Reddito di cittadinanza, tutte le bugie di politici e giornali

Lo strumento va migliorato ma funziona contro la povertà, ecco i numeri. I dati Inps smentiscono gli allarmi sugli stagionali che “non si trovano per colpa del reddito di cittadinanza”…

(Il Fatto Quotidiano) – Reddito di cittadinanza, le storie dei percettori (che non sono fannulloni): “Da settembre sarà l’unica entrata con cui sfamare i figli”. “Con il Covid ho perso ogni introito, ora non vivo in ansia costante. Il lavoro che non si trova perché “troppo vecchi“. O perché il curriculum è troppo brillante e “nessuno vuole un cameriere con il dottorato“. Le offerte in nero, 10 ore al giorno per poche centinaia di euro al mese. I lavoretti accettati comunque, anche se a 60 anni il facchinaggio e la raccolta delle olive o dei pomodori sono pesanti. Il desiderio di sostituire il sussidio con uno stipendio – e il disagio provato nel sentirsi definire “fannulloni” – è una costante nelle decine di testimonianze di percettori di reddito di cittadinanza raccolte da ilfattoquotidiano.it (ne aspettiamo altre a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it). “Non si può neanche immaginare quanto sia umanamente frustrante“, racconta Teresa, due figli piccoli, che un posto ce l’aveva ma l’ha perso con il Covid e ora non trova nulla. Danilo è stato licenziato quando il datore ha scoperto che aveva chiesto il reddito: temeva controlli, visto che il contratto era “di quattro ore settimanali a fronte delle dieci giornaliere lavorate”. Ora lui e la moglie si sono abituati a sentirsi bollare come sfaticati perché – è l’unico paletto – i lavori in nero non li accettano più. Tiziano un lavoro nel suo campo ora l’ha trovato: ha vinto un bando internazionale, tra poco si trasferirà in Belgio. Negli ultimi mesi ha vissuto grazie al reddito, chiesto con “vergogna” perché “uno che ha potuto arrivare a fare il dottorato è stato certamente più fortunato degli altri”. Non per questo non voleva sporcarsi le mani: ha cercato lavoro come cameriere, l’esperienza ce l’aveva perché da studente si era mantenuto così. Ma davanti al curriculum con i suoi titoli accademici “scoppiavano letteralmente a ridere”. Poi c’è Laura, che il lavoro ce l’ha: in mensa. Dalle 11 alle 16, per 290 euro al mese. Senza il reddito, con due figli di cui uno disabile, non vivrebbe. Come Raffaele, che fa i turni in una società di security e prende 800 euro al mese. Ne ha 500 di affitto, ha anche lui due figli. “Solo grazie al reddito (che accetto con mortificazione) posso fare la spesa”, scrive. “Vorrei dire ai Renzi e ai Salvini di farsi un giro tra la gente come me che non sta sul “divano” ma lavora per un misero stipendio. Se venisse abolito il reddito qui al sud le alternative sono rubare o suicidarsi”…

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  1. Un po’Gioconda, visto l’i n d ecifrabile sorriso, e un po’ Venere di Botticelli, almeno per la lunga chioma dorata. Così Alessandra Barucchi, di mestiere “artista contemporanea”, ha ritratto la senatrice leghista Stefania Pucciarelli, attuale sottosegretaria alla Difesa. Che sia per questo o per altri meriti, di certo la Barucchi piace, specie nel centrodestra ligure. A tal punto che la Atc Esercizio – s o-
    cietà dei trasporti controllata dal Comune di La Spezia – l’ha appena nominata nel suo consiglio d’a m m i n i s t ra z i o n e . Una poltrona che magari non a renderà ricca – il compenso è di 8 mila euro lordi l’anno –, ma che può aiutare la Barucchi a conso-
    lidare le proprie amicizie in coalizione, dato che La Spezia è amministrata da un fedelissimo di Giovanni Toti come Pierluigi Pe-
    racchini: “È normale pensare che le mie competenze siano poco coerenti col ruolo – ha ammesso lei a La Nazione–Mi aspettavo si
    sarebbe detto questo di me”. Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto e candidato Pd-M5S alle ultime Regionali, non cambia idea:
    “La destra in Liguria dimostra cosa intende per cambiamento: occupare ogni poltrona o strapuntino con persone amiche o fedeli.
    Una volta si chiamava lottizzazione, oggi non ci fa più caso ness un o”. Il riferimento è adaltri episodi controversi, come la rifor-
    ma con cui Toti ha preteso la creazione dei sotto-assessori o all’em endamento, poi ritirato, grazie al quale il segretario generale
    della giunta avrebbe guadagnato più del presidente della Repubblica. Ma ora è il turno della Barucchi, pittrice che dipinge “le donne”perché sta “dalla parte delle donne”. Tra le fortunate, appunto, c’è la Monna Lisa Pucciarelli, già nota per un like a un commento che si augurava “un forno” per i meno abbienti e per essersi lamentata di essere “l’unica italiana in un vagone di stranieri senza biglietto”. In premio le fu affidata la presidenza della commissione Diritti Umani, apripista all’ingresso nel Governo dei Migliori. A proposito di nomine azzeccate.
    Lorenzo Giarelli.

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