Consultazioni amministrative 2021 così vicine… così lontane…

(Dott. Paolo Caruso) – Siamo alla soglia del voto per le consultazioni amministrative nelle più importanti e popolose città italiane, Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino. Accanto ad esse rinnovano il proprio consiglio comunale una moltitudine di piccole e medie realtà anch’esse meritevoli di attenzione visti i numeri elevati della popolazione complessiva. Sicuramente di grande importanza le consultazioni regionali della Calabria, degne di attenzionare con maggiore lucidità sia per quello che rappresentano politicamente sia anche per le difficoltà ambientali e territoriali in cui avvengono. Da domani i discorsi, le passeggiate vocianti con il candidato, i rispolverati comizi in piazza, daranno spazio ad una necessaria pausa di riflessione e al silenzio strisciante dei partiti. C’è attesa per questo risultato elettorale in un momento in cui i partiti, messi all’ammasso da Draghi, per la loro inconsistenza rappresentano solo un vuoto contenitore privo di consensi. Il responso finale infatti per certi versi potrebbe riservare sorprese visto l’elevato numero di indecisi con ripercussioni all’interno dei partiti e delle stesse coalizioni. Solo a Milano, secondo i sondaggi, pare venga riconfermato il sindaco uscente Sala, considerata la debolezza del candidato del centrodestra Luca Bernardo e le note vicissitudini della lega e del partito della Meloni, candidata infine con poche possibilità ad un eventuale ballottaggio la Layla Pavone del M5S. A Napoli, all’ombra del Vesuvio, si consuma la più affollata delle campagne elettorali amministrative di ottobre; il candidato a sindaco della coalizione 5 Stelle-centrosinistra, Gaetano Manfredi, ex ministro dell’università del governo Conte 2 ed ex rettore dell’università Federico 2° nello scontro elettorale troverà Antonio Bassolino, il redivivo “don Antonio” espressione della sinistra, delle sue tante liste civiche, sostenuto anche da “Azione” di Carlo Calenda, e l’ex magistrato Catello Maresca candidato del centrodestra, e sicuramente non sarà una semplice passeggiata elettorale. Inoltre Alessandra Clemente lanciata nella mischia dal sindaco uscente De Magistris si trova da sola in piena competizione senza alcun sostegno politico, insieme al manager finanziario Rosa Solombrino, Matteo Brambilla dissidente 5Stelle, e il biologo Giovanni Moscarella. Completamente diversa la situazione elettorale a Torino dove la sindaca uscente Appendino non si ricandida lasciando spazio a Valentina Sganga capogruppo in comune del Movimento 5 Stelle in grado di contrastare i due schieramenti tradizionali, il professore Stefano Lo Russo del PD e Paolo Damilano candidato del centrodestra. A Bologna la situazione appare fluida con la lista del centrosinistra di Matteo Lepore che pare prevalere secondo i sondaggi su quella del centrodestra di Fabio Battistini. Lo sguardo principale dei partiti è rivolto principalmente alle amministrative di Roma dove si scontrano la sindaca uscente Virginia Raggi, Carlo Calenda dal comportamento politico ondivago, l’ex ministro Gualtieri sostenuto dal centrosinistra e Michetti candidato del centrodestra, sconosciuto ai più, ma voluto dai due fascio leghisti della Garbatella e del Papeete. Se i Romani non avranno dimenticato il dissesto finanziario, “la corruzione capitale” dell’ultimo ventennio, saranno fedeli alla svolta capitolina di cinque anni fa’, e se resteranno sordi alle vane promesse dei soliti noti, allora ci sarà ancora spazio per Roma così da poter continuare a respirare aria pulita. Virginia Raggi, questa donna esile, ma nello stesso tempo forte e risoluta così potrà, con il consenso dei cittadini e l’onestà che la contraddistingue, riprendere il governo della città “eterna” nonostante il clima politico avvelenato  e le menzogne messe in giro dal continuo cannoneggiamento mediatico servile più che mai al potere. Non sarà comunque una impresa facile, neppure per il ballottaggio, ma se i tanti indecisi si rendono conto del lavoro fatto in questi anni e lo sforzo intrapreso dal sindaco “gladiatore” per portare Roma fuori dalle sabbie mobili della corruzione pretendendo il rispetto delle regole e una crescita urbana nella più assoluta legalità, allora ce la potrebbe pure fare. Certo se il M5S fosse stato più presente per la riuscita della causa e avesse remato compatto verso  l’agognato successo elettorale, il percorso sarebbe stato meno irto di ostacoli e la vittoria non rischierebbe di essere solo un miraggio. Ora il rischio per Roma e per i romani è quello di ritornare agli anni bui  dove di sicuro la correttezza non pagava e non faceva assolutamente parte del DNA degli amministratori. Si può affermare che un eventuale rinnovo del mandato la Raggi se lo è conquistato sul campo, rivalutando le periferie e investendo su programmi a breve e medio termine in sintonia con lo sviluppo della città. E’ opportuno che proprio in questo momento prevalga la saggezza, la maturità, e il giusto raziocinio e che gli elettori mettano da parte inutili e sterili contrapposizioni ideologiche, personalismi, e siano in grado di indirizzare il proprio consenso a individualità migliori capaci di amministrare con assoluta correttezza la città, la “Res pubblica” urbana, il luogo di incontro dove vivono i propri concittadini. Basta ricordare che trattasi di elezioni locali, amministrative, il cui voto condizionerà la vita delle nostre città per i prossimi cinque anni; per le consultazioni politiche nazionali… poi sarà un’altra storia.

3 replies

  1. Firmando per il referendum abrogativo del green pass FAI VALERE LA TUA SOVRANITÀ POPOLARE…

    Parola di cui tutti si riempiono la bocca ed invocano salvo poi disprezzarla in modo Masochistico…

    “È indetto referendum popolare [71, 123, 132] per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.”

    https://www.brocardi.it/costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-ii/art75.html

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