“Legambiente? Una lobby con forti legami con il mondo della politica (soprattutto il Pd)”

(ilparagone.it) – Piovono accuse pesanti su Legambiente, la principale realtà ambientalista italiana finita nel mirino delle altre associazioni che operano nello stesso settore. Con Mariarita Signorini, membro della giunta nazionale di Italia Nostra, che ha tuonato senza mezze misure: “Legambiente è una potente lobby strettamente legata alle industrie del settore delle fonti rinnovabili. Che ha solidi legami con la politica”.

"Legambiente? Una lobby con forti legami con il mondo della politica (soprattutto il Pd)"

Come spiega Il Fatto Quotidiano, sotto accusa sono finiti i presunti legami economici stretti negli anni da Legambinete e l’accelerazione impressa allo sviluppo delle energie alternative, un settore grazie al quale l’associazione “fa affari” soprattutto “grazie alla società controllata Azzero CO2. E su cui fanno affari alcuni suoi dirigenti nazionali grazie ad alcune srl, come Ambiente Italia. Con il rischio di conflitti di interesse”.

Legambiente ha infatti partecipato, questa l’accusa, “in maniera attiva al business delle fonti rinnovabili”. Allo stesso tempo, ha influenzato la normativa nazionale sugli incentivi che ha portato a un rincaro delle bollette energetiche per le famiglie italiane: “I suoi vertici – ha spiegato ancora Signorini – sono stati e sono tuttora gli interlocutori privilegiati del ministero dell’Ambiente e del ministero dello Sviluppo economico”.

Sotto la lente d’ingrandimento anche i rapporti tra Legambiente e il mondo della politica, in particolare con il Partito Democratico: l’associazione secondo il Fatto Quotidiano avrebbe “solide radici nel Pd, soprattutto nella corrente degli Ecodem di quell’Ermete Realacci che per quasi vent’anni è stato presidente nazionale della onlus e ancora oggi ne è il presidente onorario. E che alla Camera è presidente della commissione Ambiente. Il rapporto con Realacci passa anche attraverso la sua fondazione Symbola, che tra gli associati ha sia Legambiente che Azzero CO2 e tra i finanziatori ha colossi dell’energia come Eni ed Enel Green Power, il gruppo Cir della famiglia De Benedetti e la Novamont, la società guidata dal neo presidente del gestore della rete elettrica Terna Catia Bastioli, che produce quei sacchetti biodegradabili per la cui diffusione tanto hanno fatto le norme sponsorizzate da Legambiente ed Ecodem”.

2 replies

  1. Ecco come siamo arrivati all’esasperazione del superbonus 110%, che ha arricchito soprattutto i grandi, come Enel Green Power, e prodotto una distorsione del mercato assurda, con una montagna di denaro pubblico che solo in parte si trasformerà in kWh di energia pulita prodotta o risparmiata.
    Speculazioni a go go, ristrutturazioni in ville di persone benestanti. Loro hanno i requisiti, gli strumenti ed anche i mezzi culturali, le relazioni professionali. Loro si beccano il 110%, gli altri si continuano ad accontentare del 50%.
    Piove sul bagnato.
    Ora hanno emenato la normativa antifrode ed hanno agravato il settore con un ulteriore aumento della burocrazia.
    Quando bastava portare il 50% al 70%, tutto al 70%. Fine della legge.

    E poi qualcuno continua a pensare che il problema sia soprattutto Draghi.
    Vi vogliono far credere che stiamo in Draghistan ed invece stiamo sempre in Ladristan, che diventa Idiotistan quando i ladri mandano al potere i ladri favorendo gli incapaci, più manipolabili.
    Saluti a tutti.

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