Storia d’Italia

(Giuseppe Di Maio) – Non ci dobbiamo raccontare frottole: l’unità della penisola è stata il risultato di un’aggressione, di una menzogna italiana e internazionale, di un’imboscata ai danni di un regno con i conti prosperi da parte del capitale privato. Fu rapinato l’erario di Stato, assorbita e cancellata la banca nazionale, trasferita l’industria strategica, saccheggiata la popolazione. Fu passata per le armi una moltitudine di oppositori. Alle popolazioni vessate si sottrasse e, capillarmente smantellato, lo Stato, né mai più fu sostituito. Così, alle soglie della contemporaneità, il Sud imboccò irrimediabilmente la strada del sottosviluppo.

Quando l’esercito piemontese ritirò la sua armata, erano passati ormai più di dieci anni di occupazione. Il Nord egemone si pose allora il problema di non far mai più rialzare il capo all’economia delle terre conquistate. “I meridionali non dovranno più essere in grado di intraprendere” diceva Carlo Brombini, governatore della neonata banca d’Italia. E i vincitori capirono che ci voleva un carceriere delle qualità e delle risorse del Sud, un costante alleato dell’ex regno di Sardegna e dell’intero Nord-Italia.

Durante la conquista era stata molto attiva, diciamo pure determinante, la criminalità organizzata. Se si legge qualche testo di storia mafiosa, si nota che da allora essa entrò a piè pari nei destini d’Italia marcandone tutte le più importanti svolte civili e politiche. Il carceriere doveva assicurare al padrone la minorità di una popolazione che potesse servire solo per il prelievo fiscale, per il consenso politico, per manodopera a buon mercato, come consumatore manovrabile e silenzioso. E il carceriere non fu solo la mafia, che impedì con la forza la rinascita di una libera economia. Fu soprattutto l’ignoranza. Fu la mistificazione continua della storia meridionale a creare un cittadino dimezzato, con il senso costante d’inferiorità, e che per affermare le proprie qualità dovette emigrare.

L’ignoranza, e poi la libertà di opinione, furono i carcerieri dell’Italia post-bellica. Ognuno poté partecipare alla democrazia, ma senza capire un tubo della struttura sociale. Ognuno con la libertà d’espressione ebbe un convincimento che annullava quello dell’altro, senza mai produrre una volontà politica prevalente. Sopra a tutti, il Capitale privato, proprietario dei mezzi d’informazione, che spandeva il verbo del padrone e dominava la scena politica. E’ da allora che l’Italia è diventata una prigione, è da allora che non genera più progresso sociale ma solo tecnologico. E’ da allora che si scambia per politica una misura di ordine sanitario, o una di solo valore sportivo.

E’ da allora che si emigrò, lasciando il posto più bello del mondo alla sua marmaglia. Come ancora adesso succede; quando qualcuno ha un cervello appena valido e libero, fugge da questo bel paese che, per non mettere dentro i propri ladri, ha fatto del suo territorio una galera.

56 replies

    • Sicuramente i piemontesi entrarono al Sud con una mentalità da conquistatori e non da unificatori (basti pensare al fatto che Vittorio Emanuele II neppure si cambiò titolo, e restò “secondo” quando divenne primo Re d’Italia), e sicuramente la politica postunitaria fu dettata dalle esigenze del Nord, anche a danno del Sud.

      Ma non va dimenticato che il regno dei Borbone era rimasto paurosamente arretrato, con consuetudini semifeudali (d’altra parte le istituzioni feudali le aveva abolite Gioacchino Murat ad ottocento avviato…), aveva perso il treno dell’industrializzazione, ed era drammaticamente fragile: al punto che bastarono mille scarmigliati a farlo franare.

      E queste ricostruzioni da barbiere di paese non sono altro che una ennesima prova di arretratezza e di incapacità di leggere i tempi.

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      • Invece di limitarti quello che hai studiato o letto a scuola,prova un po a documentarti e’ vedrai che quello che scrivi,dati alla mano,sono baggianate

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      • Le Due Sicilie avevano qualche eccellenza industriale, ma erano prevalentemente un paese agricolo – la notizia del terzo posto all’Esposizione Universale del 1856 è una bufala.
        Non il paradiso cantato dai neoborbonici ma neanche la cloaca descritta dalla storia risorgimentale.

        La chiusa antimeridionalista (a prescindere dalla tua provenienza) era evitabile.

        http://www.duesicilie.org/spip.php?article131

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      • F.,
        Che “ il regno dei Borbone era rimasto paurosamente arretrati”, non erano affari degli invasori, noi stavamo per i cavolacci nostri , eravamo un popolo pacifico che non faceva guerra a nessuno perché aveva tutto .
        E ovunque ci si girasse c’era bellezza, monumenti maestosi , scorci naturali , aria pulita .Da noi.
        Non tutte le zone d’Italia erano a vocazione “industriale” , poiché a sud c’era tanta costa, si era sviluppato più l’aspetto mercantile e di navigazione.
        Per giustificare la ferocia dimostrata nel 1861 dove ci furono interi paesi dati al rogo, donne stuprate e uccise anche incinte, popolazione torturata, fucilata , (si informi sulla Legge Pica, per la quale bastava un sospetto su qualcuno a passarlo per le armi), e inoltre le spese di ricostruzione furono addebitate alla popolazione , e il servizio militare che durava 7 anni per togliere braccia e sostentamento alle povere famiglie per sempre …
        Lei bestemmia se dice che sono “ricostruzioni da barbiere di paese”, per giustificare il furto costante , scientifico , senza sosta , DAL 1861 ad OGGI , soprattutto per il Recovery Fund, che ci state pappando tutto senza averne diritto e titolo.

        Vi rispetterei di più se diceste:”i nostri avi ci hanno fatto assimilare l’aria di superiorità (di sto caxxo) per tradizione orale per giustificare a noi stessi le nefandezze compiute ai danni del
        Sud; sappiamo che l’Italia è un paese ingiusto e di essere privilegiati , ingordi e rapaci sin dall’ altro secolo , e non intendiamo rinunciarvi perché ormai ci siamo abituati “.
        Invece io personalmente vi disprezzo, per come siete ORA. Ma capisco che una verità inaspettata ( e Stra documentata, se ha voglia di leggere fonti ufficiali , stralci di sedute parlamentari dell’epoca)vi possa bruciare , e allora non volete crederci .
        Restituite quello che ci avete rubato , e con gli interessi, e poi -solo poi-ognuno per la sua strada.
        Così non ci rubate più nemmeno i fondi europei che spettano a noi.
        Vediamo cosa siete veramente capaci di fare , senza rubare a noi e senza che un solo spillo di vostri prodotti sia venduto (70 miliardi l’anno)al di sotto della linea gotica.Chiudereste battenti L’indomani mattina.
        Mantenete 3 regioni a statuto speciale del nord. Che pappano soldi se piove, se non piove, se nevica, se non nevica , dentista gratis fino a 18 anni, pitturazione di casa , e tanti e tanti benefit osceni.E anche la Liguria , che ha “residuo fiscale” negativo.
        Ci sarà da ridere.

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      • Ogni volta che mi capita di leggere i tuoi deliri, mi stupisco di quando piccola e miserabile sia la tua vita. Un solo dato ( vista l’incapacità’ie la bassezza culturale che ti ritrovi).
        La prima rete ferroviaria d’Italia fu la Napoli Portici nata nel 1839 lunga 7,2KM e tutta su doppio binario.
        Studia povero idiota e non fracassate i cabasisi.

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  1. il sud era estremamente arretrato, l’unica cosa buona che aveva era la flotta mercantile e militare, che però rispetto alla flotta britannica era niente.

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  2. Se i posteri dovessero in futuro ricostruire la storia politica di oggi, non ci capirebero niente, direbbero “non puo’ essere vero, è assolutamente contradditorio quindi le nostre fonti sono sbagliate o troppo tendenziose” ecc. Comoscere la storia anche non recente è importante, ma non scandalizziamoci di cio’ che ne esce.

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  3. E’ abbastanza vero quanto accaduto, ma i riunificatori che consideravano i meridionali arretrati, hanno fatto la stessa cosa dei colonialisti. Hanno sfruttato e saccheggiato le risorse del sud che all’epoca era molto più ricco del nord, soprattutto di tradizioni culturali irrimediabilmente perse. Avrebbero dovuto, invece di proclamare uno stato unico sul modello del nord, dialogare e trovare la giusta condivisione di identità differenti, ma ugualmente valide per governare con il rispetto degli usi e costumi di ogni autonomia espressa dal diverso territorio.
    Mi ricordo ancora, molto tempo dopo, quando ero ragazzino, nel passare con il treno attraverso le terre campane, quelle stesse avvelenate di oggi, la visione di un giardino da paradiso terrestre, verde, lussureggiante, e così esteso da invitare chiunque lo osservasse a scendere e rimanere. In nessuna altra parte d’Italia c’era un luogo simile. Gli stessi abitanti avevano un cuore immenso e cantavano alla bellezza della natura. Non è esagerato, ma quel mondo è stato distrutto dalla corsa ai profitti derivanti dal “progresso”.

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  4. La frase di Bombrini la sento e leggo da anni, ma mai che alla citazione sia associata una fonte. È tranquillamente possibile che l’abbia detta, ma, conoscendo l’ipersemplificazione cui purtroppo tendono i meridionalisti (molti dei quali sono la versione speculare dei leghisti, e non alla Zaia e Giorgetti, parlo per esperienza personale) potrebbe anche essere una di quelle leggende da mettere a fianco di “eppur si muove” e “mangino le brioches”.

    Se qualcuno conosce la fonte mi farebbe un grande favore a riportarmela.

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    • * Pirgopolinice,
      Ma…DAVVERO hai bisogno della “FONTE “per credere che quelle parole Si siano avverate?
      Non hai gli occhi per guardare la realtà??Non avere la fonte ti e (vi) farebbe sentire meglio con la coscienza ,come se non fosse niente vero e che quindi il nord ha un diritto divino di avere più e di saccheggiare ?
      Quelle tonanti parole furono pronunciate da Bombrini , Governatore della neonata Banca Nazionale nel regno d’Italia, all’atto della presentazione del piano economico finanziario che prevedeva l’alienazione di tutti i beni del Regno delle Due Sicilie e lo smantellamento delle grandi industrie del mezzogiorno.
      A cominciare da Pietrarsa in Calabria ,diretta concorrente della Ansaldo, fondata dalla famiglia del Bombrini.Smontarono anche i bulloni, e ricostruirono al nord.
      “Ipersemplificazione”?
      Ci sono centinaia di libri scritti da studiosi, saggisti, giornalisti, Professori universitari che confermano in peggio quanto scritto nel pezzo di Di Maio.Anche piemontesi, come Lorenzo del Boca, settentrionale ma intellettualmente onesto .
      Te li consiglio.

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      • Conosco benissimo la realtà di cui mi parli, sono stato più volte a Gaeta in occasione del 13 febbraio e Fenestrelle, conosco Del Boca e anche personalmente Gennaro De Crescenzo. Sono anche stato associato ai Comitati Due Sicilie.

        Non capisco come tu possa far derivare da una mia richiesta (generalizzata) di precisione storica una presunzione di diritto di rapina per diritto divino. Ho l’impressione che tu stia rispondendo a me immaginando di rispondere a un interlocutore “tipo”. In tal caso, non corrispondo a quel tipo.

        Di ipersemplificazione parla lo stesso Gennaro De Crescenzo a proposito del presunto premio all’Expo 1856 come “terza potenza industriale emergente”, che non risulta da nessuna carta dell’Archivio di Stato di Napoli. De Crescenzo deve concludere che, nonostante le eccellenze industriali da te menzionate, la situazione economica, come risulta dalle carte d’archivio, era ben diversa da quella da lui stesso ipotizzata. Figurati che sono andato a vedere il suo articolo proprio perché pensavo di citare la notizia, che fino a stamattina ritenevo fondata.

        Questo è per dire che non tutto ciò che ci piacerebbe fosse vero o che “quadra” nella nostra visione, è sempre e necessariamente reale.

        Mi dici delle parole di Bombrini e dello “sbullonaggio” delle industrie citate, e va benissimo, non metto in dubbio la verosimiglianza degli avvenimenti.

        Al tempo stesso mi chiedo: in base a cosa è possibile affermarlo? Di che anno è l’affermazione, chi l’ha riportata? Da che cosa si evince il trasferimento degli impianti? Ci sono fonti scritte? Fonti indirette? È una supposizione? Di scritto, finora, ho trovato tra le fonti:

        🔴 Facebook
        🔴 Blog e pagine meridionaliste

        Capisci che per accertarsi di un fatto storico è un po’ poco. In base alla stessa logica, se io fossi anticlericale – e non lo sono – ti chiederei “Ma davvero hai bisogno delle fonti scritte per sapere che nel Medioevo i signori passavano la prima notte di nozze con le sposine, che al momento di attaccare la città di Albi durante la crociata contro i catari un generale disse ‘sterminateli tutti, Dio riconoscerà i suoi’ e che Galileo disse ‘eppur si muove’ al termine del processo davanti al Sant’Uffizio?”.

        Se fossi un fanatico della Rivoluzione francese – e non lo sono – ti chiederei: “Ma davvero hai bisogno delle fonti scritte per sapere che Maria Antonietta disse ‘non hanno pane? Che mangino le brioches!’ ”

        La risposta è SÌ, assolutamente sì: non mi basta che una cosa mi faccia piacere o abbia senso, altrimenti anche le altre bufale storiche che ti ho messo a titolo di esempio – e cui ancora si dà credito nell’opinione comune – sarebbero da prendere per buone.

        Se facciamo un discorso storico bisogna sapere su che cosa sono fondate le affermazioni che facciamo – e possiamo anche confessare di non avere fonti scritte, ma allora dobbiamo esplicitare il percorso che ci ha condotto a certe affermazioni, come quando si parla di fatti relativi a confraternite esoteriche, che evitano di lasciare testimonianze scritte.

        In caso contrario si fa propaganda, e allora si può tranquillamente fare a gara a chi la spara più grossa. Non penso, tuttavia, che quest’ultima sia la tua aspirazione.

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  5. Fumare aiuta a non stare bene in quella che e’ la ricchezza ed il possesso per noi piu’ tangibile ed antico (e forse l’unico), il corpo.

    Eppure io fumo.

    Eppure?

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  6. Si è diventati vecchi quando ti svegli nel cuore della notte, una notte senza cuore e né capo né coda, diciamo alle tre e dieci del mattino, accendi la prima sigaretta e cominci a riempire l’annaffiatoio al lento rivolo del rubinetto del bagno di sotto, dove la pressione stamattina non potrebbe essere più bassa e più snervante l’attesa del pieno a filo del tettuccio, e vai avanti e indietro dieci volte dai vasi di geranio del balcone e dalle aiuole col gelsomino rampicante e la rosa e il cespuglio di trifoglio rosa incastonate nelle scale dell’entrata e i due pungitopo nelle giare calabre, e quando dopo un’ora di zelo riparatore guardi soddisfatto il tuo operato e fai per rientrare, senti un rumore strano alle tue spalle, come di denti del giudizio o monetine scroscianti su un tamburo, ti giri a bocca beante e in quell’istante è cominciato a piovere.

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    • Che bellissimo e poetico messaggio.👏🏻😍
      Se è originale, complimenti…hai il talento di un vero scrittore…

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    • Siamo sicuri che oltre al gelsomino non hai innaffiato anche qualche altra “piantina”? 🙂
      La serenità che trapela dal tuo scritto mi induce a pensarlo.
      Non sarebbe nulla di grave, per carità.

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  7. Condivido al 100%
    Ecco cosa scriveva Salvemini:
    Ogni giorno che passa diventa sempre più vivo in me il dubbio, se non sia il caso di solennizzare il cinquantennio [dell’Unità] lanciando nel Mezzogiorno la formula della separazione politica. A che scopo continuare con questa unità in cui siamo destinati a funzionare da colonia d’America per le industrie del Nord, e a fornire collegi elettorali ai Chiaroviglio del Nord […] Perché non facciamo due Stati distinti? Una buona barriera doganale al Tronto e al Garigliano. Voi vi consumate le vostre cotonate sul luogo. Noi vendiamo i nostri prodotti agricoli agli Inglesi, e comperiamo i loro prodotti industriali a metà prezzo. In cinquant’anni, abbandonati a noi, diventiamo un altro popolo. E se non siamo capaci di governarci da noi, ci daremo in colonia agli Inglesi i quali, è sperabile ci amministrino almeno come amministrano l’Egitto, e certo ci tratteranno meglio che non ci abbiano trattato nei cinquant’anni passati i partiti conservatori, che non si dispongano a trattarci nei prossimi cinquant’anni i cosiddetti democratici”.
    Tutto questo per le baggianate di cui sopra
    Ma la cosa continua ancora oggi nel 2021..

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  8. Perché i piemontesi invece erano democratici illuminati, non feudali. F davvero in ogni intervento fai schifo.

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  9. I mille scramigliati erano sostenuto da risorse economiche e militari illimitate da parte dell’impero britannico, che mirava all’egemonia geo-economica del Mediterraneo ed a tutte le sue tratte commerciali, e quindi a fare fuori l’unico soggetto che potesse competere in termini di flotta mercantile e rapporti con i Paesi sulle tratte mediorientali, ovvero lo stato borbonico…
    Risorse con le quali furono corrotti molti degli alti ranghi dell’esercito napoletano (che spesso fecero ritirare le truppe a battaglie già vinte, e che poi si accasarono tutti nell’esercito piemontese!!!), e senza le quali il criminale dei due mondi non avrebbe neanche messo un piede in Sicilia..
    Basta avere voglia di documentarsi un po’ (da fonti indipendenti), rispetto a bufale storiche acclarate rispetto alle quali risulta più credibile anche Babbo Natale…

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  10. che chiacchiera superficiale, fatta proprio per alimentare il meridionalismo deteriore, non certo quello che va da Salvemini a Villari, ma un’ “astuta” propaganda alla Pino Aprile, giocata su vittimismo, stereotipi ed equivoci alla Totò e Peppino (che mi piacciono nelle pochade, ma detesto quando ci sono di mezzo migliaia di morti). Di Maio non si fa mancare nulla e me ne dispiaccio, perché ho stima della sua intelligenza. Peccato dimentichi che l’unità d’Italia si sarebbe potuta compiere da Sud, se i sovrani di quel regno tanto progredito- secondo l’autore- non avessero represso nel sangue la Rivoluzione napoletana, o, tra migliaia di altri, i moti cilentani. Le teste dei rivoluzionari vennero appese sui pali e i loro paesi messi a ferro e fuoco; sui loro campi l’esercito borbonico sparse il sale. Ed eravamo nella prima metà dell’ottocento, non ai tempi delle guerre puniche. Strano che i sudditi di un regno tanto progredito non perdessero occasione, pur sapendo a quali atroci conseguenze sarebbero andati incontro, per insorgere. Far finta di dimenticarlo è offenderne la memoria e l’eroismo. La gente insorgeva contro la propria classe dirigente che effettivamente, a parte il povero Tanucci, era spesso composta da una delle più parassitarie aristocrazie d’Europa. Gente che purtroppo, pur avendo perso le guerre unitarie riuscì a vincere la pace perché si mise subito a disposizione dei piemontesi, avallandone tutte le porcherie pur di mantenere intatta la roba, all’insegna famoso “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Ma andiamo a vedere un po’ da vicino le meraviglie economiche del regno borbonico. Le casse del Banco di Napoli erano piene perché i soldi non venivano investiti nell’industria nascente, che pure poteva essere promettente, ma non interessava ai cialtroni della corte. Napoli ebbe la prima ferrovia d’Italia. Vero. Peccato fosse un capriccio del che collegava le due residenze del sovrano e non, ad esempio, Napoli con i cantieri di Stabia ( he vennero quasi smantellati dai piemontesi a favore di Genova senza che nessun notabile avesse nulla da ridire), e che dieci anni dopo (l’Italia unita era ancora di là da venire), nel Regno delle Due Sicilie fossero stati aggiunti pochi chilometri di strada ferrata. Mentre in Piemonte, Lombardia e Toscana, partite in ritardo, erano- per chilometro quadrato- già un terzo di quelle inglesi e la metà di quelle belghe. L’unico Stato che faceva di peggio era quello pontificio. Non raccontiamoci frottole. Appunto

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    • E allora? Ha diritto ogni popolo ad auto-determinare la propria storia, anche nel sangue (vedi i francesi, o l’est Europa post sovietica), o era necessario attendere ferventi quel noto benefattore di Cavour, il cui unico interesse era emancipare i meridionali sottosviluppati e subumani (anche Lombroso è una fake?!? E il lager di Fenestrelle, dove i Savoia fecero scannare e sparire nella calce decine di migliaia di meridionali?)

      È la solita vecchia canzoncina dell’esportazione missilistica del progresso e della democrazia, partita da Cristoforo Colombo e in radio ancora oggi, passando anche dall’invasione MILITARE di uno Stato sovrano da parte della superpotenza dell’epoca (gli inglesi) per mano di un pugno di contractor (i garibaldini) ampiamente sovvenzionati e appoggiati logisticamente, e per interposto stato fantoccio satellite (i piemontesi), ben più feudale e feroce, e per di più indebitato fino al collo…

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      • Se leggi l’altro suo intervento vedrai che le critiche alla monarchia borbonica non implicano automaticamente l’elogio dell’impresa dei Mille.

        Condivido in buona parte, anche se parlare di “autodeterminazione” per i sudditi di una monarchia assoluta è un po’ eccessivo.

        Su Fenestrelle, dove sono stato un paio di volte, lo scioglimento dei cadaveri nella calce viva è un’ipotesi di Aprile, ma non capisco da dove abbia preso l’informazione. Devo ancora leggere il suo “Carnefici”, magari lì approfondisce.

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    • *ABianchi,
      Figlio/ nipote di Feltri, ( o di Salvini) quello del complesso di superiorità antropologica di “Piemonte, Lombardia e Toscana” che “partite in ritardo erano già a un terzo di quelle inglesi e metà di quelle belghe”?? Che straminkia vorrebbe significare?
      Siamo ancora a questo punto, a razza ariana ed ebrea? Io al suo posto mi vergognerei di esistere e di parlare
      Ovvio che con i soldi rubati potete correre , spezzando le gambe al concorrente da gaglioffi e poi dire pure che è colpa loro perché non corrono.
      Vorrei proprio veder cosa sareste capaci di fare senza rubare.Zero!

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      • *Maristella
        Cosa vorrebbe significare? Un dato di fatto, Signora Marchesa, e cioè che dieci anni dopo la costruzione della prima ferrovia il Regno delle Due Sicilie era rimasto al palo. E non certo per incapacità tecniche, avendo il regno alcuni tra i migliori ingegneri di tutta Europa (che infatti andarono a fare la fortuna di austriaci, inglesi e francesi), ma per la miopia delle sue classi dirigenti. Nello stesso lasso di tempo, piemontesi, lombardo-veneti e toscani si erano messi in pari con la parte più avanzata del continente. E le loro ferrovie non collegavano due regge, come la Napoli-Portici, ma le principali aree produttive. A scanso di equivoci- in cui comunque lei cade, dimostrando di non aver capito (o non voler capire?) un tubo- ho specificato che ciò avvenne in epoca pre-unitaria, a meno che nel 1849 il Regno delle Due Sicilie non fosse già stato “conquistato” dai piemontesi a sua insaputa. Non era affatto scontato che ciò accadesse: come ricordavo, il Regno delle Due Sicilie avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare lo Stato più florido e moderno dell’Italia pre-unitaria, se solo non avesse avuto quei mascalzoni imbecilli dei Borboni, col loro degno codazzo di notabili, che poi furono i primi a tradirli. Notabili che per mantenere il loro particulare barattarono coi piemontesi la dignità dei meridionali per fare del Sud una colonia interna. Ma mi rendo conto che la storiella di un Sud florido, coeso attorno ai suoi bravi re, vittima dei cattivi piemontesi (che, attenzione, cattivi lo furono davvero, ma si trattò di un concorso di colpa) sia molto più edificante. Purtroppo le cose andarono in modo diverso. A ogni buon conto, almeno legga prima di partire con le sue intemerate e, se non capisce, alzi la mano e chieda. O vuole solo piantare casino per partito preso, sfogando le sue infantili e personalissime frustrazioni? Chi dovrebbe vergognarsi è lei, e molto, per la sgangherataggine dei toni. Ancora, del plurale maestatico non sono degno: rappresento a malapena me stesso. Non si affanni poi a ricostruire il mio albero genealogico: discendo con orgoglio dai miei umili genitori, che si conobbero dopo un lungo soggiorno a Bergen-Belsen. Potrà quindi immaginare- se sa di che parlo- come trovi i suoi accenni alla razza vomitevoli, e insultante l’accostamento a Salvini e Feltri, col quale mi vergogno di condividere età (quasi) e nazionalità.

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  11. E allora? Ha diritto ogni popolo ad auto-determinare la propria storia, anche nel sangue (vedi i francesi, o l’est Europa post sovietica), o era necessario attendere ferventi quel noto benefattore di Cavour, il cui unico interesse era emancipare i meridionali sottosviluppati e subumani (anche Lombroso è una fake?!? E il lager di Fenestrelle, dove i Savoia fecero scannare e sparire nella calce decine di migliaia di meridionali?)..

    È la solita vecchia canzoncina dell’esportazione missilistica del progresso e della democrazia, partita da Cristoforo Colombo e in radio ancora oggi, passando anche dall’invasione MILITARE di uno Stato sovrano da parte della superpotenza dell’epoca (gli inglesi) per mano di un pugno di contractor (i garibaldini) ampiamente sovvenzionati e appoggiati logisticamente, e per interposto stato fantoccio satellite (i piemontesi), ben più feudale e feroce, e per di più indebitato fino al collo…

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    • E’ come quando i cinesi invasero il Tibet, per ‘liberarlo’ dal Dalai Lama.

      I tibetani stavano bene per i caxxi loro, non avevano bisogno di liberazioni. Arretrati, ma con la loro vita indipendente. Lo stesso per gli indiani.

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  12. Confesso la mia ignoranza sull’argomento, ho apprezzato tutti vostri commenti, alcuni ben argomentati.
    Non potendomi addestrare in questioni storie sulle quali, non conoscendole bene, non posso esprimere alcun commento, vorrei solo fare qualche considerazione:
    Qualsiasi siano le cause, indipendentemente da chi siano le colpe, i meridionali di cui faccio parte sono tra i popoli più incivili d’Europa.
    Studiarne le cause è utile ma ad una condizione, che servano per capire l’andazzo, non per giustificarlo.
    Se penso che hai tempi dei Borboni eravamo tutti dei gran fichi (mi si perdoni l’imperdonabile approssimazione), dovrei impegnarmi per ritrovare quello spirito, se uno spirito c’era.
    4 mafie possono nascere solo in un contesto sociale che non ha a cuore il bene collettivo, dove a predominare non è il rispetto del prossimo ma la sua prevaricazione.
    Una società irrispettosa delle regole non progredisce economicamente.
    Se trovi le cause di un fallimento ma poi non ti sforzi di trovare soluzioni concrete a quei problemi, a che serve trovarle?
    Se non cambiano i valori di una società, i soldi del recovery serviranno solo a moltiplicare le prevaricazioni e gli abusi di potere.
    Se i tirolesi fossero emigrati in massa in Calabria, voi pensate che avrebbero deturpato quella splendida costa come hanno fatto i calabresi?
    E sulla costa romana, che conosco bene, fatevi un giretto ad Ardea ad esempio, ci sono splenditi esempi di abusivismo edile sulla spiaggia, percorri il lungomare e non vedi il mare (trattasi di abusivismo popolare, perché a fotterti in questo Paese non è solo il politico che ti sta sopra ma pure chi ti sta di lato).

    Insomma, “datece li sordi perché Garibaldi e chi je stava dietro c’ha derubbato”, me pare davvero troppo.

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    • Intendiamoci, reclamare il dovuto è fondamentale.
      Si parte propri da qui, il problema è dove si vuole arrivare.
      Ma non si può reclamare il dovuto solo dagli altri, dai perfidi eredi del regno dei Savoia, e poi non reclamarlo dai propri concittadini che scaricano direttamente a mare gli scarichi fognari.

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      • Se i ladri esterni vengono agitati come pupazzi per distrarre l’attenzione dai ladri interni, individuarli serve a poco, la casa ti verrà comunque svaligiata. Mentre ti guardi dall’imprenditore del nord o dalla culona della Merkel (il sovranismo è l’idea borbonica trapiantata al nord), a svaligiarti la casa è il tuo vicino di casa.

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  13. * pirgopolinice ore 10,19,
    Vediamo di capirci.
    Tu riferisci che”Conosco Del Boca”, “conosco benissimo la realtà di cui parli”, “devo ancora leggere Carnefici”.
    Se davvero lo conosci dovresti sapere che Del Boca in ogni suo libro , alla fine , Mette la bibliografia.cioè le famose “fonti”.Che per ed.per il suo libro : “ il maledetto libro di storia che la tua scuola non ti farebbe mai leggere“, va da pag 341 alla 351 .DIECI pagine di FONTI!!Ti basta , visto che “lo conosci”?
    E lo fa in ogni libro che ha scritto, e ne ha scrittI tanti.
    Se poi dai per inteso, come hai scritto, che siano bufale da smontare, E’ ovvio che tutto l’impianto del tuo discorso deve essere conferente con questa tua convinzione.
    Scusami, ma io non posso cambiare lavoro e diventare storiografa per te, Vagare per gli archivi di Stato della penisola armata di lente di ingrandimento a mo’ di indiana Jones.
    Ci sono persone che fanno quel mestiere, e posso decidere di fidarmi o no di ciò che scrivono.Mi fido di giornalisti, professori e storiografi come Del Boca, Patruno , di Napoletano, di Esposito, del Prof Viesti ; e si anche di Aprile , che a Fine libro documenta anche lui , Dovendo rispondere anche a questa critica.
    Anche perché , come riferivo nel mio precedente commento, ad esempio la mancanza di empatia e la strafottenza nelle classi elitarie non è un fatto accertato , che la frase attribuita a Maria Antonietta può Solo sintetizzare? Solo per il sud si deve essere documentatissimi con documenti vergati a sangue, e ciò che subisce da 160 anni non esiste se non si trova l’apposito polveroso volume che lo scrive?
    Ma dite la verità:vi brucia questa consapevolezza del sud, vorremmo che tutto cadesse nell’oblio perché ci conviene , e non vogliamo perdere i nostri privilegi stratificati nel tempo perché ormai ci siamo abituati.
    Di questo passo tutto è relativo, visto che ne’io ne’ te eravamo vivi nel 1860, e non possiamo testimoniare non avendo visto nulla.
    Ecco perché citi le pagine Facebook e i blog meridionalisti, dando per scontato che siano inaffidabili -il che non è Sempre detto- per obliterare la credibilità .Perche’ non ti conviene.
    Io vedo ciò che fanno i pronipoti di quegli invasori, ai giorni nostri , perfetti eredi di chi li ha preceduti.
    Vedo una emigrazione drammatica ancora oggi (emigrarono a milioni dopo L”unificazione” , e ed s.Gaeta resistette tanto prima
    Di capitolare:non era poi questo affarone per il sud allora. No?..) , vedo la disparità di trattamento :l’area a caldo delle acciaierie di Genova è stata chiusa perché la gente protestava, la ex Ilva invece pur se la gente protesta continua a seminare morte e malattie , anche a BAMBINI , tanto sono terroni, possono crepare , i liguri invece no.
    Vedo che da 20 anni Col barbatrucco della spesa storica e senza i livelli essenziali delle prestazioni , al sud ci sono meno scuole, asili, ospedali, trasporti che sono la Linfa vitale di un territorio .Non si raddoppia il binario tra Termoli e Lesina perché ( non è una barzelletta)i lavori disturberebbero la modificazione dell’uccello fratino , evidentemente un uccello che vola rasoterra .
    Gioia Tauro iPhone 12 Pro fondi che potrebbe accogliere le navi provenienti da Suez; Invece no, li stanno costruendo a Genova artificiali per accogliere Genova tutti in traffico navale e quindi prosperità e lavoro.potrei farti migliaia di esempi, ma su un blog non mi sembra il caso. Buona vita.

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    • Mariastella
      Ma tu non eri favorevole al ponte sullo stretto?
      Forse dovresti rivedere le tue priorità visto che al sud mancano anche servizi ed infrastrutture basilari.

      Ne fai solo una questione economica quando è soprattutto civica.
      Se il mezzogiorno si liberasse di parassiti, ladri e mafiosi, se il popolo avesse più senso civico, l’economia volerebbe senza neanche la necessità di un bronzino da parte della UE.

      Quanti soldi sono stati sperperati al sud?

      Sarà una mia impressione ma a me sembra che la tendenza a trovare giustificazioni superi una reale voglia di cambiamento, nel sud.

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      • *andreaex,
        Non so da dove cominciare per rispondere a tutte le cavolate che ha scritto.
        Io sono favorevole al ponte come a tutte le infrastrutture che possano portare velocità di trasporto dunque sviluppo e posti di lavoro, e ciò che ho scritto non è affatto in contraddizione.
        Certo che al sud mancano infrastrutture e servizi, ma perché lo Stato si rifiuta di investire A costo di trovare scuse ridicole come quella dell’uccello fratino in Molise, a differenza del nord Dove riversa la sua abbondante cornucopia ; i treni e le ferrovie non le possiamo costruire noi a mani nude.
        “A Sud ( e quindi SOLO a sud secondo il suo delirio) ci sono parassiti ladri e mafiosi”.
        Eccerto, a nord solo Persone civili, linde e pinte, tutti angioletti vergini , non esistono i tribunali perché nessuno viola la legge, non esistono stazioni di Carabinieri e Polizia perché tutti hanno “senso civico”!! Se è una barzelletta non fa ridere.
        Il fatto è che a voi vanno gli schei e i cantieri subito , a noi le chiacchiere , le promesse e i “grandi piani per il sud”, l’aria fritta.
        Anche Conte che era il meno peggio Quando ci furono le alluvioni di novembre 2019 stanziato 60 milioni solo per Venezia, è una Cepa al sud Sicilia Salento e Calabria egualmente devastati.
        Quindi tutti i “bronzini”dell’Europa devono andare nel settentrione per diritto divino? Ma chi caxxo vi credete di essere ??scendete sulla terra, perché proprio queste sono le “giustificazioni “ da lei citateche VOI volete per continuare a saccheggiare risorse dallo stato con le tasse di tutti per mangiare a 4 palmenti solo voi , mente noi dovremmo campare solo di “senso civico”!
        “Parassiti ladri mafiosi”? Sta parlando di gentaglia come Galan. Formigoni arrestati, scandali Expo, Mose( 2 euro su 3 tangenti), Tav, “mutande verdi” piemontesi, scandalo Aemilia( a proposito di mafia), Pedemontana, Terzo valico, crack Banche venete , liguri e toscane, truffa quote latte, Unipol, cliniche dell orrore dove toglievano polmoni sani per soldi?
        E poi ha il coraggio di parlare ?? il nord è il più grande bacino d’evasione di Europa (Lombardia e Veneto), per 120 miliardi all’anno, altrettanti di corruzione , e per la mafia :
        https://www.valigiablu.it/sistema-mafia-nord-italia/

        Fai clic per accedere a DOSSIER_MAFIE_AL_NORD-Sportelli%20RiEmergo.pdf


        Spero non le venga uno shock anafilattico per il trauma.

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  14. *andreaex,
    E ho dimenticato le truffe dei camici di Fontana, quella delle mascherine della Pivetti .
    Ma se sono tangenti settentrionali profumano di bucato, nevvero?non sono “parassiti e ladri”!
    Puzzate di marcio dalla testa di piedi, solo che i pregiudizi e luoghi comuni resistono solo contro il sud.

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  15. *ABianchi,
    Mi rivolgo a voi ,Signor Marchese , e alle sue sorelle Marchesine, visto che lei si è preso la libertà di scomodare ,nell’ordine, la mia infanzia, le
    Mie “frustrazioni “( ci conosciamo?), e poi il “piantare casino”(ahi ahi le parolacce non si addicono a un nobile come lei che si sente turbato dai miei “toni”😁.
    Io scrivo e argomento con i toni che mi pare , se la disturba passi pure avanti , me ne faro’ una ragione.
    Io ho scomodato il razzismo (territoriale) perché sa, noi nobili capiamo più quello che non si dice si quello che si esprime chiaramente.
    Poi se preferite l’oblio a una verità scomoda , lo
    Posso capire , ma non giustificare .

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  16. Mariastella

    Ma figuriamoci se al nord sono tutti onesti e rispettosi delle regole, ci hanno regalato B., basta la parola, anzi, solo la lettera.

    Non sono riuscito a spiegarmi evidentemente.

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  17. *ABianchi, -segue-
    Sublime è stato poi il riferimento al “concorso di colpa” dei piemontesi !😁Che concorso di colpa ci può essere tra invasori e oppressi? Tra chi trucida e chi è trucidato?
    Lei da ultimo ha voluto fare L’accenno a Bergen-Belsen.
    Allora ricorderà come Eisenhower volle far
    Fotografare e documentare tutto l’orrore Dell’Olocausto, perché “…Arriverà un giorno che qualche idiota si alzerà e dira’ anche tutto questo non è mai successo”.Ecco, e’la stessa cosa per i fatti del 1861.Per lei sono state“chiacchiere e frottole”.
    Che continuano ai giorni nostri.
    solo qualche giorno fa la sindaca di Torino ha lamentato Schifata che Torino, per il suo dissesto di bilancio , “sta somigliando a una città del sud”.E il governo, invece di tacciarla di “piagnona” e “lamentosa”, detto-fatto tipo bancomat ha stanziato 8 miliardi alla povera Torino , anche con le tasse dei meridionali . E’ il sud che assiste il Nord, non il contrario , come ha documentato Il giornalista Napoletano nel suo libro”la grande balla “.
    La cosA più infame è far sentire poi il sud pure colpevole per i danni che gli fanno.
    Si deve creare il museo dell arte digitale.Dove? Ma a Milano, non altrove , tutto al nord , come l’Human Technopole, l’Expo, non si sa che altro può volere Milano, l’accademia dei Marchesi Incompresi?

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  18. E chi glielo nega questo diritto? Parli e straparli pure, urli, batta i pugni, digrigni i denti, mostri la lingua, pianga, si rotoli per terra, tifi per la Juve, che almeno si sfoga un po’. Le converrebbe non farlo per iscritto su un forum, perché equivale ad autodenunciarsi. Veda, lei potrebbe pure suscitare compassione per i suoi complessi d’inferiorità, solo che i suoi toni alterati e la sua infantile disonestà intellettuale non suscitano empatia, ma antipatia, risultando involontariamente ridicoli (quale turbamento, signora mia?). Lei non argomenta, non ne è capace, quindi sbraita, vomita slogan, la butta sul personale, offende. Come un legaiolo qualsiasi. Lei non ha capito un’acca della mia prima riflessione. Capita. Ma avrebbe potuto chiedere delucidazioni. Invece è partita lancia in resta attribuendomi cose mai scritte né pensate, solo per aggredire con più agio lo stereotipo che si era raffigurata nella sua testa. E le quattro scemenze che acciabatta qui seguono il medesimo movimento: lei non confuta minimamente le mie affermazioni, che non ha manco letto, ma mente a sé stessa (chi ha mai scomodato la sua infanzia? Lei è pateticamente infantile adesso, non ottant’anni fa) per auto-giustificare i toni alterati. Come fa chi ha i suoi problemi. Per capire tutto ciò, la scocciatura di conoscerla di persona sarebbe superflua. Basta leggerla. Io la leggo. E la piango.

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  19. Quel tratto di autostrada che è costato un fottio, una cifra spropositata grazie alla massiccia presenza di criminali di una nota organizzazione e grazie anche ad un tessuto sociale che alimenta la criminalità anziché contrastarla o denunciarla, mi ricordi quale città univa?

    Come si chiamava?

    La Cuneo/Ventimiglia?
    La Livorno/Trento?
    La Bologna/Aosta?

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    • @ANDREAX
      ti riferisci alla Pedemontana veneta non e’ vero?
      Oppure alla BreMI
      Oppure al Mose
      Oppue alla metropolitana di MIlano
      Oppure alla TAV
      Ma per favore,un pochino di decenza

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      • La decenza dovresti averla tu nell’invocare decenza.
        Io non ho scritto che al nord non ci sono ruberie, basti pensare al Mose.

        Ma le ruberie, i rallentamenti, le infiltrazioni camorristiche che ha subito la Salerno Reggio Calabria sono imparagonabili rispetto ad altre italiche ruberie.

        Se non si combatte la mafia, e per questo ci vuole un impegno civile degli italiani ma in particolare dei terroni come me, dove vogliamo andare?

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      • @Andreaex
        cioe visto che al nord rubano solo gli imprenditori, i politici, gli affaristi e’ il meno peggio, non e’ paragonabile alla situazione del sud, perché da noi ci sono i mafiosi, corretto? Questo e’ il succo del tuo discorso? Li sono ladri,qui sono mafiosi, giusto? Allucinante!!
        Cioe un Mose e’ costato 8 miliardi e’ NON FUNZIONA,ma la Sa-Rc e’ peggio vero?
        Una TAV,solo per il nord,costa 13 milioni a KM,contro i 2 della Spagna.ma vuoi mettere le infiltrazioni mafiose della Sa-Rc

        Ma per favore

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