Parlamento balcanizzato

(Alessandra Arachi – il Corriere della Sera) – Ieri il governo è stato battuto in Senato, due volte, grazie ai voti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva. A spaccare la maggioranza due emendamenti al decreto sulla modifica delle capienze nei luoghi pubblici per via della pandemia. Il primo emendamento, quello sui bus turistici (per aumentare la capienza dall’80 al 100 per cento) lo hanno presentato Lega e Fi.

Il secondo era di Italia viva, mirato ad innalzare a 68 anni il limite di età dei dirigenti Asl in campo per l’emergenza sanitaria. Il governo si è detto contrario a tutti e due. Ma i senatori di Renzi hanno voluto andare avanti lo stesso. Prima il Pd aveva invece ritirato un suo terzo emendamento, anche questo con il parere negativo dell’esecutivo. Poi il voto.

E la sconfitta annunciata. È successo tutto verso l’ora di pranzo e nell’emiciclo di Palazzo Madama è esploso un clima da stadio che ha ricordato l’affossamento del ddl Zan, con applausi e urla. Questa volta anche fischi. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, per l’eccesso di rumore ha chiesto la sospensione della seduta.

Anche la capogruppo del Movimento 5 stelle, Maria Domenica Castellone, voleva che la seduta di fermasse, spaesata da quello che era successo. Ma è stato Massimiliano Romeo, presidente leghista, ad opporsi fermamente, appoggiato dal voto dell’aula.

E se dentro Palazzo Madama si è respirato un clima da stadio, fuori si sono rincorse le preoccupazioni per una stabilità della maggioranza che in Senato è vacillante e che ieri ha subito altri scossoni per via di un conflitto interno al centrosinistra. Lo scontro ha visto Pd e Leu da una parte e il Movimento 5 stelle dall’altra.

Uno scontro non da poco visto che si parlava dei relatori della legge di Bilancio, appena approdata al Senato. Da prassi, un relatore tocca al centrodestra, l’altro al centrosinistra: per quest’ ultimo Pd e Leu hanno proposto Vasco Errani (in quota Leu) ma i pentastellati si sono opposti. C’è chi ha visto in questo la rivalsa di Giuseppe Conte per le nomine in Rai. Di certo c’è che tutti questi incidenti fanno vacillare la certezza sulla stabilità della maggioranza, anche in vista delle elezioni per il Quirinale.

La presidente dei senatori, Simona Malpezzi, lo ha detto apertamente: «È arrivata l’ora che il centrodestra e Italia Viva chiariscano se hanno ancora fiducia nel governo Draghi». Il ministro M5s Stefano Patuanelli è molto più assertivo: «Mi sembra evidente che Renzi voglia provocare la seconda crisi di governo dell’anno». E mentre anche il ministro Andrea Orlando esprime preoccupazione, il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, respinge accuse e illazioni: «Quello del Senato non è nessun segnale politico, ma semplicemente un voto nel merito del provvedimento».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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5 replies

  1. Iv e Lega (con la ministra Stefani) votano contro il loro governo

    MAGGIORANZA ADDIO – Caso Stefani anche la ministra all’opposizione sul dl capienze. La leghista lascia il Cdm per votare no con Salvini e mezza Lega. Il governo viene battuto due volte, una anche grazie a Iv

    (DI WANDA MARRA – Il Fatto Quotidiano) – “Facciamo questo stronzo al Quirinale e poi andiamo a votare”. La senatrice dem non si spinge a dire quale, perché tanto “non ce n’è uno che non sia tale”. Epperò, il suo pensiero è chiaro. E tutto sommato descrive abbastanza bene il clima che si respira in Senato. Il governo è appena andato sotto su due emendamenti al decreto legge Capienze, sui quali aveva espresso parere negativo: uno che prevede la capienza massima sui bus turistici presentato da FI e Lega (uno analogo del Pd è stato ritirato all’ultimo momento), l’altro di Italia Viva relativo ai limiti di età del personale impiegato per l’emergenza. Anzi, sarebbe il caso di dire che il governo ha votato contro se stesso. L’emendamento di Iv lo votano Matteo Salvini, ma soprattutto Erika Stefani, ministra per la disabilità leghista. La Stefani addirittura risulta in missione perché era in Consiglio dei ministri. Ma invece, si muove per andare a votare contro il proprio governo. Che non si sia trattato solo di un incidente o di segnali avvelenati, si vede dal merito dei provvedimenti. Quello sui bus interessava a leghisti e forzisti, quello sull’età dei dirigenti a Italia Viva: uno scambio di voti tra Carroccio e renziani.
    Sull’emendamento sui trasporti, in Commissione mercoledì sera il governo si era rimesso all’Aula. Poi ha dato parere negativo. Con la Lega e Fdi vota pure mezzo gruppo di Italia Viva e mezza FI. Poi, è la volta di un emendamento presentato da Cucca (Iv) per innalzare a 68 anni l’età dei dirigenti di Asl a disposizione e quindi potenzialmente “arruolabili” a causa dell’emergenza sanitaria. In Commissione Affari costituzionali, la modifica aveva avuto un parere contrario, ma non motivato, del ministero della Pubblica amministrazione. La mancata motivazione pesa. A favore votano non solo FdI e Lega, ma di nuovo mezza Iv e mezza Forza Italia. E poi tre del gruppo Autonomie (tra cui la capogruppo Julia Unterberger) e nove del Misto.
    “Mi era stato detto che ci sarebbe stato parere favorevole. Ma non mi stupisce che poi, considerando la molteplicità dei ministeri coinvolti, il parere sia cambiato”, spiega Cucca. E ancora: “Con l’approvazione non cambia assolutamente niente. Non c’è alcuna proroga per nessuno, dura sino a quando c’è l’emergenza”. Simona Malpezzi, capogruppo Pd, esce dall’Aula a chiedere se la Lega e Iv appoggino anche la maggioranza. Sull’emendamento Cucca si nota anche il voto favorevole del sottosegretario alla Salute, Perpaolo Sileri (M5S), che ci mette tutta la giornata a dire che si è trattato di un errore. Anche il Pd Antonio Misiani dice sì, ma subito fa sapere che è stata “una distrazione”.
    I toni si alzano. “Mi sembra evidente che Renzi voglia provocare la seconda crisi di governo dell’anno”, accusa il ministro Stefano Patuanelli (M5S). “Ormai Italia Viva è uscita dal campo riformista per entrare in quello del centrodestra”. Gli risponde in serata Maria Elena Boschi che parla di “episodi singoli”. Gli attenzionati numero uno sono i senatori di Iv, ma la dinamica appare ben più ampia. Con Renzi che fa l’ariete di sfondamento, un’atmosfera di sfilacciamento generale, divergenze vere sul merito e i segnali incrociati mandati come “prove tecniche di avvicinamento al voto del presidente della Repubblica” (cit. Gaetano Quagliariello). Mercoledì sera, nel voto finale sul decreto Green pass, metà gruppo leghista non si presenta dopo che Salvini aveva lasciato libertà di coscienza. E votano contro Borghi e De Martini.
    Nel frattempo, va avanti, parallela, la vicenda del relatore della manovra. Pd e Leu sono per indicare Vasco Errani. “Il problema – dice un senatore dem – è che la Castelloni è appena arrivata (la neo capogruppo M5S) e vuol far vedere che conta. Ma gli accordi sono altri”.
    E aleggia pure la tensione sulla Rai. Il muro contro muro tra Giuseppe Conte e Palazzo Chigi getta più di un’incognita sul comportamento futuro del principale gruppo di maggioranza. Negli angoli di Palazzo Madama, poi, il Colle è un’ossessione. “Sì, dovremmo portare una donna. Sì, dobbiamo capire se abbiamo i voti”. Conversazioni che risuonano.

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  2. Peccato il sonoro.

    Ho visto un cielo azzurro azzurro azzurro,
    Con sotto un mare azzurro azzurro azzurro
    E sul mare una barca azzurra azzurra azzurra
    E sulla barca un berretto azzurro x 3
    In testa ad un marinaio azzurro x 3
    Alza la vela bianca, bianca bianca

    Ho visto un paese bianco x 3
    Con tante case bianche x 3
    E tra le strade una strada bianca x 3
    E sulla strada un bambino bianco x 3
    Che corre verso un prato verde x 3
    Con un aquilone rosso x 3

    Per dimenticare i canzonieri
    E l’ Artusi ..

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