In Italia c’è troppa democrazia

Sabato sera qualche ingenuo idealista è sobbalzato per le parole di Mario Monti, ospite di In Onda su La7. L’ex premier e senatore a vita, serissimo, ha spiegato che “bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. Nessuno in studio ha pensato di chiamare un’ambulanza […]

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Sì, carina la democrazia, va bene la libertà d’espressione, ma non è il caso di sopravvalutarle tanto. Da quando si è manifestato il Governo dei Migliori si respira questo sentimento (neanche tanto) strisciante in certi araldi dell’opinione pubblica – professori emeriti, firme dei grandi giornali, dirigenti d’azienda – secondo cui la libertà è un lusso che non ci possiamo più permettere.

Sabato sera qualche ingenuo idealista è sobbalzato per le parole di Mario Monti, ospite di In Onda su La7. L’ex premier e senatore a vita, serissimo, ha spiegato che “bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. Nessuno in studio ha pensato di chiamare un’ambulanza, anzi i conduttori l’hanno invitato a sviluppare il ragionamento: “È molto interessante, senatore. Si spieghi meglio”. Chi dovrebbe “dosare” l’informazione? “Il governo, ispirato, nutrito, istruito dalle autorità sanitarie”. Con i postumi del giorno dopo, è arrivata anche una blanda rettifica, Monti ha riconosciuto di aver usato “un’espressione infelice e impropria”, ma ne ha confermato il merito: “Il tema esiste”.

Insomma, questa democrazia ha stancato un po’. Così è diventato normale che si neghi il diritto a manifestare “nelle aree sensibili” delle città, oppure si sventoli il Daspo di un anno da Roma in faccia a Stefano Puzzer, il portuale triestino leader delle proteste contro il Green pass (trasformando un tipo così in un martire della libertà di pensiero), mentre si moltiplicano i titoli di giornale sul caro premier “stufo dei partiti”.

D’altra parte avete visto a cosa serve il Parlamento in tempi di Covid, e ancora più in tempi di Draghi? Praticamente a nulla. Tanto varrebbe affidarsi alle divise. Quest’estate Marcello Sorgi ha deliziato i lettori della Stampa con una suggestione marziale: “Metti anche che, in un intento suicida” i partiti “insistessero per mandare a casa il banchiere, giocandosi la fiducia dell’Europa e i miliardi di aiuti di cui sopra, al presidente della Repubblica non resterebbe che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare, come accaduto con il generale Figliuolo per le vaccinazioni”. Anche Sorgi si è poi sentito in dovere di specificare che era solo “una provocazione”.

Ma perché imbarazzarsi? È un sentimento condiviso. Il giurista Sabino Cassese, per esempio, non si è per nulla pentito dei dotti ragionamenti consegnati in un’intervista a Repubblica il 17 settembre, in vista delle elezioni di Roma: “Nello stato in cui versa la città servirebbero tre generali di corpo d’armata, delle tre forze, a cui affidare la città per i prossimi dieci anni”. Domanda del cronista: tipo Figliuolo? “Tre Figliuolo”. Vuole una giunta militare? “È il minimo. Serve una cura radicale. Siamo circondati da cacciatori di farfalle”.

Evviva Figliuolo, evviva i migliori. In Draghi premier si compie un destino. Un destino che piega gli assetti istituzionali, come sostiene Giancarlo Giorgetti. Per il leghista, Super Mario andrebbe bene anche al Quirinale, tanto “sarebbe un semipresidenzialismo de facto, in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole”. Chissenefrega della Costituzione: viva la politica debole e l’uomo forte. Un destino anche celeste: la provvidenza. Lo dice la Chiesa. Con queste parole il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha accolto il dono del “grande statista”: “Sappiamo quanto il premier sia stimato in Europa. Certamente, se la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova, la sua esperienza, umanità e intelligenza, potranno essere veramente utili”. L’ultimo vescovo ad associare la provvidenza divina a un capo di governo era stato Pio XI con Benito Mussolini dopo la firma dei Patti Lateranensi, anno del Signore 1929.Prosaicamente, Draghi è definito provvidenziale anche dagli industriali e dal loro leader Carlo Bonomi, che ha conferito allo stesso principio una sfumatura appena più laica: il premier “è l’uomo della necessità”. E allora, detto tutto ciò, cosa ce ne dovremmo fare dei vecchi, insulsi orpelli democratici?

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6 replies

  1. Considerando che la semplice ipotesi di Berlusconi candidato non scatena una generalizzata campagna di indignazione che cosa possiamo aspettarci da giornali televisioni e trombettieri vari?

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  2. Monti, Draghi, Sorgi, Bassetti, Berlusconi, Cassese.

    Tutta gente ha avuto la fortuna di scamparla al COVID.

    Loro. Noi invece, dobbiamo sentire i costituzionalisti e i giornaloni parlare di dittature militari.

    Ce lo chiede l’Europa, no?

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  3. TUTTO E’ FOLLIA- IL VERO VIRUS È QUESTO- Viviana Vivarelli.

    Sembra che la democrazia sia sopravvalutata, visto che è tutto un coro di elogi alla dittatura e si opera solo per diffondere odio contro chi si oppone per neutralizzare anche l’ultimo barlume di civiltà.
    I Ministri servono ormai da fermacarte. Il Paese è governato solo dai decreti di Draghi, il quale fa pure patti internazionali con la Francia senza informarne anima viva, coadiuviato da un Ministro degli Esteri muto come una tomba e servile come uno zombi. Il Parlamento si riunisce un paio di volte la settimana e non discute più nulla, limitandosi a votare all’unanimità (grillini compresi) quanto deciso dal peggior leader degli ultimi 75 anni e c’è chi parla di sostituire il Parlamento con l’esercito, tanto per quel che serve. Come diceva Mussolini: “Farò di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: sprangherò il Parlamento e farò un Governo esclusivamente di fascisti”. Ormai quasi ci siamo! E chi fascista non è ormai si adegua. La Corte dei Conti è sparita quale fantasima inutile e vana per cui i soldi sono sparsi a pioggia su quelli che Draghi si vuole ammanicare: giornalisti, politici, scuole private… La Magistratura è prona davanti alla dissoluzione della Giustizia e sconvolta dalla corruzione interna. I media sono omologati ai salamelecchi al regime e la tv presenta un quadro di desolazione, ripetizione stucchevole delle solite facce marce e menzognere, manipolazione sempre più volgare e sfacciata, pezzi da forca e pezzi da marciapiede. Ai pochi che dicono ancora che “stiamo dentro il Governo per controllarlo” farebbero bene a mettere la camicia di forza come a chi si crede Napoleone e fa ridere tutti. Ci mancava giusto Paolo Mieli a dire che, ormai, visto che il Parlamento non legifera più e serve solo a votare la fiducia di Draghi, tanto vale scioglierlo e abolire le elezioni.
    Insomma da una repubblica parlamentare siamo diventati un regime presidenziale e c’è chi invoca un Draghi uno e trino, che sia
    al tempo stesso Presidente del Consiglio, Capo del Governo e Santo nazionale al posto di San Francesco.
    Giustamente Monti ha esordito senza che chiamassero la neuro dicendo che “bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. Meno democratiche di così????? Insomma bisogna fare come in Cina dove anche negli asili vengono ripetuti dagli altoparlanti gli slogan di stato per manipolare bene i cervelli. E la pandemia ormai non serve a curare la gente ma a omologarla agli egoismi immondi di Confindustria&multinazionali varie.
    La democrazia è morta e l’intelligenza non se la passa molto bene, visto che, leggendo i post, c’è chi attacca i contestatori della dittatura e chi chiede un’opposizione decente ma viene preso a pesci in faccia dai fanatici e chiamato rinnegato e traditore e il povero Di Battista che denuncia l’acqua calda viene odiato furiosamente.
    Ormai siamo al punto che si accetta di tutto, che si parli di epidemia pericolosissima per Omicron, che si inventino nuovi vaccini che sono sempre i soliti già non immunizzanti ma con etichetta diversa, che le informazioni sulla giustizia siano somministrate da gente come Cassese, che si continui a votare un selfista che dice di parlare con la Madonna, che un affarista corrrotto minacci di far cadere il governo, che si candidi Berlusconi a Presidente della Repubblica, che si accettino adunate di piazza ma si dia il foglio di via a uno come Puzzer, che si vietino gli scioperi ma non si aumenti un solo ospedale pubblico o un solo autobus o treno di pendolari, che si accetti la dichiarazione di Draghi che è “stufo dei partiti” (ma sciogliamoli questi partiti e pure i sindacati che sono diventati uno solo come sotto il fascismo), che si firmino patti internazionali privatamente senza che nessuno ne sappia nulla, che Di Maio si professi macroniano e dica che senza Draghi non si può stare, che Conte si faccia mettere i piedi in testa e sia trattatoo come il figlio della serva ma continui a professarsi fedele al Governo e che per reagire all’esilio dalla Rai minacci di non mandare in Rai nessuno dei suoi, il che è il massimo del masochismo, e dica che non si possa rovesciare al governo per andare alle elezioni perché il M5S non è pronto e non è pronto perché lo ha rottamato lui e la ricostruzione va per le lunghe.
    Non c’è una sola cosa coerente in questo oceano di errori e di orrori e se un italiano su due non va a votare a questo punto è la conseguenza inevitabile e obbligatoria di una rovina progressiva che non lascia speranza per l’insania degli autori.
    Tutti impazziti? La vera sindrome non è Omicron con cui uno se la cava con due giorni di debolezza anche senza vaccini. La vera sindrome è la follia collettiva per cui una sola cosa conta: sprizzare odio contro chi ragiona e denuncia la pericolosità di Draghi con cui si può fare una cosa sola: combatterlo!
    Ma sono tutti posseduti dal diavolo e c’è bisogno di un esorcismo??

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  4. “somministrazione dell’informazione” . Allucinante una frase del genere da parte di un ex primo ministro. Ed allucinante che nessuno dei presenti gli abbia neanche minimamente contestato la cosa, come se per i giornalisti sia normalità

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    • Oh, Sal, ma Damilano, Parenzo e De Gregorio non sono mica giornalisti! Sono tre disgraziati al soldo di Cairo. E questi, che in fondo tengono famiglia, come da regola mettono il ciuccio dove vuole il padrone.
      Insomma, non fanno testo, via.

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