.piu cose utili da fare che tagliarsi questo diritto. Ad esempio, ad ogni elezione ci sono almeno una trentina di liste votabili, vota quella con la più bassa speranza di vincere: sarebbe già una forma di protesta con una.sua utilità.

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    • Non è fallita la democrazia partecipata.
      E fallito solo il movimento che avrebbe dovuto utilizzarla.
      È una buona notizia!

      Non sono falliti i proncipii, sono fallite le mezze pippe che avrebbero dovuto rappresentarli, è fallito Grillo e i suoi lacchè.

      Mi dispiace per Conte ma il M5S è morto.

      Già il solo fatto che non sono riusciti a liberarsi del Berlusconi genovese la dice lunga sulla qualità del movimento, della maggioranza delle persone che ne fanno parte.

      I grillini della prima ora sono spariti ma ci sono, si potrebbe partire da loro.
      Intercettazioni non dovrebbe essere difficile.

      Ma ci vuole il sistema giusto.
      Le idee devono maturare collettivamente.
      I metodi saranno più importanti dei temi.

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      • ” Le idee devono maturare collettivamente.”

        Siamo vecchi abbastanza per ricordare, quando e’ stata l’ultima volta che questo e’ successo?

        (domanda a trabocchetto)

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      • A me non risulta sia mai successo in Italia. Una vera democrazia non l’abbiamo ancora avuta.
        Nessun Paese in EU ha una classe politica così screditata, ladra e collusa con massoneria deviata e con le mafie.

        Gli interessi della collettività non sono tutelati.
        Questo vuol dire che la collettività, manipolata, non decide niente con questo sistema.

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      • Vorrei aver piu’ righe per risponderti. Per prima cosa, tralasciamo puntualizzazioni e definizioni stringenti sulle parole “idea” e “collettiva”, lasciamo tutto nel fumoso… scusa: nel nebuloso. Solo idee generiche fin dove aiuta la Treccani. Secondo, tu adombravi la situazione in cui un movimento di pensiero, una serie di ripetizioni condivise, che creano una difformita;, una differenza nei comportamenti di molte o poche persone (ed in genere questo aumenta il tasso di insulti dei gruppi tra loro) che diventa materia di discussione generale. Alla mia domanda si puo’ rispondere: vi e’ stato un effetto/risultato, oppure vi e’ stato un beneficio? Esempio come prospettiva personale: Referendum Divorzio e Aborto, risultato e beneficio.

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      • (continua) Forse una democrazia vera non e’ mai esistita in Italia, ma la sua idea si’, ovvero c’erano persone che credevano ai suoi benefici, o perlomeno alla sua necessita’. Quindi, l’esempio di “idea maturata collettivamente” puo’ collocarsi nei giorni e nei tempi in cui certe cose avvenivano nel quadro di quell’idea di democrazia. Vorrei fare due esempi negativi:
        – come faccio a credere a chicchessia se i Referendum non sono rispettati (Acquia Pubblica e poi si riparla di nucleare)
        – come faccio a fidarmi di una volonta’ popolare che si e’ tenuta Berlusconi per vent’anni, che stava per votare Salvini, che si e’ tenuta Taranto per tutta la vita (e morte), etc

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      • È giusto, hanno fatto di tutto per silurare il Movimento ed il desiderio di cambiamento di una politica sconcia che incarnava. Con il generoso contributo di molti di quelli che abbiamo spedito in parlamento. Ma la fiammella che cercano di estinguere non si deve spegnere, abbiamo visto che cambiare si può. Si tratta di riprovarci. Sono così marci che non ci vorrà un gran che per travolgere la Nomenklatura. Se si è determinati ben guidati e più di 4 gatti

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  6. Andare a votare chi?
    Al momento non c’è un offerta degna che giustifichi la perdita di tempo nel recarsi ad un seggio elettorale,

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  7. Abbiamo un informazione latitante e complice del “potere” da almeno trent’anni, Marco sei un eccezione, dovresti saperlo, dove cogli,cogli. Il drammaticamente comico e’ che questi energumeni della carta strampalata dovrebbero formare un pensiero critico nel cittadino, e infatti i risultati si vedono,la maggioranza ignora beatamente i suoi diritti costituzionali, e tanti pure i suoi doveri, e se ne vantano pure.

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  8. Non è un argomento soggetto ad “opinioni” la scelta se votare o astenersi, è una questione di elementare aritmetica! Esiste un bacino di C.C.C. (Complici, Collusi, e Coglioni) sul quale i “partiti” (meglio sarebbe definirli “Associazioni per Delinquere”) possono sempre fare affidamento per “spartirsi le nostre risorse”. L’unica strategia vincente è scegliere il “meno peggio” e votarlo al fine di ridurre la percentuale coperta dai C.C.C… anche se, in effetti si tratta di una scelta molto, molto difficile!
    Indro Montanelli invitava a “turarsi il naso” prima di recarsi al seggio elettorale…
    p.s. Per questo motivo sono proprio gl’infiltrati dei “partiti” che tentano di spingere l’elettorato all’astensione.

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    • Mark Twein

      Quello che scrivi lo condivido ma sono nella premessa.
      Il “meno peggio” ha senso quando è un meno peggio accettabile.
      Puoi scegliere anche un posto come dirigente di una grande impresa perché è il meno peggio, ovvero il migliore.
      Meno peggio non vuol dire nulla.

      Il meno peggio in questo sistema è comunque un partito del sistema.
      In altre parole nel votare il meno peggio voti il sistema, sorreggendolo.

      Se l’astensione aumentasse non potrà non esserci qualcuno desideroso di soddisfare questa fetta di mercato piena di clienti senza fornitori.
      Solo per dire che l’astensione nel tempo può smettere di essere disinteresse per iniziare ad essere rifiuto consapevole.
      Anzi, è già così.
      E un messaggio di cambiamento, non una resa.

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  9. e quale sarebbe il meno peggio?
    io non trovo diferenze sostanziali tra ladri di destra e ladri di centro o ladri di sinistra,
    pari e patta sono,
    una volta avevamo una speranza nel mv5*, oggi, alla luce dei fatti sono diventati come tutti gli altri, anzi peggio, hanno tradito tutto il loro elettorato, e si sono omologati ai vari bomba cazzari franceschini gargamella mortadella nani e ballerine varie,
    anzi,definirli cialtroni è offendere la categoria dei cialtroni

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    • La Nomenklatura non lo interpreta così, sono troppo impegnati a spartirsi cariche e prebende per pensare. Non votare equivale a perpetuare la deriva accelerata del paese verso la rovina

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  10. Nessuno mi toglierà mai dalla testa che un innocente non ha alcun motivo di suicidarsi ma,semmai, ha tutto l’interesse a restare in vita per dimostrare la sua innocenza.
    Un colpevole che si suicida è invece un vigliacco che , smascherato, non ha nemmeno il fegato di pagare per i propri errori.
    Nel caso in questione spero per lui che non fosse credente ( in quel caso eviterebbe l’inferno per incapacità di intendere e di volere ) perché a un credente che si suicida l’inferno è garantito e non v’è dubbio che qualche anno di carcere sarebbe stata una pena molto più lieve e transitoria

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    • All’inferno c’è un settore apposta per i forzisti, si chiama Inferno2, coi laghetti di lava liquida e le panchine roventi.
      Chi finisce in fi l’inferno se lo deve già essere guadagnato da un pezzo coi reati pregressi, e l’entrata in fi è più un titolo, un riconoscimento …

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  11. Ma nessuno di voi legge Samsonite?
    Secondo me ha scritto che è colpa di Travaglio.
    Dai, comprategli una copia così fa 501 almeno per oggi.

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  12. Non era solo “dio” che poteva giudicare i”vivi” e i morti? Al di là della “banalità”…Questo è un non agire perder tempo per farsi i cazzi propri.Non farà bene a nessuno.Ma la speranza che qualcuno arrivi alle vette di dio non è persa.

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  13. L’apparato mediatico che supporta la élite al potere deve fare leva sui sentimenti della massa per rendere efficace la propaganda. È sempre stato così, in tutti i regimi che hanno visto la loro affermazione e il consolidamento nei gangli degli stati in cui si sono insediati. I media di dx o sx smuovono la commozione (uno dei sentimenti) su argomenti specifici, in base ai pollastri di riferimento che li leggono; ma quando si tratta di fare quadrato attorno alla élite stessa, i media si muovono con stupefacente sincronia protettiva, dx e sx. Nei palazzi è uguale: c’è una profonda “allergia” verso tutto ciò che mina l’onnipotenza della élite, ed è una reazione assolutamente trasversale e maggioritaria. Solo i temi di bandiera vengono usati e dati in pasto alla massa per creare una illusoria scelta di campo. Ecco perché una esigua minoranza (élite) molto coesa può dominare per decenni una massa divisa e disorientata.

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  14. I potenti,abituati al lusso e alla bella vita,quando finiscono in galera soffrono atrocemente.Il rimedio c’è:smettano di rubare.Comunque di fronte a un suicidio non mi piacciono le esultanze da stadio

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