Il mondo fasullo dei giornali

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Mattina presto, bar in zona Mazzini a Roma. Mentre butto giù caffè e cornetto le due persone che ho accanto discutono animatamente. “Ma era mille volte meglio quando c’era la Raggi”, dice il primo, mentre il secondo inveisce contro la spazzatura arrivata ad altitudini mai sfiorate prima. Esco e rispondo al telefono. È la mia compagna che è andata presto alle Poste e mentre aspetta il suo turno mi domanda: “Sai che dicono qua? Che si sono già pentiti di aver votato Gualtieri”.

Dai! Neanche il tempo di cominciare, le rispondo. “Dicono che i bus passano meno. E ognuno ha un suo problema, i soldi non bastano mai, tra tasche vuote e pandemia non c’è aria di un bel Natale. E per fortuna che c’è il Reddito di cittadinanza, sennò c’è chi dice che si va a sparare”. Vabbè, taglio corto. Tra poco ho un dibattito in tv e sicuramente si parlerà di questo. Così corro, mi collego e qual è il tema? Il Reddito di cittadinanza che non serve a niente. Anzi – dicono – se lo pappano i delinquenti.

E vai con le storie di truffe di qua e frodi di là. Bisogna dare questi soldi alle imprese perché assumano, è la lezione che ci fa chi pensa di sapere tutto della povertà, e farnetica di fiscalità negativa, cioè di macchinosi rimborsi sulla dichiarazione dei redditi dei poveri. Ma questi geni i poveri li hanno mai visti? Hanno idea di come sono fatti? Di che carne, di che privazioni, di che bisogni? Chissà, forse pensano che le fila al Pane quotidiano, a Milano, o alla Caritas di Roma non sono per un pasto, ma per presentare il Modello 730. Dopo pochi concetti e molte interruzioni finisce il mio tempo e vado a lavorare.

Tra una telefonata e l’altra ho la tv accesa. Di che si parla? Di pandemia, del Reddito di cittadinanza che non funziona, di chi farà il Presidente della Repubblica, di Renzi che non ha nulla da rimproverarsi sulla macchina del fango ideata da un suo collaboratore contro i 5 Stelle (invece di vergognarsene) e del Reddito di cittadinanza che è un fallimento totale. Di questo non ha dubbi nemmeno Bruno Vespa, stavolta in trasferta da Porro a Rete4, visto che il monopolio dell’informazione politica di Rai1 non gli basta. Così la tv deforma il mondo reale. Spengo. Il silenzio è una musica celestiale.

9 replies

  1. 13 domande del M5S a Renzi. E la destra lo salverà al Senato

    Quesiti su Rondolino, Carrai, soldi, Benetton e Arabia. Mossa per tenere lontano il Pd da Italia viva.

    (di Luca De Carolis e Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Quel centrodestra che sembra il suo naturale approdo pare già pronto a salvarlo dai giudici, con il voto della Giunta per le immunità, in Senato.
    Ma mentre già pregusta la votazione salvifica che tanto potrebbe pesare anche in vista del Quirinale, Matteo Renzi chiama alla sfida pubblica in tv il nemico che cita sempre e ovunque per (ri)darsi un’identità e forse uno scopo, quel Giuseppe Conte che ieri sera gli ha recapitato 13 domande sul caso Open tramite il portale dei Cinque Stelle.
    “Renzi rispondi” recita l’hashtag, e di seguito si leggono i 13 quesiti che rinfacciano al senatore risposte e silenzi sulla vicenda. Un morso a cui il fu rottamatore risponde di corsa via Twitter, evocando lo scontro frontale: “Conte ha preparato per me 13 domande: sarò felice di rispondere in un confronto in diretta tv. Aspetto la sua proposta di data e nel frattempo preparo le 13 domande per lui, dalle mascherine al Venezuela. Sono certo che non scapperà dal confronto democratico, vero?”.
    Dai piani alti del M5S soffiano subito un “figuriamoci”. Però è evidente che Renzi insisterà, anche per coprire i nodi postigli dal M5S.
    Partendo dal primo, innescato dalla proposta di character assassination a suo tempo formulata tramite email a Renzi dal giornalista e sodale Fabrizio Rondolino. “Lei – scrivono i 5S – ha definito un’ipotesi di scuola il progetto mirato a creare una ‘struttura di propaganda antigrillina’ e a diffondere ‘rilevazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica’ del M5S e di alcuni giornalisti. Ma a che tipo di ‘scuola’ e di ‘offerta didattica’ lei e i suoi collaboratori vi siete dedicati?”.
    Il portale gli ricorda anche “la quantità impressionante di profili di illiceità (dagli investigatori privati ai server sottratti alla legge italiana)” di cui era colmo quel progetto, e gli chiede perché “lo inoltrò via iPhone, senza alcun commento, a un altro suo collaboratore (Marco Carrai, ndr), anziché prendere le distanze”.
    E poi vari altri quesiti: se Iv si opporrà alla proposta di legge sul conflitto di interessi “con divieto per i parlamentari italiani di ricevere finanziamenti da governi stranieri”. E se “non ha ritenuto quantomeno inopportuno ricevere somme dai Benetton con la procedura di annullamento della concessione ancora aperta”.
    Un fiume di contestazioni, che ha un primo obiettivo politico, dicono fonti dei 5Stelle: “Rendere chiaro al Pd che si devono allontanare da Renzi, e che devono tenerlo a distanza”.
    Riassumendo, “che non può stare ai tavoli”. E a due mesi dalle votazioni per il Colle è una considerazione che può avere un peso. Anche per il Renzi ormai pronto alla Leopolda 11 che – ha detto ai suoi fedelissimi – “sarà esplosiva”. La manifestazione si terrà nel fine settimana, proprio quando ci sarà il voto in Giunta per le immunità del Senato sull’uso delle intercettazioni disposte dalla Procura di Firenze nell’inchiesta Open.
    Dal palco del capoluogo toscano, Renzi potrebbe annunciare proprio l’uso “illegittimo” delle intercettazioni da parte di pm fiorentini visto che il centrodestra, che ha la maggioranza in giunta, è pronto a salvarlo. Questa sera alle 20 infatti l’organo del Senato inizierà a valutare la richiesta di immunità inoltrata dall’ex premier alla presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, lo scorso 7 ottobre.
    All’ora di cena sarà la relatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, avvocato umbro che sostiene fortemente i referendum leghisti sulla giustizia, a presentare e analizzare giuridicamente il caso. Ieri sera Modena, contattata dal Fatto, faceva sapere di stare ancora “studiando le carte” e che ultimerà la sua relazione solo questa mattina.
    Ma già il fatto che sia lei la relatrice è un punto in favore del senatore di Scandicci. Ottimista, e per capire perché basta leggere i numeri: sui 23 componenti, la Lega ne ha 6, Forza Italia 3 e Italia Viva 3. Il conto fa 12 senatori, compreso il presidente Maurizio Gasparri. Senza contare i due di Fratelli d’Italia, Lucio Malan e Alberto Balboni, che con ogni probabilità si asterranno. Pd, M5S e LeU, in teoria contrari all’immunità per Renzi, potranno invece contare su 5 voti. Incerti i 4 del Misto: ci sono gli ex grillini Mattia Crucioli, Gregorio De Falco e Mario Giarrusso e l’autonomista Meinhard Durnwalder. Anna Rossomando, unico membro del Pd, deciderà “in base alle carte”.
    E comunque dai vertici di Lega e Forza Italia è arrivato l’ordine: “Renzi va salvato”. Un primo do ut des in vista del Quirinale anche se Renzi, come noto, sta giocando su più tavoli. Berlusconi, d’altronde, nel Colle ci spera eccome e punta proprio sui 43 voti renziani per essere eletto.
    Chissà se se ne parlerà, nella Leopolda che inizia venerdì. Il costo è di circa 400 mila euro, finanziati da Italia Viva, e gli ospiti sono ancora segreti. Al caso Open Renzi dedicherà la parte centrale dell’evento. Sabato, al posto della mostra sull’inchiesta Open, il leader di Italia Viva farà un monologo dedicato alla vicenda andando all’attacco dei pm fiorentini rei di aver commesso “un hackeraggio di Stato” e della stampa che ha pubblicato le carte. Un modo per ricompattare i suoi intorno alla guerra contro la magistratura “politicizzata”. Come un Berlusconi qualunque.

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  2. A dir poco imbarazzante è l’operato dell’innominabile e dei suoi eventuali sostenitori nella commissione che valuterà la richiesta di immunità del senatore saudita. In quali mani siamo?

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    • Strano, eppure è solo un ‘senatore semplice’.

      Furbissimo, devo dire.

      Ma le istituzioni, di fronte a casi simili, che fanno? Dormono sonni profondissimi, a quanto pare.

      Come mai Mattarella non spiccica parola, deve parlare solo per dare addosso ai contestatori sulle piazze? E un delinquente del genere, non lo rimbrotta un pò?

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