Massimo Fini: “Il Covid è uguale per tutti”

(Massimo Fini – massimofini.it) – “Oggi l’Africa Nera non è più pericolosa per l’Occidente di quanto lo sia un cimitero in putrefazione, che comunque una sua pericolosità la conserva perché c’è sempre il rischio che ci attacchi la cancrena”. Così scrivevo ne Il vizio oscuro dell’Occidente, del 2002, sono stato facile profeta, pensavo soprattutto alle emigrazioni che erano ancora un pallido fantasma di quello che è venuto dopo quando si sono trasformate in vere e proprie migrazioni bibliche. Pensavo anche alla crescita in Africa Nera di quell’Islam radicale che, insieme al colonialismo occidentale, quello classico e in seguito quello, ben più insidioso, economico, aveva contribuito a devastare quel mondo derubandolo, oltre a tutto il resto, della sua anima. L’Africa centrale non è riuscita a resistere né alla penetrazione, soprattutto economica, dell’Occidente, che ha stravolto, anzi azzerato, l’economia di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo) su cui quei popoli avevano vissuto, e a volte prosperato, per secoli e millenni, né a quella più ideologica dell’Islam. Perché i neri avevano culture belle e affascinanti ma leggere, cosmologie altrettanto belle e affascinanti, panteiste, animiste, e quindi estremamente tolleranti, ma proprio per questo fragili e inermi e l’Africa si è perciò lasciata affondare senza un gemito dal modello industriale occidentale e dall’ideologia islamista.

Per restare a noi occidentali abbiamo considerato, e continuiamo a considerare, l’Africa, riducendola alla fame, un enorme territorio da sfruttare, ma non abbiamo mai pensato che potesse costituire un pericolo. E invece un pericolo è arrivato, un pericolo immateriale e del tutto impensabile: si chiama Covid. Accanto alla globalizzazione economica, che ha fatto tanto comodo sia al pensiero e alla pratica capitalista che a quella, solo apparentemente, antagonista, esiste anche una globalizzazione della Natura che non guarda in faccia a nessuno. Oggi quindi l’Africa, suo malgrado, è diventata  un pericolo, il cimitero rischia di contaminarci.

Poiché il terrore corre sul filo si è detto da molte organizzazioni, anche ufficiali, che è indispensabile immunizzare l’Africa entro il 2022 perché non ci contamini. È un autoinganno nei riguardi delle popolazioni europee, per tranquillizzarle, e anche per salvarci la coscienza nei confronti dei Paesi più poiveri, e un inganno nei confronti di quelle africane.

L’Africa conta un miliardo e 250 milioni di abitanti. Solo il Sudafrica (60 milioni circa di abitanti) e in parte i paesi del Maghreb, Algeria, Marocco, Tunisia (100 milioni di abitanti circa) sono attrezzati per una vaccinazione di massa. L’Africa Nera propriamente detta è percorsa da conflitti di ogni tipo, interetnici, interreligiosi, politici, in Congo, in Mozambico, in Somalia, in Sudan e nel sud del Sudan, in Nigeria, in Egitto, in Mali, in Burkina Faso, in Libia. Ve la immaginate voi un’organizzazione europea o mondiale, animata dalle migliori intenzioni, che vada in Libia o nel Sinai o in Somalia e dica a un Isis: “Per favore ci porga il braccio che stiamo facendo una campagna di vaccinazione”? Non basteranno due anni e nemmeno dieci e nemmeno trenta. L’Africa Nera, distrutta da noi e dagli islamici, si vendica, involontariamente, per interposto Covid. Quello che mi piace del Covid è che è in buona misura egalitario. Ricchi o poveri che si sia, come individui o come popoli, non risparmia nessuno. “A livella” come diceva Totò.

13 replies

  1. di sicuro, in una certa misura! le certezze del secolo scorso sono svanite, la maggior parte nelle terapie intensive e nel putridume partitico. Adesso ci aspetta il rigurgito.

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  2. Tipico contributo a tesi (precostituite): siccome noi occidentali siamo cattivi e abbiamo depredato l’Africa, succederà che gli africani ci faranno morire di covid.
    Ristabiliamo delle verità:
    primo: il covid viene dall’oriente, esattamente dalla Cina e la variante omicron pare la meno grave. La Cina in questo caso, non gli occidentali, si è resa responsabile della morte degli africani. La medesima Cina che va comprando in Africa immensi territori.
    Secondo: la supposta nemesi storica relativa al colonialismo ottocentesco, allo sfruttamento economico delle multinazionali, financo a quella religiosa e culturale dopo l’arrivo dell’Isis, non tiene conto di un dato fondamentale: la tratta degli schiavi che si verificò nel corso di tre secoli (XVI-XIX) e, da parte degli arabi, fin dal VII. Dunque tutti, anche gli arabi, non solo gli europei se ne sono avvantaggiati, privando un continente di giovani adulti in grado di lavorare.
    Terzo: proprio sulla base di quanto asserito nell’articolo, faccio notare che il Covid NON è egalitario perché molte di quelle popolazioni africane non hanno a disposizione il vaccino.
    Metodo di lavoro a mio avviso da correggere…

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    • Ecco ristabiliamo la verità!
      È tornata lei a ristabilirla.
      Notare il punto 2, che se pure fosse vero, potremmo riassumere col così fan tutti di craxiana memoria. E sono soddisfazioni (cit.).
      A proposito
      sto ancora aspettando la regola che stabilisce che penso, credo ecc non reggono l’indicativo, errore che attribuisti a Travaglio, facendo i tuoi soliti interventi che hanno come unico obiettivo denigrare un giornale che non ti ha voluto!!

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    • purtroppo l’oriente si suppone sia il bacino di tante pandemie nella storia
      le varie ondate della peste, le varie ondate delle infezioni respiratorie
      sarà che hanno troppa comunanza con gli animali, o che sono in tanti in zone fertili

      in ogni caso le colpe sono personali, non accuso i suoi familiari per i suoi scritti
      allucinanti, accuso lei di averli scritti.

      se vuole le passo un’articolo che la galvanizzerà, sono sicuro
      nature.com/articles/nm.3985

      ovviamente non leggerà le note dell’editore che, tra l’altro sono datate
      e, nel ping pong “virus da laboratorio” vs “virus da animale”, al momento non c’è vittoria
      stanno ancora cercando, non ci crederà, di capirne la provenienza

      in quanto alla colpa, esisterebbe solo se, come nei film usa, un cattivo portasse fuori
      il virus dal laboratorio e lo diffondesse scientemente (esercito, scimmie… le rammenta nulla?)
      ma in questo caso la colpa è sua non di generici “cinesi”
      oppure per gestione sciatta di un laboratorio, che tra l’altro pare essere stato “congiunto” con scienziati
      occidentali, anche se i protocolli adottati, e verificati per avere quello status, lo dovrebbero rendere improbabile

      ma pare si faccia chiacchere da post aperitivo e, dato che non bevo aperitivi, non partecipo

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  3. Faccia da metropolis non palpeggia, quella è robetta per l’amichetto tuo analfabeta (non funzionale).
    E tu che fai?

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  4. non mi è chiaro perché la cancrena dovrebbe arrivare dai cimiteri, forse è
    una metafora, se fosse non l’ho capita

    comunque non c’è problema, gli africani dell’Africa profonda non si faranno vaccinare
    come non si fanno curare per l’aids e per l’ebola, sono i no vax locali
    più pericolosi perché, a differenza dei nostri più parolai che altro, se non quando campioni del ridicolo,
    a volte passano dalle parole ai fatti cruenti
    economist.com/middle-east-and-africa/2019/08/03/how-do-you-reform-a-country-where-gunmen-torch-ebola-clinics
    ed il problema non sono solo le bande armate a cerca di fonti di sostegno alternative
    ma culturali, non accettano, come i no vax -a volte, perché quando gli fa davvero male, ricorrono ai
    farmaci pure loro- la “nostra” medicina

    si può comunque sperare nella scarsità, o stanzialità, dei contatti che, in un qualche modo, li/ci preserva
    altrimenti l’ebola ci avrebbe già decimato da un pezzo

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