Ferie renziane. In viaggio a Formentera, il nuovo Giglio magico combatte la povertà (a modo suo)

Il crepuscolo è particolarmente intenso per una banda di amici che ha preso il nome di Italia Viva: estate dopo estate la durata della legislatura si accorcia, l’orizzonte politico si restringe, la prospettiva personale […]

(pressreader.com) – di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano – L’ estate sta finendo, come da citazione dei Righeira. Gli sgoccioli di agosto portano con sé un senso di struggente malinconia. Il crepuscolo è particolarmente intenso per una banda di amici che ha preso il nome di Italia Viva: estate dopo estate la durata della legislatura si accorcia, l’orizzonte politico si restringe, la prospettiva personale e collettiva si fa asfittica. Del doman non c’è davvero certezza, in questo caso. Ma come sempre, chi vuol esser lieto, sia: Italia Viva è più di un partito, è una confraternita. I suoi affiliati sono pochi ma hanno i pensieri lunghi e la mente fina.

Sono quelli che odiano il reddito di cittadinanza. Che lo ritengono una misura “diseducativa”, una distorsione delle savie dinamiche del mercato, un sussidio che impedisce agli imprenditori di trovare forza lavoro a condizioni cripto schiavistiche: i pelandroni, incredibile, preferiscono starsene a casa a farsi pagare dallo Stato. Il reddito è “una vita in vacanza”, per citare un’altra canzone cara alla compagnia. I giovani invece devono essere forgiati negli stenti, “devono imparare a soffrire”. Parola di Matteo Renzi.

In effetti loro – quelli di Italia Viva – soffrono. Soffrono tanto e in genere soffrono insieme. Come quella volta che si fecero un selfie di gruppo in vacanza su un motoscafo. Era la prima estate in pandemia.

Quest’agosto niente natanti, ma c’è un senso di rinascita, si torna a viaggiare all’estero. Si va a Formentera. Luciano Nobili, Francesco Bonifazi, Federico Lovadina (il pistoiese piazzato da Renzi alla presidenza di Sia, la società di Cassa depositi e prestiti) e il coordinatore romano Marco Cappa: tutti insieme per un grande viaggio spirituale.

Ci sarebbe piaciuto poter ignorare la circostanza, ma come si fa? Sarà pure bassa sociologia, antropologia d’accatto, ma è soprattutto una questione estetica. Il diario di viaggio è su Instagram e le foto sono di una bellezza sconcertante. A metà tra Muccino e Vanzina: un po’ tardo adolescenti romantici, un po’ vitelloni italiani alla conquista delle Baleari.
Come si può ignorare il selfie abbacinante di Lucianone Nobili dopo la passeggiata al faro? Occhiali da sole, sorriso sfrontato e maglietta “Politics is like sex”. Erotismo e potere, fascino e mistero. Una foto da ammirare a specchio con quella di un Bonifazi languido, in camicia di lino e lenti scure, sullo sfondo si intravedono morbide dune e il mare celeste.

In quei giorni c’era la crisi afghana, certo. C’era Renzi che simulava un ritorno lampo in Senato, per presidiare le istituzioni in una fase tanto delicata sul piano internazionale, d’accordo. Ma non rompeteci le scatole.

I renziani in vacanza sono una “Band of brothers” (hashtag #Summer2021), come scrive Nobili. Una didascalia piena d’amore sotto una grande foto di gruppo. Si respira fratellanza, malgrado il commento goliardico di Marco Agnoletti (ex portavoce di Renzi): “Il Lovadina sembra sotto l’effetto di droghe pesanti: ma forse è solo la vicinanza del Nobili a fare questo effetto”.

Si va a cena tutti insieme al ristorante “A mi manera” e si aggiunge anche Andrea Ruggieri di Forza Italia. Confessiamo una certa invidia – qui è quasi ora di cena – per le bistecche da 70 euro (ma solo per i palati esigenti che scelgono la carne di Wagyu, volendo c’è un più abbordabile menù fisso da 90 euro a persona, bevande escluse).

I nostri ci regalano selfie, abbracci, foto in spiaggia, momenti di relax casalingo mentre studiano le prossime scorribande, ma il momento catartico della vacanza è senza dubbio il video insieme all’attore spagnolo che interpreta “Arturito”, il personaggio un po’ infamello della Casa di carta. Arturito, apparentemente a poche bracciate dal collasso etilico, inizia a intonare “Bella Ciao”. “O partigianooo, portami viaaa”. Subito dietro di lui si fanno spazio nell’inquadratura due figure imponenti, sono Cappa e Nobili: “O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciaooo”. È una scena che si può descrivere in un solo modo: raggelante. Ma non preoccupatevi, non c’è niente di politico, è solo Netflix.

Sappiamo bene di essere dei moralisti: non c’è niente di male a divertirsi in vacanza. Però viene in mente una frase del socialdemocratico svedese Olof Palme (non a caso molto amata da Walter Veltroni): “Il nostro dovere è combattere la povertà, non la ricchezza”. Quelli di Formentera combattono i poveri e la ricchezza la esibiscono.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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10 replies

  1. Mps: il revisore dei conti vola sul cielo di Siena ma finisce come icaro.magia. mps: migliaia di risparmiatori sul lastrico: magia. se queste son le magie del giglio intonso, finito uccell dei boschi, il nido di formentera è giusto quello del cu-cù. chiamale se vuoi, notti magiche, di un’estate itali-ana…

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  2. “Il diario di viaggio è su Instagram e le foto sono di una bellezza sconcertante. A metà tra Muccino e Vanzina: un po’ tardo adolescenti romantici, un po’ vitelloni italiani alla conquista delle Baleari.”

    Manca Gerry Calà.
    Che squallore.

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  3. @Estratto dalla fine del mondo

    Il brutto anatroccolo non sa che non diventerà mai un cigno perché la storia si è fermata dove il cumulo della ricchezza si è immedesimato con il vecchio sistema di chi aveva e di coloro che non avevano e mai avranno e che ha posto barriere altissime e un prezzo altrettanto alto alle voci contro vento .
    Se bisogna essere marionette e soldatini di stagno lo dovrebbero urlare affinché tutti si possano udire le vere intenzioni della cricca.
    Soldi e potere mediatico sono i green pass eterni e la catena si irrobustirà a spese di un pensiero secolare che cerca ancora qualche breccia in the Wall per far soffiare aria in quelle aree che moriranno altrimenti. Ma il sistema è sforzato e ha perduto la grazia della solidarietà e questi sinistri, inalberati nelle loro acustiche divine, aborrono i lamenti delle fiere che provengono dal sottobosco, le aborrono a tal punto da decimarli per non udirle più e vai con balzelli, muri e contro muri, chi è fuori dal loro tempo non avrà forza , non avrà ossigeno, anzi diverrà l’alieno invisibile da sconfiggere pro-tempore , come il virus, guerra all’essere umano troppo umano, perché in questo mondo non c’è e non ci sarà più spazio.

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  4. PIERO Sansonetti, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Il direttore del R i fo r m i s ta si è molto risentito per l’ar ticolo di Marco Lillo che ha reso pubblici i numeri – oggettivamente impietosi – della sua avventura editoriale (foraggiata dall’imprenditore Alfredo
    Romeo, imputato nello scandalo Consip): in edicola Il Riformista ricava cifre irrisorie – una media di 585 euro al giorno – e in due an-
    ni di vita ha perso per strada 1,7 milioni di euro. Sansonetti dedica affettuosamente al Fa t to una pagina al giorno e un tweet ogni
    ventisette minuti circa. Ma sui social si è lagnato perché quelli antisportivi saremmo noi: “L’accusa atroce: ‘Vendete poco in edi-
    co l a ’. Voi avete mai visto un giornale che prende di mira un concorrente perché vende poco?”. Difficile capire quale sia l’atrocità cui si riferisce Sansonetti: che il suo giornale venda numeri irrisori è un dato di fatto. Ma il direttore del R i fo r m i s ta ha un moto d’orgoglio: “Noi oggi abbiamo circa 150 mila persone al giorno che ci leggon o”. Centocinquantamila sembra una cifra eccezionale, solo che
    Sansonetti non intende veri e propri lettori, ma visitatori sul web, in gergo tecnico “utenti unici”(co m e specifica lui stesso in
    un altro tweet). Per capirci: gli utenti unici del Corriere della Sera sono circa 4,5 milioni, quelli di Re p u b b l i ca 4 milioni, quelli del sito
    del Fa t to 3 milioni. Ce n to c i n q u a n t a m i l a , insomma, è un numero davvero magro. In linea con l’e d i co l a

    FQ

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  5. Calcio ai tempi del Covid, un miliardo in fumo. Gravina: “Governo, aiutaci” (gazzetta dello sport)

    dai, gruppo di insensati, via il rdc ed aiutate cr7.

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  6. Ah, la foto mi era sfuggita!
    Pirgooooooooo!
    Ma è il bambacione che diventa renziano, o è il renziano che diventa bambacione?

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