Il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori italiani varrà anche per i deputati e senatori?

(Diodato Pirone – il Messaggero) – Ad aprire le danze ci ha pensato ieri pomeriggio il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. «La vita dei nostri lavoratori ha la stessa dignità della politica e per questo abbiamo chiesto che il Green pass sia reso obbligatorio anche in Parlamento e il governo sembra che ci abbia ascoltato e forse non solo su questo punto», ha sospirato ieri il dirigente sindacale, alla evidente ricerca di qualche argomento da contrapporre alle schiere di malpancisti del Green pass.

Bombardieri non è il primo che tira in ballo il Parlamento. Già durante l’estate, infatti, in occasione del primo decreto che introduceva il Green pass per entrare nei ristoranti al chiuso, a Montecitorio era esplosa una polemica politica intorno ad un punto collaterale: e che succederà ai deputati? Prima o poi dovranno presentare il Green pass per entrare nell’Aula? A giugno il problema fu risolto dagli uffici di presidenza di Camera e Senato che applicarono anche al loro interno – passaggio necessario perché il Parlamento è composto da due organi costituzionali che hanno un proprio regime giuridico – le regole che erano scattate per tutta l’Italia. Da mesi quindi per entrare nel ristorante della Camera o nella Biblioteca occorre presentare un Green pass esattamente come in tutte le analoghe strutture italiane.

IL NUOVO REGIME

Cosa cambierà con il nuovo decreto? Con ogni probabilità il testo che il governo varerà oggi conterrà la classica frase per cui le regole fissate per tutti gli italiani varranno anche per gli organi costituzionali dopo l’approvazione degli uffici preposti. La storia però non finisce qui. Per quanto riguarda i dipendenti della Camera e del Senato, organizzati in una dozzina di sindacati per ognuna delle due strutture, gli osservatori prevedono l’emersione di più di una protesta soprattutto fra le organizzazioni che fanno capo all’universo del sindacalismo autonomo molto forte soprattutto a Palazzo Madama.

E’ prevedibile comunque l’apertura di un confronto sindacale al termine del quale gli uffici di presidenza e i Questori (i deputati e i senatori che sovrintendono all’organizzazione delle due Camere) dovranno decidere se applicare il Green pass a commessi e consiglieri parlamentari come a tutti gli altri lavoratoti italiani oppure no. E l’esito della partita appare scontato. Il nodo è più ingarbugliato per i parlamentari. Se il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori italiani varrà anche per i deputati e senatori?

E davvero i parlamentari dovranno presentarlo anche per esercitare il voto per il quale sono eletti dagli italiani? La domanda è obiettivamente delicata ed è difficile pensare che potrà essere risolta soltanto fissando un regolamento. Altri parlamenti, a partire da quello europeo, hanno risolto il problema alla radice consentendo ai loro membri il voto da remoto che nei momenti più bui della pandemia ha consentito alla Camera di Bruxelles di funzionare senza mettere a rischio la salute o la vita degli eletti.

Ma le Camere italiane non sembrano orientate ad adottare questa soluzione. E dunque la richiesta di Bombardieri resta sul tappeto, ineludibile: se il certificato vale per tutti i lavoratori deve essere applicato anche agli eletti in quanto lavoratori del Parlamento. La richiesta, paradossalmente, sembra accomunare tutti, sia i favorevoli che i contrari al Green pass. Ma a sciogliere il rebus saranno inevitabilmente i presidenti delle Camere coadiuvati dagli uffici di presidenza e dai Questori.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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11 replies

  1. L’importante è mentire

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La battaglia contro le fake news è diventata una comica, per due motivi. 1) Tv e giornali sono convinti che le balle siano un’esclusiva dei social network e non si accorgono di esserne i maggiori produttori mondiali. 2) Le patologie e le deviazioni si possono combattere finché restano eccezionali; se diventano normalità, anzi regola, la battaglia è persa. Basta aprire un giornale o un talk a caso: la bugia è la norma e la verità l’eccezione. Lunedì a Ottoemezzo Mieli sosteneva restando serio che, sì, i media sono benevoli con Draghi come con Conte: mi è scappato, e me ne scuso, di ridergli in faccia. Sallusti invece diceva che sì, le ammucchiate non gli piacciono, ma quella di Draghi s’impone perché “con Conte l’Italia aveva 1500 morti al giorno”. Ora, in 18 mesi di pandemia, l’Italia non ha mai superato né i 1500 né i 1000 morti al giorno; in compenso l’estate scorsa i morti erano meno di 10 al giorno con zero vaccinati, mentre quest’estate sono 7-8 volte di più con due terzi di vaccinati (ieri 73 morti, contro i 9 di un anno fa); se dunque il numero dei morti dipendesse dal premier, Sallusti dovrebbe incolpare Draghi. Invece la panzana sallustiana sui banchi a rotelle ormai è modernariato (i banchi a seduta innovativa esistono in tutt’Europa e non furono una trovata di Azzolina&Arcuri, ma il frutto di 400mila ordinativi dei dirigenti scolastici su 2,4 milioni).
    Folli, su Rep, scrive che le bollette aumentano perché la transizione ecologica “comporterà passaggi dolorosi e soprattutto avrà un costo”, dunque è tutta colpa del M5S. Peccato che il grosso degli aumenti dipenda dal boom di gas, petrolio e materie prime, ma lui è solo un editorialista di Rep e mica è tenuto a saperlo. Rep e Corriere sostengono che i verbali segreti di Amara furono recapitati al Fatto dall’ex segretaria di Davigo “per farlo restare al Csm”: peccato che il Csm abbia pensionato Davigo il 19.10. 2020 e l’ex segretaria ce li abbia portati 10 giorni dopo. Il Giornale Unico Draghiano ripete da giorni che arriverà l’obbligo vaccinale per tutti (mai visto), poi vira sul “Super Green Pass” (Stampa), o “Green Pass per tutti al lavoro” (Corriere) o “Green Pass per lavorare” (Rep) o “Green Pass totale” (Giornale) anche prima che si veda l’ombra di una norma. L’importante è mentire. Poi qualcuno scrive che il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha detto che “la Provvidenza ha collocato Draghi nel posto in cui si trova”, senza neppure pagare i diritti al cardinal Pietro Gasparri che disse la stessa cosa del Duce dopo i Patti Lateranensi. Altri scrivono che Buzzi e Carminati han firmato i referendum radicali per la “giustizia giusta”. Due notizie talmente enormi che sembrano false: infatti sono vere.

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    • La libertà di stampa, garanzia di chi può (e deve) informare sulle verità anche scomode, ormai, da anni, si è trasformata in libertà di disinformare e propagandare bugie e false informazioni.

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      • Piano di rinascita democratico della P2, cosa prevedeva tra l’altro:
        TV e stampa:
        Modifica
        immediata e costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
        moltiplicazione delle reti radio e TV in nome della libertà di antenna (art. 21 della Costituzione), e la soppressione della RAI. Queste emittenti e i giornali dovevano essere coordinati da un’agenzia centrale per la stampa.

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  2. Ci vorrebbe una class action contro la banda che paga,dirige e o occupa posti di rilievo nella stragrande maggioranza dei media.
    L’informazione è di fatto un potere e come di quelli legislativo,esecutivo e giudiziario,bisognerebbe garantirne l’indipendenza per poter vivere in democrazia.

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  3. L’Italia si è fermata al Green pass , dal primo mattino a notte inoltrata, è il luogo ideale per concedersi in qualsiasi canale un buon …
    Green pass.

    Le stesse facce contesi da tutti spiegare perche si , perche no. Non ne posso più. Sembra che ci sia una reggia che a reti
    unificati impone l’unico argomento Green pass.

    Aumento luce /gas non ne parla nessuno in TV, Soluzioni ? Il migliore tace
    In Spagna la politica ha deciso di fare la politica e ha deciso (per tempo) di predisporre un piano d’urto per abbassare la bolletta. Il premier Sanchez ha dichiarato che ci sono compagnie energetiche che in questo momento stanno facendo “profitti straordinari”, definendo la situazione “inaccettabile”.
    Da noi Enel&C. si tengono mega utili un tesoretto di circa 5 miliardi di extra-profitti, grazie all’impennata dei prezzi dell’elettricità scatenata dal rincaro del gas.
    Però c’e Green pass , Green pass

    “Stop incandidabilità per politici condannati e limiti alla custodia cautelare: ecco i referendum sulla giustizia di Lega e Radicali”
    “Buzzi e Carminati: riunione di pregiudicati al gazebo del Riformista per firmare i referendum sulla giustizia di Salvini”
    Però c’e Green pass , Green pass

    “La legge sul reddito di cittadinanza prevede l’obbligo per chi lo riceve di partecipare ai progetti utili alla collettività (Puc) svolgendo
    attività non retribuite.”
    “parassiti” e incentivo a “restare sul divano”
    Un dibattito perchè non li utilizzano , no eh meglio discutere tutti i santi giorni solo di Green pass.
    Operai licenziati con la maglietta “Siamo ancora qua”

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    • Ecco le risposte del ministro migliore al corsera
      Di Diana Cavalcoli.

      «Va riscritto il metodo di calcolo delle bollette energetiche, lo stiamo facendo in queste ore». Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervistato a Radio anch’io. Sulle bollette di luce e gas, che subiranno rincari nel prossimo trimestre fino al 40%, ha spiegato il ministro, «c’è da mitigare l’aumento che c’è in tutto il mondo, e all’80% dipende dall’aumento del gas. Poi c’è da mettere in piedi un intervento più strutturale. Bisogna ragionare su come è costruita una bolletta, va riscritto il metodo di calcolo. Lo stiamo facendo in queste ore». Il governo intende intervenire sulle voci della bolletta che sono: la spesa per la materia prima (energia elettrica o gas naturale), la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema, le altre partite e le imposte.

      Il nucleare? Tempi lunghi
      Sulla questione del nucleare Cingolani parla poi di tempi lunghi. «Oggi — dice — noi non potremmo fare nulla di nucleare, perché abbiamo un referendum che dice no alle vecchie tecnologie, e quelle nuove al momento non ci sono ancora». Sul nucleare, ha aggiunto, «non ho cambiato idea. Io ho raccontato che oggi ci sono 4 paesi che stanno studiando sorgenti di energia alternative, i reattori di quarta generazione. Ho detto che queste fonti non sono mature, che probabilmente nel prossimo decennio capiremo se sono convenienti e sicure. Qualora questo fosse verificato, sarebbe importante capire se possono essere usate». Per il ministro la sfida odierna è accelerare sulle rinnovabili «così ci sganciamo il più rapidamente possibile dal costo del gas».

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    • Milano, tre adolescenti tentano il suicidio, due muoiono. E tutto procede come prima
      Achille Saletti
      Criminologo, dirigente Impresa Sociale Anteo
      CRONACA
      16 SETTEMBRE 2021

      Nella comunicazione e nel dibattito pubblico non vi è più spazio per commentare e riflettere su una giornata nerissima che ha coinvolto la generazione adolescente di Milano. Tre, dicesi tre, ragazzini si sono buttati dalla finestra lunedì scorso in concomitanza con le aperture della scuola. Non ho ricordi che in una grande città ci fosse questa funerea coincidenza per numero ed età dei ragazzi che hanno posto in essere simile gesto.

      Adolescenti come tanti altri, brulicanti in una città come Milano che pare, a giudicare dalla campagna elettorale, essere incapace di curarsi del fatto che vi sono fatiche, spesso incomprensibili e non leggibili dagli stessi genitori, che spingono i nostri ragazzi ben oltre una soglia tollerabile di dolore. Da tempo gli operatori dei servizi che si occupano di neuropsichiatria infantile denunciano un perenne e stabile stato di emergenza legato agli agiti suicidari. A forme di autolesionismo che vanno ben oltre le incredibili, agli occhi di un adulto, sfide competitive legate a qualche gioco estremo. Da tempo questi operatori gridano al vento la loro resa di fronte a fenomeni che per dimensione numerica e difficoltà organizzative pare averli sopraffatti.

      Non ho letto nessuna dichiarazione politica, quasi fosse un fastidio la morte di due ragazzini e le ferite dell’unica superstite; fosse un preciso dovere sottrarsi ai commenti, mantenendo l’attenzione su quella città dei sogni che parrebbe essere diventata Milano. Tre suicidi di cui due riusciti in un unico giorno non smuovono più nemmeno la curiosità dei nostri giornalisti, troppo presi dal gossip politico e dalla egolatria cui spinge, inevitabilmente, la televisione. Quasi fosse un geroglifico tutto da decifrare, il gesto di quei tre ragazzini rimarrà nel chiuso di un dolore insopportabile, vissuto dai genitori verso i quali nessuna pietà o nessuna parola potrà dar sollievo.
      Tutto procede come prima. Anzi meglio di prima.
      Un certo ceto intellettuale litiga sul green pass, la politica cerca di sopravvivere anche a questa stagione pandemica e la stampa tratta simili notizie alla pari di una rapina in tabaccheria. Eppure, anche la salute mentale interroga e investe la sanità pubblica. L’abbandono assoluto di tali politiche, condite da assoluto menefreghismo culturale, sta portando le nostre città a essere enormi contenitori di pulsioni, desideri, agiti privi di senso e di prospettiva e nulla più. Questo è, più o meno, ciò che appare a chi si occupa di adolescenza o di salute mentale.

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  4. Deputati e senatori? Quando vedo le immagini del Consiglio dei Ministri e osservo che, tutti vaccinati e tamponati, se ne stanno fermi fermi dietro ai plexiglass con tanto di FFP2 mentre pontificano che si deve riaprire tutto e “tornare a vivere”( cioè ammassarsi nei luoghi di ritrovo), più di qualche dubbio sulle performances del vaccino mi viene. A voi no?
    E comprendo anche, quindi, perché “lassù” siano restii, se possono…

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