Inferno dantesco……..la replica

(Dott. Paolo Caruso) – Ogni anno al primo soffiare di venti sciroccali con il conseguente incremento della temperatura, favorito dal clima anomalo e dall’afa, la mano criminale dei piromani fa sentire la propria presenza, innescando incendi che inghiottono interi boschi e ettari di macchia mediterranea, uccidendo diverse specie di animali, minacciando abitazioni e perfino l’incolumità delle persone. In queste ultime ore l’inferno dantesco ha fatto il suo debutto sul palcoscenico naturalistico delle due isole più grandi del nostro Paese: la Sicilia e la Sardegna. La terra di Sicilia è stata sfregiata ancora una volta dai roghi che hanno interessato la montagna di Erice, una vera terrazza che scruta dall’alto l’azzurro mare di Trapani imperlato dalle bellezze paesaggistiche delle isole Egadi. L’estremo lembo occidentale della Sicilia con il suo monte di Erice viene divorato  da incendi che inceneriscono svariati ettari di macchia mediterranea, minacciando alcune abitazioni e estendendosi sempre più lungo le pendici in direzione delle località rivierasche. Anche il palermitano ed Alcamo nel trapanese vengono interessati da incendi di vaste proporzioni, mentre un intero bosco di quasi seimila ettari sui monti Sicani nell’agrigentino viene divorato da diversi roghi. Uomini della forestale, vigili del fuoco, volontari, diversi canadair, sono impegnati nell’immane opera di spegnimento, mentre rimbalzano dal Salento ma in particolare dalla Sardegna le notizie drammatiche della vastità degli incendi. In Sardegna nei territori di Oristano stanno andando in fumo ventimila ettari di boschi, oliveti, campi coltivati, aziende agricole e case. Un vero dramma di proporzioni enormi; secoli di storia ambientale e paesaggistica cancellati in poco tempo. Per domare le fiamme su questi monti impervi dell’oristanese sono in campo decine di squadre di vigili del fuoco supportate da diversi canadair anche provenienti dalla Francia e dalla Grecia; un grande impegno di uomini e di energie. Serviranno in questa parte della Sardegna almeno quindici anni per ricostruire l’habitat naturale, boschi, macchia mediterranea e i campi da destinare a pascolo. Una vera catastrofe ambientale. Le regioni interessate nostante leggi nazionali e locali non riescono a far fronte soprattutto con una oculata opera di prevenzione e messa in sicurezza dei territori ai numerosi  incendi che specie nella stagione estiva sempre per azione dei piromani si sviluppano e riescono ad incenerire vaste aree di estrema importanza fauno paesaggistica. Il disboscamento e  la desertificazione inoltre con i suoi effetti devastanti quali frane e smottamenti, insieme ad eventi climatici estremi, rappresentano poi il triste epilogo di una storia già scritta di un ulteriore disastro ambientale. Alla fine di questa emergenza si calcoleranno i danni e inizieranno le solite accuse, i soliti rimpalli di responsabilità e un sistema organizzativo lacunoso farà da sottofondo ad un panorama spettrale di cenere e di alberi scheletriti. Tutto ormai è desolazione……e la Sicilia come la Sardegna, ancora oggi continuano a bruciare.

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3 replies

  1. Chiediamoci come mai per i piromani non valgono le leggi del terrorismo, specie se ci scappa il morto.

    Come cazzo è possibile che anche quando presi spesso si fanno qualche anno di condizionale?

    Vogliamo dire che al sistema loro fanno comodo in nome del ‘progresso’?

    Oppure c’é qualche altra ragione che è ancora più subdola?

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