La favoletta del povero premier

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Durante il ventennio fascista, e più che mai quando si iniziò a perdere la guerra, nel Paese girava l’aneddoto di Mussolini che prendeva decisioni sbagliate a causa dei suoi collaboratori. La stampa dell’epoca, complice e sottoposta a censura, presidiava il culto del Duce, e così quando si vinceva il merito era del capo del governo mentre, in caso contrario, la colpa era dei gerarchi. Né più né meno di quanto non accada oggi con Draghi.

Prendiamo lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per il banalissimo motivo che la Manovra in arrivo darà poco ai ceti medi e niente a quelli bassi. A sentire tv e quotidiani, il Presidente del Consiglio voleva accontentare i sindacati, e stava cercando soldi dappertutto, a quanto pare anche dirottando i fondi per i disabili stanziati dal precedente Esecutivo Conte, ma è stato bloccato da quei cattivoni dei partiti.

Ora, premesso che la Manovra è tutt’ora working in progress, la barzelletta del piccolo premier a cui dettano l’agenda fa già ridere prima ancora di raccontarla. Le forze politiche difendendo le loro trincee, come hanno fatto ieri i 5 Stelle su Reddito di cittadinanza e Superbonus 110% (cioè il motore dell’attuale ripresa al 6%).

Ma poi le decisioni le prende il primo ministro, e se questo rinuncia ad incontrare i sindacati per un ultimo tentativo di mediazione prima dello sciopero è lui e non i partiti ad assumersi la responsabilità dello scontro con questa parte sociale. Dunque, meno balle per favore e diamo a Draghi quello che è di Draghi, a partire dalla responsabilità di una Manovra che allarga la forbice tra i ricchi e tutti gli altri.

9 replies

      • Mah, non e’ che io faccia tanto il sommesso… E poi, se non mi rispondo, come avviene cio’? Non mi rispondo perche’ la bocca si rifiuta di eseguire un mio pensiero, e quindi digrigno, mugolo, mi mordo la faringe vinto dalla realta’? Oppure e’ lo stesso atto del non rispondere che puo’ avere una fenomenologia varia, diversificata? Potrei dire “quarantatre’ coppie di mosche cocchiere cozzano contro la parte bianca di una zebra”, ma poi l’ermeneutica non mi darebbe pace.

        Bisogna chiedere al Coso.

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      • Come? Io se rispondo a me stessoin genere non mormoro, ci sento male, cosi’ quando lo faccio cerco di parlarmi a voce udibile.

        E poi, se mi rispondessi con una pernacchia, eh, prova tu a pernacchiare sommessamente…

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  1. Pedullà continua ad esserne certo : m5s sta all’opposizione ed è fiero antagonista di Draghi. Se va qualcosa bene (pil 6%) è merito dell’opposizione, viceversa, l’irpef diminuita quasi solo per i redditi sopra i 50.000 euro è colpa esclusiva del governo di cui loro non fanno parte ma che stranamente ha loro ministri e si appoggia sui loro voti in parlamento.

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    • Accipicchia, la Meloni, e poi ‘sommessamente”… stentoreamente mi cucio la bocca in quanto tale accoppiata sfida il mio dispregio del possibile.

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  2. ”Prendiamo lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per il banalissimo motivo che la Manovra in arrivo darà poco ai ceti medi e niente a quelli bassi. A sentire tv e quotidiani, il Presidente del Consiglio voleva accontentare i sindacati, e stava cercando soldi dappertutto, a quanto pare anche dirottando i fondi per i disabili stanziati dal precedente Esecutivo Conte, ma è stato bloccato da quei cattivoni dei partiti.”

    Qualche giorno fa, Conte:

    ”la manovra mi convince”

    Anche a me. Ma sul suo conto, anzi, Conte.

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