Vade retro champagnomani!

Il vostro è un vino per insicuri, complessati e provinciali. Su di voi aveva ragione Charb: “Puah!”

(CAMILLO LANGONE – ilfoglio.it) – Per colpa dello champagne ho rotto delle amicizie. Anche recentemente. Persone senza senso del limite, che insistevano troppo a glorificare lo chardonnay addizionato che sa di funghi (questo è lo champagne: quasi sempre chardonnay, dunque derivante da un ordinario vitigno internazionale, quasi sempre addizionato, quindi con aggiunte di misteriosi liquorini, sempre fungoso, ossia puzzolente di lieviti che sono nello specifico saccaromiceti, non proprio porcini ma pur sempre funghi). Persone che non si limitavano a berlo per i fatti propri (da liberale penso che uno a casa sua possa bere perfino sauvignon piscio-di-gatto) ma che ci tenevano a proporlo, a offrirlo, a imporlo fuori casa. A me.

Persone che a tavola, sghignazzando, ordinavano una bottiglia di champagne per loro e di lambrusco per il sottoscritto. Persone che te lo mettevano trionfanti sotto il naso: “Provalo! Poi mi dici!”. Avrei dovuto scaraventargli addosso Charb, il giornalista di Charlie Hebdo: “Se rifiuti di adempiere al rito, il maestro cerimoniere ti dirà che se non ti è mai piaciuto è solo perché non era del migliore. E così, convinto che questa volta avrai la fortuna di assaggiare un nettare delizioso, ficchi le labbra in quel maledetto bicchiere… Puah! E’ una schifezza immonda”.

Ma una residua cortesia mi spingeva a minimizzare. Fino a quando non ne ho potuto più e, disperato, ho troncato i rapporti. Senza perdere umanamente molto perché i bevitori di champagne sono materialisti orribili, entusiasti seguaci di Mammona: i soldi c’entrano sempre, o sono poveri che vogliono fingersi ricchi o sono ricchi che hanno bisogno di confermarsi tali. Bevanda per insicuri. Per ignari del vero lusso (spazio, tempo, silenzio) e del vero vino (terra, frutto, spirito). Per complessati e provinciali: i parigini disprezzano i bevitori di champagne quasi quanto li disprezzo io. Charb era parigino, parigine sono le autrici di “Come essere una parigina” che scrivono disgustate: “Lo champagne fa venire un alito che si può definire di fogna”. Di sicuro ti fa venire, o ti consolida, un cervello ottusamente dualista.

Lo champagnomane ha un sistema mentale binario, da tifoso di calcio. Da una parte la Francia (o meglio: quella che loro presumono essere la Francia), dall’altra l’Italia (o meglio: quel quasi nulla che loro conoscono dell’Italia vinicola). Per cui non capiscono quando nel lavandino butti pure il Franciacorta (lo champagne di Brescia). Rimangono allibiti, loro che ti pensavano patriottardo, quando dici che il vino migliore bevuto nelle ultime settimane è un rosa moravo rifermentato in bottiglia, un misto sulla carta preoccupante di blaufränkisch e riesling denominato Bum Bum Cha e prodotto in Repubblica ceca da tale Milan Nestarec. Del resto lo champagnomane non ha palato e non possiede parametri oltre al prezzo, non conosce la tecnica enologica, è scarso in storia e geografia, è nullo in teologia (non si può celebrare la messa con lo champagne, vino antispirituale per eccellenza), e dei produttori di una pozione da esportazione oltre alle bolle beve tutte le balle. E pretende che le beva anche tu. Vade retro.

17 replies

  1. Secondo me, chi scrive dovrebbe leggere, studiare e degustare.
    comunque è difficile trovare una persona per la quale l’aforisma di Peynaud calza perfettamente:
    “Se ci sono vini cattivi è proprio perché ci sono dei cattivi bevitori. Il gusto è conforme alla rozzezza dell’intelletto: ognuno beve il vino che merita.

    Emile Peynaud

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    • ma il “de gustibus non est ecc…” messo già in soffitta?

      e poi, a lei ed agli altri criticoni, che vi frega se io bevo, ad esempio, coca e birra (mescolati) invece che vino?
      è perché gestisce una enoteca?

      per correttezza, attualmente non bevo null’altro che acqua e qualche bicchiere di aranciata amara
      pecco, padre?

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    • Applausi, ma quale degustibus , se non apprezzi nessun metodo classico il problema non è degli enofighetti, ma di chi scrive , poi che ci sia chi dica buono senza sapere la differenza fra metodo classico e prosecco ok..
      Magari l’autore beve lambrusco e solo fatto in autoclave…vade retro rifermentato in bottiglia ahahah

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  2. Meglio il prosecco.
    Ma il top sarebbe che giornali senza lettori e tenuti in piedi da decine di milioni dei contribuenti sparissero dalla faccia della terra.
    Il riferimento al foglio è voluto.

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  3. Vade retro champagnomani! Compagnomani.L’ironia facile del foglio, pulisci culo.Per gli “uomini” che non devono chiedere mai.

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  4. Proprio ieri discutevo con mio suocero sul fatto che lo champagne fa schifo e il prosecco è molto meglio, per non parlare del citato lambrusco. Lui alla fine ha dovuto ammettere che lo champagne si regala per la nomea… Se un giorno mi regalano una bottiglia di champagne giuro che lo scambio con un altro vino.

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  5. Ma beviti sto lambrusco e non rompere le scatole. Possibile che chi ha gusti diversi debba per forza essere un cretino?

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  6. Un coglione di tal fatta poteva scrivere solo sul foglio… snobba lo chardonnay perché é un vitigno internazionale (oggi) ma il grande intenditore non sa che in realtá, cosí come pinot, merlot, cabernet,… é autoctono della Francia, nello specifico della Borgogna.
    Lo champagne sa di funghi?? Ma fatti un giro nello Champagne e fatti qualche degustazione di piccoli produttori. Trovi delle bottiglie a 20 eur che in Italia, con tutto il rispetto per le nostre ottime bolle, ci scordiamo.
    Credi a me, meglio una bella intervista a Renzi la prossima volta…

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  7. Che poi i vitigni più utilizzati per lo champagne sono il Pinot nero ed il Meunier, ( tutti a bacca nera) ma al bevitore di tavernello non importa, lui si informa presso i suoi colleghi del “foglio”, notoriamente grandi esperti su tutto. Una domanda: non bastava dire “a me lo champagne non piace” senza dare l’impressione di essere un idiota?

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  8. Avete mai bevuto il primitivo pugliese, puro e forte. Non più di un biccchiere , mi raccomando, andando oltre risolvi le equazioni di Navier-Stokes.

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  9. L’acool etilico o etanolo (CH3CH2OH) è una sostanza tossica e NON andrebbe ingerito.
    p.s… lo è anche la Coca Cola… utile comunque per “sturare i lavandini”…

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