I rischi della vaccinazione obbligatoria

(di  Wolfgang Münchau – corriere.it) – L’unico fenomeno paragonabile per irrazionalità alle teorie complottiste dei no vax è la vaccinazione obbligatoria, che sta per essere introdotta in Italia. Faccio uso del termine «irrazionalità» per una ragione precisa: i vaccini offrono una robusta protezione contro le patologie più gravi causate dal coronavirus, ma solo una copertura moderata contro l’ulteriore diffusione della variante delta. Se siete il titolare di un ristorante, sarebbe irrazionale ammettere all’interno del vostro locale esclusivamente i clienti vaccinati piuttosto che tutti coloro che si sono sottoposti a un test anticovid, con esito negativo, nelle ultime 24 ore. Nessun ristoratore, né direttore di museo, in pieno possesso delle sue facoltà razionali, si sognerebbe di discriminare contro queste due tipologie di utenti.

Il modo più razionale per impedire ai non vaccinati di diffondere il virus è quello di imporre l’obbligo dei test sul lavoro, oppure prima di entrare in un ristorante. E far pagare il test di tasca propria. Così facendo, queste persone avrebbero un tornaconto monetario a farsi vaccinare, aumentando la percentuale di immunizzati.

Ma come mai c’è qualcuno pronto a spingersi oltre, e a imporre l’obbligo di vaccinazione? Non intendo dire che la vaccinazione obbligatoria sia irrazionale in tutte le circostanze. Ma in questo caso particolare, in cui la protezione offerta dal vaccino contro la diffusione del contagio è relativamente modesta, ed esiste la possibilità di sottoporsi al test per determinare se si è positivi al virus, non ha alcun senso imporre l’obbligo a vaccinarsi. La mia unica spiegazione è che i sostenitori dell’obbligo vaccinale sono degli esaltati, tanto quanto i no vax. Mi torna in mente la follia della seconda campagna referendaria nel Regno Unito, i cui propugnatori si illudevano di rovesciare l’esito del referendum del 2016. Molti di loro oggi hanno capito che avrebbero potuto ottenere una Brexit molto più morbida se si fossero schierati con l’opposizione al governo. Nel frattempo, hanno danneggiato anche il partito laburista e regalato la maggioranza ai conservatori per almeno il prossimo decennio. Era razionale opporsi alla Brexit: ma l’appoggio al secondo referendum è stata pura follia. Il medesimo principio si applica alla vaccinazione obbligatoria. Quali conseguenze politiche potrebbero allora derivare da quest’obbligo vaccinale irrazionale?

In questo momento, i no vax più rabbiosi rappresentano una piccola minoranza della popolazione. In Germania, esiste una stretta corrispondenza tra gli elettori di destra del partito AfD e i no vax. L’AfD raccoglie tra le sue file gli esponenti di estrema destra con simpatie neo naziste e attualmente è stabile intorno all’11 percento dei votanti. Il numero dei no vax è di pari portata, forse leggermente inferiore. Ma l’obbligo vaccinale minaccia di estendere la coalizione no vax, nella quale andrebbero a sovrapporsi i seguenti gruppi: i no vax stessi; i libertari, che rifiutano per principio di sottomettersi a qualunque obbligo; quanti sono fermamente convinti che gli obblighi sono inefficaci; gli scienziati dissidenti; i genitori con figli.

Ho incluso i genitori nella mia lista perché è stata rilevata una forte correlazione tra il sostegno alla vaccinazione e la spinta a vaccinare i figli senza il consenso dei genitori. I consiglieri del governo tedesco e inglese sulla campagna vaccinale hanno esitato a lungo nel raccomandare il vaccino per bambini e ragazzi, poiché la vaccinazione potrebbe causare gravi malattie cardiache in un caso su trentamila. Per gli adulti, vale la pena rischiare, in quanto le probabilità di contrarre gravi malattie dal Covid, tra cui le patologie cardiache, sono tali da giustificare il suo utilizzo. Ma in base ai dati disponibili, questo rischio nel caso di bambini e ragazzi è trascurabile. Mi nasce il sospetto, a questo punto, che l’appello alla vaccinazione, lanciato dalla generazione più anziana, sia motivato soprattutto dal desiderio di proteggere se stessa. La salute dei bambini non rientra tra le preoccupazioni primarie di questa categoria di età.

Se dovessero coalizzarsi tutti i componenti del gruppo sopracitato, che si oppone razionalmente al despotismo vaccinale, potrebbero dar vita a una temibile forza politica. Donald Trump riuscì a mettere insieme una coalizione assai improbabile di elementi eterogenei che si opponevano allo strapotere tecnocratico dominante nella capitale statunitense. La Brexit si è imposta oltre ogni previsione, persino quella degli euroscettici più convinti. Conosco non poche persone che l’hanno votata perché inorridite dal modo in cui l’Unione europea aveva trattato la Grecia durante la crisi del debito sovrano. È così che si è arrivati al 52 percento dei voti a favore dell’uscita dall’Europa. A mio avviso, le conseguenze dell’obbligo vaccinale potrebbero sfociare in futuro in un governo no vax. Il mio messaggio a tutti coloro che sostengono questa misura obbligatoria è lo stesso che ho indirizzato in occasione del secondo referendum sulla Brexit: se si eccede nelle pressioni, si rischia di perdere tutto.

(Traduzione di Rita Baldassarre)

13 replies

  1. ROMA: TRIBUNI, ABBRACCI E GLADIATRICI

    (di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Più passano i giorni e più Enrico Michetti, l’erede di Tertulliano e piazza Augusto Imperatore suscita in chi scrive sincera simpatia mista a tenerezza. Dipinto come un nostalgico di quando c’era lui caro lei, sol perché favorevole al più igienico saluto romano ai tempi del virus, all’appropinquarsi dei comitia
    dell’Urbe la sua candidatura a sindaco, diciamo un po’ fuori contesto, suscita la giustificata apprensione di Giorgia Meloni. Che prima del fatidico 3 ottobre la faccia ce la dovrà mettere per forza, magari sovrapposta al faccione del centurione, bene attenta però a non esagerare. Perché se si fosse presentata lei nella corsa al Campidoglio non ci sarebbe stata storia, suprema garanzia per il populusque
    della destra maggioritario a Roma. Tuttavia, non abbastanza per garantire a Michetti, probabilmente in testa al primo turno, di prevalere anche al ballottaggio. Ragion per cui sarebbe autolesionismo puro per la leader di FdI con il vento in poppa subire una musata per fare da scudo al decantato mister Wolf che (non) risolve problemi. Del resto, il candidato a rischio è una costante del voto locale, un carta vince carta perde soprattutto quando i sondaggi segnalano vaste quote d’incertezza. Ne sa qualcosa Giuseppe Conte che a Ostia, accanto a Virginia Raggi la definisce “una gladiatrice”. Poi però, a San Basilio, elogia il lavoro del competitor della sindaca uscente, Roberto Gualtieri (“un buon ministro”), per poi ammettere da capo del M5S: “Non mi aspetto molto da queste Amministrative”. Un lavoraccio. Quel Gualtieri che negli ultimi giorni non è più sicurissimo di arrivare come secondo al ballottaggio per poi sprintare vittorioso sul tribuno radiofonico. E qui spontanea sorge la domanda sul sostegno che il buon ministro starebbe ricevendo dal Pd e da Enrico Letta. Finora non proprio entusiasmante, ma chi ci dice che sia una disgrazia (rispose il contadino cinese a cui azzoppavano figli e cavalli con eccellenti conseguenze)? Problemi che non sfiorano Carlo Calenda che si è fatto direttamente un partito, così in caso di trombatura dovrà scusarsi solo con se stesso. Siccome, come dicono in città, chi ci ha i denti non ci ha il pane e viceversa, ora egli sostiene di subire l’oscuramento televisivo ordito dai suoi perfidi avversari. Mentre dovrebbe seriamente preoccuparsi del caloroso abbraccio di Giuliano Ferrara.

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  2. Non diciamo sciocchezze, in Germania non c’è alcun obbligo vaccinale, neppure per i vaccini ( tanti e sempre di più) obbligatori da noi. Non ci pensano neppure, memori della loro storia…
    È poi fuorviante parlare di Germania: ogni Land ha piena libertà di comportarsi come crede ed il governo centrale può solo consigliare sotto consiglio del RKI.
    Questa – inutile- frenesia vaccinale c’è solo da noi, e continua sempre più pressante nonostante l’Europa tutta stia ormai andando da un’altra parte.

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  3. La mia unica spiegazione è che i sostenitori dell’obbligo vaccinale sono degli esaltati, tanto quanto i no vax.”

    Come mai hanno permesso a questo tizio di scrivere sul corriere?
    Peccato COnchita non sia più in onda per poterlo scomunicare.

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  4. I casi sono due: o sono costretti ad aprire gli occhi ( il vaccino sviluppato contro il virus del 2019 ha scarsa efficacia sulle varianti ed in ogni caso dura poco più di 6 – 8 mesi) oppure si sono resi conto che forzare sul green pass fa danno all’economia. Molto danno.
    Quindi piano piano iniziano a fare marcia indietro. Sfruttando qualcuno dall’estero, ovvio.

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    • Quindi avrebbero un piano?
      Non ci credo. La risposta più semplice di solito è quella giusta: sono talmente idioti che non sanno quello che pubblicano.

      P.s. Carolina, ma a te e al signor Ennio cosa sanguina esattamente se clikkate il tasto rispondi? No, per sapere.

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  5. Più che esaltati pro-vax, sono prezzolati pro-vax.

    Ma pensate seriamente che il minitero della salute sia diverso dai tempi di de Lorenzo e Poggiolini?

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  6. Attenzione, a chi è in ascolto: GUARDATE FUORI DAL CORO, stanno parlando di tutti i problemi del COVID: dal tampone al covidpass, agli effetti avversi. Mario Giordano è un mito, altro che quello che ha cambiato il modo di fare disinformazione in Italia (Mago Forrest)

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    • Ma quando eri bambino (ops, bimbo) non ti hanno insegnato che guardare rete4, canale5 e italia1 era peccato mortale?
      Stasera prega qualche dio per espiare.

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      • Giordano chi? il castrato urlatore rompitimpani? quello che non sa di cosa parla? l’ inutile idiota al servizio degli analfabeti funzionali

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