La battaglia per riprendersi il vitalizio

Non tutto è perduto. Hanno fatto causa alla Camera e al Senato per riavere indietro i soldi, ma la contesa è ancora aperta e l’informazione rema contro: che fare? Qualche ideuzza c’è. “Per rompere questa specie di cordone sanitario che ci è stato costruito intorno […]

(di Ilaria Proietti – Il Fatto Quotidiano) – C’è ben poco da essere orgogliosi ché i partiti, chi più chi meno, sono tutti in crisi nera. E il Parlamento è commissariato dai decreti di Palazzo Chigi approvati a suon di voti di fiducia.

Ma è pur vero che c’è sempre speranza: del resto anche il Milite ignoto per anni e anni non se l’è filato nessuno e guarda invece oggi che festa. E allora perché non provarci? Per ridare lustro a un’istituzione un po’ ammaccata serve come il pane una “Giornata dell’orgoglio parlamentare”. O almeno così sostengono gli ex inquilini di Palazzo, riuniti nell’Associazione ex parlamentari, che durante l’ultimo consiglio direttivo hanno sfornato alcune proposte. La prima è proprio quella di organizzare un “appuntamento di tipo convegnistico e non solo conviviale e di intrattenimento” per serrare i ranghi, stringersi a coorte, insomma fare spogliatoio anche con i colleghi in carica, perché il momento è gramo per tutti: la retorica anticasta ancora spopola e per questo gli ex parlamentari si sentono vittime due volte. Perché sembra di capire che rappresentar Lorsignori come poltroni e peones arrechi disdoro agli eletti, ma pure agli ex ché hanno subito una sforbiciata al vitalizio e nessuno o quasi di quelli che han preso il loro posto sugli scranni ha fatto un fiato.

Ma non tutto è perduto. Hanno fatto causa alla Camera e al Senato per riavere indietro i soldi, ma la contesa è ancora aperta e l’informazione rema contro: che fare? Qualche ideuzza c’è. “Per rompere questa specie di cordone sanitario che ci è stato costruito intorno bisognerebbe provare a convincere qualche direttore di giornale che conta a rompere il silenzio e a dire le cose come stanno”, si sbraccia Mario Barbi, fedelissimo di Romano Prodi con due legislature alle spalle tra le file dem. Ma l’esigenza condivisa da tutti è quella di “potere contrastare con maggiore efficacia la campagna di aggressione e di insulti cui sono stati fatti oggetto proprio gli ex parlamentari, accusati di essere la causa di tutti i mali del Paese e che si è ritenuto perciò giusto punire sul piano morale e materiale con le ingiurie e con il ricalcolo retroattivo dei vitalizi”. Come? Rafforzando il sito, assoldando un ufficio stampa con i fiocchi e – perché no? – creando una “struttura d’intervento sui social sulla falsariga di quanto fanno alcune forze politiche”.

Anche se c’è chi frena, come Beppe Facchetti, deputato del Pli nella IX legislatura che guarda con invidia alla Bestia salviniana, ma consiglia cautela. “Neanche se avessimo al nostro servizio il Morisi oggi disoccupato otterremmo granché. In Rete si legge di tutto ed emerge sempre il peggio. L’invidia sociale, nel nostro caso, è dominante: potremmo esserne travolti ulteriormente, farla esplodere come un fuoco artificiale”.

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1 reply

  1. Altro che invidia, semplicemente ci siamo accorti, da anni, che il parlamento (e gli ex-parlamentari) rappresenta al meglio le caratteristiche peggiori dell’Italiano e ne abbiamo abbastanza di essere presi per i fondelli

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