La Raggi e i voti dei romani

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – È il giallo del momento: a chi darà i suoi duecentomila voti la Raggi? Al tribuno delle destre, Michetti, o a Gualtieri, candidato del Pd, cioè il partito che ha le maggiori responsabilità del dissesto di Roma, se non altro per il numero di anni in cui ha governato la città negli ultimi tre decenni?

Come nei vecchi racconti polizieschi, dove l’assassino è sempre il maggiordomo, anche in questo Romanzo Comunale la soluzione del mistero è più facile di quanto si possa immaginare: i duecentomila voti non sono della Raggi ma dei romani. Dunque chi vuole schierare la sindaca uscente, e per lei i 5S, ha come unico movente dividere ancora di più il Movimento, creando una nuova frattura, questa volta tra Conte e Raggi-Grillo.

Un duello da consumare in fretta, perché tra una settimana c’è il ballottaggio e il giochino finisce. Queste elezioni – con i giochi fatti prima che si eleggesse l’attuale capo politico dei 5S – non hanno però nulla a che fare con il dialogo aperto da Conte col Centrosinistra, al primo come al secondo turno. Quindi ci sta che i Calenda, i Renzi e i giornali al seguito si inventino ogni contrasto possibile, ma attenzione a cascarci.

Il percorso avviato è complicato e niente affatto scontato, soprattutto se i facilitatori sono vecchi arnesi del sistema come il governatore De Luca. Caste senza vergogna, che hanno tutto l’interesse a rompere i ponti, perché i 5S sono la prova provata della loro incapacità di governare nell’interesse dei cittadini e non di lorsignori. Ma se un fronte M5S-Pd-Leu nascerà, non dipenderà dai prossimi ballottaggi, così come da certi sabotatori.

6 replies

  1. Il pd ha candidato gualtieri per un calcolo preciso: togliere ai 5* Roma e accettare il rischio che vincesse il cdx che correva con un unico candidato, mentre il resto sarebbe stato diviso in tre, cioè Virginia Raggi, gualtieri e calenda. Scommessa molto azzardata.
    Anche per tutto ciò che si trascina da 5 anni a questa parte: attacchi violentissimi a Virginia Raggi, specialmente dai media cosiddetti “progressisti”, quelli a supporto del pd.
    letta si è assunto una responsabilità molto grande e, per come la vedo io, spero di assistere a un voto punitivo nei confronti del pd. Se io fossi 5* romano voterei per michetti.

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    • Io non vado a votare gente che non riesco ad apprezzare. Non c’è un “meno peggiore”, sono entrambi al di sotto di V. Raggi e verranno accolti dai ” peggiori”, a secco del MAGNARE da anni, come liberatori. Li gradiranno i cultori di una certa politica, i collusi, gli interessati.

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  2. Mi sono un po’ perso.

    Quindi la Raggi starebbe con Grillo. Però la Raggi sta anche con Di Battista che ha posizioni opposte a quelle di Grillo.

    Il tutto in opposizione a Conte che quindi avrebbe posizioni opposte a quelle di Raggi-Grillo (che però a questo punto non si sa quali sono).

    E poi se Conte si oppone a Raggi-Grillo dovrebbe stare con Di Battista, quindi su posizioni movimentiste?

    Ora, a parte il fatto che immaginarsi Conte su posizioni movimentiste dà il capogiro, ma quindi l’accoppiata Raggi-Grillo è su posizioni governiste?

    Ma Conte non è quello che vuole l’accordo col Pd così come anche Grillo (posizione governista) che invece Di Battista e anche Raggi non vogliono (posizione movimentista)?

    Quindi le coppie non dovrebbero essere Raggi-Di Battista movimentisti contro Conte-Grillo governisti?

    Anche perché la Lombardi è governista e non può vedere la Raggi e quindi non può che stare con Grillo, e a quel punto la Raggi…

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  3. Di quello che è successo nei 5S con gravi conseguenze per Virginia Raggi, Pedullà non ha capito una mazza. Conte e Grillo sono dalla stessa parte. L’hanno dimostrato in occasione della formazione del governo Draghi, l’uno con la barzelletta del Draghi grillino e l’altro con il linguaggio forbito dell’avvocato il quale, con quel discorso del tavolino durante il quale diede il via libera a Draghi e contemporaneamente assicurando il quirinale.
    Poi fecero quella sceneggiata sullo scontro per il controllo del movimento e sull’abolizione della spazzacorrotti attuata attraverso la riforma Cartabia.
    Lo dimostrarono anche quando autorizzarono la Lombardi, acerrima invidiosa della Raggi ad entrare nella giunta Zingaretti, notoriamente sabotatore dell’attività della sindaca. Quest’ultimo passaggio era propedeutico alla eliminazione della Raggi, per consegnare la capitale al pidino Zingaretti ( Lui stesso disse che si sarebbe candidato sindaco se la Raggi avesse ritirato la candidatura) e Napoli al pidino Fico, uno dei più noti infiltrati pidini fra i Grillini. Il fatto che poi i cosiddetti big del movimento cinquantino abbiano dovuto accettare, ob torto collo, la candidatura della Raggi non significa che le abbiano dato una mano per la vittoria. Anzi, qualche giorno prima delle elezioni la Lombardi scrisse che la spazzatura per le strade di Roma era colpa della Raggi. Seppure quelle considerazioni furono scritte in una chat interna arrivarono comunque ai giornali e non risulta che Conte, Grillo, Di Maio, Fico, Crimi e soci filo pidini l’abbiano smentita accusando Zingaretti di aver sembre sabotato l’attività della Raggi. Questo la sindaca uscente lo
    e chi scrive articoli su un giornale dovrebbe capire il significato delle affermazioni della sindaca uscente. Sia quelle rilasciate a caldo dopo aver preso atto della sconfittaea “al momento sono l’unica che a Roma tiene testa alle corazzate del centrodestra e del centrosinistra ..” mentre Conte e quegli altri due correvano verso Napoli a festeggiare la vittoria di Manfredi, anche se i loro voti erano ininfluenti sul risultato. Quelle parole devono essere arrivate come una legnata ai sabotatori, tanto è vero che poi le ha mitigate con un post dove ha scritto : ….. ……
    Chi capisce quello che legge capisce la differenza tra un semplice ringraziamento a chi ha messo semplicemente la faccia e il ringraziamento di cuore ad Alessandro Di Battista.
    Lo scontro tra Virginia e Alessandro da una Parte e i sabotatori della sua elezione dall’altra è semplicemente rinviato.

    Penso che che che prima o poi in tanti useranno le parole di De Luca sia nei confronti di Virginia sia di quelli che correvano trionfanti verso Napoli. De Luca è quello che è, ma non ha peli sulla lingua.

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  4. ANALISI POLITICA SEL VOTO AL BALLOTTAGGIO A ROMA.

    Sostenitori di Virginia, votate per Michetti.

    Due vantaggi in un colpo solo:

    – sputare in faccia al PD o se preferite, pisciargli in testa.
    – assicurare il cetriolo nel didietro ai veri sostenitori di michetti.

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  5. Da come la mette Pedullà sembra di capire che Conte è per votare Gualtieri e Raggi-Grillo no. E allora la domanda è: Pedullà sa qualcosa di più? Per esempio, forse Grillo ha cambiato idea e sta pensando di uscire dal governo. Magari dopo l’elezione di Draghi al Quirinale e dopo l’assicurazione che si voterà nel 2023 e quindi i 5stelle si potranno fare un anno di opposizione cercando di recuperare consensi.

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