31 giorni con Virginia

LA VITA DA “ULTIMA RUOTA DEL CARRO” DI ANDREA SEVERINI, IL MARITO DI VIRGINIA RAGGI: “LA PAGINA “31 GIORNI CON VIRGINIA”? UN’IDEA MIA, SONO MATTO DI MIO. LA ZUCCA E LA PHILADELPHIA? IN CUCINA SONO PIÙ BRAVO IO, MA NON HO IL CORAGGIO DI CONTESTARE. IL PIGIAMONE DI FLANELLA? COME POSSO PRETENDERE CHE STIA IN TIRO CON TUTTO QUELLO CHE FA. UNA SUA COLPA? IL DISORDINE. NON MI SONO MAI LAMENTATO. ORGANIZZO TUTTO IO PER NON AFFATICARLA. MI DÀ PACE VEDERLA DORMIRE IN MACCHINA, MI SEMBRA UNA DELLE POCHE VOLTE IN CUI SI AFFIDA A ME TOTALMENTE. SE VINCE FACCIO UN VIDEO NUDO E…”

(Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Cinque anni fa, quando Virginia Raggi fu eletta sindaca di Roma, il marito Andrea Severini scrisse la famosa lettera d’amore che scatenò quel misto di tenerezza e ilarità riservato solo a certe ingenuità sentimentali. Oggi, a pochi giorni dalle nuove elezioni amministrative, mentre quell’epistolare “Mi manchi, ti proteggerò sempre”, ci provoca ancora un sorrisetto cinico, Andrea è tornato.

E ha fatto di più: una pagina Facebook, “31 giorni con Virginia”, dove per 31 giorni (3 settembre-3 ottobre) racconta le faticose giornate della moglie in campagna elettorale. Soprattutto narra i suoi rari ritorni a casa, con lei che a mezzanotte si mette a fare jogging sulle scale del condominio o a cucinare piatti per cui è evidente che andrebbe commissariata almeno la sua cucina. Quando chiamo Andrea, ecologista dichiarato, è in bicicletta.

Come nasce quest’idea bislacca della pagina “31 giorni con Virginia”?

«Volevo raccontare Virginia in modo naturale, senza passare attraverso lo staff della comunicazione. Molti giornalisti mi chiamano dubitando che sia una mia idea, ma è così. Sono matto di mio».

Un po’ lo sospettavo.

«Ecco, se ti ricordi la lettera che le ho scritto quando fu eletta…»

E chi se la dimentica. Comunque, se Virginia si è avvicinata alla politica lo deve soprattutto a lei, giusto?

«Ci siamo conosciuti e innamorati più di 20 anni fa all’associazione per la pace nel mondo. Abbiamo cominciato a frequentare un comitato di quartiere, io seguivo Beppe Grillo, ci siamo iscritti al Movimento e poi è andata come sapevo già».

Cioè?

Che lei è stata più forte di me.

Alle Comunali del 2013 vi eravate candidati entrambi.

«Sì, io ho preso 120 voti, una cosa simile. Lei una marea.

Come commentaste la cosa?

«E che vuoi commentare, era più brava di me e mi sono arreso. Ho continuato a fare l’attivista».

Tra gli avversari di oggi chi la innervosisce di più?

«Gualtieri, perché fa parte dell’ala più vicina a noi e dice falsità senza proporre nulla, vergognoso». La verità: lei e Virginia, la sera a letto, vi ritrovate a parlare di cinghiali?

«I cinghiali sono mica una cosa facile come sembra, il sindaco non può occuparsi del contenimento, lo deve fare la regione».

Lei dipinge sua moglie come una specie di eroina. Poi però posta la foto di lei che cucina zucca ripassata e Philadelphia. Si rende conto?

«Diciamo che sono più bravo io in cucina, lei sperimenta».

Niente da contestare neanche in cucina?

«Ma come faccio, non ho il coraggio, con tutto quello che fa».

C’è qualcosa che è colpa della Raggi nella vostra vita?

«Il disordine. Su questo mia moglie è una cosa incredibile, un vero macello. Lascia documenti e buste per tutta casa, lo studio sta esplodendo».

Vostro figlio Matteo che dice?

«Si sta appassionando alla politica. Chiede più parchi giochi alla mamma».

Bello essere figlio di un sindaco e dire “mamma mi fai un parco?”.

«Sì, ma qui evitiamo il conflitto di interessi, non nascerà un parco a Ottavia, il nostro quartiere, perché l’ha chiesto Matteo».

Lei nella pagina Facebook su Virginia si dipinge come l’ultima ruota del carro in casa. Racconta che perfino il cane Puffo le sta a distanza.

«Il nostro cane, preso al canile, mi odia. Si fa accarezzare solo quando c’è Virginia a tavola».

Pure il cane ha deciso che Virginia è prima nella scala gerarchica?

«Voglio pensare che abbia avuto problemi con un padrone che mi somigliava.

Pubblica foto di sua moglie col pigiamone di flanella “alla Fantozzi”, come dice lei. Gira sempre così?

«Sì, ma con la vita che fa, come si può pretendere che stia in tiro, tutta truccata?»

D’accordo, ma la tristezza delle foto di Virginia che mangia una pizza rossa scondita nel cartone specificando che “è la sua pizza preferita”?

«Non solo non vuole la mozzarella, ma la taglia tutta a piccoli rombi e la mangia con la forchetta».

Un po’ da ossessiva compulsiva.

«E il bello è che ha contagiato anche mio figlio».

S’ è mai lamentato di qualcosa con lei?

«No. Ho sposato lei e la causa. Qualche volta le dico “potevi avvertire che avevi cenato!”, ma in linea di massima organizzo tutto io per non affaticarla ulteriormente».

Scrive che appena sale in macchina con lei sua moglie si addormenta all’istante “tipo Cicciobello Rock quando lo inclini un po’”. Neanche di questo si lamenta?

«Pensi, mi dà pace vederla dormire in macchina, mi sembra una delle poche volte in cui si affida a me totalmente».

Avete avuto una crisi anni fa, quando fu eletta sindaca.

«L’ho riconquistata, conta questo».

Come ha fatto?

«Le ho fatto sentire che c’ero, con pazienza. Siamo tornati insieme senza neppure accorgercene, con naturalezza».

Cosa vi aveva allontanati?

«Lei non stava più bene con me, succede. Ha avuto bisogno di allontanarsi, ha vissuto tre mesi in un’altra casa, ma poi abbiamo capito che siamo fatti l’uno per l’altra».

Senta, se sua moglie viene rieletta ci dobbiamo aspettare un’altra lettera?

Ci stavo giusto pensando oggi, può essere.

Altre idee se vince?

Magari faccio un video nudo. Non so se questa promessa porterà voti. In effetti.

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