Povero Phil

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Per avere la metà di un villone di Miami, la ex moglie ha citato in giudizio Phil Collins. Fin qui siamo dentro il chissenefrega dei bisticci patinati, ma il ritratto che la donna dipinge del musicista dei Genesis fa compiere alla vicenda un salto di qualità. Dapprima Orianne Cevey, questo il nome della delicatissima protagonista, descrive Collins come un alcolista schiavo degli antidolorifici. E passi, anche se qualunque altro essere umano che non fosse un ex coniuge inviperito avrebbe mostrato un minimo di comprensione per i problemi di salute che da anni impediscono a uno dei più grandi batteristi della storia del rock di tenere in mano le bacchette. Ma la signora non si è fermata lì. Ha aggiunto che il settantenne Phil Collins non è più in grado di fare sesso, che non si lava i denti e che non frequenta da tempo immemore la doccia e il sapone, emanando effluvi respingenti.

La regola che tra moglie e marito non si debba mettere il dito vale sempre, anche quando uno dei due è stato un tuo mito di gioventù e ti viene raccontato dalla sua ex come un ubriacone impotente e puzzolente. Nondimeno la volgarità invasiva di certe parole rende impossibile non simpatizzare per il bersaglioUmiliare il coniuge alla fine di una lunga convivenza spiattellandone l’intimità fisica e il declino del corpo finisce per ritorcersi contro chi lo fa. E conferma che, nelle faccende di cuore, il valore di una persona non si misura da come ama, ma da come lascia.

6 replies

  1. FORZA LILIANA, IL QUIRINALE NON È ROBA LORO

    (di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Nel sottoscrivere il nostro appello per Liliana Segre al Quirinale, molti lettori osservano che “purtroppo l’ordinamento della nostra Repubblica non consente l’elezione del presidente da parte del popolo” (Susanna Di Ronzo). È così, anche se oggi più che mai, in assenza di una riforma costituzionale in senso presidenziale agli atti pressoché impraticabile, l’opinione pubblica ha tutte le possibilità di esplicarsi come meglio ritiene. Per esempio, con lo strumento della petizione, impulso etico connaturato con il Fatto Quotidiano, giornale che fin dall’origine agisce in simbiosi con la comunità dei propri lettori. E seppure nell’attuale ordinamento la scelta del capo dello Stato è demandata a deputati, senatori e delegati regionali, non si vede perché nello scegliere la personalità ritenuta più adatta a rappresentare l’unità della Nazione i cosiddetti grandi elettori non debbano anche prestare orecchio alle valutazioni dei comuni cittadini. Insomma, il giudizio del corpo elettorale, da cui essi ricevono consenso e legittimità, non deve contare proprio nulla? Siamo sempre lì, alla malaugurata idea che la politica, di riffa o di raffa, sia sempre e comunque “roba loro”. A cominciare dalla vergogna del Parlamento dei nominati che ha come conseguenza logica e inevitabile la marea montante delle astensioni. Non certo sul nome prestigioso di Liliana Segre, ma eventualmente sulla sua indicazione per il Colle possono esserci valutazioni anche diverse (il problema dell’età, anche se l’autocandidato Berlusconi le è quasi coetaneo e lei appare molto più pimpante). Ma l’entusiasmo che pervade le lettere che pubblichiamo, i numeri straordinari a favore del nostro appello a poche ore dal lancio, il “ritorno alla politica” partecipata e appassionata, non dovrebbero suggerire qualcosina a lorsignori? Che, per dirne una, l’istituzione Quirinale non è solo roba loro ma dell’intero popolo italiano. Per questo, ora e sempre, forza Liliana!

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    • questo che scrive è un uomo,lo si capisce dal difendere le puzze, lavatevi che è meglio, poi a 70, io ne ho 72 ti devi lavare altrimenti puzzi,se poi vuoi la compagnia di un altro essere devi lavarti, punto, uomini lavatevi

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      • Tutti (uomini e donne) devono lavarsi, oltre che per motivi igenici, per rispetto verso se stessi e gli altri… ma superati i 70 sarebbe meglio, principalmente per motivi “estetici”, limitarsi alla “compagnia” di un buon libro…

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    • Un’altra trovata alla Gino Strada di sette anni fa, buona giusto per rinfocolare gli animi dei delusi, soprattutto quelli in fuga dai 5S. Sono persone degnissime, ovvio, non c’è neanche bisogno di dirlo per chi le conosce. Ma sarebbero completamente fuori ruolo. Non basta essere degnissimi per esser buoni per tutto, persino per la Presidenza della Repubblica che, come abbiamo visto negli anni, non è solo una bella cartolina: è un centro di potere che non si amministra solo con la dignità; serve molto altro. Esattamente come non è bastato (e lo si è visto bene) essere “onesti” per essere bravi in politica. Padellaro, lasci perdere ste’ cose e tenga i piedi per terra, visto che l’età ce l’ha e l’esperienza pure. Se Berlusconi è certo impensabile (ma poi lo sa anche lei che son tutte chiacchiere quelle …) per motivi completamente diversi, è impensabile pure prendere una persona tanto amata e rispettata quanto completamente impreparata a gestire il potere che si ritroverebbe nelle mani. Non sono bastati i 5Stelle per chiarire questo?

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  2. Per commentare su Gramellini ed i liquami che quotidianamente ne fuoriescono, bisogna far ricorso a piene mani al famoso “Manuale dei Cento Modi per dare del Cretino senza essere querelato”.

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