Un mese in più per le firme sul referendum della Lega

Con la scusa dell’emergenza Covid, il Carroccio avrà tempo non più fino al 30 settembre ma fino al 30 ottobre per presentare in Cassazione le 500.000 firme necessarie.

(pressreader.com) – di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano – La propaganda leghista celebra le 300mila firme già raccolte per i sei quesiti referendari sulla giustizia e l’obiettivo del mezzo milione già ad inizio agosto. Insomma, sulla carta Matteo Salvini non dovrebbe temere figuracce tra cui quella di non riuscire a raccogliere le firme da depositare in Cassazione per i referendum su separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, abolizione della legge Severino e limitazione della custodia cautelare. Peccato però che la realtà dica un’altra cosa: la Lega sta provando in tutti i modi a evitare di fare fiasco nella raccolta firme. D’altronde Salvini ha già detto che l’obiettivo non è quello delle 500mila firme necessarie ma ha alzato l’asticella ad almeno un milione per stare tranquillo e avere una legittimazione politica più forte.

Non arrivarci dunque sarebbe uno smacco per il Carroccio, con una campagna referendaria che partirebbe già azzoppata. E con l’agosto delle vacanze alle porte e la recrudescenza dei contagi, il timore del flop c’è. Così la Lega prima ha deciso di mettere le mani avanti facendo partire le pratiche per far approvare i referendum in cinque Consigli regionali guidati dal centrodestra (la prima è stata la Lombardia, ieri l’Umbria, seguiranno Friuli Venezia-Giulia, Liguria e Piemonte) e poi ha allungato di un mese la possibilità di raccogliere le firme: l’aiutino è arrivato con un emendamento presentato dal deputato leghista Igor Lezzi e approvato in commissione Affari Costituzionali e Ambiente della Camera che stavano discutendo il decreto Semplificazioni. La leggina secondo cui “tutti i termini previsti dagli articoli 32 e 33, commi 1 e 4 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (quella che regola i referendum abrogativi, ndr) sono differiti di un mese” è una norma ad Legam: così, con la scusa dell’emergenza Covid, il Carroccio avrà tempo non più fino al 30 settembre ma fino al 30 ottobre per presentare in Cassazione le 500.000 firme necessarie. Un mese in più che sarà molto prezioso perché a settembre ripartiranno tutte le attività dopo le vacanze, tra cui anche quella delle Camere. “Più firme saranno depositate in Cassazione, maggiore sarà la legittimità politica dei referendum” dicono da via Bellerio.

L’emendamento approvato in commissione finirà nel testo del decreto che sarà approvato questa settimana alla Camera e arriverà al Senato blindato visto che deve essere convertito entro il 30 luglio. La norma non avrebbe più ragion d’essere nel caso in cui però il 31 luglio il governo Draghi non dovesse rinnovare lo stato d’emergenza, ma è quasi scontato che il premier deciderà di prorogarlo fino a fine anno. E non è un caso che Salvini non si sia più espresso sulla questione (era nettamente contrario) e accetterà la proroga. Se serve in chiave referendum, ben venga anche lo stato d’emergenza.

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4 replies

  1. Salvini ha l’hobby di buttare soldi ALTRUI in referendum inutili e quindi DANNOSI.
    Chi glieli firma non SA neanche di che cosa si tratta (vedere vari video), ma lo fa “sulla fiducia” nel baciasalami collezionista di rosari.
    Pensate come siamo messi a IGNORANZA.
    In quella, la coppa non ce la insidia nessuno: è inversamente proporzionale alla libertà dell’informazione.

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  2. Seppure riuscisse a raccogliere le firme ai referendum mancherebbero i numeri degli elettori.
    E se non influissero la maggioranza dei votanti li respingerebbe comunque, smaschera do il suo (s)Porco tentativo di far passare norme CRIMINOGENE per i ladri di partito come il suo o come il suocero in pecore verdini.

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  3. un altro motivo per pensare che il coviddi abbia ammazzato solo le persone per bene.

    Non uno di questi parassiti è stato colpito duro da quella malattia, che pure avrebbe fatto oltre 100k morti solo in Italia.

    ci vorrebbe un virus che accoppa solo politici e banksters, ma quello di sicuro non lo inventeranno. mica sono scemi.

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