Se vivessi a Roma, voterei per Virginia Raggi

(Francesco Erspamer) – Prima che la gazzarra mediatica trasformi le comunali di Roma in una palestra di gossip e menzogne (esercizio, del resto, gradito a buona parte dei romani e degli italiani, che lo praticano quotidianamente su qualsiasi argomento pur di esentarsi dalla fatica della logica, della competenza e della responsabilità), anticipo la mia opinione. Se vivessi a Roma, sulla base della mia esperienza diretta nelle settimane che ci ho passato negli ultimi anni, voterei per Virginia Raggi. Confortato dai pareri discordi di amici e conoscenti; nel senso che quelli che la detestano lo fanno pregiudizialmente (hanno cominciato a parlarne male tre giorni dopo l’inizio del suo mandato) o per motivi per me sbagliati (il sogno di una Roma da bere).

Non voterei però per un diverso candidato del M5S: senza Di Battista, il partito di Conte sta scivolando, forse suo malgrado, verso posizioni liberali e moderate (Di Maio lo ha dichiarato con chiarezza), e io detesto entrambi i concetti — in quanto la libertà e la misuratezza non li considero dei valori in sé bensì due desiderabili effetti, rispettivamente, di un governo che miri al bene comune e di una politica davvero pluralista (un tempo garantita dal proporzionalismo elettorale e amministrativo). La goccia che, per quel che mi riguarda, ha fatto traboccare il vaso, è stata la retorica del ministro degli esteri pentastellato a favore dei profughi afgani, che Washington vuole spargere per l’Europa in quanto più filoamericani degli americani, un po’ come i profughi cubani in Florida, zoccolo duro di qualsiasi privatizzazione e liberalizzazione e dell’odio per l’idea stessa di socialismo (e di società, a favore dello sdoganamento del più becero individualismo).

Raggi invece la voterei perché è l’unico sindaco romano che nell’ultimo terzo di secolo abbia provato a opporsi ai potentati occulti e non occulti che stanno rovinando la città più bella del mondo; e perché ha avuto il coraggio di resistere a uno dei veri padroni del paese e della sua capitale, l’immarcescibile Malagò (ultimamente gradito anche al “Fatto quotidiano”), bloccando la grande abbuffata delle Olimpiadi da lui patrocinata. (Tranquilli, il prossimo sindaco le farà, per la gioia di un popolo drogato di spettacolo e disinteressato a un futuro più lontano delle prossime vacanze, per non dire del passato).

Peccato che Raggi abbia fatto tanti errori, alcuni difficilmente evitabili (l’hanno sabotata in ogni modo) ma altri dovuti, più che a inesperienza, alla tragica mancanza di un’ideologia di riferimento, peraltro il difetto che ha portato il M5S alla crisi. Perso per perso, per finanziare il risanamento della città malgrado l’ostracismo della regione e del governo, io avrei introdotto tasse locali sulle grandi catene e i megacentri commerciali, sulla distribuzione di pacchi Amazon, su Uber e affini. Tanto per far capire che la globalizzazione, l’arricchimento smodato di pochi miliardari e la svendita dell’economia italiana agli stranieri non sono un destino manifesto ma una scelta, sostenuta da poteri fortissimi, del tutto privi di scrupoli e abituati a vincere, e tuttavia pur sempre una scelta che deve essere condivisa dalla gente, ossia da chi ne pagherà le conseguenze. La forza bruta non ha bisogno di approvazione e chi la subisce è una vittima, a volte innocente; l’egemonia invece si fonda sul consenso e chi la accetta ne è complice e corresponsabile, poco importa se ingannato o manipolato: abbiamo strumenti di controllo, abbiamo tempo; l’ignoranza, la fretta e la superficialità non sono più giustificazioni.

7 replies

  1. Anch’io se abitassi a Roma voterei Virginia perchè sottoscrivo in pieno le parole dell’articolista.Mi dispiace dire che con gente come Di Maio, e ,spero che si raddrizzi della piega che mi pare abbia intrapreso,l’attuale Conte che pare non abbia capito ad esempio il portato disastroso della riforma Cartabia (lo si vedrà fra qualche anno !) ed altre cose consimili, il movimento non farà molta strada, soprattutto se non recupera Dibba !

    Piace a 1 persona

  2. Il Sindaco VIrginia Raggi, speranza di tutte le Persone per bene di tutta ITALIA. Solo con Persone cosi’.la speranza di cambiamento ,non solo della Citta’, Paese ma dell’intero Mondo, si fa concreta. Alzando la testa e avere fiducia di chi ti governa ,e’ la vera RIVOLUZIONE CULTURARE necessaria. Coi soliti politicanti, penso che la vita sara’ sempre meno “felicemente” vivibile.

    Piace a 1 persona

  3. Tutti parlano degli errori della Raggi, ma ce ne fosse uno che li elenca! Ah sì, qualcuno cita ancora “spelacchio”.

    "Mi piace"

  4. Caro Erspamer, io, se vivessi a Roma, NON voterei per la Raggi. Eppure l’avrei fatto senza la minima esitazione fino a quel fatidico giorno di maggio — quando (“ahimè”, disse Di Battista, che di queste cose se n’intende, ma senza nominarla) in cui la Raggi si inginocchiò assieme a un capannello di cosiddetti politici, rappresentanti di spicco dell’intero spettro dei partiti di regime, per dichiarare il suo eterno amore a Israele (e magari alla comunità sionista di Roma).

    Non votare per la Raggi, lo devo ai milioni di palestinesi assassinati, massacrati, feriti, espulsi, rubati, maltrattati, umiliati senza tregua da più di 70 anni.

    "Mi piace"

  5. Se .. se …. Si potesse emigrare stante la certezza che a stare in Italia si rischia la lapidazione o dai confratelli di un colore o da quelli di un altro partirei domani mattina.. per non tornare..
    Il mondo è bello perché vario?? O è bello perché avariato… ?? L’uno non esclude l’altro. .. addio.

    "Mi piace"