Renzi e Presta indagati: “Finanziamento illecito”

Contratti per l’ideazione di programmi televisivi, per il documentario “Firenze secondo me” e poi l’esclusiva sui diritti. La procura di Roma indaga sui rapporti economici tra Matteo Renzi e l’agente delle star Lucio Presta.

(pressreader.com) – di Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano – Contratti per l’ideazione di programmi televisivi, per il documentario “Firenze secondo me” e poi l’esclusiva sui diritti. La procura di Roma indaga sui rapporti economici tra Matteo Renzi e l’agente delle star Lucio Presta. E per l’ex premier è una tegola giudiziaria che arriva proprio nei giorni in cui è alle prese con la presentazione del suo libro “ControCorrente”. Il leader di Italia Viva è indagato dalla procura della capitale, guidata da Michele Prestipino, per finanziamento illecito. Nella stessa inchiesta figurano nel registro degli indagati anche Lucio Presta e il figlio Niccolò, accusati di finanziamento illecito ma anche di fatture per operazioni inesistenti. Secondo gli inquirenti romani – ed è questa in sostanza l’accusa da verificare –, tra l’agente più famoso d’Italia e l’ex premier (già indagato per finanziamento illecito nell’ambito di un’altra indagine, quella della procura di Firenze sulla Fondazione Open), vi sono “rapporti contrattuali fittizi” dietro i quali si cela un presunto finanziamento alla politica.

“Firenze secondo me” share al 2 per cento.

Ma procediamo con ordine. L’indagine – di cui sono titolari il procuratore aggiunto Paolo Ielo e i sostituti Alessandro di Taranto e Gennaro Varone – è partita da un accertamento fiscale sull’agente. Tutto procedeva in silenzio finché più di una settimana fa ci sono state le perquisizioni della Guardia di Finanza a casa di Presta e in quella del figlio, ma anche nella sede legale della “Arcobaleno Tre srl”, società con sede a Roma, di cui è titolare al 15 per cento ed è amministratore unico Niccolò Presta.

Quando le Fiamme gialle sono entrate negli uffici della società hanno acquisito i contratti firmati con Matteo Renzi. Sarebbero almeno quattro e comprendono diverse prestazioni per un totale di circa 700mila euro. C’è l’accordo che riguarda l’esclusiva che Renzi ha concesso a Lucio Presta, quello per la progettazione di programmi ideati dall’ex premier e alla fine mai venduti. E poi c’è il contratto per la realizzazione del documentario “Firenze secondo me”, di cui Renzi era autore e conduttore. La vicenda era stata rivelata da Emiliano Fittipaldi su L’Espresso. Secondo quanto ricostruito dal settimanale nel 2019, per “Firenze secondo me” Renzi ha incassato poco più di 400 mila euro. Per quel documentario, andato in onda per quattro serate sul canale Nove (con uno share al 2 per cento), la multinazionale Discovery ha poi pagato 20mila euro al medesimo Presta. Ed è sempre L’Espresso che aveva scritto come i diritti versati dall’agente per il documentario, nell’autunno 2018, sarebbero serviti a Renzi per restituire il prestito di 700mila euro della madre dell’imprenditore Riccardo Maestrelli, soldi utilizzati per acquistare una villa sulle colline del capoluogo toscano. Ma questa è un’altra storia che non ha nulla a che vedere con l’indagine romana. Che invece si concentra solo sui contratti di Renzi con l’“Arcobaleno Tre Srl”. Accordi che non prevedono dunque solo l’ideazione e la conduzione del documentario, ma anche altri progetti per la realizzazione di alcuni programmi televisivi.

Mediaset avrebbe dovuto comprarli, ma alla fine non se ne è fatto più nulla. E che una trattativa fosse in corso lo aveva confermato lo stesso Piersilvio Berlusconi, ad di Mediaset, che a settembre 2018 aveva dichiarato: “A me piacerebbe avere il docufilm di Renzi sulle mie reti perché stimo Renzi. Appena vedremo il prodotto vedremo se potremo averlo sulle nostre reti: io spero di sì”.

Pillole in 5 minuti e le interviste di Matteo

Desiderio che non si è realizzato. Renzi però il compenso (circa cento mila euro) per l’ideazione di quei format lo ha incassato lo stesso. Erano però almeno due le proposte in cerca di acquirente arrivate sul tavolo della “Arcobaleno Tre Srl”: un programma in cui Renzi si sarebbe trasformato in intervistatore di personaggi famosi e poi le pillole di storia in 5 minuti. “Il progetto dell’ideazione di programmi non valeva cento mila euro, ma un milione. Solo che non si è concretizzata e Renzi ha incassato solo i soldi dell’idea. Ma li ha tenuti per lui, non li ha mica versati al partito, per questo non può essere finanziamento illecito”, hanno ripetuto ieri fonti vicine all’ex premier.

La Procura di Roma però indaga proprio su questo aspetto, tanto che oltre Renzi ha iscritto anche Lucio e Niccolò Presta. Nel decreto di perquisizione nei confronti dei due si parla infatti di “rapporti contrattuali fittizi, con l’emissione e l’annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell’utilizzazione quali costi deducibili inerenti all’attività di impresa, costi occulti del finanziamento alla politica”. Per questo all’agente la Procura contesta il finanziamento illecito “per i pagamenti eseguiti nel 2018 e non iscritti a bilancio” e poi dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. In sostanza, il sospetto dei magistrati, tutto da verificare, è che i progetti siano stati pagati a fronte di prestazioni che non sono state eseguite oppure che valevano molto meno. E tutto ciò per finanziare l’attività politica di Renzi.

La replica I due indagati “è tutto regolare

”È un’accusa che sia il leader di Italia Viva che Presta respingono. L’ex premier ieri in un video pubblicato su Facebook ha dichiarato: “Si parla di una mia attività professionale che sarebbe finanziamento illecito, cosa che non sta né in cielo né in terra”. E ha aggiunto: “Quello che mi riguarda è tutto trasparente e tracciato. Io non ho niente da nascondere e nulla di cui vergognarmi. E quindi buon lavoro ai magistrati che facciano il loro dovere di indagare, noi siamo a loro disposizione”. In una nota, l’avvocato Federico Lucarelli, legale della società “Arcobaleno Tre”, spiega: “Abbiamo saputo di questa indagine solo pochi giorni fa e ci siamo subito messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per chiarire rapporti di collaborazione nel campo delle prestazioni artistiche ed autoriali da parte di Matteo Renzi che risalgono a quasi 3 anni fa, inerenti il documentario ‘Firenze secondo me’, di cui si era parlato pubblicamente al momento in cui la società Arcobaleno 3 aveva proposto a Matteo Renzi di produrla con la sua collaborazione autoriale e conduzione. Contrariamente a quanto si legge, si tratta di prestazioni esistenti, regolarmente fatturate all’Arcobaleno Tre e pagate alla persona fisica, quale corrispettivo dell’attività svolta, non al Politico o al Partito”.

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