10 a Tajani (che litiga con Craxi)

Forza Italia, le mani di Marina Berlusconi sulle liste: sceglierà due terzi degli eletti

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Due terzi alla famiglia Berlusconi, un terzo al segretario Antonio Tajani. Lo schema di massima sarà questo. E nel partito hanno già iniziato a parlarne nelle riunioni interne. Le liste elettorali di Forza Italia sono il vero obiettivo della guerriglia che Marina Berlusconi sta muovendo all’interno della maggioranza sulla legge elettorale e sulla giustizia. Non solo la linea è quella di far emergere i propri temi e le proprie battaglie storiche rispetto agli altri partiti della maggioranza (con Vannacci che incombe), ma il vero obiettivo della presidente di Mondadori è quello di mettere mano sui prossimi gruppi parlamentari in attesa di cambiare volto anche al leader.

Ai vertici del partito circola uno schema di quanti torneranno in Parlamento nella prossima legislatura se dovesse essere approvata la legge elettorale e se Forza Italia confermasse il 7-8% che i sondaggi le attribuiscono. Sono numeri spannometrici ma che danno l’idea del fatto che il gruppo si ridurrà e che quindi a breve partirà una guerra interna per accaparrarsi i posti migliori. Alla Camera, invece che i 52 deputati di oggi potrebbero entrarne circa 35, mentre al Senato anziché i 20 attuali dovrebbero esserne confermati 12-13. Uno schema che risente della quota proporzionale e delle probabili trattative con gli alleati per il listone bloccato.

In base a questi numeri, alla famiglia Berlusconi spetteranno 20 deputati, mentre Tajani potrà averne al massimo 10. I restanti saranno divisi tra Gianni Letta, Marta Fascina, Fedele Confalonieri e gli altri figli di Berlusconi. Stesse proporzioni si ripeteranno al Senato. Anche in base a questi numeri Forza Italia è stata decisiva per l’impallinamento dell’emendamento di Fratelli d’Italia per reintrodurre le preferenze alla Camera. Tajani aveva spinto per far saltare l’alternanza di genere nelle liste bloccate (il meccanismo del 60-40 tra uomini e donne) perchè i suoi fedelissimi sono tutti uomini (Paolo Barelli, Francesco Battistoni, Maurizio Gasparri, Raffaele Nevi e così via), ma diverse deputate donne (insieme alle colleghe di maggioranza) si sono ribellate nel voto segreto. Non è un caso che l’alternanza di genere rientrerà nell’emendamento che FdI vuole presentare al Senato per le preferenze. Meglio evitare scherzi.

Sarà comunque un passaggio molto delicato in Forza Italia che si oppone alla modifica. Tajani va ripetendo di non aver accettato la decisione di Meloni di presentare l’emendamento (“Ho detto che la legge per noi va bene così com’è”) e mercoledì si confronterà con i suoi senatori in una riunione di gruppo insieme alla capogruppo Stefania Craxi, referente di Marina Berlusconi, che ha frenato sui tempi e sull’emendamento. Contro le preferenze, in riunione, si esprimeranno Roberto Rosso e Adriano Paroli. Si va verso la conta: Tajani potrebbe chiedere ai senatori di esprimersi votando.

Tensione che si è manifestata anche all’interno del partito. Nella riunione economica di martedì nella sede di Forza Italia, dopo una litigata tra Craxi e Letizia Moratti, Tajani si è chiuso nel suo ufficio con la capogruppo al Senato per chiarirsi sul metodo e sui provvedimenti. I toni si sono alzati e il litigio è stato forte. Tajani avrebbe fatto presente alla capogruppo al Senato che il leader del partito è lui e che Craxi starebbe andando oltre, come pensano a Palazzo Chigi: “Se vuoi essere tu la leader, accomodati…” avrebbe detto il segretario. Un messaggio perché Arcore intenda.