Ora e sempre preferenza

(“Ora e sempre preferenza” di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – B. mente sempre quando parla sul serio e dice la verità solo quando scherza. Invece bin Rignan (un B. che non ce l’ha fatta), totalmente sprovvisto di umorismo, è incapace di scherzare: mente sempre quando parla sul serio e dice la verità solo quando è sovrappensiero. Gli è capitato domenica alla Leopolda, fra una balla e […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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24 replies

  1. Ora e sempre preferenza

    (MARCO TRAVAGLIO – Il Fatto Quotidiano) – B.mente sempre quando parla sul serio e dice la verità solo quando scherza. Invece bin Rignan (un B. che non ce l’ha fatta), totalmente sprovvisto di umorismo, è incapace di scherzare: mente sempre quando parla sul serio e dice la verità solo quando è sovrappensiero. Gli è capitato domenica alla Leopolda, fra una balla e l’altra su Open.
    Stava piagnucolando perché, nel Pd, “nessuno” ha solidarizzato con lui, povero indagato, “a parte Irene Tinagli” (nessuno, appunto), “che non ci deve niente” perché non fu candidata da lui nel 2018 (era deputata uscente di Scelta Civica), ma da Zingaretti nel 2019 a Bruxelles. Invece “chi è stato eletto nelle liste fatte da noi” è reo di “silenzio vigliacco”.
    Il pizzino in perfetto stile Dell’Utri è per tutti i parlamentari del Pd nominati da lui grazie a quella colossale porcheria chiamata Rosatellum, uscita dai laboratori renziani e approvata nel 2017 da Pd, FI e Lega (contrari M5S, FdI e SI).
    Quella che scippa il diritto di scelta agli elettori e consegna i tre quarti dei parlamentari (la quota proporzionale) ai segretari di partito grazie alle liste bloccate, come con gl’incostituzionali Porcellum e Italicum.
    Il risultato è quello descritto, in un lampo involontario di sincerità, dall’Innominabile: l’asservimento totale dei nominati a chi li ha messi lì.
    Se i pidini non solidarizzano con lui è solo perché ha traslocato altrove e non sarà lui a fare le liste delle prossime elezioni. Altrimenti si starebbero stracciando tutti le vesti per l’indagine a suo carico.
    La solidarietà gli è giunta, in compenso, dalla quarantina di disperati di Iv (che sperano nella ricandidatura, anzi nella ri-nomina). Ma anche da forzisti e leghisti (con Giornale, Foglio e Libero al seguito): un po’ per colleganza fra indagati, un po’ perché contano sui voti di Iv per il Colle.
    Il fatto che l’aspirante ago (anzi ego) della bilancia, che ormai sfugge ai radar dei sondaggi e delle urne, continui a contare qualcosa in Parlamento si deve soltanto a quel Porcellum bis chiamato Rosatellum: che lo rende proprietario di una pattuglia di nominati pronti a seguirlo ovunque, anche al macello dell’irrilevanza post-Conticidio, perché sarà lui a decidere se qualcuno di loro tornerà lì o dovrà cercarsi un lavoro.
    Difficile tornarci con Iv, condannata all’estinzione dalla soglia del 3%. Più probabile un trasloco di pochi fedelissimi in Forza Italia, o come diavolo si chiamerà il prossimo centrino. Ora Conte invoca riforme istituzionali a partire dalla “sfiducia costruttiva” contro le crisi al buio (specialità di bin Rignan).
    Buona idea, ma basterebbe una norma ordinaria che, se non riscrive la legge elettorale, ripristini almeno la preferenza. Se i parlamentari li scegliamo noi e non più lorsignori, è la volta che ci liberiamo del pelo superfluo.

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    • non ti é bastato l’inciucio ventennale pd-l e pd+l (e che non pare sia finito) e i danni che ha prodotto il maggioritario in termini di corruzione, familismo amorale, aumento del debito e ricchi sempre più ricchi…?
      quando c’era il proporzionale e le preferenze, il debito era un quarto dell’attuale e i lavoratori riuscivano a sfamare le loro famiglie anche con un salario solo al mese che entrava in casa…!
      gli stipendi degli italiani valgono meno di quelli che si prendevano trent’anni fa, mentre quelli di molti altri paesi sono aumentati del 30%.
      comé possibile che uno che dice di essere nipote di partigiani abbia dimenticato…!

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      • Ma ti droghi?
        Ma che hai scritto?
        Cazzo c’entrano i partigiani poi…

        Mio nonno non era partigiano, semplicemente si è sempre rifiutato di farsi la tessera del fascio.
        Non eroico come i partigiani ma comunque con la schiena dritta.
        Il voto conta più col maggioritario, meno col proporzionale (che ti da solo l’illusione della scelta).
        A te piacciono i mercati ladri delle vacche perché li senti meno fascisti?

        Il porcellum l’ha fatto Calderoli su commissione di B.

        Ad abrogare il maggioritario è stato B.

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    • Andreaex,
      Anche coi sindaci ci sono le preferenze: per l’elezione dei consiglieri.
      Il mercato delle vacche c’era ai tempi delle 4 preferenze.
      Oggi, dopo un referendum, dovremmo essere (a meno che mi sfugga qualche colpo di mano) alla preferenza singola, che garantisce più serietà nella scelta che l”elettore deve compiere.
      Speriamo nessuno metta mano anche alla preferenza singola per ritornare ai vecchi pacchetti di preferenze.
      Questo a prescindere dalla scelta tra maggioritario e proporzionale.

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  2. Travaglio parla di un im-mondo parallelo, che col normale cittadino e i suoi problemi e’ lontano un miliardo di anni luce, le “stelle nane”, semplice constatazione.

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    • Non è vero Caino.
      Non c’è nulla di più vicino alle necessità delle persone di quanto lo sia una legge elettorale.

      Dalla legge elettorale, infatti, dipende la qualità della classe dirigente che poi è chiamata a legiferare o amministrare.

      Se la classe dirigente è incapace o ladra, le necessità dei cittadini saranno calpestate, i loro diritti annichiliti.

      Travaglio sostenendo un sistema elettorale con le preferenze non ci ha capito una mazza, mi dispiace.

      Sembrano “progresso” le preferenze ma sono “regresso”.
      Lo ricordo ai più piccoli: con un referendum avevamo abolito il proporzionale con preferenze per il MAGGIORITARIO.
      Così si espresse il POPOLO, a favore del MAGGIORITARIO.

      Poi arrivò il Porcellum di Calderoli per ripristinare il pieno potere dei partiti.
      Poi l’Italucum di Renzi….

      Chi rispetta la volontà popolare dovrebbe proporre il ripristino del MAGGIORITARIO, altrimenti è un rotto in culo come Calderoli.

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      • E secondo te questa casta di inetti votera’ per il proporzionale , che anchio avevo votato in tutti i suoi passaggi sulla fu’ piattaforma Rousseau, siamo seri, la politica e’ morta, comandano le 3 grandi sorelle puttane delle corporation americane, Black Rock in testa, il resto sono briciole che cadono dal loro tavolo del loro sporco gioco, per illudere un gregge di pecore.

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      • Non hai capito, il sistema proporzionale è l’apoteosi della Casta, la sua più fulgida espressione.
        Il proporzionale va alla grande col clientelismo, se ne nutre e lo nutre.
        Tutti i sistemi alle le loro criticità, il proporzionale con preferenze è il sistema peggiore.
        Mi ero già espresso su questo con un lungo post, se lo ritrovo te lo inoltro.

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    • Scusami ma avere mattina e sera Nobili e Faraone che pontificano a capocchia su tutto lo scibile umano ti sembra roba da poco? Forse non interessa a chi la TV non la guarda, ma ti faccio presente che costoro hanno un ruolo attivo nel votare leggi e provvedimenti, ed anche nel presentarle e contribuire a redigerle.Se sostituisci queste 2 marionette che fanno un copia/incolla sbiadito del padrone, e, altre 300/400 marionette (mi sono tenuto volutamente basso) che risiedono abitualmente nel Parlamento italiano, qualche problema in più forse lo risolviamo

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  3. Veramente Irene Tinagli aveva sicuro un ruolo nel suo governo, altro che Zinga: infatti era una esperta giovane e in gamba, me la ricordo da Santoro. Guarda come sta messa ora, invece.

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  4. La legge elettorale verrà modificata in peggio o ne sforneranno una ancora peggiore, perché le leggi elettorali non si fanno per restituire il voto ai cittadini, ma per salvare il partitino di turno o uccidere quello scomodo, così come la volta scorsa in cui dopo anni di premi alla coalizione, premi di maggioranza, dal momento che M5S era alto nei sondaggi, tutti si riscoprirono amanti della democrazia e di un proporzionale scarno senza nessun premio o correttivo, ma infarcito di paracadute per quelli che avevano detto che non avrebbero fatto più politica. Ovviamente non dico nulla di nuovo, ricordo ancora lady like che diceva che la voleva anche M5S, peccato che il PD abbia fatto saltare quel tavolo per accordarsi con Salvini e Berlusconi (a memoria di Bonaccini ultimo ma non ultimo, tra quelli che si spacciano di sinistra ma che chiedono a M5S da che parte sta! Tutto mentre auspicano il campo largo…). Quando il tizio fondò il partitino con la percentuale di grassi light, Travaglio ne parlò come un club, è lo è, ma lo ha sottovalutato grandemente, il padrone sa che non potrà mai tornare premier, per cui ambisce ad essere il nuovo Verdini, cioè uno che tesse fitte trame affaristiche dove la politica non esiste, o esiste nella sua forma peggiore. Come molti hanno sottolineato, il suo potere sono quegli scappati di partito, senza morale, che lui ha razzolato, più la squadra di simbionti nel PD che chiacchiere a parte è quello che lui ha costruito. Il suo voto vale uno, il potere che ha in mano è quello che gli danno. Per questo può permettersi di fare congreghe di yes man in cui insulta ogni essere vivente che non lo idolatra, e nel contempo restando serio, attacca gli altri perché rancorosi, lui i cui due punti di programma preferiti sono vendetta e rancore.
    Tornando a quel che chiede Travaglio, per fare una buona legge elettorale ci vuole un buon gruppo politico che prenda tanti voti e che la possa scrivere, ma questo non accade perché sono le pessime leggi elettorali ad impedirlo, in aggiunta ad una schiera di non votanti che credono che stare seduti cambi le cose, con la partecipazione attiva dei partiti che non vogliono che la gente voti, ma che tacciano gli altri di vulnus della democrazia, per cui la preferenza ce la concederanno solo quando ci sarà un solo candidato in una dittatura.

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  5. Non c’è grossa differenza fra i due sistemi, in termini di opacità.
    Con le preferenze tornerebbero in auge i capibastone di quartiere, con i loro pacchetti di voti a 50 euro l’uno, e si assisterebbe alla restaurazione di un nuovo feudalesimo politico con tre-quattro principi a livello nazionale, e poi un sottobosco di vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba (noi).
    Idem con il maggioritario: due gruppi di potere sostenuti da tutte le lobbies nazionali ed internazionali, che a turno farebbero spoil system per spolpare il Paese, senza alcuna possibilità per gli indipendenti di scardinare il sistema (lasciamo perdere lo tsunami del 2018, quello è un capitolo chiuso).
    Quale che sia il sistema elettorale, le priorità prima della sua definizione dovrebbero essere tre:
    – una chiara e vincolante norma sul conflitto di interessi e sul finanziamento alla politica;
    – una legge che intervenga sulla commistione fra politica ed informazione, sia pubblica che privata, rendendo ineleggibile chi controlla o riceve finanziamenti da editori impuri, e prevedendo nomine nel servizio pubblico per titoli ed esami, e con una rotazione o rinnovo annuale o biennale;
    – uno stringente codice etico per vagliare le candidature prima della presentazione delle liste, con decadenza automatica per chi non ne ha i requisiti.
    Solo dopo si dovrebbe iniziare a discutere su quale sistema adottare.

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    • Concordo Frankie, ottime proposte, da loro dipende tutto il resto.
      Aggiungerei però proprio la legge elettorale, secondo me mettere proporzionale è maggioritario sullo stesso piano è un errore.
      1) Col maggioritario a doppio turno voti il parlamentare che preferisci al primo e quello che detesti meno al secondo.
      2) I partiti devono candidare personalità valide e non i loro lacchè, altrimenti perdono il collegio.
      3) il parlamentare conosce bene il collegio che lo ha eletto, ha pertanto anche elettori da soddisfare e a cui rendere conto, non solo culi di partito da leccare.
      4) il maggioritario a doppio turno agevola le alleanze al secondo turno mentre al primo consente alle forze politiche, anche piccole, di soppesarsi.
      Quindi è molto rappresentativo secondo me.

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      • Sul proporzionale sono abbastanza daccordo, si tornerebbe al pentapartito stile anni ’80, dove il partitino di centro con l’unovirgola avrebbe sempre potere di vita e di morte su tutto e tutti, e si tornerebbe nella peggiore prima repubblica con il Formica di turno a dettare la linea.
        Ma anche con il maggioritario ci sono altri aspetti da soppesare: i candidati sarebbero di fatto nominati dai segretari di partito o con primarie farsa, e quindi anche il parlamentare più volenteroso, se dovesse scegliere se rendere conto al capo o al proprio territorio, al 99% non avrebbe dubbi a leccare il qlo giusto, che tanto il posto in lista comunque sarebbe assicurato.
        Quantomeno si dovrebbe introdurre un recall annuale, dove gli elettori o gli iscritti, anche in digitale, dovrebbero scegliere se confermare quel parlamentare o il secondo arrivato nel medesimo partito o schieramento, e si avrebbe almeno un pò di dibattito democratico ed un sano coinvolgimento della popolazione.

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      • Bisogna vedere che maggioritario a doppio turno è.

        Se simile a quello che elegge i sindaci ci sarà un premio di maggioranza al partito o coalizione che vince il confronto tra i due partiti o coalizioni che hanno ottenuto piu voti al primo turno. Poniamo (nel futuro Parlamento di 400 deputati) 220 seggi a chi arriva primo e 180 per tutti gli altri perdenti. on soglia di sbarramento a chi non arriva al 3-4-5 % (da decidere).
        I 220 seggi della maggioranza e i 180 della minoranza dovrebbero spettare proporzionalmente ai vari partiti che compongono le coalizioni e verrebbero eletti i candidati più preferenziati (sperando continui a vigere l’obbligo di una sola preferenza o di un maschio e una femmina – l’italicum, per fortuna dichiarato anticostituzionale, prevedeva che il capolista nominato dai capipartito fosse il primo sicuro eletto).

        Quindi le preferenze ci sarebbero ancora.

        Ma la preferenza singola (diversamente dai tempi dei pacchetti con 4 preferenze) garantirebbe serietà nella scelta che compie l’elettore.

        Diverso, invece, se si opta per il doppio turno alla francese che prevede collegi uninominali e dove al secondo turno si presentano i primi due avanti nel primo turno ma anche quelli che prendono più del 12%.
        Vince chi arriva primo.
        Ma in questo caso se i partiti non fanno delle primarie serie, i candidati dei collegi uninominali li nominerebbero le oligarchie di partito con tanti saluti alla volontà degli elettori.

        Nel caso del sistema francese le minoranze hanno ben poche possibilità di entrare in parlamento, mentre con un sistema tipo quello per eleggere i sindaci, le minoranze hanno qualche possibilità in più di essere rappresentate.

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