E’ ora, si rientra a scuola…

(Dott. Paolo Caruso) – In una Italia ancora in grosse difficoltà per l’emergenza covid, per le gravi ripercussioni socio economiche, e per una politica incerta, non potevano non mancare i soliti problemi inerenti la riapertura delle scuole in presenza, la sicurezza, e tutto quello che le ruota intorno come la mobilità. La circolazione del virus nonostante una buona percentuale di vaccinati è ancora intensa, le vaccinazioni del resto in queste ultime settimane hanno subito uno stallo, ma continuare a tergiversare sulla ripresa delle lezioni risulta oltremodo dannoso e non più procrastinabile. L’istituto superiore di sanità ribadisce ancora una volta quanto necessaria ed indispensabile per ridurre il rischio contagio sia il sottoporsi a vaccinazione per il personale docente e non, e anche per gli studenti, rispettando comunque in maniera rigorosa le regole, distanziamento e mascherine. Anche il problema del trasporto pubblico locale dovrebbe già in gran parte essere stato risolto per tale data dalle regioni visto l’ulteriore stanziamento da parte dello stato che va ad aggiungersi a quello dei mesi scorsi. Del resto la scuola, intesa come luogo dispensatore di cultura e di socializzazione, e anche potente ascensore sociale, deve riprendere con i suoi attori protagonisti la scena, infatti ogni ulteriore ritardo e rinvio non è più consentito. La chiusura prolungata della scuola, causa pandemia, come nel precedente anno scolastico, sostituita a lungo dalla didattica a distanza (DAD) ha favorito la dispersione scolastica, la devianza di tanti giovani che è sfociata spesso nella violenza urbana e che in parte nelle anonime periferie delle nostre città ha prestato il fianco alle organizzazioni malavitose. In questo rientro a scuola comunque pesano tante ombre e regole ancora non del tutto chiare, lasciando spesso all’improvvisazione o nella migliore delle ipotesi alle scelte oculate dei dirigenti scolastici la loro attuazione. Il green pass insieme all’uso delle mascherine e al rispetto delle distanze rappresenta uno strumento fondamentale per la ripresa delle lezioni in sicurezza a tutela di tutto il personale scolastico e degli stessi studenti, che potranno così far tornare a rivivere la scuola. La riapertura della scuola tra due settimane rappresenta un momento di estrema importanza per la società italiana, una luce di speranza per i nostri giovani dopo il buio dei lunghi mesi di pandemia. Basteranno poche regole soprattutto chiare per essere pronti al primo suono della campanella e per dare serenità e sicurezza al nuovo anno che sta per iniziare. E’ inutile perdersi nei meandri della burocrazia, destreggiarsi in equilibrismi più o meno interessati, che proprio in questo particolare momento non servono a nessuno, ma che risultano soltanto deleteri e di ostacolo al buon esito del progetto riapertura. Il decentramento decisionale e l’autonomia delle regioni date dall’articolo 5 devono dare nuovi stimoli e nuove pulsioni a quelle direttive che vengono dall’organo centrale, tralasciando la conflittualità che fu deleteria nel precedente governo. L’augurio sincero è che la DAD sia solo un triste ricordo del passato e che grazie alla sensibilità e alla saggezza di tutti non abbia più ragione di ripetersi.