Mettere a gara trasporto, rifiuti, acqua, ecc.: una svolta o un pericolo?

Mettere a gara trasporto, rifiuti, acqua, ecc. è un obiettivo del governo e un po’ meno dei partiti: ecco quello che promette il Pnrr e due pareri divergenti sulla questione. Entro ottobre, come promesso da Mario Draghi di recente, arriverà il ddl Concorrenza, che il Pnrr prometteva entro luglio (per la precisione ne promette uno l’anno almeno fino al 2024). L’obiettivo è aprire i mercati, tutti e obbligatoriamente, in omaggio a un’ideologia che andava per la maggiore negli anni Novanta. Tra i vari settori nel […]

(di Ma. Pa. – Il Fatto Quotidiano) – Entro ottobre, come promesso da Mario Draghi di recente, arriverà il ddl Concorrenza, che il Pnrr prometteva entro luglio (per la precisione ne promette uno l’anno almeno fino al 2024). L’obiettivo è aprire i mercati, tutti e obbligatoriamente, in omaggio a un’ideologia che andava per la maggiore negli anni Novanta. Tra i vari settori nel mirino dell’esecutivo, uno dei più sensibili per la maggioranza parlamentare e i movimenti sociali è quello dei servizi pubblici locali, una congerie di attività che vale – all’ultima rilevazione della Corte dei Conti su dati del 2018 (si tratta di una delibera di agosto) – poco più di 11 miliardi di euro l’anno, l’86% dei quali viene assegnato attraverso affidamenti diretti a società pubbliche o partecipate dal pubblico (se guardiamo al numero delle concessioni, e non al loro valore, la percentuale sale al 93%).Smontare il legame tra Comuni e società pubbliche è uno sforzo che va avanti ininterrotto dalla seconda metà dagli anni Novanta, anche per la spinta dell’Unione europea, ma – come dimostrano i numeri qui sopra – senza grandi successi nonostante diversi interventi legislativi. Anzi in molti casi, complici i risultati delle gestioni private, negli ultimi anni si è assistito a un ritorno alle gestioni in house. Pur essendo consentite dal diritto nazionale e da quello comunitario, comunque, governo e Ue vogliono ridurle ed ecco il prossimo ddl Concorrenza.

In attesa dei testi, sappiamo quel che dice al proposito il Piano di ripresa e resilienza approvato in primavera dopo un’interlocuzione con la Commissione europea: Draghi ha promesso “specifiche norme finalizzate a imporre all’amministrazione una motivazione anticipata e rafforzata che dia conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato”, anche attraverso opportune analisi econometriche sulla necessità di ricorrere all’affidamento diretto. Di fatto i Comuni saranno per questa via esposti a ricorsi preventivi, e assai più incisivi, sulla loro scelta e i singoli amministratori anche ai relativi rischi economici: un modo per scoraggiarli alla partenza. È appena il caso di ricordare che il M5S è da sempre favorevole alla gestione pubblica e – quanto agli altri partiti, soprattutto Pd e Lega – che i sindaci non gradiscono un intervento così invasivo.

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1 reply

  1. I SERVIZI PUBBLICI sono indispensabili ma non sta scritto da nessuna parte che debba essere il PUBBLICO a fornirli.
    Il pubblico troppo spesso, direi quasi sempre, vuol dire baracconi parastatali tipo Atac, Ama, Alitalia, gestiti da SINDACATI e PARTITI.

    È questa la partitocrazia!
    Infatti i partiti sono contrari al mercato, perdere la possibilità di nominare magnager amici ed assumere dipendenti amici vuol dire perdere molto potere.

    IL POTERE di vendere POSTI FISSI.

    Bisogna privatizzare i servizi dandoli in concessione nella massima TRASPARENZA in modo da limitare manovre clientelari e da consentire allo Stato di tenere per le palle il concessionario.

    Se non rispetti lo standard richiesto, io Stato rescindo il contratto. Avanti il prossimo.

    Se le privatizzazioni sono fallite (mi verrebbe da aggiungere un bel “li mortacci vostri” a tutti quei compagni che inveiscono contro i furti di un liberismo malato e selvaggio ma tacciono sempre delle ruberie di questo sistema statalista, partitocratico e clientelare) è proprio perché a gestirle ci sono partiti e sindacati.

    Se Autostrade fu data in concessione ai Benetton a cazzo di cane, consentendogli di lucrare sui pedaggi trascurando le manutenzioni, secondo voi è colpa della privatizzazione in se o delle MODALITÀ LADRE con cui è stata privatizzata dai partiti?

    Ma se lo stato stanzia, supponiamo, 1 miliardi per il trasporto pubblico, chi cazzo vi assicura che manager e dipendenti pubblici facciano meglio di manager e dipendenti privati.
    Quello che dovrebbe interessare al cittadino che guarda ai cittadini (e non al buco del culo del politico che vorrebbe leccare) è solo il rapporto QUALITÀ DEL SERVIZIO /COSTO DEL SERVIZIO.

    Solo questo.
    Ma qui a difenderci dai nostalgici del Fascismo ci sono le merde alla Landini, ci sono i Fasciosindacali, i Fasciopartiticratici.

    Forza Europa, liberaci da questa merda che SINISTRA E DESTRA vogliono spacciare per cioccolata.

    Perché in tema di aziende pubbliche il PD, Leu, M5S la pensano come i FRATELLI FASCI D’ITALIA.

    Sicuramente una società privata non consentirebbe ad un dipendente di assentarsi dei mesi per malattia mentre gestisce un B&B alle Canarie.

    Le aziende pubbliche non servono ai servizi pubblici na solo ai dipendenti pubblici.

    A Roma si diceva: “s’abbuscamo la mazzetta è nun famo ‘n cazzo da nativa a sera”.

    Ho fatto campagna elettorale per la Raggi, cercando di convincere quei pochi che potevo, ma la sua preferenza per le aziende pubbliche l’ho sempre considerata un suo grosso limite.
    Al referendum dei radicali avrei votato Sì.

    Quando penso al FASCISMO di quei quattro deficienti decretati di Forza Nuova mi viene da ridere.

    Per me i fascisti sono proprio sindacati e partiti che in Italia operano in regime di monopolio (partitocrazia).
    Hanno le mani in pasta ovunque e gestiscono il potere in modo clientelare e totalmente discrezionale: non è forse una forma di fascismo?

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