Green pass, svista del governo: la Ue non prevede revoche

C’è una norma sul green pass che non quadra: è quella che riguarda i casi dei vaccinati che contraggono il Covid dopo l’immunizzazione. Il Dpcm del 17 giugno sull’applicazione del certificato verde italiano prevede…

(pressreader.com) – di Riccardo Antoniucci – Il Fatto Quotidiano – C’è una norma sul green pass che non quadra: è quella che riguarda i casi dei vaccinati che contraggono il Covid dopo l’immunizzazione. Il Dpcm del 17 giugno sull’applicazione del certificato verde italiano prevede nell’allegato b la possibilità di “revocare” i green pass “in caso di nuova positività accertata dopo avvenuta vaccinazione o guarigione”. In questi casi di reinfezione, si legge, l’azienda sanitaria locale dovrebbe comunicare “il codice univoco identificativo” del green pass della persona positiva per inserirlo in una lista di revoca. Ma nell’app VerificaC19 di questa opzione non c’è traccia, né esiste nessuna “black list”. A scoprirlo, passando al setaccio il codice di programmazione, sono stati Matteo Flora, imprenditore ed esperto di storytelling digitale, Stefano Zanero, professore di cybersicurezza al Politecnico di Milano, e l’avvocato Carlo Piana, paladino del software libero. “Vi hanno detto in lungo e in largo che se vi ammalate i pass verranno revocati. Peccato che non esiste alcun modo per revocarli”, scrive Flora.

Al ministero della Salute fanno sapere che lo strumento è in corso di sviluppo, e che si lavora sia sul lato app che su quello dei protocolli sanitari. Però il problema sembra un altro: non una mancanza nel software, ma un equivoco nel testo governativo. Il green pass italiano, infatti, ricalca in tutto e per tutto il modello del “digital Covid certificate” europeo, concepito per essere “interoperabile” tra i vari Paesi Ue e garantire la mobilità. La “lista nera” dei positivi vaccinati non c’è, in nessun Paese europeo.

Per garantire la privacy ed evitare che il certificato si trasformi in uno strumento per tracciare spostamenti e abitudini di chi lo usa, il sistema funziona con un codice qr validato attraverso una “firma digitale” e non contiene i dati sanitari personali. La verifica di validità, così, non avviene sui dati del cittadino ma solo sulla firma del suo green pass. Una firma digitale dell’autorità sanitaria viene usata per “validare” molti certificati. La normativa europea prevede l’eventualità nefasta che queste “firme” possano essere clonate da hacker, rubate o emesse per errore, e quindi che si possano “revocare” come misura d’emergenza. Insomma, se uno Stato s’accorge che una chiave è compromessa per qualche motivo, la può revocare e invalidare automaticamente tutti i green pass che la usano.

Nel testo adottato dal Parlamento europeo il 9 giugno si legge che “gli Stati membri dovrebbero poter redigere e scambiare con altri Stati membri elenchi di revoche di certificati in casi limitati, in particolare per revocare i certificati rilasciati erroneamente, a seguito di frode o della sospensione di un lotto di vaccino Covid-19 risultato difettoso”. È un’eventualità remota, non pensata per diventare un sistema di controllo del pass dei singoli cittadini, come invece ipotizza la norma italiana che scrive di “revocare” il green pass ai positivi.

“Il fatto che non si possano segnalare i green pass dei positivi nel codice della app è coerente con il certificato verde europeo, pensato come attestazione di vaccinazione e non come pass per accedere a determinate attività o luoghi pubblici”, dice Stefano Zanero. Green pass o no, comunque, quando si risulta positivi scatta l’obbligo di isolamento. Non si capisce cosa aggiungerebbe alle norme sull’isolamento la revoca temporanea del certificato verde. A meno di non intendere il green pass come un lasciapassare per luoghi pubblici, idea che non è coerente con il fatto che il contagio può avvenire anche tra guariti e vaccinati. “La comunicazione sul certificato verde tende a presentarlo come una certificazione di buona salute, ma non è così”, continua Zanero. “La norma italiana aggiunge a quella europea un passo in più che non ha senso, e trasformerebbe un certificato in un titolo al portatore”.

2 replies

  1. Ieri notte zero tituli, zero morfina e zero Morfeo. Ho resistito fino ad ora, ed il momento per rendere i miei rutti profumati e le mie ascelle meno polverose é venuto.

    Tandenpoetsen & doccia.

    Nanna nanna…

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