Recapitato un pacco e una lettera minatoria a casa di Beppe Grillo

(Andrea Pasqualetto e Giusi Fasano – il Corriere della Sera) – Prima un pacco con una t-shirt e una scritta allusiva: http://www.ciro.org . Poi una lettera battuta al computer dai toni sinistri: «Condoglianze per i lutti in famiglia nelle feste». Il tutto recapitato nel mese di novembre nella villa di Beppe Grillo sulla collina di Sant’ Ilario, a Genova. E se nessuno a casa del fondatore del Movimento Cinquestelle ha preso seriamente in considerazione il pacco, pensando a uno scherzo di cattivo gusto, la missiva ha destato qualche preoccupazione.

Dopo averla letta, Grillo ha chiamato la Digos per segnalare la minaccia. Gli agenti della polizia politica hanno così raccolto la sua denuncia e girato la segnalazione alla Procura di Genova. Risultato: il pm ha aperto un’indagine per minacce contro ignoti. Perché, naturalmente, la lettera è anonima. Come pure il pacco che peraltro è stato subito cestinato. A fronte dell’episodio, il questore ha emesso un’ordinanza per sensibilizzare la sorveglianza all’abitazione, dove Grillo vive con la moglie e i figli. Nessuna scorta, sia chiaro, ma una maggiore attenzione nei confronti della famiglia.

«Considerato il personaggio in questione, sulla casa era già attiva una vigilanza radiocollegata. Ora ci sarà una maggiore cura», spiega l’inquirente. Se prima passava di tanto in tanto una pattuglia sotto la villa per controllare che tutto fosse tranquillo, ora gli agenti si fermano e presidiano. Per quanto riguarda l’indagine, la lettera verrà analizzata dalla Scientifica per cercare eventuali impronte digitali che non siano quelle dei Grillo.

I quali l’hanno ricevuta qualche giorno prima di aprirla, a conferma del fatto che nessuno era preoccupato. Cosa può esserci, quindi, dietro queste spedizioni? C’entra forse il processo in corso in Sardegna contro il figlio di Beppe, Ciro, e i suoi tre amici? «Sgombriamo il campo dalle ipotesi più gravi. Non si è mai visto un attentato preannunciato», tiene a precisare chi sta indagando, che parla piuttosto di «leoni da tastiera».

Proprio oggi è prevista l’udienza preliminare a Tempio Pausania, dove il quartetto è imputato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese di 19 anni, passata alle cronache con il nome di Silvia. Il fatto risale alla notte tra il 16 e 17 luglio 2019 ed è avvenuto in Costa Smeralda, nel residence di Beppe Grillo. Silvia era con l’amica Roberta e quella sera avevano conosciuto Ciro e i suoi amici. Anche Roberta sarebbe stata vittima di abusi: mentre dormiva i giovani le hanno scattato delle foto in atteggiamenti osceni. Oggi il giudice dovrebbe decidere se mandarli a processo o archiviare.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Interno

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