Quando il populismo si impossessa dei riformatori. La riforma Cartabia e le falsità per accoglierla

(Stefano Rossi) – Ci risiamo. Eccone un altro che straparla contro il Prof. Conte.
Su Huffingtonpost il giornalista Alessandro Barbano critica il Prof. Giuseppe Conte prendendo spunto da un errore giudiziario dove, il Professore, proprio non c’entra nulla.
Brevemente, si tratta del povero Prof. Ciccio Addeo trascinato nell’arena giudiziaria da testimonianze false di alcuni colleghi.
Solo dopo tantissimi anni è riuscito a dimostrare la sua innocenza.
Ma anziché prendersela con i falsi testimoni, il Barbano, trova spunto per infangare la figura del Prof. Conte.
Lo paragona a Don Abbondio citando la famosa frase: “Carneade! Chi era costui?
Personaggi e frasi che non c’entra nulla con il caso di specie ma serve, a chi lo ha scritto, per denigrare ed infangare la figura dell’ex presidente del Consiglio paragonandolo al personaggio manzoniano vigliacco, pavido e pure un po’ sciocco e petulante.
Tutto il contrario del Prof. Conte ma evidentemente, questo Barbano, ha del veleno che doveva per forza uscire.
Ha scomodato il romanzo ottocentesco per rinfacciare al Professore la sua posizione contraria alla riforma Cartabia e conclude l’articolo snocciolando pochi nomi di giuristi favorevoli a quest’ultima riforma del processo penale lasciando intendere che di favorevoli ci sarebbe solo il Professore e i pochi (a suo dire) del Movimento.
Potrei citare il Prof. Coppi, il dott. Gratteri, il presidente dell’ANM Santalucia, il dott. Davigo, il dott. Sebastiano Ardita (consigliere del Csm ed ex dirigente  Dap), il dott. Alfonso Sabella il quale ha detto tutto con poche parole: “Riforma scritta da chi non è mai stato in un tribunale”, solo per citare alcuni contrari a questa riforma che, aggiungo io, è vergognosa. Potrei ricordare che nei Paesi del common law la prescrizione è sconosciuta, potrei dire che l’Italia si allontana di nuovo dai Paesi Occidentali, i quali, bloccano la prescrizione all’inizio delle indagini o dal primo processo. Potrei dire che questa riforma fa contenti Berlusconi, Renzi e tanti politici che rischiano la condanna definitiva.
Potrei dire che dalle parole del dott. Stefano Musolino (Magistratura Democratica) si intuisce la vera svolta di questa riforma: “L’amnistia è necessaria per decongestionare i distretti più in difficoltà”.
Potrei dire che i tanti bacarozzi mafiosi che impestano questo Paese, anche altri come la Germania con i loro loschi traffici, hanno brindato per la riforma Cartabia, ma mi mancano le parole.
Ho solo parolacce, quindi, mi taccio.
Ma una proposta seria bisogna pur presentarla se si critica una scelta governativa.
Per rendere più celeri i processi semplicemente bisogna avere più magistrati e qui bisogna scoprire il vero motivo per cui mancano le persone che poi la giustizia la devono amministrare.
Più giudici lavorano e meno casi come quello di Ciccio Addeo ci saranno.

  1. Tanti magistrati fanno tutto tranne che i magistrati. Tra ministeri, organi costituzionali, giustizia sportiva, vengono distolti dalle loro funzioni principali. Non è possibile che un magistrato debba lavorare sul caso di un giocatore di calcio da sanzionare con una o due giornate. A parte poi merita il caso dei giudici amministrativi. Questi è notorio che guadagnano somme ingenti con gli arbitrati, quindi, non perdono tempo a scrivere le sentenze per casi che, per le loro tasche, diventano quisquiglie. Ci vorrebbe una politica forte in grado di scardinare questa vergogna. Certo che alla politica servono magistrati in grado di scrivere le leggi ma basterebbero la metà di quelli imboscati negli uffici che ho poc’anzi citato.
  2. Anziché fare concorsi per 300 posti per uditore giudiziario, bisognerebbe ogni anno, farne di 600, 800 posti. E’ la magistratura che non vuole alzare troppo il numero perché alla fine perderebbero quell’aureola, quel potere, quella funzione ancora intoccabile di organo del tutto particolare.

Quindi una politica debole, vigliacca, pavida e un po’ sciocca preferisce tagliare i termini della prescrizione stravolgendola come fosse un’amnistia generalizzata per tutti i reati. Ma non avendo il coraggio di chiamarla con il vero nome, preferisce nasconderla con meccanismi identici ma nominandola come fosse la prescrizione.
Difatti, Salvini, che di populismo se ne intende, ora, già comincia a dire che non si devono svuotare le carceri. Se ne accorge dopo aver dato il suo consenso.
La riforma della giustizia è una cosa seria e non si può farla sulla pelle delle persone offese e danneggiate dai reati.
Molti processi come quello di Cucchi, Viareggio, Ponte Morandi, trattativa Stato-mafia, le tragedie di Rigopiano, Amatrice, L’Aquila, Bolzaneto, tutte le stragi da Brescia a Bologna, Dell’Utri, Bagarella, tangente Enimont, la bancarotta fraudolenta  di Parmalat, tutti evaporati nel nulla.
Chi non capisce questo si limiterà a dividerci ancora tra garantisti e giustizialisti e con l’oramai doppio mantra “Ce lo chiede l’Europa” e “Non si possono tenere anni le persone sotto processo”.
L’Europa, invece, chiedeva TUTTO IL CONTRARIO!
La commissione europea chiedeva all’Italia lo stop della prescrizione dopo il primo grado di giudizio e la riforma di Orlando, quello bravo, era stata accolta con riserva.
Per l’Europa, non certo per la politica italiana, la priorità era combattere la corruzione politica.
Nel 2017, ecco cosa ci diceva l’Europa: “La corruzione rimane un grave problema, e i termini di prescrizione e il quadro di prevenzione frammentato continuano a ostacolare la riduzione di questo fenomeno”. Nelle Raccomandazioni così ci consigliavano: “…potenziare la lotta contro la corruzione, anche riformando l’istituto della prescrizione entro fine 2016”.
https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/2017-european-semester-country-report-italy-it_1.pdf
Qui potete toccare con mano e giudicare senza i pennivendoli di mezzo.
Proprio in quel periodo a Ostia veniva commissariato il X Municipio in mano al Pd per mafia.
E qui c’è gente che scomoda Manzoni per camuffare la verità!
A questo ci riduciamo.

3 replies

  1. “Su Huffingtonpost il giornalista Alessandro Barbano critica il Prof. Giuseppe Conte”
    A me già bastava così.
    Una testata e un nome: garanzia di disonestà intellettuale.

    Piace a 1 persona

  2. Straordinario articolo, sottoscrivo ogni singola parola. Viene da piangere per la rabbia, per l’impotenza di modificare il corso di una riforma che è solo la punta dell’iceberg. Draghi un uomo al servizio del sistema di potere, non certo scelto dal popolo. Alcuni magistrati manifestano apertamente, ma in privato, la propria insofferenza all’idea di dover scrivere “… ste sentenze”, il cinismo e la cupidigia gli impediscono di curare l’unico interesse per il quale sono stati selezionati : rendere, nel nome di chi gli paga lo stipendio, giustizia agli offesi. Se anche la magistratura “molla” non c’è più speranza alla deriva. Dobbiamo tornare al voto, augurandoci che la gente comprenda l’importanza di cambiare.

    Piace a 2 people

  3. Quisquilie, non “quisquiglie”.
    Non sono in grado di esprimere un giudizio, mi fido in particolare di Gratteri e Ardita.
    Tuttavia osservo che nessuno dei commentatori contrari alla riforma si degna di fare un minimo di autocritica su certe abitudini di molti magistrati, impegnati principalmente a tramare sulle loro carriere grazie agli uffici di Palamara. La sgradevole sensazione di una magistratura, in buona parte, occupata pro domo sua anziché all’interesse delle vitime dei reati mi porta a simpatizzare con chi vuole mettere delle regole a un lavoro certo particolare, ma sucettibile come tutti gli altri di meriti e demeriti. Temo che molti magistrati si addormentino sulle sudate carte e, in questo caso, imporre un ritmo di lavoro a cui magari legare la possibilità di far carriera, possa pefino essere utile.

    "Mi piace"