I no vax sono un falso problema usato per comprimere le libertà

Chiamati disertori e untori, vengono accusati d’aver provocato l’aumento dei contagi e perciò vogliono chiuderli in casa. Ma basta guardarsi intorno, da Trieste a Bolzano, dall’Europa a Israele, fino agli Usa per capire che le cose non stanno così. La verità è che i vaccini non bastano. E i capri espiatori servono solo a nasconderlo



(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Ad alcuni governatori piace l’idea di rinchiudere in casa chi non si vaccina. Spaventati dalla crescita dei contagi, vorrebbero fare come a Vienna, imponendo gli arresti domiciliari ai renitenti all’iniezione, considerandoli alla stregua di disertori o di untori. A spingere in questa direzione è anche ciò che è successo a Trieste, dove, dopo le proteste seguite all’introduzione dell’obbligo di disporre del green pass per poter lavorare, si è verificato un certo numero di ricoveri fra i no vax. Secondo i talebani dell’obbligo vaccinale, questa sarebbe la prova provata che per impedire la circolazione del virus bisogna impedire la circolazione dei non vaccinati. In pratica, in nome della libertà si vorrebbe levarla a chi non si mette in riga con il pensiero unico delle dosi. Peccato che le cose non stiano proprio come vengono descritte. È vero che nel capoluogo giuliano si sono registrati contagi fra chi non si è immunizzato e non pochi tra gli infettati sono finiti in ospedale. Tuttavia, il principale problema non sono i portuali e i loro amici che hanno incrociato le braccia contro il certificato verde, bensì le frontiere gruviera, dove nessuno controlla gli ingressi. Già, mentre agli italiani sono imposte regole draconiane e chi non offre il braccio alla patria rischia di essere privato, dopo quello del lavoro, anche del diritto a uscire di casa, per chi arriva dalla Slovenia le porte sono aperte e non incontra né ostacoli né idranti come invece è capitato ai portuali. Secondo le stime ogni giorno sono 12.000 i transfrontalieri che attraversano i confini nelle due direzioni e guarda caso a Lubiana e dintorni il 40% dei tamponi dà esito positivo. Da Basovizza procedendo verso Est i vaccinati sono appena il 54,2% e dunque è piuttosto scontato quel che sta accadendo e cioè che il virus corra veloce. Ma siccome è difficile prendersela con gli sloveni e rinchiuderli in casa propria, a qualcuno è venuta l’idea di prendersela con gli italiani che non hanno intenzione di immunizzarsi, trasformandoli in perfetti capri espiatori, da sbertucciare e, perché no, da rinchiudere.

Del resto, che ci sia un problema di flussi da Paesi a più bassa vaccinazione e più alto contagio lo dimostra anche l’aumento dei malati di Covid in Alto Adige, dove è vero che una quota di residenti rifiuta l’iniezione, ma le persone che hanno completato il ciclo vaccinale rappresentano il 78% della popolazione, cui si aggiunge un 3,8% di individui in attesa della seconda dose. Insomma, la provincia di Bolzano nonostante sia il fanalino di coda della penisola (dove i vaccinati stanno all’84,3, cui va sommato un 2,5% di immunizzati con una sola iniezione), sta avanti e non di poco rispetto all’Austria, dove la media non raggiunge il 64%. Dunque, visto che le frontiere con l’Est ma anche con il Nord Europa, dove il virus circola molto di più che da noi, non sono sigillate che senso ha rinchiudere gli italiani? Perché prendere esempio dall’Austria, dove le cose non vanno benissimo e non, invece, da Israele dove vanno meglio?

Ieri, sul sito del Corriere della Sera erano presentati in grande spolvero i risultati ottenuti dal governo di Naftali Bennett con la terza dose. La vaccinazione aggiuntiva, il famoso «booster», avrebbe diminuito drasticamente i decessi e ovviamente questo fa ben sperare. Tuttavia, a nessuno, men che meno al Corriere, è venuto in mente di ricordare il tasso di vaccinazione che si registra a Gerusalemme e dintorni, dove, dopo un avvio a razzo, la campagna vaccinale si è fermata al 62% della popolazione. Nonostante le sollecitazioni e gli appelli, a molti ultraortodossi non è neppure passato per la mente di sottoporsi all’iniezione anti Covid. E tuttavia, a parte un blando green pass che impedisce alle persone non vaccinate di entrare in ristoranti o musei, a nessuno è venuta l’idea di togliere il diritto al lavoro, come è accaduto da noi. Anzi, da quel che ci risulta a Tel Aviv non sono nemmeno sfiorati dall’idea di mettere agli arresti domiciliari chi non si è immunizzato.

La realtà è che nella testa di alcuni governatori, ma anche di chi al ministero dovrebbe occuparsi di tutelare la nostra salute, c’è molta confusione. Non si spiega altrimenti l’incomprensibile decisione di ridurre la validità del passaporto vaccinale che da 12 mesi passerà a nove. Sono passati appena tre giorni da che l’Istituto superiore di sanità ha ammesso che dopo sei mesi l’efficacia del vaccino si riduce. Se dunque si è coperti contro il Covid per un semestre e forse anche meno, come mai ridurre di soli tre mesi il lasciapassare, limitandone la validità a 9 mesi? Forse prendersela con chi non si è vaccinato è più facile che spiegare ai 45 milioni che lo sono perché bisogna ricominciare da capo? E perché presto dovranno rimboccarsi la manica per ricevere una nuova iniezione, in quanto le prime non bastano? E magari è anche più facile che spiegare come mai si sono smontati gli hub vaccinali. Il mio è un sospetto, ma non credo di andare lontano dal vero. E dunque: dagli all’untore.

27 replies

  1. I NOVAX SONO GLI UNTORI DI QUESTO INIZIO MILLENNIO.
    La scienza ufficiale NO, perchè è al servizio di Big Pharma.
    Le stronzate di gente senz’arte ne parte SI, soprattutto se le loro idee poggiano sulle solidissime basi della superstizione, delle dicerie e delle credenze pseudo-religiose.
    Poi trovano conforto nello sciacallaggio elettorale dei fascio legaioli, da SEMPRE abituati a coltivare il proprio bobbolo ignorante e il cerchio si chiude.

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    • Vallo a dire ai genitori di questi ragazzi:
      – Camilla Canepa, 18 anni, Sestri Levante, AZ, morta per emorragia cerebrale – autopsia conferma correlazione con il vaccino.
      – Traian Calancea, 24 anni, Trento, morte per emorragia cerebrale 10 giorni dopo prima dose Pfizer – autopsia conferma correlazione con il vaccino.
      – Giulia Lucenti, 16 anni, Bastiglia, Pfizer, morta nel sonno – autopsia richiesta ma negata. I genitori denunciano impossibilità di trovare un medico legale, nessuno vuole prendersi la responsabilità di accertare un nesso per paura di ripercussioni.
      – Diego Laurendi, 35 anni, Reggio Calabria, emorragia cerebrale dopo seconda dose.
      – Samuel Paonessa, 17 anni, Ivrea, morto nel sonno tre giorno dopo Pfizer – autopsia richiesta ma negata.
      – Arianna, 13 anni, Trepuzzi, morte improvvisa il giorno dopo seconda dose Pfizer – autopsia richiesta ma negata.
      – Mattia Brugnerotto, 31 anni, Asiago, Pfizer, muore nel sonno la notte dopo il vaccino.
      – Majda El Azrak, 14 anni, Ruffiano (Lecce), in coma dopo seconda dose Pfizer, morta.
      – Lorenzo Scorteccia, 24 anni, Terni, morto 11 giorni dopo vaccino (arresto cardiaco per aritmia o miocardite)
      – Davide Bistrot, 18 anni, Sedico nel Belluno, mal di testa e vomito, arresto cardiocircolatorio. Neanche un mese prima si era sottoposto a vaccino Pfizer.
      – Andrea Ghislotti, 33 anni, Ghisalba, morto durante la luna di miele per ictus due settimane dopo seconda dose.
      – Mosheur Rahman, 16 anni, Marghera, ha iniziato a stare male subito dopo vaccino Moderna, morto in ospedale.
      – Alessia Reda, 24 anni, Mendicino, morta per embolia polmonare dopo vaccino Moderna.
      – Christian Bottan, 17 anni, San Donà del Piave, morto per arresto cardiaco 6 giorni dopo vaccino anticovid.
      – Alessandro Campo, 25 anni, San Martino delle Scale, ha iniziato a stare male dopo la prima dose di Pfizer ed è stato trovato morto due giorni dopo.
      – Marco Piu, 36 anni, Cimpello, trovato morto il giorno dopo la seconda dose di vaccino Moderna 7/09/2021. Aveva un forte mal di testa, è andato a dormire ed è morto nel sonno l’8/09/2021.
      – Andrea Aldrovandi, 31 anni, Lagaro, morto nel sonno 3 giorni dopo la seconda dose di vaccino anticovid.
      – Danilo d’Argenio, 22 anni, Avellino, morto per malore improvviso, meno di un mese prima aveva fatto vaccino J&J.

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      • Devi offrore la possibilta’ di controllare le tue informazioni altrimenti le tue sono chiacchere, e se ti piace garle rimanere chiacchere allora vuol dire che non credi di poterle dimostrare come vere.

        E basta con i proclami senza fonte…

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      • X Ennio,

        io non ti devo offrire niente.

        Ma siccome sono generoso, darò anche a te la possibilità di approfondire uno di questi casi.

        Giulia Lucenti.

        Eccoti l’intervista alla madre.

        Buon ascolto (sì, consiglio vivamente di ascoltare quel che la madre dice della morte della figlia, specie se poi si vuole argomentare degli effetti avversi dei vaccini e di come vengono ‘rilevati’)

        https://odysee.com/@BorderNights:4/mazzucco-vivere:d

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      • Ti stai autotafazzando: la fonte e’ priva di credibilta’ scientifica. Non costituisce fonte al fine della risposta richiesta.

        O mi dai un articolo di giornale, o una notizia di reato o un referto medico. La madre puo’ dire il cappero che gli pare e non la ascolto neanche perche’ altrimenti contrinbuisco a quello che credo essere sciacallaggio. Se non passa in cronaca vuol dire che non passa test cosa-chi-dove-quando.

        Ciao ciao, e meno male che il tossicodipendente sono io…

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      • X Ennio

        Quindi:

        -secondo te è meglio un ‘articolo di giornale’ che sentire la madre della vittima.
        Perché notorialmente i giornalisti sono molto affidabili, vuoi mettere con una ‘fonte primaria’?

        -è meglio aspettare una notizia di reato che non è stata mai avviata, visto che il PM si è rifiutato di fare l’autopsia.
        Quindi puoi dire che il fatto non c’é perché non hanno voluto indagarlo. Fantastico.

        -non bisogna ascoltare la madre perché sennò saresti uno sciacallo.
        Come se a lei fosse stata estorta qualche parola, invece che lasciarla parlare liberamente e raccontare la sua storia.

        Che dire?

        Che sei un trollone in malafede, per esempio.

        E io dovrei darti qualche ‘dritta’ sulle informazioni che pongo, sennò non mi credi?

        D’ora in poi di mando a fare in culo in maniera automatica.

        Buffone.

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  2. C’e’ davvero qualcuno che crede a Belpietro a proposito dell’esempio israeliano? Le fazioni ordosse dello schieramento politico nazionale hanno sempre ricattato il governo su tutto ed hanno avuto da questi tutto. Persino a New York le esenzioni religiose se le sono appioppate grazie ai favori della destra nella Corte Suprema. Idiozie, idiozie da asporto, tutte tese a prevenire qualunque spinta civile estranea alla deprivazione della Giustizia in ITalia. La “g” maiuscola serve ad indicare che la giustizia dei Berlusconi non e’ la mia, e vale di piu’. Ha ragione Anna, e’ impossibile protestare e manifestare per i propri diritti se qualunque governo non cambia un sistema in cui per non finire sul lastrico devi rubare o avere due lavori. Nessun sorcio da contratto a termine puo’ alzare la testa se non lo fa prima il Parlamento a perone piu’ motivate da queste qua. Bang!

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  3. quindi, se non bastano, è meglio farne senza?
    perché se capisco bene il no-vax pensiero (ok è troppo, ma li voglio adulare)
    questi proprio non lo vogliono fare, mentre chi è vaccinato e non vuole mostrare il GPV
    è solo un disadattato strutturale che evidentemente non ha ancora superato l’età post puberale
    del “ribelliamoci alla qualunque”

    ma costui il cervello l’ha mai avuto tra le orecchie?

    è veramente imbarazzante che una persona s’esponga al ridicolo in questo modo
    capisco che per guadagnare l’extra companatico ci si deve spendere un tantino di più del minimo sindacale
    ma mi pare che esageri nel mostrarsi volenteroso.

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    • ‘costui il cervello l’ha mai avuto tra le orecchie?’

      Pare di sì.

      Lo stesso però, non si può dire di te, che probabilmente tra le orecchie hai solo dei tortellini avvizziti.

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  4. MO’VUOIVEDÉCHESALTAILTAPPO?
    L’ Austria si solleva contro la “dittatura sanitaria”.
    La polizia e l’esercito si rifiutano di controllare i pass sanitari in nome della “libertà e della dignità umana”. Si uniranno a una grande manifestazione contro il blocco obbligatorio il 20 novembre 2021 a Vienna

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  5. “BriLife” nuovo vaccino Israeliano a virus vivo auto-propagante che funziona contro le varianti. Fine della pandemia o ennesimo salto nel buio?

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  6. QUALCUNO potrebbe ogni tanto degnarsi di guardare anche le statistiche di EUROMOMO e spiegare come mai, nel 2020 l’eccesso di mortalità nella fascia 15-44 era poco più della META’ di quello che abbiamo registrato fino ad adesso?

    Cosa c’é che è cambiato? Come mai 4.800 e non 2.600?

    Ah, ovviamente questo viene ignorato.

    Forse ma forse, ci potrebbero essere dei problemi ‘extra’ non menzionati dalle statistiche COVID e dai negazionisti dei vaccini?

    Chissà.

    Magari notizie come questa: fascia 49 anni:

    https://www.notizie.it/valentina-bencini-morta-dopo-il-vaccino-moderna-eseguita-autopsia-per-accertare-le-cause-della-morte/?refresh_ce

    San Gusmè, morta dopo il vaccino: depositata la consulenza
    L’esito dell’accertamento disposto dalla pm Valentina Magnini è stato depositato.

    Un accertamento che serve per chiarire il giallo della morte di Valentina Bencini, donna di 49 anni trovata senza vita a San Gusmè, nell’abitazione dell’ex fidanzato. Il medico legale Marco Di Paolo, nella giornata di ieri, si è recato in Procura. Al momento, però, sulla vicenda si sta mantenendo il massimo riserbo.

    San Gusmè, morta dopo il vaccino: accertamenti approfonditi
    La donna, originaria di Montevarchi, era stata trovata senza vita il giorno dopo aver effettuato il vaccino Moderna in un hub della sua città.

    Era stata aperta un’inchiesta per capire se poteva esserci un rapporto di causa effetto tra il decesso e la somministrazione della dose. L’autopsia non era sufficiente per quantificare un’eventuale reazione infiammatoria eccessiva correlata alla dose di vaccino, per questo sono stati effettuati degli esami più approfonditi.

    San Gusmè, morta dopo il vaccino: era stato escluso che il prodotto fosse deteriorato
    La Procura ha fatto un lavoro davvero molto attento e preciso, tenendo anche conto che era stato escluso che il prodotto fosse deteriorato, in quanto nessuno degli altri vaccinati aveva avuto dei problemi.

    La famiglia di Valentina Bencini aveva nominato un medico legale, Mario Valgimigli, per seguire la vicenda. La pm Magnini ora procederà con un’analisi attenta del contenuto del documento, per poi decidere se archiviare o disporre altri accertamenti.

    Astrazeneca, nuovo decesso sospetto: muore a 49 anni

    Un’agonia di 21 giorni. Indaga la magistratura.

    CROTONE – Nuovo decesso sospetto, dopo il vaccino Astrazeneca. È morta a 49 anni l’imprenditrice Anna Biafora, ricoverata alcuni giorni dopo il vaccino.
    Il caso è stato segnalato all’Aifa, la donna è deceduta tra atroci sofferenze, con un’agonia di 21 giorni.

    La Biafora era stata vaccinata il 30 maggio in un hub. Dopo alcuni giorni, aveva iniziato ad accusare malessere e dolori forti allo stomaco.
    l pronto soccorso l’avrebbe rispedita a casa con una diagnosi di “gastrite”.

    La donna è tornata in ospedale, ma era già troppo tardi, è stata trasferita nel reparto di rianimazione

    I familiari hanno sporto denuncia. Indaga la magistratura.

    https://livesicilia.it/2021/06/29/astrazeneca-nuovo-decesso-sospetto-muore-a-49-anni/?refresh_ce

    50 e più anni:

    A Venezia un uomo di 51 anni è morto dopo tre giorni dalla somministrazione del vaccino. I Carabinieri hanno sequestrato la fiala. La vittima si chiama Alessandro Cavarretta ed è originario di Mira.

    Morto dopo vaccino: Carabinieri sequestrano fiala
    Un uomo di 51 anni è morto dopo tre giorni dalla somministrazione di una dose di vaccino Pfizer. Il fatto è accaduto a Venezia e sono intervenuti i Carabinieri dei Nas. La fiala del siero inoculato ad Alessandro Cavarretta, originario di Mira e deceduto lo scorso sabato, è stata sequestrata. Il campione, prelevato dopo gli accertamenti della Procura, verrà utilizzato per effettuare delle analisi. L’azienda sanitaria locale, come riporta La Stampa, ha scelto di non utilizzare la parte restante del lotto in via precauzionale, segnalandolo alle autorità competenti.

    Morto dopo vaccino Pfizer: febbe e gonfiore alle gambe
    L’uomo si era vaccinato il 18 agosto al drive through di Oriago. Aveva ricevuto una dose del vaccino Pfizer. Dopo poche ore ha iniziato ad accusare febbre e gonfiore alle gambe. Il medico di base gli avrebbe prescritto un farmaco, ma le sue condizioni sarebbero peggiorate in fretta. I parenti della vittima hanno spiegato che sabato mattina il 51enne non riusciva neppure a svegliarsi. Hanno provato a rianimarlo guidati dagli operatori del 118, ma purtroppo non hanno avuto successo.

    Morto dopo vaccino Pfizer: disposta autopsia
    Secondo i medici si è trattato di una tromboembolia, ma solo i risultati dell’autopsia potranno dare una risposta certa. “Ora dobbiamo escludere che ci sia un nesso tra vaccinazione e morte per questo abbiamo richiesto subito l’accertamento diagnostico, prima che intervenisse la Magistratura. Ogni altra affermazione, prima delle valutazioni del caso, è prematura” ha dichiarato Edgardo Contato, il direttore generale dell’azienda sanitaria Serenissima.

    https://www.notizie.it/venezia-muore-a-51-anni-tre-giorni-dopo-il-vaccino-carabinieri-sequestrano-la-fiala/

    BRESCIA – Ancora una morte sospetta dopo il vaccino Astrazeneca. Questa volta, si tratta di un carrozziere di 54 anni, Gianluca Masserdotti. Un uomo in perfette condizioni di salute, come hanno sottolineato i familiari.

    Le indagini
    La Procura di Brescia indaga su questo decesso sospetto. Nessuna certezza che ci siano nessi di causalità tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca e il decesso. Ma, purtroppo, il carrozziere è stato ucciso da una trombosi, pochi giorni dopo il vaccino del 29 maggio.

    https://livesicilia.it/2021/06/12/astrazeneca-nuovo-decesso-sospetto-muore-carrozziere-di-54-anni/?refresh_ce

    La storia di una professoressa
    “Il 30 marzo 2021 – si legge nella nota – è morta Augusta Turiaco, docente di musica di 55 anni che, con grande senso del dovere e senza alcuna esitazione, si era sottoposta in data 11 marzo alla vaccinazione anti-Covid19 con il siero di AstraZeneca, previsto per la categoria degli insegnanti. Dopo un’agonia durata 19 giorni, è stata dichiarata la morte cerebrale di Augusta. Dagli esami diagnostici strumentali e di laboratorio, eseguiti durante il ricovero in ospedale, il suo corpo risultava devastato da trombosi disseminate e grave trombocitopenia, che in data 24 marzo sono sfociate in una grave emorragia cerebrale. I P.M., in data 31.03.2021, hanno disposto ‘accertamento tecnico irripetibile autopsia e successivo accertamento medico legale sulla salma di Turiaco Augusta‘. Nonostante siano trascorsi ben 233 giorni, a tutt’oggi non risulta depositata la relazione medico legale”.

    ‘Verità e trasparenza’
    “La famiglia di Augusta Turiaco – si legge ancora – aspetta ancora di sapere, con verità e trasparenza, quali siano state le cause che hanno determinato il suo decesso. Ad attendere queste risposte sono i genitori novantenni Paolo ed Helga, ma anche i due figli Alessandro e Tiziana di 23 e 26 anni, ancora studenti universitari, il compagno Massimo, i fratelli Nunzio e Dora, oltre ai familiari, gli amici e la città di Messina ove era amata e stimata. Si chiede una risposta all’inconsolabile domanda che ogni giorno, da 7 mesi a questa parte, li tormenta: cosa ha ucciso Augusta, donna sana e felice che fino a quel maledetto 11 marzo, giorno della somministrazione del vaccino Astrazeneca, scoppiava di salute. Augusta Turiaco ha firmato un consenso che alla data dell’11 marzo non conteneva l’INFORMAZIONE, ed ometteva i possibili effetti avversi della vaccinazione. Difatti, la nuova circolare del Ministero che aggiornava il documento di consenso inserendo quelle stesse reazioni avverse presentate da Augusta (grave trombocitopenia associata a trombosi in sedi atipiche, quali i seni venosi cerebrali) veniva pubblicata solo in data 25 marzo, quando ormai Augusta era ricoverata in Terapia Intensiva Post-Operatoria a seguito di un delicatissimo intervento neurochirurgico resosi necessario per far fronte alla gravissima emorragia cerebrale che l’aveva colpita”.

    https://livesicilia.it/2021/11/16/morta-dopo-il-vaccino-astrazeneca-augusta-turiaco/?refresh_ce

    PALERMO- Il caso sollevato da LiveSicilia.it assume una rilevanza nazionale, come è giusto che sia, date le proporzioni. Il vaccino AstraZeneca – riferisce un lancio dell’agenzia ansa -, somministrato lo scorso marzo nell’hub della Fiera di Palermo, gli avrebbe provocato una trombosi, con sei interventi chirurgici, 20 giorni di sofferenze e infine l’amputazione della gamba. Maurizio Karra, giornalista di 65 anni, è disperato perché, dopo le varie peripezie legate ai problemi di salute, adesso ha anche difficoltà a chiedere l’invalidità all’Asp di Palermo al quale si è rivolto per il riconoscimento del suo stato fisico.

    La storia l’ha raccontata a ‘Livesicilia.it’. “Dopo vari esami, – ha spiegato Karra – si era formato un blocco in una arteria, che impediva la possibilità di far defluire il sangue. Questo ha provocato una mancanza di ossigenazione delle parti finali. Sei interventi chirurgici – ha proseguito Karra – e scoprivano sempre trombosi, trovavano nuove ostruzioni e se ne formavano altre. Venti giorni di operazioni. Poi quando il primario mi ha detto che era necessario salvarmi la vita, ho autorizzato l’amputazione. A quel punto mi sono ritrovato in una situazione di emergenza psicofisica e burocratica”.

    Karra dice di attendere risposte anche per l’eventuale seconda dose di vaccino. “L’Asp non mi ha mai comunicato nemmeno se potevo o no, fare una seconda dose di vaccino. Mentre per la visita di invalidità mi hanno detto che è necessario attendere un anno e mezzo”. Secondo l’Asp di Palermo, “l’intera vicenda del signor Karra – dice una nota dell’Azienda sanitaria – è seguita con la massima attenzione dalla direzione aziendale che solo il 19 luglio ha ricevuto per posta elettronica una segnalazione dall’utente, al quale sono state fornite successivamente le informazioni, nonché rassicurazioni su rapide procedure di accertamento di suo interesse. Per quanto riguarda la segnalazione dell’evento avverso alla vaccinazione, sembrerebbe sia stata inoltrata agli uffici della Fiera e da questa non risulterebbe inviata alla struttura competente dell’Asp (Rischio Clinico). Ci sono accertamenti in corso e si stanno attuando con la massima celerità le verifiche necessarie”.

    https://livesicilia.it/2021/07/22/il-vaccino-e-la-gamba-amputata-le-verifiche-dopo-la-denuncia/?refresh_ce

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  7. E se si smettesse di discutere (eufemismo) inutilmente e si cominciasse a ragionare? I vaccini (questi vaccini) sono utili ed occorre farli – sopratutto fragili e over 70 – ma era fin da subito evidente che non bastassero. Sviluppati e testati in fretta – ” in emergenza” appunto – non si aveva ancora bastante contezza degli effetti avversi e soprattutto della durata di quella che in tanti continuano a chiamare “immunizzazione”, che non c’è mai stata.
    Ai vaccini doveva accompagnarsi uno stretto controllo delle frontiere, un controllo degli ireregolari nel nostro Paese, la chiusura dei posti di ritrovo ( con importanti ristori a gestori e dipendenti) e l’ assoluto stop agli eventi di massa (calcio, maratone cittadine, mercatini e mercatoni, cinema, congressi…) non appena il virus fosse tornato a circolare in modo importante, cioè appena finita l’ estate. E mascherine, anche all’ aperto in strade affollate. Si sarebbero salvati scuola e lavoro (che non si sa che fine faranno tra qualche settimana anche se i numeri dei contagi vengono tenuti artificiosamente bassi: da tempo indico che non corrispondono al numero dei morti). Oltre a questo, ovviamente, potenziamento del trasporto pubblico, della sanità del territorio, e controlli, controlli, controlli…
    Il contagio è un fatto “meccanico”: anche il vaccinato – tanto più se lo è da tempo – è contagioso, quindi meno persone avvicini fisicamente e più sei protetto da una mascherina (ricordo sempre di guardare l’ esempio che ci danno Quelli lassù e dare un’ occhiata a come si svolge ad es. un Consiglio dei Ministri…pure il plexiglass hanno…) e meno possibilità hai di venire a contatto col virus.

    Dobbiamo “salvare l’ economia”! E soprattutto quella del, diciamo così, “divertimento” sulla quale mezza Italia campa ( purtroppo così siamo ridotti)? E andare tanto per le lunghe spaventando ulteriormente il già spaventato cittadino – ora saltano fuori persino l’ aviaria, che c’è sempre stata, e le polmoniti interstiziali, idem – salverebbe l’ economia? E quale economia? Certamente Amazon e Soci, non certo quella dei negozietti che arrancavano anche prima, aperti senza criterio l’ uno accanto all’ altro.
    Accettiamo pacificamente (eh, sì…) che il lavoro dipendente dell’ industria venga falciato da vere o presunte crisi e che un operaio che perde il lavoro debba accettare qualsivoglia forma di schiavitù per sopravvivere e non “restare sul divano” mentre coloro che si occupano di circenses – in senso lato – devono sopravvivere anche a costo di far crescere il contagio? Ma i piccoli “imprenditori” non sono quelli che “lasciateci le mani libere, il Mercato si autoregola spontaneamente”? Ecco, ora starebbe autoregolandosi. Ma a quanto pare il “coraggio” si ferma davanti alla porta del pub: deve sempre toccare agli altri.

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    • Non ho letto tutto ma mi sa che stava immaginando un paese serio.
      P. S. Io non mi vaccino per convinzione da quando avevo i pantaloni corti, perché non seguo la medicina “ufficiale” e per questo ho dovuto rinunciare…

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  8. A ognuno la sua medicina.
    P. S. Signor Ennio approfitto per una correzione che la sovrasta
    (stesse invece che stava),
    meglio allinearsi quel tanto che basta

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