L’agente dei vip e gli accordi economici con il leader di Italia Viva

Renzi sa essere tante cose: senatore, leader di Italia Viva, conferenziere, ma anche conduttore, autore e ideatore di format televisivi. Insomma, un artista a tutto tondo.

(pressreader.com) – di Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano – Estate 2018. Governo Conte-1. Matteo Renzi, senatore ancora in quota Pd, è all’opposizione. E nel frattempo crea le basi per una seconda attività: quella di “conduttore” e “autore” e più in generale di “artista”. Proprio nell’estate di tre anni fa, infatti, l’ex premier (oggi leader di Italia Viva) firma le scritture private con la Arcobaleno Tre srl, la società di cui è amministratore unico Niccolò Presta, figlio di Lucio, l’agente dei più noti volti della televisione e non solo. Le scritture private sono sei: quattro per il documentario Firenze secondo me, una per conferire alla Arcobaleno Tre “mandato esclusivo” a rappresentarlo e ancora una per la realizzazione di “opere dell’ingegno”.

I contratti sono finiti al vaglio degli inquirenti della Procura di Roma, che ha indagato Renzi per finanziamento illecito. Nella stessa inchiesta sono stati iscritti nel registro degli indagati anche Lucio Presta e il figlio Niccolò, accusati di finanziamento illecito e fatture per operazioni inesistenti. Secondo i pm romani – è questa in sostanza l’accusa da verificare – vi sono stati “rapporti contrattuali fittizi” dietro i quali si celerebbe un presunto finanziamento alla politica. I rapporti economici tra Renzi e la Arcobaleno Tre srl si possono ricostruire appunto dalle scritture private. Sei in totale. Gli investigatori si stanno concentrando in particolar modo su due di queste.

Opere dell’ingegno I format televisivi “inediti”

A cominciare dalla scrittura privata, che riguarda il “mandato esclusivo” che il leader di Italia Viva ha conferito alla società per rappresentarlo sul territorio nazionale e mondiale e per promuovere la sua attività professionale esclusivamente nei settori dello spettacolo: televisione, cinema e teatro. Nel contratto c’è la voce “obblighi dell’artista”, ossia Renzi. Che quindi dovrà riservare al produttore l’esclusività delle proprie prestazioni artistiche e professionali e di conseguenza non prestare la propria opera, in Italia e all’estero, a favore di altre persone fisiche o giuridiche, enti o organizzazioni. “L’esclusiva riguarda l’artista” e non dunque il produttore, che è libero di assumere l’incarico di trattare anche altri artisti. Il contratto – firmato a luglio 2018 – prevede un compenso per Renzi di 100 mila euro lordi, mentre l’incarico si intende conferito al produttore dal 1º agosto 2018 al 31 dicembre 2019.Lo stesso periodo di tempo riguarda anche la durata di un’altra scrittura privata tra Renzi e la società. Quella che riguarda la creazione di opere dell’ingegno “proteggibili dal diritto d’autore”. Per la cessione dei diritti su queste idee, la Arcobaleno Tre – secondo il contratto – deve corrispondere a Renzi 200 mila euro lordi. In questo caso almeno due le opere dell’ingegno sfornate dall’ex premier: un format di interviste e poi le pillole di storia in 5 minuti. Programmi mai venduti. “Rientra nella normale dinamica del settore di acquisire diritti d’autore da parte delle società di produzione – ci ha scritto il legale dei Presta in una diffida arrivata nei giorni scorsi dopo un nostro articolo –, senza che ciò comporti necessariamente un obbligo di produrre tutti i format acquisiti dagli autori (tant’è che esistono gli inediti), essendo la scelta di produrli legata a valutazioni contingenti rientranti nel rischio di impresa, certamente non squalificabili come condotte ‘anomale’”. Il legale dei Presta ribadisce dunque che non vi è nulla di illecito dietro questi contratti (proprio come ripetuto da Renzi nelle scorse settimane).

Il documentario su Firenze doveva chiamarsi “il giglio”

I sospetti degli inquirenti quindi si concentrano su queste due scritture private e non tanto sulle altre quattro che riguardano il documentario Firenze secondo me perché si tratta di un format prodotto e mandato in onda sul Nove.Per il documentario – che inizialmente doveva chiamarsi “Il giglio” – due scritture private, firmate il 31 luglio 2018, riguardavano le prime cinque puntate. Una prevedeva un compenso per Renzi di 125 mila euro lordi così ripartito: 75 mila euro per l’attività di autore e altri 50 mila per la cessione di tutti i diritti di utilizzo delle opere prodotte. Sempre per le prime cinque puntate sono stati previsti poi altri 125 mila euro lordi in totale (75 mila per l’attività di conduttore e altri 50 mila per la cessione dei diritti d’immagine). A settembre 2018 poi sono stati stilati altri due contratti per ulteriori tre puntate: si tratta di accordi simili a quelli già fatti per il documentario ma per importi ridotti, ossia 75 mila euro lordi ognuno. A conti fatti, in totale per Firenze secondo me (trasmesso sul Nove con il 2 per cento di share) l’ex premier ha incassato 400 mila euro lordi.

Renzi sa essere tante cose: senatore, leader di Italia Viva, conferenziere, ma anche conduttore, autore e ideatore di format televisivi. Insomma, un artista a tutto tondo.

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