Stop al numero chiuso a Medicina, Italia senza lungimiranza e programmazione

Entro il 2030 lasceranno la professione 35.047 medici, solo nel 2020 ne sono andati in pensione più di 3mila: e nei prossimi anni? Che cosa aspettarci? Secondo la FIMGI a 1,5 milioni di persone mancano i medici di base

(di Ezio Pozzati – affaritaliani.it) – “Il recente aumento della complessità dei problemi direzionali ha portato allo sviluppo di quegli strumenti e tecniche direzionali e delle procedure comunemente noti con il nome di «direzione scientifica». (I budget di Glenn A. Welch, ed. Franco Angeli). Ho preso a prestito le prime parole di un testo, redatto ante 1966, che parla di programmazione ed anche di soluzione di problematiche che si possono riscontrare generalmente nelle aziende.  

Anche lo Stato è “un’azienda” e come tale dovrebbe avere a disposizione una “cabina di regia” che si occupa di programmare o pianificare il complesso delle necessità della popolazione e della gestione della cosa pubblica in generale. Al momento, non mi sovviene nessuna cosa che sia legata a tutto ciò, mi riferisco in particolare al numero chiuso della facoltà di medicina recentemente ribadito dalla Ministra dell’Università e della Ricerca Prof. Maria Cristina Messa (laurea in medicina e chirurgia). 

La storia del numero chiuso è da attribuirsi all’allora ministro Ortensio Zecchino (laurea in giurisprudenza) che con la Legge 264/99, attualmente in vigore, determinò questo ingresso limitato. Oggi mi sembra che quanto confermato sia ancora una volta sbagliato. Perché? Se negli anni ’80 si stabilì che chiunque con un diploma potesse iscriversi a medicina (creando così tanti medici disoccupati) l’idea geniale fu di istituire il numero chiuso. 

Veramente intuitivo! ANNO DOMINI 2021, scopriamo che a 1,5 milioni di persone mancano i medici di base, secondo la FIMGI (Federazione Italiana dei Medici di Medicina generale) entro il 2030 lasceranno sicuramente la professione 35.047 medici che raggiungeranno i 70 anni. Solo nel 2020 ne sono andati in pensione 3.266 e nei prossimi anni? Quanti dovranno essere i medici nella pubblica e nella privata sanità? Quanti saranno quelli che andranno all’estero o non eserciteranno? 

Domanda legittima: se per avere un laureato in medicina occorrono 6 anni ai quali dobbiamo aggiungere la specializzazione che varia dai due ai cinque anni perché continuiamo ad avere il numero chiuso nonostante i dati a disposizione? In precedenza abbiamo  mancato nella lungimiranza e nella programmazione?
Dicevano i latini: Errare humanum est perseverare autem diabolicum. 

2 replies

  1. Più che altro bisognerebbe spostare le risorse pubbliche dal privato, smetterla con l’ intramoenia e l’ extramoenia, non eleggere i dirigenti per meriti politici, smetterla con i medici territoriali “liberi professionisti” riducendo il numero degli assistiti ad aumentando le ore di lavoro. Organizzare – come ad esempio in Germania – i medici del territorio in modo da compiere direttamente semplici operazioni diagnostiche ( prelievi, ECG, … ora sono per lo più passacarte e le visite a domicilio… scomparse…) e prenotare direttamente eventuali visite specialistiche, eliminando quello spreco di soldi e personale che si chiama CUP.
    E, last not least, spiegare bene agli studenti che la pandemie saranno il futuro e che non diventeranno “eroi” se faranno il loro lavoro .
    Magari chiacchierando meno, girando per le corsie senza cellulare in mano, col camice ben chiuso, le ciabatte pulite ai piedi, poco trucco ed i capelli raccolti. Dato che ci piace tanto la Germania, in questi giorni…prendiamo esempio: l’ abito fa il monaco…

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