Ecco i nomi in lizza per la nuova squadra di Conte a capo del M5S

(Marco Antonellis – tpi.it) – Il leader in pectore del M5S, Giuseppe Conte non è stato ancora incoronato ufficialmente. Ma è già partito il toto-nomi per le “poltrone” che contano nell’alveare grillino. L’ex Presidente del Consiglio verrà eletto capo politico del Movimento oggi dagli iscritti sulla piattaforma SkyVote. Dopo questo però, ci sarà la nomina dei vice, così come stabilito dal nuovo Statuto.

Conte, comunque, non sarà il solo a dover scegliere dei nomi da piazzare in posti strategici. Anche Beppe Grillo, col quale c’era stato un durissimo scontro a causa di una possibile diarchia, dovrà muovere le sue pedine. E così ci sarà una spartizione degna delle migliori pratiche dell’ormai antica prima Repubblica.

Grillo, fondatore e garante del M5s, dovrà nominare i membri del comitato di garanzia. La scelta con tutta probabilità cadrà su Luigi Di Maio e Roberto Fico, gente della vecchia guardia, gente che deve tutto all’Elevato e che difficilmente tradirà. Tra i prescelti di Conte, invece, ci potrebbe essere Vito Crimi per la vicinanza dimostrata negli ultimi mesi. Ma sembrano essere quasi certi anche i nomi di Chiara Appendino, sindaca uscente di Torino; Paola Taverna, vicepresidente del Senato; l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina; l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi Maurizio Turco e il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli. Tutti fedelissimi dell’ex Presidente del Consiglio.

Ma la vera notizia, più che l’ennesima spartizione dei posti in salsa partitica (così fan tutti), è l’assordante silenzio di Beppe Grillo in tutti questi giorni, soprattutto dopo la ratifica del nuovo statuto voluto da Giuseppe Conte da parte degli iscritti al Movimento 5 Stelle. Segno che non tutto fila liscio in casa grillina e che la ‘pax’ finora siglata tra i due, Conte e Grillo, è solamente una “pace armata”.

“Non ha detto una parola né per invitare gli iscritti a votare per lo statuto né per congratularsi con il leader in pectore per il risultato raggiunto”, spiega un big pentastellato. Un vero e proprio “silenzio assordante”.

Ma le polemiche all’interno del movimento non finiscono qui. C’è chi fa notare che Conte ha raggiunto il quorum nel voto sul suo Statuto solamente “grazie” ai no dei contrari. Se infatti chi ha votato No (7.702 iscritti) avesse disertato le urne anziché votare, la votazione sullo statuto non avrebbe raggiunto il quorum (posto a 57 mila votanti, mentre i voti totali sono stati meno di 61 mila). E la cosa non avrebbe certamente lasciato indifferente nemmeno l’Elevato.

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6 replies

  1. ANDANDO a memoria è probabilmente la prima volta che Repubblica – già giornale partito del centrosinistra e oggi quotidiano esperto di auto e Mossad finito in mano ai reduci del vecchio Pri– dedica un pezzo elogiativo a un esponente del M5S. È accaduto ieri per la penna scattante come Marcell Jacobs di Stefano Folli: un commento che eleva Luigi Di Maio a grande stabilizzatore del governo Draghi. Ovviamente in contrapposizione all’odiato Giuseppe Conte, che fa pure killerare i suoi avversari dal “giornale di riferimento del contismo”, cioè noi, il Fatto. Ormai Re p u b b l i ca , politicamente parlando, è l’equivalente di Renzi nel giornalismo. Il nulla che si fa tattica e che in questo caso intende costruire un cordone moderato e andreottiano attorno al dogma mariano di Draghi: la riabilitazione di Berlusconi, la passione per il pragmatismo del leghista Giorgetti (qui siamo al sadomasochismo puro) e adesso Di Maio. Che un po’ andreottiano, a dire il vero, lo è nella gestione del potere. E ora ha l’ambizione dalemiana di dare la linea ai 5S nonostante la l e a d e rs h i p di Conte. Dopo la professione di garantismo al Fo g l i o, adesso c’è pure la patente di affidabilità vidimata da Folli. Alla prossima puntata.
    FQ

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  2. Barzelletta sul valore delle nomine in seno al nuovo M5S in base alle loro potenzialita’ operative loro stesse in relazione al prospetto di incidenza politica nelle attivita’ parlamentari.

    Inizio barzelletta:

    “Ciao, che fai di bello in bicicletta?”
    “Vado a vedere se i cestini al parco sono stati svuotati stamattina”
    “Cestini? Ma non ti hanno eletto mebro del Comitato di Garazia?”
    “Oh si’, ma una volta fatte le foto tutti insieme poi siamo liberi, ce ne andiamo”
    “Capito, ma tra poco piove, devi sbrigarti”
    “Vediamo, poi se davvero piove se ne parla alla prossima riunione del Comitato.”

    Fine barzelletta.

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  3. Ecco un altro che usa le statistiche alla viva il parroco… Come se chi non è andato a votare fosse automaticamente per il no.
    Che senso ha togliere i no dal conteggio del quorum?
    Il quorum è un indice di interesse per il quesito, ma alla fine della votazione, esso risulta essere IL CAMPIONE da cui trarre le percentuali. Punto.
    È un atto di disonestà intellettuale usare simili espedienti per sminuire i risultati positivi di una votazione.
    L’Antonellis non è nuovo a queste operazioni furbette.
    Gli suggerirei di farsi assumere da Repubblica & Co.

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  4. Da qualche tempo Marco Antonellis trova ogni pretesto per denigrare Giuseppe Conte.
    Forse è diventato renziano nel momento della completa estinziane del renzismo.

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