Non usate pochi violenti per occultare il green caos

Roberto Speranza e il governo, come «La Verità» dice da settimane, pensavano di costringere i cittadini al vaccino con una misura che altrove non esiste: paralisi del lavoro e relativa bomba sociale erano prevedibili. Anziché risolvere, ora si nascondono dietro pochi esagitati


(Maurizio Belpietro – laverita.info) – I cattivi maestri sono coloro che non imparano mai nulla dai propri errori e che, invece di ravvedersi, insistono giorno dopo giorno, convinti che prima o poi qualche cosa o qualcuno darà loro ragione. Purtroppo, per loro e per il nostro Paese, la realtà si incarica quotidianamente di dar loro torto. Questo giornale fin dall’inizio aveva messo in guardia il governo e i suoi corifei giornalistici dal rischio di radicalizzazione che sarebbe seguito all’adozione del green pass per poter accedere a luoghi di lavoro e locali pubblici. Già ad agosto, oltre a segnalare le molte incongruenze del decreto che istituiva il certificato verde anti Covid (per entrare in un museo era ritenuto necessario il lasciapassare, ma per partecipare alla Santa messa no, forse convinti che lo Spirito Santo possa preservare i cristiani dal coronavirus), denunciavamo l’inapplicabilità della misura, suggerendo non di rassegnarsi davanti al rifiuto di chi non intende vaccinarsi, ma di adottare una linea morbida, coinvolgendo la sanità del territorio, cioè i medici di base, per cercare di convincere i renitenti all’iniezione. Il governo, sostenuto da personcine moderate che sono arrivate a mandare in edicola i loro giornali con un titolo soft tipo «Criminali no vax», ha invece preferito tirare diritto, imponendo l’obbligo di green pass a 23 milioni di lavoratori. Secondo le intenzioni di Roberto Speranza e compagni, questo avrebbe dovuto essere un modo gentile per accompagnare i dubbiosi verso i centri vaccinali, costringendoli a offrire il braccio alla Patria per poter continuare ad avere uno stipendio e una vita sociale normale.

Risultato, a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento mancano all’appello del siero 8 milioni di italiani, 5 dei quali in età da lavoro e inseriti in aziende, ristoranti, uffici, hotel, servizi di pubblica utilità. Secondo la sinistra, che non manca mai di sottolineare la propria superiorità culturale, si tratterebbe di 8 milioni di ignoranti, persone stupide che si fanno facilmente condizionare. Del resto, questa è la tesi che ha espresso in tv recentemente il filosofo «copione» Umberto Galimberti, luminare del pensiero altrui, che davanti alle telecamere si è sentito autorizzato a sostenere che certi fenomeni politici sono frutto dell’ignoranza, mentre ovviamente quelli che piacciono a lui e alla sinistra sono frutto di intelligenza e cultura.

Sta di fatto che gli intelligenti, dopo aver dato degli ignoranti a tutti coloro che non la pensavano come loro, oggi si trovano davanti un problema enorme, ossia una campagna vaccinale che non procede, ma che anzi sta innescando un conflitto sociale. Chi ha assaltato la sede della Cgil e ha infiammato la Capitale scontrandosi con le forze dell’ordine non va protetto o incoraggiato, ma condannato, questo è ovvio. Ma chi ha deciso che dal 15 di ottobre 5 milioni di lavoratori senza green pass dovranno essere sospesi e lasciati senza stipendio, con aziende che saranno costrette a rallentare la produzione o chiudere i battenti, dovrebbe riflettere sugli errori commessi. Gli esperti di sommosse urbane sabato hanno notato che in piazza, a contestare le decisioni dell’esecutivo, non c’erano i soliti professionisti dello scontro sociale. La manifestazione non era composta solo da facinorosi di destra, antagonisti di sinistra o anarchici. In piazza c’era anche gente normale, persone non abituate a far andare le mani. Purtroppo però, questo è ciò che sta accadendo. Senza rendersene conto, insistendo a considerare criminali tutti i no vax e promettendo di espellere dalla società civile milioni di italiani, si è innescata una bomba sociale. E ora solo il buonsenso potrebbe aiutare a evitarne la deflagrazione. È inutile dare ogni giorno del cretino a chi non vuole vaccinarsi, così come è inutile pensare che chi rifiuta il siero sia un criminale da isolare. Le persone vanno convinte e se non si riesce a ragionare non vanno isolate, ma aiutate. Volete la sicurezza nei luoghi pubblici e nelle aziende? Rendete accessibili i tamponi a tutti e a un prezzo calmierato.

In nessun Paese democratico è richiesto il passaporto vaccinale per lavorare o per entrare in un luogo pubblico: al massimo si chiede il tampone. Vi siete chiesti perché? Eppure Francia, Germania e tanti altri Paesi europei hanno meno vaccinati di noi e spesso anche un numero di contagiati maggiore. Tuttavia non hanno introdotto alcun obbligo. Purtroppo da noi i cattivi maestri, cioè politici e giornalisti, invece di riconoscere i propri errori, invece di vedere la realtà che hanno davanti agli occhi, insistono a cercare gli sbagli degli altri. Se non fossero miopi, e se fossero davvero così intelligenti come dicono di essere, vedrebbero 8 milioni di italiani che non la pensano come loro e 5 milioni di «cretini» che rischiano di essere lasciati a casa senza stipendio e senza neppure il reddito di cittadinanza che tanto piace ai compagni. Un macigno che rischia di far deragliare il Piano di rinascita nazionale. Ma soprattutto un macigno che rischia di schiantare la pace sociale. Cari maestri, di destra e di sinistra, avete fallito, smettetela di dare lezioni.

6 replies

  1. io non mi vaccinerò mai. lascio il mio lavoro ad uno più povero e disperato. tanto sono sottopagato e sfruttato. non perdo niente. anzi, mi trasferisco all’estero dove si vive meglio e pagano di più. auguri, lavorate pure a fianco di incompetenti. attenzione alla pelle, però: chi non ha professionalità, rischia di ammazzarvi per imbecillità. in ogni caso, per decine di anni vivrete nella paura costante.

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    • Egregio, lei, forse, parla senza sapere: era a conoscenza, ad esempio, che da un paio di anni giovani Tedeschi cercano lavoro in Svezia, perché in GERMANIA il lavoro è poco e sottopagato? Vada, vada all’estero…

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      • rispondi pane per polenta. è ovvio che non abbia parlato di germania. ti è sfuggito? rileggi prima di passar per asino. è ovvio che i turchi costino meno e gli ex ddr. come da noi i lavoratori del sud, oggi in concorrenza con gli africani.

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      • Dipende quale lavoro. Purtroppo i nostri giovani che emigrano in Germania difficilmente vanno a fare gli stradini: per lo più sono laureati e lassù guadagnano molto di più. Anche i camerieri, per altro, se la cavano molto meglio che da noi. Oltre allo stipendio ed alla qualità del lavoro (nessuno straordinario gratis) c’è tutto un insieme di aiuti , di organizzazione e di welfare che noi, che stiamo a litigare per il Reddito, non ci sognamo neppure, e non sono solo per gli indigenti ma per tutti i cittadini e tutte le famiglie. Poi si sa che in Olanda ed in Svezia le condizioni sono ancora migliori, quindi chi non si accontenta si sposta.
        Ma mi creda: tra lavorare in Germania e lavorare in Italia è tutta un’ altra vita. Altrimenti perchè tanti dei nostri si sposterebbero? Masochisti?

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