Massimo Fini: “Questa è una democrazia malata”

(radioradio.it) – L’autunno caldo sembra essere arrivato, ma a una certa corrente politico-mediatica non fa di certo piacere. Cittadini, lavoratori, persone di ogni fascia sociale scendono in piazza contro imposizioni e restrizioni del Governo Draghi, Green Pass in primis. Le proteste che vanno avanti da questa estate fanno sempre più rumore, anche se il grido di rabbia del popolo resta inascoltato a causa di un ristretto gruppo di estremisti infiltrati tra i manifestanti.

Quello di sabato scorso partito da Piazza del Popolo a Roma è stato solo l’ultimo atto di una rivolta di migliaia di persone diventata presto una rappresaglia di altra natura. Il risultato, ancora una volta, è stato riaccendere l’allarme eterno di un ritorno del fascismo. Tra chi ritiene sbagliato ridurre a ciò la portata delle recenti sommosse c’è anche il giornalista Massimo Fini, che ne ha parlato ai microfoni di Francesco Vergovich a Un Giorno Speciale. Queste le sue parole.

 “Questa è una democrazia malata”

“Ogni idea in democrazia ha diritto di esistere a meno che non si faccia valere con la violenza. Sarebbe riduttivo pensare che non ci sia un malcontento e una diffidenza nei confronti della democrazia. Lo dice il 48% di astensione. Non posso pensare che siano tutti degli eversivi. I partiti dovrebbero ragionare sul dato dell’astensione e sulla diffidenza di molti sul sistema democratico-partitocratico. Questo sistema è malato, una partitocrazia. Si sbaglierebbe se si dicesse che è solo un fenomeno fascista, ma è qualcosa di più diffuso. Molti cittadini non si sentono più rappresentanti.

Sono contrario allo scioglimento di Forza Nuova, ogni idea deve poter esistere purché non si faccia valere con la violenza. Quelli che hanno assaltato la CGIL o la Polizia devono andare in prigione. La stampa racconta malissimo. Il dato più impressionante era l’astensione, hanno perso tutti“.

“È stato creato un clima di terrore”

“Per quanto riguarda l’epidemia hanno fatto un terrorismo costante e continuo. Se ogni giorni ti parlano dell’epidemia e dei morti, hai una reazione di rigetto. È stato creato un clima di terrore. La stampa ha assecondato il peggiore allarmismo. Sull’Afghanistan hanno detto solo balle per esempio. C’è una miopia della classe politica e della stampa che spesso è a servizio della prima invece di svolgere una funzione di critica. L’uso sistematico del termine fascismo è controproducente. Se tu ogni giorno ne parli ha un effetto contrapposto, sono strumentalizzazioni“.

“Il cittadino si irrita di fronte a ciò che è subdolo”

“Puoi fare una legge per l’obbligo del vaccino, ma non puoi non proibire formalmente la scelta opposta e poi renderlo obbligatorio, questo irrita moltissimo. Dovevano avere il coraggio di dire che il vaccino era obbligatorio per legge. Il cittadino si irrita di fronte a ciò che è subdolo, a ciò che è fatto in modo subdolo. Il farlo in forma obliqua lo rende iniquo“.

5 replies

  1. Porti e logistica a rischio caos. Il Viminale: “Tamponi gratis”

    (di Andrea Moizo – Il Fatto Quotidiano) – A due giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per i lavoratori, regna il caos anche in un settore nevralgico come quello dei trasporti e della logistica. Con migliaia di magazzinieri, addetti alle manovre ferroviarie, autisti e marittimi impossibilitati a lavorare e centinaia di portuali di tutti gli scali, in primis a Trieste, pronti a incrociare le braccia, il rischio di un collasso della rete di distribuzione merci è concreto. Iniziano così ad aprirsi le prime crepe negli obblighi. Per 25 anni le lobby di autotrasporto e armamento hanno lavorato a norme che consentissero di impiegare personale straniero per abbattere i salari. Marittimi e autisti italiani sono così divenuti merce rara, rimpiazzati da colleghi stranieri. Solo che fra questi, extracomunitari o est europei, molti non sono vaccinati o hanno vaccini non riconosciuti nell’Ue, in aggiunta alle difficoltà di applicare la norma a personale viaggiante su tratte internazionali. Per Confitarma e Assarmatori sono 15-20 mila i marittimi di navi italiane in questa situazione. E se per gli armatori la soluzione sono i protocolli pre-Green pass (obbligo di test molecolare prima dell’imbarco), per Anita, sigla confindustriale dell’autotrasporto, si rischia una “fuga di massa” e sono indispensabili “deroghe specifiche per tutti i conducenti, italiani ed esteri”.
    La situazione può diventare critica. Parziale soluzione l’ha abbozzata nei giorni scorsi la Lega. A raccogliere le lamentele delle aziende che vogliono forza lavoro a basso costo è stato Edoardo Rixi, ex viceministro ai Trasporti, con un emendamento: “Per i lavoratori impiegati nel settore dei trasporti e della logistica è disposto il provvisorio riconoscimento della certificazione rilasciata dalle competenti autorità dei Paesi d’origine”. L’idraulico polacco, il marittimo filippino e il camionista bulgaro, ora sono i benvenuti. Peccato che la misura sia inserita nell’iter di conversione del dl Infrastrutture e non entrerà in vigore prima di 15-20 giorni almeno.
    Più puntuale la risposta del governo alle preoccupazioni delle imprese logistico-portuali. Come rivelato ieri dal Fatto, il decreto Capienze ha ritoccato la norma sul Green pass per aiutare le aziende che, come i terminal portuali, lavorano su più turni e sospettano un’alta percentuale di “no Green pass” fra i dipendenti. Da ieri sul diritto alla privacy sanitaria dei lavoratori prevale – spiega una circolare degli Interni ai prefetti – “l’esigenza di procedere a un immediato monitoraggio dei dipendenti sprovvisti della certificazione”: appena il datore chiederà, il lavoratore dovrà rivelare lo stato vaccinale. Eppure iniziano a vedersi le prime crepe: il Viminale, per dire, ha raccomandato alle imprese portuali la “messa a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici gratuiti” per evitare la paralisi.
    Un appello rispedito al mittente da Assiterminal, che di pagare i tamponi non ha intenzione e si dice “perplessa che, a tre giorni dal 15 ottobre, anche il nostro comparto, richiamato dal ministero tra i servizi essenziali, versi in questa condizione”. Molte imprese però stanno cedendo. Mentre il presidente dell’autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino, ha annunciato le dimissioni in caso di blocco a oltranza, le imprese del porto ieri hanno confermato al Prefetto che offriranno tamponi gratis per evitare la paralisi, scatenando la reazione di Matteo Salvini: “E per gli altri milioni di lavoratori invece zero?”, ha attaccato il leghista, prendendosela col ministro Luciana Lamorgese.
    Reazione blanda dal sindacato confederale, che si è limitato a chiedere l’estensione della raccomandazione a tutti i settori del trasporto. Problemi sono attesi anche nel trasporto pubblico locale. A Milano, per dire, i sindacati si attendono una quota fino al 20% di personale senza Green pass.
    Venerdì, il caos, fra banchine, navi, magazzini, ferrovie e strade è più di un’ipotesi.

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    • Rischiamo disagi in stile GB.
      Il braccio di ferro sul lasciapassare verde penso verrà abbandonato dal governo nel momento in cui capirà (ma possibile non lo abbia già capito?) che i disagi derivanti da questo braccio di ferro inutile sarebbero troppi.
      Qundi o ci sono, o ci fanno.

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    • Raf,
      se puoi, rendi disponibili anche quelli Robecchi o Luttazzi? un po di umorismo rinfranca lo spirito e, soprattutto, ci fa capire meglio di che pasta sono fatti i potenti e i governanti…(come il re che é nudo)!!!

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  2. Sull’articolo su Fini, direi invece che questa non è più una democrazia malata, lo era prima, ora è morta.
    Un banchiere solo al comando, parlamento passacarte, media unificati, partiti intercambiabili, votazioni in disuso, mafia al governo, interessi del popolo ignorati … cosa manca? La cerimonia dell’incoronazione?

    Democrazia in aspettativa non retribuita.

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  3. tra chi assale sedi sindacali, chi toglie a milioni di lavoratori l’art.18 (e altri – 4 e 13 – non meno importanti dello statuto legge 300/70) e chi toglie il salario (e non solo) a chi non ha il green pass, sembra facciano a gara a chi é più nazifascista!!!
    povero paese…!
    Cantava il buon Battiato:
    Povera patria
    Schiacciata dagli abusi del potere
    Di gente infame, che non sa cos’è il pudore
    Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
    E tutto gli appartiene
    Tra i governanti
    Quanti perfetti e inutili buffoni
    Questo paese devastato dal dolore
    Ma non vi danno un po’ di dispiacere
    Quei corpi in terra senza più calore?
    Non cambierà, non cambierà
    No cambierà, forse cambierà
    Ma come scusare
    Le iene negli stadi e quelle dei giornali?
    Nel fango affonda lo stivale dei maiali
    Me ne vergogno un poco e mi fa male
    Vedere un uomo come un animale
    Non cambierà, non cambierà
    Sì che cambierà, vedrai che cambierà
    Si può sperare
    Che il mondo torni a quote più normali
    Che possa contemplare il cielo e i fiori
    Che non si parli più di dittature
    Se avremo ancora un po’ da vivere
    La primavera intanto tarda ad arrivare

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