Così a Londra gli inglesi hanno dimenticato la pandemia

(Luigi Ippolito – corriere.it) – Ma tu te la ricordi la pandemia? È una domanda che verrebbe da farsi a Londra, dopo la prima settimana di ripresa completa al termine della pausa estiva: perché andando in giro nella capitale britannica bisogna davvero sforzarsi per accorgersi che c’è stato il Covid.

Il segnale lo si è avuto già lunedì scorso, quando la metropolitana ha fatto segnare il giorno più affollato dal marzo dell’anno passato, il mese in cui tutto era cominciato. Di mascherine in strada ormai non se ne vedono più: qui all’aperto non erano mai state imposte, ma tanti le portavano comunque. E anche a luglio, quando il governo aveva decretato la fine dell’obbligo in qualsiasi situazione, la gente aveva reagito con molta cautela: ma adesso nei negozi e nei supermercati non le indossa più nessuno, solo in metropolitana, dove restano raccomandate, c’è chi continua a metterle.

Anche il distanziamento sociale è solo un ricordo. La sera nel West End sono tornate le code davanti ai teatri, mentre i mitici club vanno a pieno regime: a Home House, uno dei più à la page, lo staff ha abbandonato le protezioni usate fino all’estate, i divani del book club del lunedì sono gremiti e la zona notturna ha ripreso tutta l’effervescenza di una volta. E a proposito di feste, al Welcome Back party della stampa estera, che si è tenuto nella nuova sede di Soho del ristorante italiano Il Macellaio, bisognava farsi largo a gomitate fra trofie al pesto e fiumi di prosecco; così come tutto esaurito era il party a Westminster di Politico, che ha visto accalcarsi il who’s who di Londra.

La vita culturale ha ritrovato slancio: l’inaugurazione della nuova mostra-installazione di Marina Abramovic, in una ex birreria del East End, è stata un vernissage come non si vedeva da tempo, fra champagne, canapé e tipi artistici. E la stessa Abramovic, nonostante i suoi 74 anni, si mischiava senza esitazioni col pubblico accorso ad applaudirla. Anche i celebrati think tank, ossia i pensatoi della capitale, hanno abbandonato la modalità in remoto che li ha visti sopravvivere in tutti questi mesi e mandano inviti a raffica per incontri di persona con ministri e personalità politiche. Così come da Downing Street annunciano il ritorno dei briefing dal vivo con i giornalisti (anche se una portavoce ammette che loro non hanno mai potuto permettersi lo smart working: «Quando Boris ti chiama – sospira – non puoi rispondere su Zoom…»).

La City, ridotta l’anno scorso a una città-zombie, si sta ripopolando: Goldman Sachs, la banca d’affari, ha appena ordinato a tutti i suoi dipendenti il rientro in ufficio full time. E l’università di Oxford ha scritto agli studenti per annunciare che l’anno accademico che sta per prendere il via vedrà il ritorno «alle modalità pre-pandemia», ossia lezioni in presenza, niente mascherine né distanziamento e piena ripresa della vita di college. Pure nello studio di yoga che il vostro corrispondente frequenta, se fino ad agosto si entrava uno alla volta con la mascherina, adesso ci si accalca con un approccio molto poco zen.

D’altra parte, sui giornali le notizie sull’andamento del Covid sono praticamente scomparse: a volte bisogna sfogliare fino a pagina 14 e oltre per trovare qualcosa sul virus. Il tutto è una conseguenza del «liberi tutti» decretato dal governo Johnson lo scorso 19 luglio, quando è stata abolita ogni restrizione: sul momento, la mossa era stata criticata come un pericoloso azzardo, ma Boris sembra aver vinto la sua scommessa. Gli esperti e lo stesso governo ammettevano che, come risultato, i contagi sarebbero potuti schizzare fino a 100-200 mila giorno: ma invece si sono stabilizzati attorno ai 30 mila e soprattutto, grazie ai vaccininon c’è stata una ricaduta allarmante su ricoveri e decessi.

È anche per questo che il governo ha deciso di rinunciare all’introduzione del green pass per discoteche e grandi eventi, che era stata ventilata per la fine di questo mese (ma anche perché la misura difficilmente sarebbe passata in Parlamento: questo è un Paese dove non esistono le carte d’identità, considerate un attentato alla libertà personale, e dove non ti chiedono i documenti neppure quando vai a votare, perché lo ritengono un sopruso inaccettabile. Figuriamoci il green pass…). Inoltre verrà abolita la legislazione d’emergenza, incluso il potere di imporre nuovi lockdown o altre limitazioni.

Non che i timori siano svaniti, però: c’è chi paventa un autunno difficile, dove al Covid che continua a circolare potrebbe sommarsi una brutta influenza, col risultato di mettere a dura prova un sistema sanitario già spesso al limite delle sue capacità. Per cui il governo non esclude di poter reintrodurre le mascherine o il distanziamento sociale. Ma sono scenari ipotetici: la realtà, al momento, è che il Covid appare come un brutto incubo dal quale ci si è finalmente risvegliati.

Categorie:Coronavirus, Cronaca, Mondo

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6 replies

  1. Questi inglesi, che gente bizzarra!

    Lì hanno scoperto che i vaccinati muoiono come i non vaccinati e che quindi il gp non serve a niente.

    Da noi invece c’è una variante particolarissima che fa morire solo i non vaccinati (ma ai vaccinati che vengono ricoverati in ospedale viene fatto il tampone?) e quindi il gp è fondamentale.

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    • se la racconti pure così

      ma così non è

      hanno tolto le restrizioni perché i non vaccinati sono ormai pochi (vaccinati 89,1% degli over 16)
      stanno pure introducendo la possibilità di vaccinare dai +12 a +15

      quindi ripeto, se la racconti come ha scritto, ma la verità è al contrario

      i vaccinati s’infettano come i non vaccinati
      (e non potrebbe essere diversamente, se lei avesse capito come funzionano i vaccini, lo avrebbe sempre saputo)
      solo che i vaccinati, con problematiche non inerenti al virus, muoiono in una percentuale molto inferiore
      rispetto ai pari condizioni non vaccinati
      mentre quelli sani, non vaccinati, ogni tanto continuano a morire mentre i vaccinati non se ne accorgono neppure.

      una analisi dell’Office for National Statistics (ONS) ha rilevato che
      le persone completamente vaccinate rappresentavano solo l’1% di tutti i decessi
      per coronavirus in Inghilterra nella prima metà del 2021.
      (purtroppo d’infallibile sulla terra c’è solo lei e forse il mago Otelma)
      E di questi, la maggior parte è stata infettata prima di aver ricevuto entrambe le somministrazioni,
      o è risultata positiva al COVID entro quindici giorni dal completamento dell’inoculazione.

      la loro situazione è 29.173 infezioni e 56 decessi ieri mentre il giorno prima 41.192 casi e 45 decessi.

      e questo capita pure in Italia (tranne la Sicilia terra di no vax) e nel mondo.

      lo scrivo non per lei, ma per altri dubbiosi che potrebbe male informare
      per lei credo siano parole inutili, o non le legge o non le capisce.

      ot per la risposta
      in GB il 5 giugno 2021 stato proposto un disegno di legge per le elezioni 2021-22
      con il quale il governo ha annunciato l’intenzione di introdurre requisiti di identificazione degli elettori tipo
      passaporti, patenti di guida, schema PASS e carte Blue Badge e alcuni pass di viaggio.
      Le persone prive di un documento d’identità con foto potranno richiedere una tessera elettorale
      gratuita al proprio consiglio locale da utilizzare nel seggio elettorale.

      mi sa che si sono accorti di quanto facile sia affittare dei bengalesi che fanno il giro dei seggi
      con l’indicazione di voto sul cellulare

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      • Qui di infallibile c’é soltanto una predizione: quando si parla di questi argomenti, spunta Marco Bo con le sue cifre farlocche.

        Cosa si intenda per ‘completamente vaccinati’ poi, è veramente un mistero.

        Quel che è certo, è che la popolazione vaccinata è capacissima di MORIRE e se ci sono stati oltre 1.000 morti vaccinati contro 300 durante un periodo di studio recente, qualcosa vorrà dire.

        Ma ovviamente, secondo Marchetto il problema è dato da chi non si vaccina, propagandando la solita fuffa al quadrato che i vaccinati hanno una riduzione drammatica di probabilità di morire da COVID.

        E ignorando oltretutto, la spiacevole presenza di decine di migliaia di effetti collaterali gravi.

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  2. Certo è strano, in UK sono meno vaccinati di noi (il 71% contro il 72% della popolazione, secondo ourworldata) e hanno circa 30.000 (TRENTAMILA) casi al giorno, il 90+% è la variante Delta.

    Eppure a vaccinarsi obbligatoriamente non ci pensano nemmeno e non è per quel che dice Marchetto Boh, che crede seriamente di manipolare le cifre a suo uso e consumo come se chi legge fosse un minus habens.

    Ora, delle due una: o sono tutti pazzi loro, oppure siamo una manica di pazzi noi, che dopo avere raggiunto oltre l’80% della popolazione vaccinabile, pensiamo all’obbligo. Non è per Salvini, è un fatto di puro buonsenso rifiutarne qualsiasi idea in merito.

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  3. Lodevole questo suo ruolo di crocerossina dei dubbiosi ma non è il mio. Io cerco solo di capirci qualcosa.

    In particolare in Gran Bretagna dal primo febbraio 2021 al 2 agosto 2021 ci sono stati per la variante delta 742 morti, dei quali 402 vaccinati con due dosi, 79 con una dose, 253 non vaccinati.

    In Italia muoiono solo i non vaccinati.

    Tutto qui.

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  4. I casi dipendono dai tamponi che si fanno. Meno tamponi, meno casi, ovviamente. In UK si è viaggiato intorno al milione di tamponi al giorno, qui attorno ai 2 – 300.000.
    Non ci vuole la scala per fare qualche conto e tirare le conclusioni.
    Se facessimo zero tamponi della pandemia non ci sarebbe… più traccia.
    (E’ forse per questo che al Governo si è tanto restii con i tamponi? Con un milione di tamponi quanti casi ci sarebbero? Ma si centellinano, ed a pagamento…)

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