La rabbia dei ristoratori: “Da noi obbligo di Green pass, ma su autobus e treni non viene richiesto”

(di Gimmo Cuomo – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – Alla vigilia del battesimo del green pass (la cui obbligatorietà in bar e ristoranti al chiuso scatta oggi) tra i ristoratori riecheggiano perplessità di ogni genere. Le preoccupazioni vengono espresse individualmente, ma anche in forma associata per il tramite di Massimo Di Porzio, presidente campano di Fipe-Confcommercio. «Ci sentiamo — spiega — delle cavie. Come categoria saremmo stati d’accordo se l’utilizzo del green pass fosse stato adottato in presenza di zone gialle e arancioni così da evitare nuove chiusure e per l’accesso in tutti i luoghi al chiuso anche per i trasporti. Invece ancora una volta ci troviamo di fronte a un provvedimento che per noi costituisce una restrizione, una limitazione che non ha ragione di esistere. Così si continua a penalizzare solo la ristorazione».

Le disparità

A preoccupare sono da una parte le disparità tra locali che hanno uno spazio all’aperto e quelli che invece ne sono privi e dall’altra la risposta dei potenziali clienti. «I locali con soli posti al chiuso — continua Di Porzio — potrebbero essere penalizzati da vicini concorrenti con posti all’aperto e inoltre non bisogna dimenticare che nuclei familiari con bambini di 12, 13 anni che non hanno ancora ricevuto il vaccino, saranno costretti a non scegliere locali al chiuso». Critiche anche all’obbligo imposto ai ristoratori di chiedere ai clienti un documento d’identità. «La legge non lo prevede – evidenzia Di Porzio – noi non siamo pubblici ufficiali e questa non può essere una nostra responsabilità». Il ragionamento analogo del presidente Fipe trova riscontri nella base. «In queste ore — osserva Guido Cante, patron di «Fenesta Verde» a Giugliano — è arrivata la conferma che il green pass non servirà per treni a breve percorrenza e pullman. Così com’è dunque la misura è una buffonata. Si potrebbe arrivare al paradosso che in caso di ritorno in zona gialla o arancione, vengano nuovamente chiusi i ristoranti che sono praticamente gli unici luoghi nei quali si chiederà il green pass. Centri commerciali, chiese e supermercati vengono tenuti fuori. Io applicherò le nuove norme in maniera rigorosa per scongiurare una nuova chiusura del mio locale. Ma chi le ha concepite in questi termini forse si era ubriacato. E pure con vino scadente».

I dubbi

Gianni Lotti è il titolare di «Crudo Re», nel salotto di Chiaia. «La mia clientela è composta da imprenditori, professionisti, persone che stanno a contatto col pubblico. Da un sondaggio informale condotto ieri, 36 su 40 clienti avevano il green pass. Uno, inoltre, benché avesse già completato il ciclo vaccinale, non aveva ricevuto la carta verde. Come mi devo regolare in un caso del genere? Altro problema si pone nei locali che hanno posti al chiuso e all’aperto. Evidentemente anche chi è seduto fuori dovrà entrare per accedere ai servizi igienici. E questo non rappresenta una contraddizione?». Domande e dubbi anche per Giampaolo Quagliata, patron di «Medina» a due passi dal municipio di Napoli. «Per testare il sistema di lettura dei green pass ho fatto scaricare l’app. E poi ho fatto verificare i green pass dei dipendenti: sono uscite risposte sballate. Alcune certificazioni recenti risultavano scadute. Di fronte all’inefficienza dello strumento cosa facciamo? In ogni caso mi atterrò alle disposizioni, ma certamente incontrerò difficoltà nell’identificare i clienti col documento di riconoscimento. Si tratta di un’operazione complessa che richiede tempi che non sono consoni alla nostra organizzazione del personale».

3 replies

  1. Lo ripeto per coloro a cui continuasse a sfuggire:
    Al ristorante CI SI TOGLIE LA MASCHERINA.
    Sui mezzi di trasporto è OBBLIGATORIA, meglio ancora se, come suggerisce giustamente Crisanti, ci fosse l’obbligo di Ffp3.
    Salvini, con le sue mascherine/felpa /manifesto, non potrebbe salire.
    Ma figurati… lui sugli autobus ci sale per finta, per selfie propagandistici (e, non capendo la differenza, usa le navette dei terminal🤦🏻‍♀️)

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  2. Vorrei avere notizie dell’ avvenuto pagamento delle multe che verranno comminate ai gruppi di extracomunitari che giornalmente saltano sugli autobus senza porsi il problema del biglietto. Si porranno il problema della mascherina indossata correttamente?

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  3. Nessun obbligo per gli alberghi: avete in mente l’ affollamento dei ristoranti di alberghi, pensioni, B&B sulla Riviera romagnola in Agosto?
    E Bonaccini insiste un giorno sì e l’ altro pure per aprire le discoteche.

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