Con le corna calate

(Pietrangelo Buttafuoco) – E poi dice che uno si butta speculare. L’obbligo di studiare il pensiero e la dottrina di Xi Jinping in Cina trova l’esatta coincidenza in Occidente – e figurarsi, in Italia – col divieto assoluto di studiare ciò che è proibito in tema di storia, arte, teologia, dottrina politica e financo scienza. Per non dire delle opinioni in tema di storia, arte, dottrina politica e persino scienza. E siccome è davvero proibito, ahinoi, qui si tace. E ce ne restiamo con le corna calate. Specularmente.

23 replies

  1. Stai parlando di quello che propinano i “giornali” della tua destra?
    Caxxate attentamente selezionate e lontane dalle verità storiche?
    Bravo, un po’di autocritica ogni tanto, ci vuole…

    Piace a 1 persona

  2. È verissimo, anche in campo scientifico vengono dati finanziamenti e concesse promozioni a ricerche e personaggi che appoggiano e/o giustificano l’ideologia globalista.

    Piace a 1 persona

    • E’ venerdi’ mattina, presto l’oasi del consumo accendera’ le luci nella nostra vita a 50 ore.

      Posso, gentilmente, sapere che e’ la ideologia globalista?

      Piace a 1 persona

  3. Butta(spara)fuoco o meglio cazzate.Vatti a vedere la storia della strage di Peteano poi parla della tua destra che al sud ricicla i peggiori personaggi in odore di collusione col malaffare poi parla dei nipoti di Mubarak poi parla del Berlusca alla cui destra sedeva Il tuo correligionari Dell’Utri condannato per mafia e alla sua sinistra Previti che corrompeva i giudici.zpoi magari stai zitto e vai a letto perché non sei un intellettuale libero .Ti informo che il muro di Berlino è caduto nel 1989

    Piace a 1 persona

  4. Il discorso sarebbe lungo e mi devo riferire a libri e non a link ( faccio sempre fatica a trovare in Rete quello che so da altre fonti).
    Solo per un esempio: Nicholas Wade, nel suo libro di qualche anno fa “Una scomoda eredità” ( edizioni Codice – allegato a Le Scienze) scrive nella prefazione che gran parte della sinistra accademica si oppone allo studio delle basi biologiche delle razze limitandosi ad affermare, per principio, che la razza sia un costrutto sociale e non una realtà biologica. Qualsiasi spiegazione riguardante le possibili basi biologiche della razza viene pertanto fortemente osteggiata per scelte politiche, non scientifiche. Moltissimi evitano di affrontare il tema, per non rischiare una accusa di razzismo che potrebbe mettere fine alla loro carriera o alla possibilità di ottenere finanziamenti per le loro ricerche.
    Il libro è uno studio che celebra la diversità genetica come punto di forza del genere umano.
    Altro tabù della “sinistra”globalista sconfessato scientificamente da decenni ma ancora in auge è quello della Tabula Rasa: l’ambiente socio culturale in cui il bambino viene a trovarsi ha una importanza preponderante nel suo sviluppo, infinitamente superiore alla sua identità genetica che può venire facilmente corretta – direi annichilita- con una educazione adeguata.
    Insomma, tutto ciò che costituisce il nostro retaggio genetico – di individuo e di popolo – viene visto come un tabù. E si sa che i tabù non si possono discutere, lo vediamo benissimo di questi tempi.
    Gli esempi sarebbero molti. Non mi dilungo oltre. Purtroppo da noi il tabù è particolarmente granitico, è difficile quindi trovare voci fuori dal coro che in altri Paesi esistono, seppure sempre più costrette al silenzio ( a non trovare un editore).
    Come sempre c’è una via di mezzo, che Wade ben illustra nel suo bel libro, ma le fedi non ammettono vie di mezzo: o credi o sei eretico, fascista, nazista, razzista, novax… a seconda degli argomenti.

    "Mi piace"

    • Bene Carolina, ma scommetterei una bottiglia di Valdobbiadene della gradassa, che non sarebbe disposta ad estendere quanto giustamente detto nel suo commento anche al Trasformismo di Darwin, in particolare, e a tutte le teorie evoluzionistiche in generale: sbaglio?

      "Mi piace"

      • Non capisco cosa ci entri.
        Volevo solo dire che nei fatti sono “scoraggiate” eufemismo, ricerche e ricercatori che non rientrano nei ranghi.
        Con grave danno per la scienza ed il discorso pubblico, ovviamente.
        Poi ognuno fa crede e pensa quello che vuole. Ma il pluralismo sarebbe necessario. Soprattutto per confrontarci con idee ritenute eretiche e che non ci piacciono.
        Altrimenti non si cresce.

        "Mi piace"

      • Chi é veramente competente nella definizione di “retaggio genetico”? Io potrei, ma se possibile vorrei sapere se tra gli astanti vi siano persone professionalmente competenti (e.g. non dei dentisti). Tra le altre cose avviso fortemente contro l’uso della parola “identitá” prima che alcuni assunti siano stati copiosamente discussi (ancora: se possibile competentemente).

        Poi, come sempre, chi non sa parla, getta il sasso, e poi ritira la mano.

        Ad ogni modo, quella era la definizione di “ideologia gloabilsta”? Che la “sinistra” non vede di buon occhio l’idea di “razze umane” contrapposta a quella di Razza Umana (di Merda)? Sembra a me una strana distinzione, mi ricorda Bossi che parlava di “popoli”

        "Mi piace"

  5. Per chi si ostinasse a VOLER PENSARE che non è stato dimostrato scientificamente che la razza umana sia una sola, ma crede che ne venga impedito lo studio per motivi di opportunità.

    “Lo sviluppo della genetica ha fatto sì che si cominciasse a guardare alla composizione genetica di un organismo (il genotipo) come elemento distintivo. A livello genotipico tutte queste differenze non ci sono. La genetica, infatti, ha più volte dimostrato che non esistono razze biologicamente separate e distinte in cui è possibile suddividere la specie umana. La variabilità genetica si distribuisce secondo un gradiente geografico, spiegabile con le numerose migrazioni e il mescolamento di popolazioni nel corso della storia. La “purezza razziale”, che alcune fazioni politiche vorrebbero riportare in auge anche oggi, non ha alcun senso.

    Secondo Luigi Luca Cavalli Sforza, pioniere della genetica di popolazioni, “Vi è quasi sempre una sorta di continuità geografica della variazione fra i gruppi umani. Se andiamo da un’estremità all’altra del mondo in qualunque direzione, si passa piuttosto gradualmente da un tipo ereditario a un altro assai diverso. Le discontinuità sono rare e sottili, rendendo problematica la classificazione in razze. Quasi nessun altro mammifero mostra una variazione tra ‘razze’ tanto piccola quanto quella osservata nell’uomo”.

    Luigi Luca Cavalli Sforza
    Nel 1950, l’Unesco ha pubblicato una dichiarazione che attestava che tutti gli esseri umani appartengono alla stessa specie e che la razza non è un concetto biologico ma un mito. La dichiarazione era un sunto di tutti gli studi svolti fino a quel momento da antropologi, genetisti, sociologi e psicologi. Eppure, nonostante siano passati quasi settant’anni, c’è ancora bisogno di spiegarlo. Negli Stati Uniti, l’American society of Human Genetics, composta da 8mila genetisti, nel 2018 ha dovuto rilasciare una dichiarazione che, di nuovo, afferma che dal punto di vista scientifico parlare di razze umane e di supremazia di una razza su un’altra non solo non ha alcun senso, ma dimostra anche una SCARSISSIMA CONOSCENZA della GENETICA UMANA . Ovviamente non è bastato, dal momento che alcuni studi scientifici vengono ancora strumentalizzati dalla politica per portare avanti idee e convinzioni del tutto sbagliate.

    John Novembre, biologo evoluzionista dell’Università di Chicago, ha portato come esempio al New York Times il caso dell’intolleranza al lattosio. Nel 2016, infatti, sono stati diffusi online video e immagini di esponenti di partiti di estrema destra che si facevano fotografare durante comizi e apparizioni pubbliche mentre bevevano latte. Questo perché uno studio del 2008 affermava che la possibilità di digerire il lattosio in età adulta era legata a una mutazione genetica presente solo in alcune parti del mondo, tra cui l’Europa. Questa variante genetica si è sviluppata in quelle popolazioni che, circa 5mila anni fa, allevavano vacche. Si trattava soprattutto di popolazioni del Nord Europa, ma i suprematisti bianchi hanno omesso di specificare che la stessa mutazione è presente anche in Africa e in Medio Oriente. Non è quindi possibile affermare che la possibilità di digerire il lattosio sia una prerogativa esclusiva degli europei o, comunque, di persone dalla pelle bianca.

    John Novembre
    Dopo la conclusione, nel 2003, dell’Hgp (Humane genome project), nel corso del quale è stato sequenziato l’intero genoma della nostra specie, gli scienziati si sono concentrati anche sulla storia evolutiva dell’uomo: l’uomo moderno ha un’origine sub-sahariana, e attraverso numerose migrazioni si è spostato dall’Africa colonizzando via via tutto il mondo. E proprio dall’Hgp arriva un esperimento che, una volta per tutte, dovrebbe far smettere di utilizzare a sproposito il termine “razza”. Tra i primi genomi completamente sequenziati c’erano quelli di James Watson e Craig Venter, genetisti americani di origine europea, e quello di Seong-Jin Kim, genetista coreano. Sia Watson che Venter condividevano più alleli (un allele è ciò che può variare in un singolo gene: per esempio, tutti gli umani hanno un singolo gene che determina l’aspetto dei capelli e i differenti alleli rappresentano le differenze di colore e consistenza) con Seong-Jin Kim, (1,824,482 e 1,736,340, rispettivamente) che tra di loro (1,715,851).

    Altri studi sono arrivati allo stesso risultato: una review pubblicata su Nature nel 2004 afferma che le variazioni genetiche presenti all’interno della stessa popolazione sono più ampie di quelle riscontrate tra popolazioni di regioni geografiche diverse. Le caratteristiche genetiche che associamo a certe popolazioni non sono esclusive, non corrispondono a un unico gruppo, ma formano un gradiente. Per esempio, la mutazione che causa l’anemia falciforme, una malattia genetica del sangue che modifica la forma dei globuli rossi, è presente nelle zone del mondo in cui la malaria è comune. Il gene mutato, infatti, conferisce anche resistenza alla malaria.

    Un altro studio svolto da ricercatori della Stanford University ha esaminato la diversità umane osservando la distribuzione di 4mila alleli nelle sette maggiori regioni geografiche. Oltre il 92% degli alleli esaminati sono stati trovati in due o più regioni, e quasi la metà erano presenti in tutte e sette. Se esistessero razze diverse, o gruppi etnici totalmente separati, ci si aspetterebbe di trovare alleli caratteristici di un singolo gruppo e non presenti negli altri. Invece, solo il 7,4% dei 4mila alleli studiati erano specifici per una singola regione geografica. Non solo: non erano nemmeno così comuni, essendo presenti circa nell’1% delle persone appartenenti a quella regione. Come specie condividiamo tutti, indipendentemente dalla zona del mondo in cui siamo nati e viviamo, il 99,9% del Dna, e le poche differenze che esistono sono imputabili a fattori ambientali, non alla nostra biologia.

    Nonostante questo sia ormai noto, e nonostante ci sia stata anche la proposta di abolire la parola “razza” dalla Costituzione italiana, ancora oggi la politica cerca di etichettare come nemico comune chi ha un colore della pelle diverso, giocando sul fatto che ancora, per molte persone, il pregiudizio e i luoghi comuni valgono di più di una REALTÀ DIMOSTRATA SCIENTIFICAMENTE .”

    "Mi piace"

    • Tutto un pippone per non capire la differenza tra RAZZA e RAZZISMO. E gli illuminati de sinistra che fanno per combattere il secondo? Ma eliminano SCIENTIFICAMENTE le RAZZE, ovvio! Non hanno forse fatto la stessa cosa per combattere il MASCHILISMO? Prima si sono inventati il FEMMINISMO, poi, siccome la cosa è sfuggita di mano, per eliminare il MASCHIO (e per il contrappasso anche la FEMMINA), si sono SCIENTIFICAMENTE inventati il GENDER! ahahah… Ma si può essere più MURGIE di così? ahahah…

      "Mi piace"

      • Sai che cosa distingue gli ignoranti come te ed ALTRI?
        La convinzione che con l’unico libro che hai letto o con l’unica visione che hai, puoi interpretare materie di cui non sai un emerito.
        Qui sì tratta di scienza, GENETICA, per la precisione, non di filosofia dei miei stivali.
        Spostati.

        "Mi piace"

      • E allora CAGA murgetta, CAGA, ma io cognomi non li storpio! D’altronde, tu sei anche quella che CILIEGE non si può, e allora all’uopo diamo una rispolveratina treccaniana:

        “ciliègia (tosc. ciriègia) s. f. [lat. *ceresia per *cerasia; v. ciliegio] (pl. -gie o -ge).”…. ahahah… Murgina, murgIetta…

        Sai che cosa distingue i saputelli come te ed ALTRI? La convinzione che con le migliaia di libri specialistici che hai letto sulla genesi dell’unghia incarnita del mignolo o su quanti peli possono stare in un centimetro quadrato di cul0, tu possa interpretare materie di cui non sai un emerito.

        Qui si tratta, in ultima istanza, di METAFISICA, per la precisione, non di filosofia, né ancor meno di genetica dei miei stivali, la sola dalla quale poter trarre senza tema di errore anche il contenuto di scienze che solo per tale via possono possedere una legittimazione e un’etica. Invece voi scienziatini nazivaccifascisti, dalla conta dei peli del buco del cul0 pretendereste di risalire ai principi metafisici e dettare le regole all’Universo, mentre, ciò che ottenete è di rimanere nient’altro che intossicati dalle flatulenze che escono dal vostro putrido campo d’indagine! L’universo è ben più grande e complesso dell’ano che continuate a rimirarvi come fosse il terzo occhio!

        Levati tu dai co6lioni!

        "Mi piace"

    • X Anail:

      tutte cose che sapevo e che sono piuttosto risapute.

      ma non sono miniamente d’accordo.

      Infatti ci si dimentica che NON TUTTI gli alleli hanno la stessa importanza.

      Facciamo un esempio pratico.

      Chi può osservare popolazioni isolate da millenni, come gli aborigeni australiani o i boscimani, sa benissimo che essi appartengono ad una tipologia umana senza alcun riscontro moderno in altro luogo, anche con pari clima. Perché nel Sahara non ci sono le stesse tipologie umane del Kalahari e del deserto australiano?

      Non è corretto parlare di differenze tra persone bianche indi europee, con un coreano. Se si vede le differenze fisiche non c’é dubbio che un orientale è differente da un europeo o un africano. Non è un segreto, ma è visto male perché non c’é volontà di alimentare alcun concetto di ‘razza’, e io vorrei sapere quanta differenza c’é nelle ‘razze’ animali e vegetali in termini puramente ‘genetici’. Un gatto persiano è diverso da un siamese, un alano da un bulldog. Ma quanto DNA condividono? Sicuramente la quasi totalità.

      Persino con gli scimpanzé gli uomini sono uguali al 98% e non è difficile notare che il Leone e la Tigre sono così simili che le ossa sono difficili da distinguere l’una dall’altra.

      Eppure sono animali classificati come SPECIE, non ‘razza’, non ‘sottospecie’ ma addirittura ‘specie’, un gradino sotto solo al ‘genere’.

      Né è difficile notare come anche tra le ‘razze’ tradizionali ci siano molte differenze e di grande peso. Basti vedere gli sport: un keniota corre molto meglio la maratona di un nigeriano. E pure di un marocchino. Uno sprinter ‘nero’ di origine invariabilmente senegalese o nigeriana corre molto meglio i 100 metri di un keniota.

      Le differenze genetiche saranno pure piccolissime, ma fanno un’enorme differenza. Massa muscolare e colore della pelle non sono sufficienti per classificare le ‘razze’ quando con le sottospecie animali sono motivo di classificazione differenziata.

      E non mi si venga a dire che le razze umane sono ‘sfumate’ a seconda dei confini regionali. Gli animiali a loro volta possono cambiare moltissimo ,basti vedere l’evoluzione del lupo diventato innumerevoli razze canine, oppure l’acclarata capacità di generare figli tra leoni e tigri e persino tra tigri e giaguari.

      Purtroppo, la volontà di fare del politicamente corretto dopo gli orrori di 1 secolo di razzismo ha portato la specie umana a disprezzzare la sua stessa variabilità genetica, descritta come ridotta, quando in realtà è estremamenet variegata e di difficile classifciazione, come ben sanno i ricercatori di genetica forense.

      "Mi piace"

      • TOMBOLA!

        “Né è difficile notare come anche tra le ‘razze’ tradizionali ci siano molte differenze e di grande peso. Basti vedere gli sport: un keniota corre molto meglio la maratona di un nigeriano. E pure di un marocchino. Uno sprinter ‘nero’ di origine invariabilmente senegalese o nigeriana corre molto meglio i 100 metri di un keniota.”

        "Mi piace"

      • Esempio pratico: la maggior parte delle “razze” canine sono state *selezionate* negli ultimi 400 anni o giú di lí, e nei loro cromosomi tutto parte da una “zona”, una sola, nella quale figurativamente sposti un mattoncino ed invece del danese arlecchino ti trovi un bassotto per la caccia ai tassi.

        Ma questo vale per i cani, o hai esempi consimili? Secondo, la definizione di “razza”canina é stata pensata da gente che vendeva schiavi, essenzialmente, da quel tipo di umanitá. Chi ha scelto i nomi per le cose?

        "Mi piace"

    • Basta sostituire la parola”razza” che ricorda tristi trascorsi, con la parola “differenza genetica”. Negli US la parola razza è ancora usata liberamente, in campo medico ad esempio, perché ben si conoscono le differenze fisiche di individui provenienti da luoghi diversi del pianeta.
      Le differenze “esterne” le vediamo benissimo e vediamo assai bene come esse si siano evolute in maniera funzionale al territorio in cui una data popolazione ha vissuto per la maggior parte del tempo. Il colore della pelle, l’altezza, la struttura ossea, la tendenza a sviluppare certe malattie e non altre…
      Il problema è duplice: purtroppo un retaggio storico maledetto ci ha portato a sviluppare per opportunità politiche ed ideologiche una “classifica”delle razze. Dalle “migliori”alle “peggiori,”. In realtà ognuna di esse è la “migliore” per il territorio in cui si è sviluppata e modificata.
      Ora accade il contrario: occorre , per convenienze politiche ed ideologiche, ridurre ogni diversità- sempre foriera di progresso, l’uomo è cresciuto attraverso l’incontro/scontro tra diversità- ad un indistinto prototipo “occidentalizzato”. Ogni diversità deve scomparire, o ridursi a mero folclore, perché il lavoratore/consumatore deve essere “unico”. Fisicamente, intellettualmente e soprattutto culturalmente. La diversità fa paura, è scomoda, intralcia la rapacita occidentale. Lo vediamo bene dall'”esportazione della democrazia” e vediamo bene quanto successo quest’ultima abbia.
      Comunque è ovvio che tale propaganda debba essere univoca e ben pubblicizzata, è il prerequisito del cittadino ” modello unico ” che tanto serve alla globalizzazione. Un secolo fa l’ideologia della “razza”serviva a giustificare scientificamente ( ricordiamolo, c’erano anche allora “ricerche” di fior di scienziati che venivano citate in continuazione e nessuno avrebbe osato opporsi) una politica di conquista dell’Europa, ora l’ideologia della “non razza” serve esattamente al medesimo scopo. Solo che il desiderio di conquista si è immensamente ampliato fino al mondo intero e le differenze ora sono pericolose per la pace sociale.
      Tutto sta nel valore che diamo alla parola “differenza”: siamo abituati ad un valore negativo, alla non conformità ad un “modello” che riteniamo di riferimento. Eppure è proprio dal confronto tra diversità che le culture si sono formate e sono cresciute, difficilmente un modello unico è stato foriero di progresso.
      Lo vediamo bene anche nella vita di tutti i giorni, chi non si conforma al modello ideologico, politico, estetico,,, che ciascuno di noi accetta viene immediatamente emarginato, insultato, etichettato. È palese anche in questo blog: qualsivoglia argomento esprima un blogger, difficilmente si entra nel merito, ma subito si ricorda, per non dire si insulta, la sua appartenenza politica.
      Insomma, da una parte o dall’altra altra un vale più l’adagio “se un fascista( o un comunista) dice che piove e fuori piove, ha ragione”.
      Purtroppo ci hanno addestrato a pensare che il fascista o il comunista hanno torto a prescindere: usciremo senza ombrello e se ci bagneremo sarà solo “percezione”.
      Così ci hanno ridotti. Ogni confronto, ora come allora, deve essere rigettato.
      Il discorso sarebbe lungo e non adatto ad un blog.

      "Mi piace"

      • Io ho una macchiolina castana nell’occhio sinistro. Posso chiedere un regime pensionistico speciale per quelli della mia razza?

        "Mi piace"

  6. Lo stesso regime pensionistico che potrà chiedere una Svedese lasciato perdecenni a cuocere sotto il sole della savana africana.
    Dopo morto, ovviamente.

    "Mi piace"