La dipendente comunale no vax: “Tra malattie e ferie sto a casa fino alla fine di dicembre. I tamponi? Troppo costosi”

 (leggo.it) – Sofia – il nome è di fantasia – dipendente comunale, a Roma, cinquantenne, non è vaccinata, dunque  non ha il green pass. Venerdì, però, scatterà l’obbligo di certificazione “verde” per tutti i lavoratori: circa 23 milioni, tra i quali 14 milioni e 700mila impiegati nel settore privato. E la misura durerà almeno fino al 31 dicembre, data prevista per la fine dello stato d’emergenza. Abbiamo raggiunto Sofia per capire in che modo pensa di organizzarsi per affrontare queste giornate. 

Come farà quando il green pass diventerà obbligatorio per andare in ufficio?

«La data critica è quella di venerdì. Nei primi giorni farò un paio di tamponi, poi giocherò d’astuzia, prendendo i giorni di malattia, le ferie, le ore di lavoro che devo recuperare. Per intenderci, se devo recuperare trenta ore, perché ho lavorato oltre l’orario previsto, me le prendo tutte. Usando dieci giorni di malattia, aggiunti ai due tamponi, di fatto, già arrivo alla fine di ottobre.

Mi rimangono due mesi, ma tra ferie, recuperi di festività e via dicendo, dovrei riuscire ad arrivare, senza alcuna difficoltà, fino al 31 dicembre, quando l’obbligo finirà con l’uscita dallo stato di emergenza. Certo, alla fine di questi mesi sarò comunque stremata. I colleghi vaccinati, peraltro, fanno mobbing e se la mascherina è lievemente abbassata ti richiamano subito. Dicono cose tremende, a partire dal fatto che se prenderò il Covid, morirò e frasi di questo tipo».

Non sarebbe più semplice fare i tamponi?

«Sarebbe costoso. Un dipendente comunale guadagna 1500 euro. Il tampone ha una validità di 48 ore, quindi, ogni settimana, dovrei farne due o tre.  Costano quindici euro l’uno. Nelle farmacie, si trovano pure pacchetti da dieci tamponi a 100 euro. Alla fine del mese, facendo i conti, però la spesa sarebbe comunque alta, diciamo che, se dovessi andare a lavorare tutti i giorni, la somma destinata ai tamponi si attesterebbe intorno ai 200 euro. 

E, quindi, si farebbe sentire sul bilancio familiare. Pensiamo alle famiglie in cui uno solo ha lo stipendio, o ai single ma anche a chi ha figli. Non è una spesa aggiuntiva sostenibile. Ho visto colleghe contare fino all’ultimo centesimo dello stipendio, che non vanno neanche a comprarsi qualcosa per stare attente ai soldi, mettersi a piangere all’idea di questa nuova spesa».

 Perché non si vaccina?

«È una questione ideologica e poi ho anche motivi di salute. Ho una patologia che mi esporrebbe al rischio trombosi, e quindi, lo dico chiaramente: mi piace vivere, di certo non mi metto in pericolo. Lo ripeto, non lo farei, neppure se fossi certa di non correre alcun pericolo. Io prendo le mie precauzioni, rispetto le distanze, porto la mascherina, bevo tante spremute di arancia, prendo la vitamina C. Non mi sono mai ammalata».

Ha provato a  valutare soluzioni alternative per non restare a casa ma andare comunque in ufficio?

«Mi sono rivolta anche al Sindacato ma non ho avuto alcun aiuto, anzi, si sono arrabbiati perché non voglio farmi vaccinare e mi hanno detto di farlo. Ho chiesto di poter lavorare in smart working ma non mi viene consentito. Dicono che non si può più. Perché? Io potrei fare bene il mio lavoro pure da casa».

39 replies

  1. OMG: “bevo tante spremute di arancia”!

    Comunque invece di costringere a pagare il tampone sarebbe molto meglio far lavorare i non vaccinati da casa quando possibile.

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    • Si vaccinano e punto, Ras.
      Se la tipa avesse davvero problemi, avrebbe l’esenzione e il green pass, ma lei lo dice chiaramente: è una questione ideologica (diciamo basata sull’ignoranza e la supponenza), neanche con la sicurezza totale si vaccinerebbe.
      Questi non hanno mai contato un cz e hanno trovato un vessillo sotto cui marciare, credendo finalmente di essere… ovviamente loro sanno le cose che non ci tikono e che neanche gli scienziati conoscono.
      Finalmente possono sentirsi più furbi e fighi degli altri, che magari hanno passato una vita a studiare gli argomenti che loro infarciscono di idiozie e paranoia.
      Solo una visitina PERSONALE alla rianimazione li può far desistere… perché non augurargliela di tutto cuore?
      Sì, sono intransigente contro l’arroganza dell’ignoranza.
      È quella che, a suo tempo, ha mandato al rogo le cosiddette “streghe”, quella che ha bruciato i libri durante le dittature, la stessa che ha favorito i genocidi di intere popolazioni di grande cultura spirituale, come quella dei nativi americani…
      Non deve avere neanche la minima “agevolazione”, la minima scappatoia.
      Contrariamente a come si vendono, da poveri oppressi dalla dittatura sanitaria, si infilano nelle maglie della democrazia come ratti… e poi prevaricano.

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      • Anail tu sei troppo buona, io la visita in terapia non la concedo, se dovesse prendersi il covid,, se lo cura a casa sua, no usufruire delle mie tasse.. Saluti

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      • Niente cure ai no va!!!! Meglio dare miliardi a Alitalia-Ita, al Mose, al Tav e al Tap, meglio ancora all’Ilva, poi a MPS e prima a Banca Etruria, meglio anche al progetto fantasmagorico del Ponte sullo Stretto, che minacciano da decenni, e poi soldi a pioggia a FER e contestualmente alle trivelle, e ancora più soldi ai Benetton per le autostrade e per le opere di ripristino e ammodernamento della rete, meglio anche a Enel per le centrali a carbone e gas, e tanto meglio a Expo e Giubilei e etc…etc… il problema dell’Italia sono quelli che non si vogliono inoculare con il siero ogm “anti”-Covid!

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    • @ Rassegnato: dissento. Capisco che rendere gratuito il tampone rappresenterebbe una sorta di disincentivo alla vaccinazione (politicamente equivalente ad una resa), ma questo sistema di tamponi a tappeto, non appena inizierà l’inverno (accompagnato dall’inevitabile risalita dei casi), sarà uno strumento formidabile di monitoraggio che permetterà di rilevare con estrema precocità e precisione eventuali focolai (l’aspetto più lisergico della questione è che buona parte di quelli che si sottoporranno a questa trafila lo faranno credendo di non arrendersi al sistema, o qualcosa del genere).

      In quest’ottica sarebbe più efficace renderli gratuiti, per superare l’ostacolo politico basterebbe farlo passare come una gentile concessione, e sarebbero tutti contenti (i no pass avrebbero il loro bel pass a costo zero, qualcuno si intesterà la vittoria politica, e la salute pubblica sarebbe comunque tutelata, forse persino meglio che se avessimo il 100% di vaccinati). A me sembra il classico uovo di Colombo, per cui l’istinto mi porta a chiedermi dove sto sbagliando.

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      • Nei soldi, Jonny…oltre che nell’organizzazione.
        Sarebbe il famoso tracciamento auspicato da Crisanti e avrebbe senso (e giustizia) solo se fosse applicato a tutti, compresi i vaccinati, visto che c’è sempre la possibilità del contagio e che tra poco scadranno i 6 mesi del GP a tanti…
        Ma costerebbe mezzo miliardo al mese solo per i no pass.
        Secondo te?

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      • L’organizzazione c’è già, è stata appena scaricata sulle spalle delle farmacie in perfetto Draghi-style (come aveva fatto anche l’estate scorsa con gli esercenti, un vero modus operandi da paraculo, tipico di chi è abituato solo a comandare), infatti chi se lo può permettere (tipicamente, le farmacie del centro) si guarda bene dall’aderire ad una cosa che rischia di portare più casini che guadagno, mentre chi non è nella stessa condizione (tipicamente, quelle in periferia o nei paesini) si sta attrezzando anche con forme di abbonamento, del tipo dieci tamponi a cento euro.

        Per quanto riguarda l’aspetto economico, sono ancora dell’idea che ne varrebbe comunque la pena, anzi trovo che la cifra (si tratterebbe solo di qualche mese, quindi circa tre-quattro miliardi in totale) sarebbe coerente con quella messa in campo per difendere l’altra fetta della popolazione, quella che invece ha scelto la via del vaccino (16 mld l’importo totale messo a bando per la campagna vaccinale), fatte le debite proporzioni.
        Certamente, se fosse possibile applicarlo a tutti sarebbe ancora meglio (sappiamo che un vaccinato, credendosi più protetto di quanto in realtà non sia, rischia di andare incontro a false sicurezze), ma a quel punto sarebbe davvero troppo costoso e di difficilissima gestione logistica, ed anche perfettamente inutile, visto che c’è già, bello pronto e disponibile un esercito di volontari, costituenti un campione estremamente rappresentativo proprio perchè uniformemente distribuiti sull’intero territorio, che non chiedono di meglio che venir tamponati tre volte a settimana. E allora io dico: tamponiamoli.

        Volendo, esisterebbero anche forme intermedie tra i due estremi rappresentati dal lasciar pagare l’intero costo ai no-vax (come, peraltro, stanno già facendo) oppure mettere l’intera cifra in conto alla collettività. Prezzo politico 5 euro?

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      • Jonny, il suo/tuo (non so se dare del tu o del lei…) punto di vista è interessante e lo condivido in parte. Più tamponi, più mappatura, più “tracing”. Io sono per un prezzo calmierato ed eventualmente rapportato alle capacità economiche. Per esempio 2€ per gli studenti , 5 € per gli operati, 8 € per gli impiegati e 25 € per i dirigenti. Non sono d’accordo per il totalmente gratuito perché non è giusto che paghi sempre la collettività: nel caso peggiore con due dosi di vaccino si spendono 50 €… consideriamo per stra-eccesso altri 50 € di costi di somministrazione e con 100 € ci si mette al sicuro con ottima probabilità. Questo è ciò che la collettività paga: non ti va? Allora pagati l’alternativa in base alle tue capacità.

        Comunque condivido abbastanza i tuoi/suoi principi. Il “purtroppo nostro” primo ministro non ha pensato alle conseguenze delle sue decisioni. Chi è abituato a comandare da “imperatore” di solito è un pessimo governante… di sicuro lui non è lì per fare il bene dei cittadini e si è lasciato prendere la mano.

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      • @ Rassegnato: in base a quanto è dato sapere i costi di somministrazione sono circa il triplo rispetto alla tua stima, per il resto il ragionamento è corretto.
        Draghi è uomo di confindustria e fa solo il suo lavoro, chi l’ha sostituito a Conte aveva in mente solo il modo più diretto per mettere le mani sopra la montagna di fondi europei in arrivo, dando per scontata la fine dell’emergenza sanitaria. Purtroppo per noi avevano fatto i conti senza il virus, così ora ci ritroviamo con la sanità gestita come se fosse un’industria qualsiasi.

        P.S: credo che darsi del tu nelle chat o similari sia conforme a quella sorta di galateo online che una volta andava sotto il nome di “netiquette”, per cui non è davvero il caso di formalizzarsi.

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  2. un tempo si chiamava assenteismo. oggi, buon senso civico, imposto a norma di legge. poi ci si lamenta se siamo un paese in sfacelo, ultimo degli ultimi.

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  3. L’italiano si fa secco ma non muore.Poi lo schiavismo lo hanno abolito anche in amerika ..Fino a ieri si lavorava senza green pass.Non si sono viste stragi.Dimenticate troppo spesso che i cosiddetti vaccinati si possono Infettare e trasmettere di conseguenza anche loro, il virus.La “logica” direbbe tamponi per tutti e indistintamente. https://www.infodata.ilsole24ore.com/2021/06/12/quante-persone-si-infettate-vaccino-cosa-significa/?refresh_ce=1

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  4. Mi sa tanto di intervista farlocca. Una delle tante.
    Le considerazioni sono due: se ha delle ferie e le può prendere non vedo cosa ci sia di male. Per quanto riguarda la malattia, è da sanzionare non lei ma il medico. Non si può rimanere a casa in malattia (nel pubblico neppure un giorno) senza un certificato medico. E’ quindi il medico ( amico? Parente?) il responsabile dell’ assenza.
    Ma i medici non si toccano…

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    • Carolina, i medici fiscali, purtroppo, non possono fare altro, da tanti anni, che confermare i certificati dei medici di base e degli specialisti.
      Se c’è il medico compiacente, magari no vax…non c’è verso.

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      • I medici fiscali ( che non vengono mandati per un giorno, spesso neppure per più uno: dopo cinque giorni, mi pare, nel pubblico, ed a discrezione di chi li chiama) potrebbero benissimo – altrimenti a cosa servono? -. solo che non vogliono avere rogne.
        E’ sempre la solita storia, cane non mangia cane. Il guaio di questo Paese: se rompi i mutui accordi che fanno ” vivere in pace” tutti, per te sono solo rogne. E quindi ci si adegua.

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      • “Il medico visita il dipendente ed esamina il certificato medico rilasciato dal medico curante che reca l’indicazione dei giorni di prognosi. A questo punto il medico fiscale ha facoltà di:

        Confermare il certificato medico;
        Prolungare la prognosi per massimo ulteriori 48 ore;
        Chiedere al dipendente di sottoporsi ad una visita specialistica.”

        Capito? Non può proprio ridurre la prognosi.
        La tizia, anzi, il suo medico, evidentemente compiacente, non può essere smentito, se non per ALLUNGARE la prognosi.
        Agli inizi della mia carriera lavorativa, invece, ricordo che, addirittura, il medico fiscale poteva visitare e decidere autonomamente la prognosi o prolungarla di molti giorni. E non c’erano invii telematici di sorta, ovvio.

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  5. Commenti di gente che si sente democratika e inneggia al TSO! Violenti verbalmente e desiderosi anche di applicarsi con manganelli e torture medievali…..gli sfascisti…..che belle personcine!

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    • … disse chi dà del disinformato agli altri ma non sa che le vaccinazioni obbligatorie, per determinati lavori (antitetanica per i metalmeccanici, a puro titolo di esempio) esistono da sempre (per modo di dire, visto che nel medioevo non esistevano).

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      • Antitetanica!!!! Che meraviglia! Lei vuole comparare?!?! Disinformato?!? No no sfascista! Non disinformato! Inoltre l’obbligo vaccinale in Italia non si è mai tradotto in TSO, infatti i no vax integralisti hanno sempre potuto accedere a istruzione e lavoro.
        Vi auguro di veder realizzati tutti i vostri desideri di ordine e iniezioni applicati con rigore, coercizione e sorveglianza attiva. Intanto godetevi il passaporto senza espatrio.

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      • Ok, prendo atto che l’antitetanica non ti piace (ma adesso non si fa più nelle chiappe). Altro esempio. Prima dell’introduzione del corso haaccp, per poter lavorare a contatto con gli alimenti, esisteva il libretto sanitario che, fra le altre cose, prevedeva un’antitifica annuale obbligatoria, ma nessuno ha mai parlato di violenza, torture medievali, coercizione, o altro, eppure sono sicuro che la Costituzione non sia cambiata, da allora.
        In ogni caso, non sono certo io a compararli (non ne avrei titolo, la laurea all’università della vita vale solo presso la feissbuc iuniversity), ma esistono delle istituzioni apposta.

        Il Tso non c’è nemmeno ora, basta con questo vittimismo d’accatto.

        Per la cronaca, io sarei favorevole al vaccino ma contrario al green pass (sono due cose differenti, anche se molti fanno finta di non accorgersene), pertanto al posto tuo eviterei di attribuirmi desideri che non ho (se vuoi evitare brutte figure, altrimenti continua pure, non è certo affar mio).

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  6. E’ inutile che ci giriamo intorno: questi vaccini funzioneranno anche alla grande, ma le stesse Case farmaceutiche dichiarano che la sperimentazione sarà conclusa solo nel 2023 (Pfizer) e non hanno ancora modificato questo report. Anche la stessa EMA, da cui dipendiamo, ed AIFA, ovviamente non possono contraddire i i creatori del siero, ed hanno permesso il composto solo ad uso emergenziale.
    A queste condizioni tutti i vaccini hanno avuto destini diversi a seconda degli Stati: gli US non hanno mai autorizzato Astrazeneca, ad esempio, i Paesi del NordEuropa lo evitano da tempo, ed il balletto riguardo l’ età dei pazienti ai quali ogni singolo vaccino è stato destinato lo abbiamo visto tutti ed ancora continua. Aggiungiamoci la mancata autorizzazione a vaccini di Paesi “ostili agli US” (Russia e Cina) che tagliano fuori oltre la metà degli abitanti del Pianeta ed il quadro è completo.
    Tutto questo non riguarda, ad esempio, l’ antitetanica, autorizzata da tempo, quindi non si possono fare paragoni.
    Ancora meno si possono fare paragoni con la legislazione che obbliga, ad esempio, di girare con la patente o di indossare il casco in moto, argomenti “forti”(?) usati dai giornalisti che veramente pensano che siamo tutti scemi.
    Quindi l’ obbligo vaccinale, almeno in Occidente, non potrà per ora almeno esserci, ed infatti non c’è.
    A meno di un colpo di coda del Governo Draghi che già, a differenza di tutti gli altri, lo ha decretato obbligatorio per lavorare. Evidentemente si pensa che (solo) in Italia si possa. Quindi possiamo aspettarci di tutto, ormai… L’ accusa di fascismo è pronta per ciascuno che provi anche solo a proporre qualche dubbio.

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    • Vaccini e vaccinazioni

      Sviluppo, valutazione e approvazione dei vaccini contro COVID-19
      
      Generalmente lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo, che necessita dai sette ai dieci anni, durante i quali le ricerche vengono condotte a tappe successive che includono i test di qualità, la sperimentazione preclinica e le fasi della sperimentazione clinica nell’uomo. La sperimentazione clinica include tre fasi di studi:

      Studi di fase 1 generalmente condotti su volontari sani per l’identificazione della dose ottimale e la valutazione della sicurezza nell’uomo
      Studi di fase 2 a carattere esplorativo e condotti su piccoli gruppi di persone, generalmente meno di 100
      Studi di fase 3, disegnati allo scopo confermativo e condotti su migliaia o decine di migliaia di persone.
      Il monitoraggio della sicurezza è parte integrante di tutte le tappe dello sviluppo.

      In Europa, quando un’azienda farmaceutica ritiene di essere in grado di dimostrare la qualità, sicurezza ed efficacia del prodotto per una specifica indicazione terapeutica sottopone alla European Medicine Agency (EMA) una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio. Solo dopo approvazione dell’EMA e autorizzazione da parte della Commissione Europea, l’azienda inizia il processo di produzione su ampia scala.

      Come è stato possibile sviluppare così rapidamente vaccini contro la COVID-19?
      Gli studi sui vaccini contro il COVID-19 sono iniziati nella primavera 2020 e in meno di un anno (a dicembre 2020) l’EMA ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata a un primo vaccino a RNA messaggero: mRNA (Comirnaty, della ditta BioNTech/Pfizer). E subito dopo, il 6 gennaio 2021, ne ha concessa una seconda per il vaccino prodotto da Moderna. Il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale. Eppure nessuna tappa del processo è venuta meno, grazie al concorso di diversi fattori:

      ricerche già condotte in passato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA)
      studi sui coronavirus umani correlati al SARS-CoV-2, per esempio quelli che hanno provocato SARS (Severe acute respiratory syndrome) e MERS (Middle East respiratory syndrome)
      ingenti risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi stretti
      conduzione parallela delle varie fasi di valutazione e di studio
      produzione del vaccino parallelamente agli studi e al processo di autorizzazione
      ottimizzazione della parte burocratica/amministrativa
      valutazione da parte delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti, man mano che questi venivano prodotti (rolling review) e non, come generalmente si usa fare, solo dopo il completamento di tutti gli studi.
      La valutazione dell’EMA: rolling review e autorizzazione condizionata
      Per essere approvato nell’Unione Europea (UE), un vaccino deve essere sottoposto a rigorose sperimentazioni e a una solida valutazione scientifica da parte delle autorità regolatorie. L’EMA valuta i vaccini contro il COVID-19 in base agli stessi standard (norme, procedure e protocolli) utilizzati per autorizzare qualsiasi altro farmaco o vaccino. Nel caso della rolling review o dell’autorizzazione condizionata queste procedure vengono effettuate in tempi e con modalità molto più agili del normale: l’EMA offre alle aziende orientamento e supporto per presentare la domanda di approvazione, e si avvale di procedure rapide di analisi, valutando i dati che via via si rendono disponibili. Nelle situazioni di emergenza, questa procedura, garantisce una valutazione il più veloce possibile e, al contempo, completa e approfondita di tutti i requisiti necessari in termini di sicurezza, efficacia e qualità del vaccino.
      Al termine del processo di valutazione, l’EMA può raccomandare un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio: un tipo di approvazione per i farmaci che rispondono a esigenze medico-sanitarie non ancora soddisfatte, in particolare in situazioni di emergenza come appunto nel caso della pandemia da SARS-CoV-2. Un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio garantisce che il vaccino approvato:

      soddisfi i rigorosi standard UE su sicurezza, efficacia e qualità
      sia prodotto e controllato in impianti approvati e certificati, in linea con gli standard farmaceutici necessari per la commercializzazione su larga scala.
      Le autorità regolatorie fanno ricorso a questo strumento se il beneficio della disponibilità immediata di un farmaco supera chiaramente il rischio legato al fatto che non tutti i dati sono ancora disponibili. L’autorizzazione condizionata si basa infatti su dati meno completi rispetto a quelli richiesti per una “normale” procedura di approvazione e immissione in commercio. Tuttavia, una volta concessa, le aziende sono obbligate a fornire entro determinate scadenze ulteriori dati per confermare che i benefici continuano a superare nettamente gli eventuali rischi.

      Un’autorizzazione condizionata non è un’autorizzazione all’uso d’emergenza, che alcuni Paesi utilizzano (per esempio, gli Stati Uniti o il Regno Unito) per consentire l’uso temporaneo di un medicinale non autorizzato in situazioni d’emergenza. Un’autorizzazione d’emergenza non è infatti un’autorizzazione alla messa in commercio del prodotto.

      Un’autorizzazione condizionata rappresenta invece a tutti gli effetti un’autorizzazione formale: nel caso dei vaccini contro il COVID-19, riguarda i lotti prodotti per l’UE ed è lo strumento più appropriato per garantire l’accesso a un vaccino a tutti i cittadini europei contemporaneamente e sostenere campagne di vaccinazione di massa.

      © EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità – Viale Regina Elena 299, 00161 – Roma

      Questo articolo è di Gennaio 2021.
      A luglio il vaccino Comirnaty è stato approvato in via definitiva anche negli USA.

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      • Inoculo e quindi sperimentazione a tappeto consentita, direttamente sulla popolazione, proprio in forza dello stato emergenza. Quindi è stato autorizzato in forza della sperimentazione sulla popolazione. Quindi è stato sperimentato sulla popolazione. Le fasi 2 e 3 sono state portate avanti direttamente sulla popolazione. Solo questo tipo di approccio in emergenza ha potuto accelerare le fasi: mai si era effettuata sperimentazione direttamente sulla popolazione, mai si era trasformata la popolazione in cavie. Solo in Africa e in alcuni distretti dell’India le case farmaceutiche, hanno trasformato interi villaggi in laboratori a cielo aperto e per evitare condanne e sanzioni internazionali hanno pagato milioni alle vittime cavie umane per fargli ritirare le cause. Nessuno invece potrà fare causa alle aziende farmaceutiche e allo Stato per questo vaccino: hanno istituito lo scudo penale e le cavie umane hanno firmato, obtorto collo un consenso informato che solleva tutti dalle responsabilità. Lo ripeto perché si vuol procedere facendo gli scemi per non andare in guerra. Mancano sempre dati e evidenze sulle ricadute negative a medio e lungo termine.

        https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.05.03.21256520v1

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      • Dio mio, ma perché sta CAZZARA IGNORANTE deve imperversare in questo, un tempo, bellissimo blog?
        Non se ne può più di queste idiozie.

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      • Medrxiv è un sito Internet che distribuisce eprints inedite sulle scienze della salute.[1][2][3][4]

        Distribuisce gratuitamente al lettore manoscritti completi ma non ancora pubblicati nei settori della medicina, della ricerca clinica e delle scienze sanitarie correlate. Tali manoscritti devono ancora essere sottoposti a revisione tra pari e il sito sottolinea che per lo stato preliminare, in mancanza di revisione, i manoscritti non dovrebbero essere considerati per l’applicazione clinica, né invocati per la segnalazione di notizie come informazioni consolidate.[5]

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      • “I vaccini contro Covid-19 sono stati autorizzati in emergenza?
        30 Luglio 2021
        di REBECCA DE FIORE (PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE)
        i vaccini contro Covid-19 sono stati autorizzati in emergenza?È una domanda che circola in rete ma non è difficile trovare la risposta: alla Agenzia Europea per i Medicinali (European Medicines Agency – EMA) NON È PERMESSO rilasciare approvazioni di emergenza.”

        Punto.

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  7. Non si possono citare Enti riguardo un tipo di vaccino e non riguardo tutti gli altri.
    FDA ha ritenuto di poter indicare la fine dell’ autorizzazione in emergenza del vaccino Pfizer, ma si dimentica che non ha mai concesso il via libera ad Astrazeneca. E’ autorevole solo per quello che ci fa comodo?
    Noi non siamo (ancora) negli US e dobbiamo tenere conto dell’ EMA.

    EMA, a differenza di FDA, ha permesso l’ uso condizionato di Astrazeneca, ma l’ autorizzazione standard per Pfizer non sarà emessa prima del dicembre 2023, quando cioè saranno consegnati i rapporti finali sugli studi clinici del vaccino.
    Questo fino ad ora. Cosa avverrà domani o dopodomani non si sa. Di questi tempi…
    E intanto del Nord dell’ Europa:

    https://gazzettadelsud.it/articoli/mondo/2021/10/09/vaccino-moderna-sospeso-in-svezia-finlandia-e-danimarca-per-i-giovani-principio-di-precauzione-831de8f8-b6b3-4e22-ba01-0d09bbbc6b14/

    Ah, questi terrapiattisti nordici!

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