Napoli, scendono in campo i 5 stelle storici e coerenti lontani da Conte e dagli “amici di Pomigliano”

(CiCre – ildesk.it) – Da Napoli in tutta Italia si estende la protesta degli attivisti, militanti ed elettori storici coerenti alla linea e allo spirito originario del Movimento 5 Stelle contro il nuovo partito di Conte. “C’è una rivolta dei consiglieri comunali e regionali e degli attivisti che si stanno disiscrivendo dal Movimento e che presenteranno liste autonome alle amministrative”, ha annunciato Matteo Brambilla, storico attivista del M5S napoletano, attuale capogruppo del Movimento in Consiglio comunale di Napoli e candidato sindaco con la lista “Napoli in Movimento – No alleanze”  che non ha accettato il progetto di alleanza con il Partito democratico e i partiti del centrosinistra.

Brambilla, questa mattina ha presentato la lista dei candidati in conferenza stampa e ha evidenziato che “dagli Stati generali in poi ci hanno contattato da tutta Italia e in tutta Italia c’è una rivolta dei portavoce comunali, degli attivisti, che si stanno disiscrivendo e che ci chiedono di poter utilizzare il nostro simbolo ‘Napoli in Movimento – No Alleanze’ perché l’idea piace. Abbiamo creato un precedente e, se questa cosa andrà in porto al Comune di Napoli, si replicherà in moltissime zone d’Italia dove non aspettano altro che avere una linea comune”.

In merito alla lista presentata per il consiglio comunale partenopeo, Brambilla non ha usato giri di parole: “Non mi piace la parola dissidente, noi siamo coerenti, coerenti con un percorso fatto in 15 anni di attivismo e poi nelle istituzioni. Noi siamo coerenti, non siamo dissidenti, sono loro che hanno deviato dalla strada corretta” – ha precisato – Ci presentiamo dopo 5 anni con una sola lista, mentre qualcun altro ha deciso di partecipare alle ammucchiate con chi ha governato e affossato questa città negli ultimi 30 anni – ha aggiunto  Brambilla – Noi siamo liberi di decidere senza compromessi e con coerenza”.

Per il ballottaggio Brambilla ha  chiarito: “Non sono voti nostri o miei, sono i voti dei cittadini che avranno deciso chi votare al primo turno e saranno liberi di decidere se quelli che sono al ballottaggio possono rappresentarli. Io credo che difficilmente possano rappresentarli quelli che hanno 14 liste con all’interno personaggi che hanno governato Napoli, voglio vedere se c’è un cittadino che dice che Napoli è migliorata negli ultimi 15 anni. Nessuno imporrà niente. Io personalmente al ballottaggio non andrò a votare”.

In merito alla nuova organizzazione politica pentastellata che rappresenta il patrimonio politico storico del movimento, Brambilla ha sottolineato che “non significa creare un nuovo movimento nazionale, significa che i territori devono organizzare ognuno per la propria storia personale, però riferendosi a dei principi. Se esiste ancora la democrazia dal basso e la democrazia partecipata, si troverà lo strumento perché queste persone possano riaggregarsi in un progetto comune. Poi il nome non interessa, è importante questa rivolta che sta avvenendo in tutta Italia, nelle province di Milano, di Bologna, in Sicilia, in Puglia e nel Lazio”.

Il capogruppo uscente pentastellato del consiglio comunale di Napoli ha sferrato un duro attacco all’attuale gruppo di potere che gestisce il Movimento 2050. “Ho fatto una scelta chiara. Non aderirò alla nuova Udeur di Conte. Politicamente non mi interessa. Quando vai a votare un Governo Draghi che è contro tutta la politica che tu hai sostenuto per 15 anni mi stai insultando, come elettore e come portavoce – ha ricordato Brambilla –  Non posso quindi aderire a un progetto che prevede una liberalizzazione spinta, un europeismo spinto. Quando sento Di Maio dire ‘noi siamo i neo liberisti, noi siamo i neo europeisti’, io rabbrividisco. Erano le parole esattamente contrarie a quelle che per 15 anni qualcuno ci ha fatto andare in piazza a sostenere. Non aderiremo a questa cosa e non è uno strappo, perché noi siamo coerenti a dei principi e dei valori”.

Brambilla non ha mancato di lanciare un siluro contro Di Maio. “Un amministratore non deve occupare i posti. E’ finita l’epoca degli amici di PomiglianoL’ho detto agli Stati generali: fate un passo indietro, disintossicatevi, dopo due mandati tornate a fare il vostro lavoro. Ma magari – ha concluso – qualcuno il lavoro non ce l’aveva”.

4 replies

  1. Bravissimo, Di maio, un traditore senza pudore, prima moderati e liberali e adesso pure neo liberisti. Magari si ripresentasse in piazza ‘sto bibitaro, spero che i 5S falliscano ovunque tranne che a Roma.

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  2. ormai, l’unico campo in cui possono scendere i m5s di conte e giggino,san grillo, è quello santo, come becchini. seppellitori di ideali, libertà, giustizia, democrazia.nemmeno in quelli di grano perchè i contadini li prenderebbero a forcate.

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