Nino Savastano, arrestato il consigliere regionale della Campania. L’accusa: appalti truccati

Indagato anche il sindaco di Salerno, Enzo Napoli: 29 persone coinvolte. Ai domiciliari il direttore del settore Ambiente del Comune di Salerno, Luca Caselli e Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale

(di Felice Naddeo – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – Dieci misure cautelari, 29 indagati complessivi nell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, che sta scuotendo il mondo politico salernitano e campano, in particolare l’area vicina al governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Tra gli arrestati – ai domiciliari – c’è il consigliere regionale Nino Savastano, eletto in Campania Libera, fedelissimo di De Luca e suo ex assessore quando era sindaco di Salerno. Al centro dell’indagine gli appalti per la manutenzione delle strade cittadine, del verde pubblico e del controllo dei parchi per un valore complessivo di circa un milione e mezzo.

Tecnici e politici

Ai domiciliari anche il direttore del settore Ambiente del Comune di Salerno, ora in pensione, Luca Caselli. Altro fedelissimo, ma stavolta come tecnico, del governatore. Tant’è che ha ricoperto l’incarico di Rup (responsabile unico del procedimento), per piazza della Libertà: la mega opera pubblica voluta da De Luca e disegnata dall’archistar Ricardo Bofill. Tra gli indagati il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli; l’ex presidente di Salerno Pulita, società controllata dall’amministrazione municipale, Antonio Ferraro; e Felice Marotta, già dirigente del Comune.

Le coop

In carcere è invece finito Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale e gestore di fatto di altre coop raggruppate in un Consorzio che nel corso degli anni ha monopolizzato numerosi appalti del Comune di Salerno. Divieto di dimora nei confronti di sette imprenditori, tutti titolari o gestori di coop sociali. Gli indagati sono accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti, induzione indebita, associazione per delinquere ed un caso di corruzione elettorale.

I nomi

Gli altri indagati sono Marcello Senatore, Ciro Mandola, Marcello Ciotta, Davide Francese, Dario Renato Citro, Vincenzo Landi e Davide Minelli, Maria Grazia Mosca, Patrizio Stompanato, Lucia Giorgio, Mauro Meo, Ugo Ciapparone, Gerardo Zoccola, Daniele Gargiulo, Pasquale Soglia, Giuseppe Romeo, Rosaria Sbozza, Luciano Nautili, Giuseppe Trezza, Honeylet Zoccola, Giovanna Catanzano, Pio ed Emanuele Zoccola.

L’inizio dell’indagine

L’indagine è partita negli anni scorsi dopo un esposto presentato da alcuni consiglieri comunali in Procura. Che, dopo aver chiesto inutilmente di sospendere il bando, si rivolsero ai magistrati. Nel corso di un’assemblea municipale fu il consigliere comunale Peppe Ventura a sollevare il caso, rivelando di aver ricevuto minacce per quei suoi rilievi sulla presunta irregolarità dell’appalto.

Il cartello per pilotare il bando

L’inchiesta ha portato a ipotizzare l’esistenza di un cartello, composto da otto cooperative, tutte comunque direttamente o di fatto controllate da Fiorenzo Zoccola, per concordare le offerte per l’appalto e quindi per pilotare la gara. Il tutto, sempre secondo gli investigatori, sarebbe avvenuto con il placet di alcuni riferimenti politici ai vertici dell’amministrazione comunale.

L’Anticorruzione e la delibera

Ma c’è un ulteriore risvolto collegato a questa indagine. Nel settembre del 2019, proprio sugli appalti affidati dal Comune di Salerno alle cooperative sociali, intervenne anche l’Anac, al tempo presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. L’Autorità nazionale anticorruzione aveva rilevato «profili di criticità» negli appalti che erano stati assegnati tra il 2013 e il 2017 dall’amministrazione municipale. Il Comune, nella risposta a questo atto dell’Anac, riteneva di essere corso ai ripari con una serie di adempimenti. Ma in quel documento dell’Anticorruzione, trasmesso poi alla Procura e alla Corte dei Conti, c’erano dei rilievi gravi e ben precisi. Tra questi «la scelta discrezionale» di affidare i bandi a cooperative sociali e non al libero mercato in quanto «non emergono negli atti esaminati gli obiettivi di reinserimento lavorativo e sociale» di categorie svantaggiate. Il che avrebbe portato, secondo l’Anac, a «configurare la violazione del principio di libera concorrenza».

Le parole del sindaco

In una nota, il sindaco di Salerno ha espresso piena fiducia nell’operato dei magistrati. «In relazione all’indagine in corso – ha dichiarato Enzo Napoli – esprimiamo piena fiducia nell’azione della magistratura. Attendiamo sereni gli esiti dell’inchiesta, che ci auguriamo facciano rapidamente piena luce sui fatti contestati».

“Appalti truccati a Salerno”: ai domiciliari il consigliere regionale Nino Savastano, vicino a De Luca. Indagato il sindaco Vincenzo Napoli. Gli indagati sono accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti, induzione indebita, associazione per delinquere ed un caso di corruzione elettorale. A quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, è indagato a piede libero anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, per turbativa d’asta

(di Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano) – Due anni di indagini sugli appalti pubblici gestiti da alcune cooperative hanno innescato una bufera giudiziaria su Salerno che arriva fino a Napoli e al palazzo della Regione Campania. Gli agenti della Squadra mobile di Salerno stanno eseguendo dieci misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta con 29 persone iscritte nel registro degli indagati in totale coordinata dalla Procura di Salerno, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli. Tra i destinatari delle misure cautelari firmate dal giudice per le indagini preliminari c’è anche Giovanni Savastano (detto Nino) consigliere regionale ed ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, vicino al governatore Vincenzo De Luca con cui in gioventù militava nel Pci del capoluogo campano. Per lui- che fino alle elezioni ricopriva sia l’incarico di assessore che di consigliere – sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti, induzione indebita, associazione per delinquere ed un caso di corruzione elettorale. A quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, è indagato a piede libero anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, per turbativa d’asta.

Savastano, consigliere regionale campano del gruppo “Campania Libera – Noi Campani – Psi”, è stato il più votato tra i candidati della lista “Campania Libera”, che prende il nome dal movimento politico fondato dal presidente della Regione Campania. Il consigliere, candidato nella circoscrizione Salerno (che corrisponde al territorio della provincia salernitana), ha ottenuto 16.587 preferenze. Nell’attuale consiliatura regionale, è vicepresidente della Commissione politiche sociali, istruzione, cultura e ricerca scientifica. Tra il 1993 e il 2001, e tra il 2011 e il 2016, Savastano è stato assessore allo sport e alle politiche sociali del Comune di Salerno, componente delle Giunte comunali guidate dall’allora sindaco di Salerno De Luca, oggi presidente di Regione.

Non c’è solo il nome di Savatastano nell’ordinanza di custodia cautelare. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto i domiciliari anche per Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno, in pensione da luglio scorso. Misura cautelare in carcere, invece per Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale nonché gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno, perlopiù verde pubblico. Per altre sette persone è stato disposto il divieto di dimora nel Comune di Salerno: si tratta degli imprenditori di fatto titolari delle cooperative. I fatti contestati a diverso titolo nell’inchiesta vanno dal 2012 – quando il primo cittadino era De Luca – al 2020 e riguardano appalti di manutenzione del patrimonio pubblico dell’importo di circa 200mila euro ciascuno per un totale di 1,6 milioni di euro l’anno attribuiti a otto cooperative ritenute tutte riferibili a Zoccola.