Letta non voleva Conte candidato. Il Pd tenta di salvare l’Ulivo allargato

Un altro segnale che le elezioni anticipate nella primavera del 2022 sono sempre più probabili

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 16-11-2021 Roma, Italia Politica Confesercenti 50 Assemblea annuale Nella foto: Giuseppe Conte m5s Photo Mauro Scrobogna /LaPresse November 16, 2021  Rome, Italy Politics Confesercenti 50 Annual Assembly In the picture: Giuseppe Conte m5s Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 16-11-2021 Roma, Italia Politica Confesercenti 50 Assemblea annuale Nella foto: Giuseppe Conte m5s Photo Mauro Scrobogna /LaPresse November 16, 2021  Rome, Italy Politics Confesercenti 50 Annual Assembly In the picture: Giuseppe Conte m5s

(Di Alberto Maggi – affaritaliani.it) – Dietro la rinuncia di Giuseppe Conte, ex premier e capo politico del Movimento 5 Stelle, alla corsa per le suppletive di Roma (collegio lasciato libero da Roberto Gualtieri, diventato sindaco di Roma) si cela l’ultimo, estremo, tentativo di salvare il progetto dell’Ulivo allargato, o Ulivo 2.0, che ha in mente Enrico Letta. Non corrisponde al vero la ricostruzione che sia stato il Partito Democratico a chiedere al leader pentastellato di correre per il seggio della Capitale. Fonti del Nazareno spiegano che “il Pd ha sondato il terreno, ha fatto un gesto necessario ma senza fare alcun tipo di pressing su Conte”.

In sostanza, Letta ha dovuto fare il gesto di offrire il collegio all’ex presidente del Consiglio, che non è in Parlamento, ma sperava che rifiutasse. E questo segnale è arrivato molto chiaro ai massimi vertici 5 Stelle. Da qui la rinuncia. Con l’ipotesi sempre più probabile di elezioni politiche nella primavera del prossimo anno – Affaritaliani.it ha ipotizzato domenica 8 e lunedì 9 maggio 2022 – il segretario Dem sta provando in tutti i modi di evitare il declino definitivo del progetto di Ulivo allargato.

La candidatura di Conte Roma avrebbe messo una pietra sopra il piano nazionale ed elettorale del Pd con Matteo Renzi Carlo Calenda pronti a mettersi di traverso e a presentare un proprio candidato alternativo all’ex premier. L’ipotesi urne tra sei mesi con il Rosatellum, parzialmente maggioritario uninominale, obbliga i partiti a coalizzarsi, pena la quasi certa sconfitta in tutti i collegi. Letta e Conte, che in realtà lavorano per le elezioni in primavera, da soli arrivano al 35-36% a livello nazionale e hanno quindi bisogno, oltre a ciò che resta di LeU, anche di tutta la galassia centrista per provare a battere il Centrodestra.

Il Pd, nonostante le dichiarazioni di fuoco, spera ancora di riuscire a tenere tutti insieme e la rinuncia del capo politico pentastellato alla corsa romana è uno step importante di questa strategia. Quanto al cantiere centrista tra Renzi e il duo Toti-Brugnaro, fonti Dem spiegano che al Nazareno non c’è affatto preoccupazione. “Si tratta solo di manovre parlamentari in funzione dell’elezione del presidente della Repubblica, nel Paese non hanno alcun seguito”. E da Forza Italia sottolineano che se davvero si va al voto, “Toti torna subito a casa, altrimenti nel prossimo Parlamento non porta neanche un deputato”.

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8 replies

  1. Se i signori del (fu) m5* pensano che il pd sia disposto a rinunciare a renzi/calenda è meglio che vadano a farsi fare una bella visita specialistica da uno smodatamente bravo.

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    • Cioè la spiegazione di questo Maggi è: Conte ha rinunciato al seggio per il veto a Letta di Renzi e Calenda, che non lo sosterrebbero neanche morti, pur di allearsi con Renzi e Calenda alle prossime elezioni politiche.
      Delle due l’una: o questo Maggi si è scolato l’intera annata di Primitivo del Salento, o Conte ha scoperto la cinquantunesima sfumatura di grigio del masochismo spinto..

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  2. Ahahah… Meglio di un racconto di fantascienza! Ma poi, qualcuno riesce a spiegarmi cos’è il famigerato Ulivo allargato di Letta? Non ditemi che è PD + LeU + M5S + Azione + Italia Viva + Altri. Perché qui entriamo nel campo della distopìa. Tipo: una catastrofe climatica ha desertificato il pianeta Terra. Solo un piccolo gruppo di sopravvissuti…. e così via.

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  3. Quindi?
    “Non corrisponde al vero la ricostruzione che sia stato il Partito Democratico a chiedere al leader pentastellato di correre per il seggio della Capitale.” ma “Letta ha dovuto fare il gesto di offrire il collegio all’ex presidente del Consiglio, che non è in Parlamento,”

    No per capire, la prima o la seconda che hai detto?

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  4. Basterebbe che gli italiani rinunciassero a Renzi e Calenda, ma qui ci vorrebbe uno smodatamente più bravo di quello smodatamente bravo, dopo 30 anni ancora non sono capaci di rinunciare a Berlusconi! !! Ci vuole un congresso di psichiatri! Comunque dalla ricostruzione del mago Otelma autore dell’ articolo, pare che Conte si sia chiesto da solo se voleva candidarsi, si è fatto la domanda e poi ha deciso di rispondersi in conferenza stampa……ecco per cotanto giornalista non basta uno psichiatra anche se eccellente, ci vuole un centro per l’ impiego per un nuovo lavoro, nell’ agricoltura….

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