La guerra dei vaccini

(Daily Mail) – Secondo un nuovo studio, i vaccini Pfizer e quelli AstraZeneca hanno pari probabilità di provocare coaguli di sangue. Gli scienziati hanno confrontato i tassi di trombosi tra oltre 1,3 milioni di vaccinati in Spagna. E hanno così scoperto che entrambi i vaccini hanno un rischio minimo di causare coaguli, tanto che gli scienziati hanno definito i loro profili di sicurezza «ampiamente simili». Anzi, a leggere i dati Pfizer potrebbe avere una maggiore probabilità di innescare la rara complicanza.

Il virus, invece, ha otto volte più possibilità di entrambi i vaccini di provocare una trombosi. I risultati contraddicono una serie di ricerche, e ancora deve essere dimostrato un legame tra il vaccino Pfizer e la trombosi.

Le preoccupazioni per la sicurezza sul vaccino di AstraZeneca sono emerse per la prima volta a gennaio e hanno spinto le nazioni dell’UE a evitare in massa il vaccino di fabbricazione britannica. I migliori scienziati hanno insistito sul fatto che il vaccino fosse sicuro e avrebbe salvato migliaia di vite, portando ad affermazioni che i pesi massimi del blocco stavano usando il vaccino per giocare alla politica post-Brexit.

Alla luce delle nuove scoperte, un funzionario del governo del Regno Unito ha accusato i leader europei di avere «le mani sporche di sangue» per aver cestinato il vaccino salvavita.

RISULTATI DELLO STUDIO

L’insider anonimo di Whitehall ha dichiarato a Politico: «Ora sappiamo che ciò che tutti sospettavamo fosse vero, lo hanno fatto per ripicca per la Gran Bretagna a causa della Brexit». 

«Quando saranno scritti i libri di storia, diranno che queste persone sono state direttamente responsabili della morte di migliaia di persone nei paesi in via di sviluppo che non prenderanno l’AZ a causa delle loro storie anti-vaxx». I vaccini contro il Covid hanno drasticamente ridotto il rischio di malattie gravi, ospedalizzazione e morte per virus.

La loro rapida implementazione ha permesso alla Gran Bretagna di rimuovere la maggior parte delle restanti restrizioni di blocco. Ma sono stati collegati a complicazioni estremamente rare, e il vaccino di AstraZeneca è stato dimostrato causare coaguli di sangue in 11 su 100.000 destinatari. Anche il vaccino monodose di Johnson & Johnson, che funziona in modo molto simile, è stato collegato alla stessa complicazione.

Tuttavia, i regolatori non hanno individuato alcuna tendenza coerente tra il vaccino a mRNA di Pfizer e i coaguli di sangue. Il suo vaccino, collegato a un tipo molto raro di infiammazione del cuore, si basa su una tecnologia pionieristica. Diversi paesi in Europa hanno smesso di usare il vaccino AstraZeneca progettato da Oxford a marzo dopo una serie di casi di trombosi, con i giovani che corrono un rischio leggermente più elevato.

I regolatori hanno analizzato i dati e hanno scoperto che per la maggior parte delle persone i benefici superavano di gran lunga il rischio. Ma, per sicurezza, il Regno Unito ha deciso di cambiare l’offerta di vaccino per gli under 40, che affrontano un rischio estremamente raro di morire di Covid.

Lo studio, di prossima pubblicazione su The Lancet, ha esaminato solo i dati della Catalogna, una regione della Spagna. Scienziati indipendenti devono ancora esaminare i risultati attraverso un processo noto come revisione paritaria, il che significa che i dati rimangono non verificati.

Dietro allo studio ci sono i ricercatori dell’Istituto universitario della Fondazione per la ricerca sull’assistenza sanitaria primaria di Barcellona, che ha coinvolto anche un team di Oxford e dei Paesi Bassi.

Hanno confrontato i tassi di tre diversi tipi di eventi di coagulazione del sangue tra 1,3 milioni di persone che hanno usato Pfizer o AstraZeneca. I dati sono stati quindi messi a confronto con quelli di un gruppo di controllo di 4,5 milioni di persone, per capire se gli eventi si sono verificati più spesso del previsto.

E il team, guidato da Ed Burn, un ricercatore associato in economia sanitaria del mondo reale presso l’Università di Oxford, ha anche esaminato le cartelle cliniche di 220.000 pazienti che avevano avuto il Covid, patologia che aumenta il rischio di coaguli.

I risultati hanno mostrato che il vaccino Pfizer ha avuto il 25% in più di probabilità rispetto alla media nazionale, mentre quello di AstraZeneca il 20%.

Il vaccino Pfizer non è stato collegato a coaguli di sangue con seconde dosi, mentre lo studio non ha esaminato le persone che hanno ricevuto una seconda dose di AstraZeneca. 

Il rischio di coaguli di sangue nelle arterie – che sono più gravi – era simile tra entrambi i vaccini e inferiore ai tassi che gli esperti si aspettavano di vedere. Il rischio di subire l’esatta complicazione che ha spaventato i responsabili sanitari di tutto il mondo era basso sia tra i destinatari di AstraZeneca che di Pfizer.

4 replies

  1. se volete “vedere” l’oggetto del contendere, questa sotto

    è una sua animazione in 3D
    i realizzatori sono 2, la biologa molecolare Valeria Arkhipova e l’artista CGI Alexei Solodovnikov

    è basata su dati derivati dalla biologia molecolare, mentre altre più utilizzate
    sui media sino ad ora, sono riproduzioni più artistiche che fedeli, i dati derivano
    in parte dal Protein DataBase di libera consultazione.

    quelle che ondeggiano sono le Spike, o proteine ​​S,
    (hanno 2 snodi che consentono la mobilità sui 180°) e che permettono l’ingresso del virus
    all’interno del tessuto cellulare umano, e che sono l’oggetto su cui si focalizzano i vaccini
    che, anticipandone la funzionalità, ne bloccano così l’ingresso

    il guscio centrale, sul quale le Spike sono fissate rigidamente, lo descrivono come un cristallo liquido
    è la capsula proteica che racchiude il virione -il virus di dimensioni 50÷200 nanometri (miliardesimo di metro)-
    nel video è approssimato in quanto è troppo complesso per arrivare ad una sua rappresentazione in tempi non biblici.
    mentre ciò che è rappresento nelle Spike dovrebbe essere abbastanza reale e arrivano alle dimensioni atomiche
    dei suoi elementi, ogni singolo spike può essere ingrandito a 8000×8000 pixel (stampa di 1,3×1,3 metri se a 150 dpi)

    i colori servono per riconoscere i vari elementi che lo compongono
    Proteine ​​S (turchesi), sono le ​​spike

    Le proteine ​​M (verdi) sono responsabili del controllo dell’assemblaggio di nuovi virioni nelle cellule ospiti.
    Questa proteina è una specie di impalcatura su cui altre proteine ​​strutturali sono organizzate in un nuovo virione
    e aiuta anche il virione “neonato” a uscire dalla cellula.

    Le E-proteine ​​(rosso) , interagiscono con altre proteine ​​strutturali, e inoltre, essendo proteine ​​transmembrana,
    formano un canale ionico, aiutando così l’assemblaggio di nuovi virioni nel complesso di Golgi della cellula ospite.

    E i residui di oligosaccaridi (arancioni) funzionano come un “camuffamento” per il virus. Il virus, nascosto dietro di loro,
    si nasconde dal sistema immunitario del corpo: è più difficile per le cellule immunitarie riconoscere l’alieno
    carico di zucchero e, di conseguenza, iniziare a produrre anticorpi contro di lui.

    l’operazione di rendering (applicazione dei materiali e delle luci)
    è stato eseguito tramite il renderer GPU RedShift, un SW,
    che aumenta la velocità della pura CPU (16 core AMD vs 3080 NVIDIA) di circa sette volte.
    per la realizzazione, fatta nei tempi non di ricerca/lavoro quindi “part time”,
    sono serviti 6 mesi tra consultazione di altri esperti, per chiarire certi aspetti, valutare i modelli intermedi
    scartati perché non efficaci o accurati, ed operazioni di costruzione dei modelli 3d da sottoporre a rendering finale

    per i non addetti la procedura per arrivare ad un filmato di rendering 3d grossomodo è:
    si costruisce un modello sulla base dei dati dimensionali, su di esso si applicano -a livello d’informazione-
    i dati relativi ai materiali, poi si applicano le luci e si fissano le traiettorie di movimento dei singoli componenti e/o
    dell’oggetto completo, dopo di che inizia la fase di calcoli che generano i singoli fotogrammi dell’animazione, il rendering.
    per l’occhio umano servono 24 fps – fotogrammi per secondo -, i tempi per la realizzazione di un fotogramma
    possono essere solo ore, ma anche giorni, dipende sia dalla complessità del modello che
    dal SW e HW a disposizione, HW che può arrivare ad essere anche un cluster (gruppo) di server
    formato da centinaia di server che concorrono al rendering, per questa realizzazione non ho info in merito
    se non quelle indicate sopra.

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    • mi scuso, ma la parte che riguarda i colori non è riferita, come avrete capito,
      a questo filmato ma a questa immagine

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  2. Sull’ ultimo numero de Le Scienze si parla di funghi. Ci informano, in tono super allarmistico, che 1,6 milioni di persone al mondo muoiono all’ anno per infezioni fungine resistenti ai farmaci. Indovinate cosa sta preparando “la scienza”? Facile: vaccini.
    Prepariamoci e soprattutto, se abbiamo qualche soldino, investiamolo lì: altro che miniera d’ oro!

    (Le Scienze, ex Repubblica ora GEDI, è molto peggiorata da quando non è più diretta dal mai troppo rimpianto Enrico Bellone. Purtroppo tutto si adegua allo standard dell’ ideologismo postmoderno).

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  3. A proposito dei vantaggi vaccinali, green-cazz e carabattole varie…

    https://ilsimplicissimus2.com/2021/08/01/studio-pfizer-vaccini-letali-153632/

    Lo mettiamo anche per esteso:

    “Circa un mese fa ho commentato la notizia che sia Pfizer che Moderna avevano annullato lo studio sull’efficacia dei vaccini per il Covid 19: i gruppi placebo, ovvero quelli a cui era stata iniettata solo acqua distillata erano già stati vaccinati per ragioni diciamo così umanitarie, per non esporli all’infezione. Davvero strana tutta questa urgenza di fronte a malattia così lieve da avere un indice Cfr dell’ 01 % e un Ifr, calcolato con i criteri dell’Oms, quindi largamente pro pandemia, inferiore a 0,005% , tale da far sospettare che l’abbandono degli studi sull’efficacia dei vaccini fatto rarissimo anche di fronte a patologie ben più gravi, nascondesse qualcosa. E il 28 luglio scorso è stato pubblicato un nuovo studio sull’efficacia del vaccino BioNTech-Pfizer con i dati ricavati dalle ultime fasi dello studio prima dell’abbandono: a prima vista, i numeri sembrano sempre confermare un’ efficacia intorno al 90%, ma se si guarda l’appendice, emerge un quadro completamente diverso. Non si voleva nascondere qualcosa, ma nascondere tutto. Per esempio che lo studio sull’efficacia del vaccino dice l’esatto contrario di quanto si afferma ossia che i preparati a mRna sono in grado di diminuire sintomi, contagi, ospedalizzazioni e decessi. In realtà muoiono di covid più vaccinati che non vaccinati: la verità giace sepolta in una tabella ad accesso complicato, ma una volta trovata è chiara come il sole; di qui probabilmente la decisione di chiudere lo studio prima che i numeri aggravassero la situazione e non potessero in qualche modo essere “gestiti” per salvare la faccia. Per quando questa decisione si presentasse come assurda e incomprensibile non sarebbe mai stata più grottesca dell’imposizione di vaccini che non salvano dalla malattia ma la aggravano.
    La cosa è particolarmente importante perché queste considerazioni non vengono da studi indipendenti, anche ammesso che ce ne siano ancora, i quali potrebbero facilmente venir esorcizzati e dalla torma di ricercatori e medici che dipendono da Big Pharma, ma vengono dalla stessa Pfizer che ha voluto dirigere, finanziare e condurre lo studio con i propri ricercatori e quelli di BionTech ( gli stessi della fase III) probabilmente perché si aspettava qualche sorpresa e voleva controllarla. Naturalmente diciamo che il massino conflitto di interesse possibile è che sia l’azienda produttrice a condurre ricerche sui propri prodotti, specie se poi l’azienda in questione é pluricondannata per truffa e per l’immissione sul mercato di farmaci dannosi, ma deve essere ben chiaro che oramai le cose funzionano così: non esiste più una ricerca e farmacologica che prescinda dall’orizzonte del profitto. Ad ogni modo nella parte principale dello studio troviamo i dati meravigliosamente abbelliti dell’industria farmaceutica anche se ci sarebbero molte cose da dire sulla validità del lavoro: a parte le questioni di statistiche più tecniche basta citare il fatto che vengono esclusi dal periodo di osservazione i giorni successivi alla vaccinazione. Ma soltanto nelle appendici troviamo la sostanza delle cose: durante il periodo in cui la ricerca è stata condotta in cieco sono morti 15 vaccinati e 14 non vaccinati ( tabella S4 che si raggiunge assieme alle altre cliccando su Supplementary material )
    Nel periodo invece condotto non in cieco sono morte 3 persone che hanno ricevuto il vaccino ( siglato BNT162b2 per chi voglia andarsi a leggere la ricerca ) e 2 che non lo hanno ricevuto. Come se questo non bastasse se si andassero ad esaminare i gruppi dei singoli Paesi dove si è svolta la ricerca si scoprirebbero cose strane: che per esempio in Germania l’efficacia relativa del vaccino è risultata del -104,5%. In altre parole: la vaccinazione raddoppia le possibilità di contrarre il coronavirus come emerge dalla tabella sotto tratta dallo studio (Ci credo che abbiano abbandonato lo studio vaccinando tutto il campione placebo: con questi numeri saltano tutte le premesse che servono da pretesto al mileu economico – politico per rendere obbligatoria di fatto la vaccinazione. Consiglio anzi a tutti di scaricarsi la ricerca e soprattutto le appendici, prima che qualcosa intervenga a far sparire tutto, perché questo inchioderà un domani chi sta mestando nel torbido attribuendo ai vaccini proprietà che nemmeno le ricerche portate avanti dagli stessi fabbricanti riescono a mettere in luce. E’ la prova provata della malafede e dell’eterogenesi dei fini della narrazione pandemica.”.

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