Chi vuole costruire un futuro migliore non ha che da analizzare, il presente

(Francesco Erspamer) – Chi vuole costruire un futuro migliore non ha che da analizzare, giudicare ed eventualmente criticare e cambiare il presente, cominciando proprio con quegli aspetti del presente che malgrado la loro negatività vengano accettati con rassegnazione in quanto considerati inevitabili — che è il modo in cui ogni potere ingiusto e consapevole di esserlo ha sempre mantenuto l’egemonia: facendo finta di essere un destino e non una scelta. Ai poteri ingiusti e consapevoli di esserlo è sempre invece piaciuta la critica del passato e a maggior ragione la sua cancellazione; perché se diverso dal presente, non importa se nel bene o nel male, il passato mostra che alternative sarebbero possibili anche oggi, e cambiamenti pure, visto che se esistettero o avvennero un tempo potrebbero evidentemente esistere o avvenire di nuovo (notò Nietzsche), identiche o in altre forme, e che la loro realizzazione è solo questione di responsabilità e di impegno. Ma è così più facile l’esercizio autoconsolatorio di credere di vivere nel migliore dei mondi possibili, come il Pangloss di Voltaire, sacrificando i valori, gli ideali e la morale (ossia la ricerca del bene) alla mera accettazione di una presunta necessità che molto convenientemente è proprio quella pubblicizzata dai media e a cui siamo dunque abituati, per cui non comporta alcun sacrificio, sforzo o disciplina. Con piena soddisfazione dei ricchi e degli stronzi (ma loro preferiscono chiamarsi “vincenti”), ai quali va benissimo che tutto cambi rispetto al passato purché resti come è adesso (è la grande intuizione, spesso fraintesa, di Tomasi di Lampedusa). Ci sono ancora politici e intellettuali in Italia, e forse nel mondo, o anche cittadini ordinari, che osino mettere in discussione il presente malgrado il rischio di venire accusati di essere anacronistici, superati, idealisti, astratti, se non comunisti o fascisti? Non per tornare indietro, che proprio non si può, ma per immaginare e costruire un futuro differente da quello programmato e spacciato come una realtà da Bezos, Musk, Elkann e i loro tanti servi e ammiratori liberisti e liberal.

4 replies

  1. QUESTA STRANA DEMOCRAZIA- Viviana Vivarelli.
    Perdere o vincere le elezioni non è più determinante, visto che poi uno solo decide un colpo di stato con cui impone chi gli pare a potere assoluto. Quelli che hanno perso e sono ridotti a prefissi telefonici riescono a ricattare governo e parlamento. Quelli che hanno vinto sono ridotti all’invisibilità e alla insussistenza e sostengono addirittur ai loro aguzzini. I media sono scaduti nell’apologia del niente. La giustizia è una pallida larva che perseguita solo i deboli per affermare il diritto all’impunità dei più forti. Chi governo non lo fa per il bene del Paese, ma per una casta ristretta di super ricchi. E la plebe si sfoga come può in un sciocchezzaio dispersivo e inutile.
    E’ questa la democrazia?
    Draghi governa ormai solo alla fiducia. Al momento ha imposto 26 voti alla fiducia, prendere o lasciare. Lo stato di emergenza è lui. E finché ci sarà lui, non saremo mai un Paese normale. Alla fine, questo giochino di mettere tutto alla fiducia gli costerà la testa ma finché la vigliaccheria di questi partiti subumani prevarrà, gli va di culo. Attento solo agli sbalzi di umore di Renzi e Salvini che sono nati rottamatori anche di se stessi e chi ha un vizio, si sa, spesso ci ricasca a costo di mazziarsi in proprio e loro sono rompicoglioni nati destinati dal fato a pisciarsi sui piedi. Meglio un uovo rotto oggi di una gallina domani.
    Nessuna legge nasce più discussa dal Parlamento o decisa dai Ministri o controllata dalla Corte dei Conti o chiesta dal popolo.
    Chi continua a blaterare che i 5 stelle stanno al Governo ‘per controllare’, farebbe bene a smetterla con questa panzana, visto che Draghi comanda tutto senza essere controllato da nessuno e ogni giorno che passa un pezzetto di programma a 5 stelle se ne va in cac.. senza che nessuno controlli niente. Ma un Paese infatuato dagli slogan che crede ormai più alle proprie fesserie che alla realtà è destnato alla rovina. Ormai Parlamento, Ministri, Corte dei Conti e Magistratura hanno smesso di essere organi istituzionali. La Costituzione è fusa. Ancora un po’ e Vespa proclamerà la nuova democrazia fascista, del resto è un volpone che è sempre andato dove tira il vento e ora si presenta con dietro il faccione di Mussolini con accanto Letta che è diventato semifascista anche lui.
    L’unico ente istituzionale di cui si sente parlare oltre a Draghi è la ‘cabina di regia’. Siamo in una nuova nuova Costituzione di fatto dove contano solo: il Covid, in nome del quale si può fare di tutto, Draghi e la cabina di regia, oltre all’abulia di un popolo ladro e menomato, convincibile ormai oltre ogni somaraggine esistente che rincorre ogni Covid che vola. Le dittature si creano mediato in nemico e ora lo hanno trovato ed è non umano, ma serve allo scopo che nei secoli non cambia.
    Il popolo italiano fu. Una prece!
    Ho cercato cosa sia questa ‘cabina di regia’ anche su Google ma non esiste, eppure non si sente che dire che Draghi ‘e la cabina di regia’ hanno deciso questo o quello. Ma cos’è questa cabina di regia? Chi la forma? Chi c’è entrato e perché? Chi l’ha eletta? Fuori i nomi! Un giorni sui libri di storia leggeremo che l’Italia è stata rovinata da Draghi e dalla ‘cabina di regia’, senza che ci sia il nome di qualche responsabile. Come a dire che l’Italia è stata governata da un uomo solo coadiuvato da una entità di ‘invisibili e pertanto ‘irresponsabili’, peggio dei succubi muti di Hitler o dell’esercito di terracotta del primo imperatore cinese. Draghi il Primo! Non ci si può credere! Non uomini ma pedine senza faccia né cervello. Almeno nelle monarchie assolute il nome di qualche primo ministro complice saltava fuori. Ora neanche quello! Siamo governati da uomini-ombra. Praticamente dagli alieni, comandati da un drago! Tutti gli altri sono appiattiti sul nulla, non contano nulla e non decidono nulla, e partiti e sindacati si sono rasi al suolo come buvasse da soli. I Ministri bivaccano facendo qualche vaccata inutile ogni tanto, come Brunetta che elimina il lavoro da casa o la Lamorgese che ha ridotto al lumicino l’ordine pubblico, valido solo per i singoli Puzzer ma non con i delinquenti di Forza Nuova, dura coi deboli, floscia con i forti. Queste figure inutili di Ministri fanno qualcosa di inutile ogni tanto così per far vedere che respirano, ma il Parlamento si riunisce due soli giorno la settimana solo per fare una giratina in Transatlantico e un assaggino alla buvette, la Magistratura si è appiattita nelle beghe interne e non parla più delle tre mafie né dei delitti dei colletti bianchi, la Corte dei Conti non dà i conti ormai di nessuno. E c’è chi come Mieli parla di eliminare pure gli elettori, tanto per quel che servono…! Solo alcuni grillini fuori dal mondo continuano a credere che in questa morìa generale gli eletti contino qualcosa e addirittura c’è qualcuno che parla ancora di ‘transizione ecologica’ (ma cosa sia questo fantasma e come si faccia nessun lo sa). Insomma non ci sono solo i terrapiattisti in questa Italia che va in malora, ma anche tutti gli altri non scherzano! Siamo in un regno di fantasia horror come nei romanzi di Allan Poe, ma almeno la vittima nella bara si faceva sentire. Noi no. Cercasi buon senso nel Paese che non c’è, perduto nei cieli dell’ìimmaginazione come la terra di Peter Pan.

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    • Ottima analisi Viviana.

      A proposito di Allan Poe,
      il racconto ” la maschera della morte rossa” anticipa qualcosa di questo nostro tempo.

      Chissà a chi assomiglia il re Prospero ! ?

      Gianni

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  2. “Un nuovo attacco ai lavoratori
    L’industria tecnologica ha una storia di alterazione del modo in cui le persone percepiscono il lavoro. Negli anni Ottanta, alle aziende della Silicon Valley si attribuì la spinta verso strutture di lavoro meno gerarchiche, con aziende come Apple, mentre all’indomani della recessione è nata la gig economy, che ha utilizzato la fornitura di servizi basata su app per classificare i lavoratori come appaltatori indipendenti, negando loro i diritti e i benefici dello status di dipendente. Il metaverso potrebbe alterare le cose in diversi modi.

    Come dimostrano i recenti annunci di Microsoft e Horizon Workrooms di Facebook, le applicazioni per il lavoro sono considerate centrali nel metaverso, ma perché questo improvviso interesse per gli ambienti di ufficio virtuale? Durante la pandemia, buona parte della forza lavoro, compresa quella tecnologica, ha agito a distanza per ridurre la diffusione del Covid-19 e ora molti lavoratori non vogliono tornare indietro. I datori di lavoro hanno implementato un’intera gamma di software per tenere traccia dei propri dipendenti quando non erano in ufficio e le applicazioni del metaverso avrebbero offerto modi nuovi e migliori per farlo. Se non puoi essere nell’ufficio fisico, dovrai essere presente in quello virtuale e controllato ogni minuto.

    Ma la trasformazione potrebbe essere molto più significativa di un’espansione della sorveglianza. Aziende come Uber e Amazon negli anni 2010 hanno implementato sistemi di gestione algoritmica per limitare l’autonomia dei lavoratori e aumentare gli obiettivi di produzione, oltre ad aumentare il numero di lavoratori impegnati nel lavoro a cottimo attraverso la gig economy e piattaforme come Mechanical Turk. Ball scrive che il metaverso sarà «la prossima grande piattaforma di lavoro», mentre Zuckerberg ha affermato che «consentirà alle persone di accedere ai posti di lavoro e a diversi luoghi, indipendentemente da dove vivono».

    Visto come la Silicon Valley fa affidamento su lavoratori a contratto e outsourcing, non è una buona prospettiva. I gig-workers hanno reso evidente che l’abbassamento dei loro standard di lavoro è stato il primo passo di quanto sarebbe avvenuto nell’economia più generale, e le tecnologie sul posto di lavoro annunciate dai campioni del metaverso potrebbero essere la chiave per consentire il prossimo grande assalto ai diritti dei lavoratori.”

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